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30 agosto 2021

Faziosità quirinalizia


Si potrebbe liquidare il predicozzo di Mattarella di ieri richiamando il proverbio per cui è meglio stare zitti e dare l'impressione di non capire che aprire bocca e togliere ogni dubbio.

Ma la questione, qui, è più grave, molto più grave.

Siamo in presenza di un signore che ha trasformato la presidenza della repubblica, che per convenzione dovrebbe essere "di tutti gli Italiani", in uno strumento di propaganda di parte.

Chiede più europa.

Sbraita contro il Nazionalismo.

Difende la dittatura sanitaria (potrebbe essere stato lui a volere la riconferma di Speranza !).

Rinfocola le divisioni tra Italiani prendendo le parti solo e sempre di una fazione (la sinistra).

Tace sugli scandali in magistratura.

Non anticipa le elezioni e briga per costituire un governo purchessia, anche contro natura come l'attuale.

E adesso si permette di criticare le posizioni di alcuni partiti che non vogliono l'arrivo di clandestini, trincerandosi dietro una scusa ridicola e risibile.

Mattarella, infatti, dice che è una contraddizione dire di voler aiutare gli afghani e poi chiedere di fermare gli sbarchi.

E' strumentale.

Se avessimo avuto un governo ed un ministro degli Interni competenti, il blocco degli arrivi dei clandestini avrebbero consentito la disponibilità ad accogliere i veri profughi.

Accettando l'arrivo di chiunque fosse scaricato dalle ong, la misura è colma, per tutti e non sono più credibili quelli che si qualificano come profughi.

Quanto all'Afghanistan, per venti anni abbiamo dato denaro, armi e vite umane.

Abbiamo addestrato il loro esercito che si è squagliato senza combattere e consegnando le armi ai talebani.

Aiutare gli afghani non significa fornirli di un'assistenza, vitto, alloggio, cure e istruzioni perennemente a carico di noi Italiani, ma significa fornire loro gli strumenti per liberare il loro paese e darsi una guida democratica.

Significa farli combattere in Afghanistan, non aderire alle comode manifestazioni di piazza in Italia.

E cosa vorrebbe, Mattarella, forse svuotare l'Afghanistan per portare 30 milioni di afghani in Italia ?

Ma arriverà febbraio 2022 e speriamo che a nessuno venga in mente di riproporre costui, anche se è vero, come dicono i proverbi perle di saggezza, che al peggio non c'è mai fine.


22 agosto 2021

Falsi umanitari

Con la riconquista di Kabul da parte dei talebani, dopo un primo momento di sbandamento iniziale, è ricominciata la propaganda dei cattocomunisti, travestiti da umanitari.

Pretendono che si dia accoglienza ai cosiddetti profughi, strillano per i diritti delle donne (e mi meraviglio che ancora non sia arrivato lo Zan di turno per ricordare il trattamento riservato agli omosessuali), manifestano, ovviamente nelle capitali occidentali.

Sono gli stessi che nel 2001 contestavano l'iniziativa del Presidente Bush di liberare prima l'Afghanistan e poi l'Iraq, armi in pugno, plaudendo a Germania e Francia che si rifiutarono di partecipare in Iraq (poi abbiamo visto nel 2011 in Libia ...).

Leggo che un'attrice di estrema sinistra ha pubblicato scritti strappalacrime in difesa delle donne afghane.

La Merkel e la feldmarescialla dell'Unione del Male invitano ad accogliere, ma chi è esposto innalza ovviamente e prudentemente muri ai confini.

Tranne noi, ovviamente, che anzi vediamo preparativi per accogliere migliaia di afghani (tra i quali si annideranno anche terroristi) che arrivati in Italia scendono in piazza a rivendicare assistenza.

Pretendendola da noi, dopo che il loro esercito è scappato senza combattere, abbandonando anche le armi di cui l'avevamo dotato e rafforzando i talebani.

Persino i paesi musulmani non sono disposti ad accogliere i fuggitivi afghani loro fratelli in fede, perché dovremmo farlo noi ?

Comodo aspettare di essere a Roma per manifestare.

Comodo scrivere quello che ALTRI devono fare a tutela di questo e di quello.

Ma perche le Jolie di questo mondo non prendono un fucile e non vanno di persona a combattere i talebani?

Troppo comodo fare i pacifisti contro la guerra e poi gli umanitari per le conseguenze della vittoria dei talebani, pensando che siano sempre ALTRI a doversi sporcare le mani e farsi carico dei costi.

Io non credo ai falsi umanitari, ma che l'unico interesse cui deve guardare il governo italiano, sia quelo del'Italia e degli Italiani.

E noi abbiamo già dato, in vite e in denari.

Se dopo vent'anni gli afghani non hanno contrastato i talebani, vuol dire che vogliono essere governati dai talebani.

Noi dobbiamo solo tutelare chi ha correttamente collaborato con noi ed essere vigili perché l'Afghanistan non torni nuovamente ad ospitare centrali terroriste.

Il resto appartiene alle scelte, anche di non combattere per la propria libertà, di una popolazione.  

18 agosto 2021

Siamo noi Occidentali ad essere stati traditi

Sulla stampa serva, banale e opportunista, è un proliferare di editoriali contro gli Stati Uniti, con improbabili "esperti" che scrivono che già prima di iniziare si sapeva come sarebbe finita l'avventura in Afghanistan.

Geni !

Ma dov'erano nel 2001 ?

Io nel 2001 c'ero e, nella mia inesistente influenza, ho sempre sostenuto sia l'intervento in Afghanistan che quello in Iraq.

Biden l'incapace ha detto una sola cosa giusta: siamo intervenuti (principalmente, aggiungerei io) per vendicare un attentato e stroncare le velleità di ripeterli: missione compiuta.

Poi c'era anche l'illusione di creare stati con sistema democratico, la stessa illusione che ha pervaso la cosiddetta primavera araba che ha fatto disastri, a differenza dell'intervento in Afghanistan e Iraq che ha distrutto basi terroriste ed eliminato pericolosi tiranni come Omar, Bin Laden e Saddam.

L'illusione era di poter dare agli afgani il tempo di organizzarsi e di poter contrastare i talebani.

Abbiamo quindi protetto l'Afghanistan, addestrato e armato un esercito di 300mila effettivi che si è squagliato senza combattere davanti a 60mila talebani.

Non accetto quindi che un medico afgano, il primo a fuggire con il primo aereo italiano, si presenti davanti alle telecamere con il viso truce e incazzato e dica che si sente tradito dell'Occidente, come non lo accetto dal ristorare afgano di Bologna intervistato ieri da Radio 24.

Perchè, invece di trovare comodo rifugio in Italia, non sono rimasti a combattere, mostrando ai talebani e non a noi, il viso truce e incazzato ?

Sono scappati anche loro, come tutto il loro esercito, cinque volte numericamente superiore a quello talebano.

Siamo stati noi Occidentali ad essere stati traditi, semmai.

E non aprano all'accoglienza di chi non ha combattuto per il suo paese e la sua terra.

Solo quelli che hanno collaborato con noi e alle loro famiglie in senso stretto: moglie/marito e figli.

Perchè se si considera la famiglia allargata, in un posto dove ci sono dieci, quindici fratelli, rischiamo di veder arrivare intere tribù.

Non credo ai talebani con i loro discorsi di apertura alla modernità, ma a noi interessa che l'Afghanistan non torni ad essere una base per terroristi.

Se così sarà, visto che il rientro dei talebani è stato propiziato dagli stessi afgani che non hanno combattuto, non dobbiamo intrometterci nella loro politica interna.

Ma se tornerà ad essere base per terroristi, missili e bombe sono in abbondanza nei nostri arsenali.

E noi sappiamo usarli, basta volerlo.


17 agosto 2021

Troppe chiacchiere sull'Afghanistan

Il problema dell'Occidente non è solo la dittatura sanitaria ed il governo occulto delle consorterie affaristico finanziarie, ma anche l'eccesso di media che suonano tutti la stessa musica e costringono i politici ad alzare continuamente l'asticella delle loro sparate per poter ottenere tre righe nelle pagine interne.

L'indecoroso ritiro di Biden dall'Afghanistan conferma il male che fanno giornali e televisioni per una efficiente politica estera e militare.

Sin dai tempi del Vietnam, i giornalisti hanno preferito puntare sul buonismo che c'è in noi, mettendo in risalto gli errori compiuti nel colpire un villaggio adiacente ad un campo terrorista vietcong, invece di informarci che, pur nella morte di molti civili, quei terroristi sono stati spazzati via.

Questa narrazione pietista non ci fu durante la seconda guerra mondiale, consentendo all'aviazione anglo americana di spazzare via ogni resistenza, facendo dell'Europa un enorme campo di macerie.

Ma vincendo la guerra, senza concedere alcun appello per gli sconfitti.

In Vietnam non fu cosi e gli Americani si ritirarono per stanchezza, cosi come non ci fu analoga determinazione in Iraq e in Afghanistan ora riconsegnato malamente ai talebani.

Cosa fatta, capo ha.

Purtroppo l'opera di demolizione dei giornalisti, continua coadiuvata da quei politici e quelle associazioni che odiano a tal punto la nostra Civiltà, da volerla distruggere, avendo trovato oggi lo strumento dei cosiddetti "profughi".

Gente come Sassoli, presidente cattocomunista del parlamento del'Unione del Male, che pretenderebbe di dare asilo agli afghani che scappano, parla solo perché dotato di saliva e lingua, ma non dice cose ragionevoli.

Già abbiamo migliaia di clandestini che, complice il governo Draghi con il ministro Lamorgese, vengono accolti, indipendentemente dal numero che ci viene scaricato dalle ong e poi sciamano indisturbati per l'Italia e ci costano oltre cinque miliardi all'anno solo per vitto, alloggio, cure.

Se aprissimo la porta anche a chi scappa, senza aver combattuto, senza aver sparato un solo colpo per difendere la sua terra, dovremmo sopportare un onere ulteriore fatto non solo di spese vive per vitto, alloggio, cure e istruzione, ma anche i costi non quantificabili, ma enormi, dell'immissione nella nostra società di un'orda di estranei per cultura, civiltà, mentalità, conoscenze e utilità.

Se Sassoli e quelli come lui vogliono aiutare gli afghani e tutti quelli che vorrebbero venire da noi, si tassino, organizzino aiuti, costruiscano ospedali in loco, facciano i missionari, ma con i loro soldi e senza che chi non la pensa come loro sia minimamente coinvolto ne sul piano ecomico, né su quello della vita sociale e della sicurezza personale.

La smettano i Sassoli di blaterare, investendosi dell'aureola da santi, salvo poi scaricare su tutti noi i costi della loro pelosa, presunta bontà.

16 agosto 2021

Il ministro dei clandestini

Nel suo italiano stentato e imbarazzante, la Lamorgese, quale ministro degli interni del governo Draghi dopo esserlo stato di quello giallorosso di Conte, ha tenuto ieri la consueta conferenza stampa di Ferragosto.

Si è compiaciuta per le operazioni, di cui i media servi hanno dato ampio risalto, di controllo contro quei pericolosi sovversivi dei no pass, si è sbrodolata per aver rimandato a casa un due per cento dei clandestini sbarcati in Italia ed ha annunciato che verranno accolti i cosiddetti profughi afgani.

Sugli afgani ho già espresso la mia idea.

Abbiamo dato loro un territorio, un governo democratico, armi, il tempo per addestrarsi e, appena si sono trovati a combattere senza il supporto delle truppe Occidentali, si sono squagliati come neve al sole, si sono arresi senza sparare, hanno consegnato le armi e sono scappati quando non sono passati dall'altra parte.

Gente così non possiamo considerare "profughi", ma vili che non meritano la nostra accoglienza, i nostri soldi, le nostre cure, la nostra istruzione e, soprattutto, la nostra cittadinanza, con o senza ius soli.

I duemila rimandati a casa dalla Lamorgese sono una goccia nel mare dei 130mila arrivati ad incrementare il business dell'immigrazione durante il corrente anno.

Fossero stati tutti rimpatriati si potrebbe parlare di successo, con un rimpatrio di meno del 2 per cento, non si può neppure parlare di foglia di fico, perché non coprono l'orrore dei clandestini che stiamo mantenendo e che sciamano senza controlli per l'Italia.

Ma la questione più ripugnante è il tono da bollettino della vittoria per le sanzioni, le chiusure dei locali,i controlli effettuati contro gli Italiani nel nome dei dio vaccino e del semi dio green pass.

La Lamorgese si qualifica così come ministro dei clandestini o, se vogliamo, anche ministro contro gli Italiani.

Capisco che sia difficile fare il ministro degli Interni dopo che Salvini ha dimostrato che lo si può fare riducendo ai minimi termini l'invasione dei clandestini, la presenza ong e il business degli immigrati, ma il livello cui è giunta la Lamorgese è imbarazzante persino per i cattocomunisti.

E se Draghi non prende la decisione di chiederne le dimissioni o di sottrarle ogni delega per conferirla al sottosegretario Molteni, allora è complice e correo della squallida gestione della Lamorgese al ministero degli Interni.

  

13 agosto 2021

Biden consegna l'Afghanistan ai talebani

Sulle prime pagine dei giornali è tornato l'Afghanistan.

Biden ha confermato, accelerando i tempi, la decisione del Presidente Trump di riportare a casa i militari americani.

Ma la differenza tra Trump e Biden è la stessa che c'-era tra Nixon e Ford e così assistiamo ad un deja vu , con le scene già viste in Vietnam e forse vedremo la fuga da Kabul come il remake della fuga da Saigon.

Trump e Nixon, infatti, erano credibili nel minacciare interventi in caso di rottura della tregua, Biden e Ford non lo sono, per motivi diversi, ma ambedue sono visti, a ragione, come presidenti deboli e transitori.

Il Vietnam, così, non ha insegnato nulla.

Eppure gli Americani non ebbero scrupoli, per vincere senza strascichi la seconda guerra mondiale, a distruggere tutto, bombardando cose e persone.

In Afghanistan (come in Iraq) invece hanno creduto di poter vincere con l'idiozia del contenimento inventata da Robert McNamara, segretario alla difesa di Kennedys e Johnson e che già fallì in Vietnam.

I bombardamenti, le azioni "chirurgiche" non servono a piegare il nemico.

Se avessero agito chirurgicamente nella seconda guerra mondiale, avremmo ancora gli eredi di Hitler al governo in Germania.

Una guerra la si combatte se si intende vincerla con l'annientamento del nemico, a prescindere dalle proteste buoniste di piazza.

Diversamente non vale la pena combatterla.

Tanto più che, come per il Vietnam, adesso si pone il problema dei profughi afghani e, ancora una volta, sono le verginelle cattocomuniste che strepitano per accoglierli, caricandole sul groppone di tutti noi.

I cattocomunisti, prima hanno preteso di legare le braccia e le gambe alle azioni militari e adesso vorrebbero che tutti pagassimo il prezzo della loro stoltezza.

Tanto più che mi riesce difficile accettare che arrivino dei cosidetti profughi dall'Afghanistan, quando le notizie riportano di una codarda resa dell'esercito afghano ai talebani, con consegna delle armi, senza che sparino un solo colpo.

Ma come, ti arrendi e poi scappi a casa nostra pretendendo di essere protetto e mantenuto ?

Eh, no !

Se non ti piace il regime islamico, resta a casa tua e combatti per la tua patria, non pensare che siamo noi a combattere la tua battaglia mentre tu sfrutti il nostro benessere che non hai contribuito a costruire, neppure ostacolando i talebani.

Il profugo non può essere un intero popolo, ma solo una singola persona particolarmente e specificamente perseguitata da un regime violento e oppressivo. 

Un popolo intero non fugge, ma combatte, a casa sua, per la sua patria.


02 agosto 2009

Politicamente scorretto, eticamente sano


Nelle tre settimane di assenza dal blog (ma non dai mezzi di informazione) numerosi sono stati i fatti che avrebbero fornito un ottimo spunto per un commento.
Ho la convinzione che, comunque, avrò modo di ritrovarli nel prosieguo e, così, mi limito a brevi chiose su alcuni di essi, scelti con un unico filo conduttore: sono tutti politicamente scorretti, cioè, sono privi di quella ipocrisia che ammanta i buonisti in s.p.e. che è un autentico cancro della società e della politica contemporanea.
Naturalmente le mie osservazioni saranno rigorosamente scevre da ogni ipocrisia, al limite della “brutalità” verbale e concettuale.


Un manifesto geniale
L’immagine che ho scelto per illustrare questo post è il manifesto diffuso all’interno delle proprie strutture dall’associazione dei cacciatori.
Un adolescente che suona un richiamo con al fianco un bel fucile da caccia.
I sacerdoti del buonismo sono insorti e mi ha molto divertito il presidente dell’associazione che ha orgogliosamente rivendicato la scelta, senza pentimento.
Una volta, per quelli della mia generazione, andare a caccia se non con il padre o il nonno con qualche zio o amico di famiglia, era un modo di crescere, una scuola, una tradizione buona e giusta.
Chi non ha mai sparato un colpo, mancando clamorosamente un tordo o una lepre ?
Con quella scuola non fu difficile per noi svolgere il servizio militare, smontare e rimontare Beretta e FAL, Garand o MG.
Una scuola di vita, di passeggiate nella natura e di osservazione della stessa.
Poi il crescente buonismo degli abatini del politicamente corretto ha immesso una pletora di divieti e di paletti per avere la licenza e per esercitare la caccia, tanto da dissuadere tutti coloro che non avessero la strada spianata dalla propria attività o residenza.
Il manifesto è, quindi, geniale, perché è un pugno nello stomaco dei talebani dell’ecoambientalismo e ci dice che si rafforza una certa reazione (era ora !) al “politicamente corretto” imperante.
E sarebbe ora che si ripensasse a tutto l’approccio all’uso delle armi, perché, soprattutto adesso che il servizio militare non è più obbligatorio, è necessario che i ragazzi imparino a conoscere ed usare le armi, diversamente diventeranno, veramente, dei bamboccioni alla mercè di ogni popolo più agguerrito e dipendenti, per la loro difesa, dai professionisti della guerra.

FUSse che FUSse la vorrrta bbbona
Attori e registi profumatamente retribuiti
hanno protestato perché il governo ha tagliato 130 milioni di euro dal FUS (fondo unico dello spettacolo) cioè da quel denaro che viene utilizzato per realizzare filmetti e spettacolini che spesso non ricavano quel che costano.
Insomma un gigantesco fondo assistenzialista per attori e registi incapaci di avere un pubblico e che, comunque, vogliono continuare a vivere bene, a spese nostre.
Io non solo avrei azzerato il fondo, ma avrei anche revocato ogni contributo assistenzialista a stampa e televisione.
L’unica regola deve essere quella del mercato.
Chi realizza un film, uno sceneggiato o apre un giornale deve rischiare in proprio (e non soldi nostri) e se è bravo sarà visto o letto ed avrà successo.
Se invece non sarà in grado di avere pubblico, allora meglio che chiuda e faccia un altro lavoro rendendosi socialmente più utile.

Via da Kabul
Io ero favorevole all’impegno militare italiano all’estero: in Iraq, in Afghanistan, molto meno nel Kossovo, assolutamente contrario in Libano con la sinistra che ha voluto la missione solo per parare il fondoschiena degli hetzbollah.
Ero favorevole perché l’iniziativa “Libertà duratura” era gestita dagli Stati Uniti che avevano un Comandante in Capo con una visione strategica del mondo e che agiva per realizzare quel “nuovo ordine mondiale” di cui, prima di lui, aveva parlato suo padre e che io condividevo e tuttora condivido.
Ma adesso che George W. Bush ha terminato il suo mandato presidenziale, perché dovremmo mettere a rischio vite italiane per consentire a quello “giovane, bello (?) e abbronzato” di ribaltare tutta la visione strategica del Presidente Bush e fare il piacione con i nemici storici degli Stati Uniti e dell’Occidente ?
Non posso quindi che concordare con Bossi, Calderoli e la Lega sul fatto che si debbano far rientrare i nostri soldati dall’Afghanistan, dal Libano e dal Kossovo.

Ancora sulle Ronde
A Massa un gruppo di estremisti di sinistra ha attaccato le Forze di Polizia per impedire l’uscita di un servizio di sicurezza sociale organizzato da associazioni di Destra.
Naturalmente l’occasione è stata colta per una critica al principio delle Ronde, ma si dimenticano di dire che:
- il servizio organizzato dall’associazione di Destra voleva essere di utilità nello spirito della legge;
- la sinistra ha agito solo nel nome dell’ormai logoro antifascismo
- gli scontri li ha cercati e voluto la sinistra, non la Destra.

E’ una dimostrazione ulteriore della necessità di Ronde effettive e non del loro simulacro come viene delineato nel provvedimento del governo.

Il Sud sia finanziato dai meridionali
E qui mi collego ad uno dei post pubblicati in mia assenza .
Si torna a parlare di un “piano per il Sud”.
L’MPA di Lombardo non ha votato il decreto anticrisi perché vuole “più risorse” per il Sud e non solo delle “mance”.
I meridionalisti stanno cercando di disporre di soldi che non appartengono loro.
Sono bravissimi a chiedere, anzi, a pretendere denaro, ma perché noi contribuenti del Nord dovremmo continuare a sprecare risorse economiche a fondo perduto ?
Sulla base di quale garanzia dovremmo pensare che sarebbero spesi meglio delle migliaia di miliardi bruciati fino ad oggi dalle varie versioni della cassa per il mezzogiorno ?
A quale titolo pretendono soldi dai contribuenti del Nord ?
Se sono così bravi, dimostrino di sapersi amministrare e arricchire la loro terra con le risorse locali (che sono tante !) .
Viene naturale, quindi, appoggiare le rivendicazioni della Lega, anche in relazione all’attribuzione dei posti di lavoro pubblici facendo del radicamento sul territorio un titolo di privilegio per la loro assegnazione.
Se ne parlerà ancora …

Il blog
Dopo quasi sette anni, cambio l'immagine del blog.
Ho ritrovato la fotografia "ufficiale" della cerimonia di giuramento per il servizio militare del marzo 1979 e mi è sembrata una immagine appropriata.
Ho anche cominciato a elencare i blog di e su Bologna.
Per ora sono tre, incluso il mio Svulazen.
Sono gradite segnalazioni.
Ovviamente inserirò nell'elenco solo i blog che riterrò compatibili con la mia linea politica.

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25 novembre 2007

Distinti e distanti. L'un contro l'altro armati

Da qualche tempo il fine settimana è diventato un crogiuolo di eventi particolari che scuotono il mondo della politica e stimolano riflessioni e reazioni.
Nelle ultime due settimane ricordiamo solo la coinvolgente Assemblea Costituente de La Destra con il discorso di Daniela Santanchè e la settimana successiva la “bomba” del Presidente Berlusconi, a suggello delle dieci milioni di firme contro Prodi, che, stanco degli infidi alleati, ha rovesciato il tavolo e annunciato la nascita del Partito del Popolo della Libertà.
Nel fine settimana che si sta concludendo, invece, in evidenza ci sono due fatti negativi dai quali, però, potremmo recepire insegnamenti molto utili.
Vi è poi un corollario, dal quale partiamo subito, che vede protagonisti personaggi che dovrebbero essere contrapposti e, invece, stanno tirando la volata, a Prodi, assieme.
La triplice sindacale da un lato che, evidentemente ignara delle regole della democrazia, vorrebbe imporre al parlamento di approvare, senza possibilità di emendamenti, l’accordo sul welfare reclamando, non si sa bene in base a quale principio democratico, di intervenire su un atto legislativo che è competenza esclusiva del parlamento.
Analogamente Luca Cordero di Montezemolo, il multipresidente, intima di non toccare quello stesso accordo pena la perdita di credibilità del governo Prodi (perché questo governo ha mai avuto credibilità ?).
Ecco i diktat che la triplice e Lcdm (tra l’altro responsabile di questo stato di cose visto che i giornali imprenditoriali hanno fornito alla sinistra la corda per impiccare i loro padroni, sostenendola alle elezioni del 2006) mostrano quanto in Italia siamo ormai in piena oclocrazia e che solo un forte colpo di reni potrebbe rimetterci in carreggiata (anche se, a parziale consolazione, vediamo dai risultati delle legislative in Australia che la coglioneria non è una esclusiva nazionale).
Ma veniamo ai due fatti principali che forniscono motivo al titolo del post.
In Afghanistan un Maresciallo del Genio, Daniele Paladini, è deceduto per le ferite riportate mentre impediva ad un terrorista musulmano di farsi esplodere in mezzo ai civili durante la cerimonia di inaugurazione di un nuovo ponte costruito dagli Italiani.
Cordoglio unanime, ma, anche, la canea rossa montante che chiede il ritiro dall’Afghanistan.
La solita posizione antioccidentale, antiamericana, antidemocratica, antinazionale.
Una posizione che trova nella sinistra una forte adesione, almeno il 30% della coalizione, tanto che oggi Prodi dichiara che la missione viene confermata, ma deve darsi non ben precisati obiettivi politici.
Cosa significa ?
Già le nostre truppe sono avvilite e svilite in compiti secondari (costruire i ponti, anziche stanare e abbattere terroristi come sarebbe più logico), con regole di ingaggio più restrittive dei colleghi di altre nazioni nell’uso delle armi e già la presenza di un governo con una forte (e determinante) componente contraria all’impegno antiterrorista rende la nostra missione il “ventre molle” dell’intera spedizione internazionale, con la “revisione” prodiana in cosa si propongono di trasformare una missione militare ?
In una riedizione delle Sturmtruppen di Bonvi in chiave italo-afgana ?
Un simile dietro front, oltre a rendere sempre meno affidabile l’Italia di Prodi e, quindi, aumentare le difficoltà del prossimo Governo Berlusconi per riacquistare quella credibilità e affidabilità persa in meno di due anni di sinistra, ci mette nelle mani della “clemenza” dei terroristi musulmani e, soprattutto, offende la memoria di quanti sono morti per estirpare il male dall’Afghanistan e, con tale missione, garantire sicurezza, benessere e progresso in Patria.
L’altro episodio è relativo alla manifestazione contro la violenza alle donne, dove le parlamentari di Forza Italia Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna sono state costrette, da insulti e pressioni anche fisiche, contenute solo dalle Forze dell’Ordine, ad abbandonare una manifestazione alla quale non avrebbero mai dovuto partecipare.
Come si è poi visto è stata una esibizione di veterofemminismo, addirittura contrario all’inconcludente pacchetto sicurezza dell’inconcludente ministro Amato, definito “razzista” perché si propone di espellere chi delinque (e abbiamo visto che le migliaia di espulsioni si sono ridotte a meno di 200 !!!).
Un veterofemminismo capace solo di slogan e di volgarità, ma che non è mai intervenuto quando si è trattato di difendere il diritto, questo sì tutto da conquistare, delle donne musulmane di essere libere.
E, infatti, a favore delle donne islamiche si sono viste solo donne di Destra, a cominciare da Daniela Santanchè addirittura costretta alla scorta per la sua attività invisa all’islam.
Credo che le nostre Donne non abbiano nulla a che fare ed a che spartire con quelle esagitate (e per questo dico che l’errore di Prestigiacomo e Carfagna è stato quello di cercare di partecipare alla manifestazione) che non vogliono affrontare problemi – che sono di tutti – come la sicurezza e risolverli, ma vorrebbero imporre una scelta ideologica, salvo poi, quando hanno una gomma a terra, ricorrere a padri, fratelli, ex mariti (cui nel frattempo – magari – hanno sottratto anche quello che non avevano) o vecchi compagni di liceo sin troppo disponibili.
Sicurezza e politica estera (che poi è sicurezza anche questa), solo due dei tanti argomenti che ci vedono non solo distinti e distanti dalla sinistra, ma schierati su barricate contrapposte, senza alcuna possibilità di mediazione.
La mia Italia non è l’Italia che vorrebbero loro e che somiglia ad un suk misto ad un bordello.
La mia Italia, l’Italia che vorrei, è l’Italia che sia pulita e ordinata in Patria con una Gerarchia chiara, riconosciuta e rispettata.
La mia Italia, l’Italia che vorrei, è una Italia affidabile all’estero, dove sappia affiancare e guidare la diffusione della libertà e la rimozione dei terroristi, consapevole della gloriosa eredità della Storia che si estrinseca nelle Radici Romane e Cristiane di una Civiltà che nell’epoca della globalizzazione è una, unica, con un filo conduttore che parte da Roma e arriva a Washington, passando per Londra.
Mi auguro che la grande novità del Partito del Popolo delle Libertà sappia interpretare questa esigenza che credo appartenga alla maggioranza dei cittadini, perché a molti – se non a tutti – piace vivere bene, sicuri, nel benessere e rispettati.

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27 luglio 2007

La guerra dei clementi


Rieccomi.
Breve sintesi della serie: la recente attualità.


Accordo sulle pensioni
Già chiamarlo “accordo”, con le reazioni che ha innescato, mi sembra attribuirgli sin troppa rilevanza, ma cosa ha sortito il traballante compromesso tra le varie componenti della sinistra e i sindacati ?
Andremo in pensione (tranne i pochi che nei prossimi 3 anni raggiungeranno i 58/59 anni e i 35/36 di anzianità) negli stessi termini della Riforma Maroni (anzi dal 2014 potrebbe andare anche peggio),
dopo aver pagato di più per mantenere quei pochi “raccomandati” che andranno in pensione prima (e così esserci “usurati” più di loro),
e con una pensione più bassa perché dal 2010 verranno rivisti i coefficienti (al ribasso, naturalmente) e tale revisione verrà effettua non più ogni 10 anni, come è avvenuto sinora, ma ogni 3 anni.
Ne valeva la pena ?

Preferisco Clementina a Clemente
Non dimentico che la Forleo fu quella che mandò liberi dei “guerriglieri”, ma nella querelle che la oppone a Clemente Mastella preferisco lei.
Non solo perché ha messo a nudo l’ipocrisia della sinistra, giustizialista con gli esponenti di Centro Destra e ipergarantista con i propri;
non solo perché ha costretto Napolitano a gettare la maschera e scendere in campo a difesa dei suoi compagni di sempre, a dimostrazione che al Quirinale non c’è un soggetto neutrale, checchè si autoproclami tale;
ma anche e soprattutto perché nel chiedere l’uso delle intercettazioni (regolari perché effettuate su telefono di un non parlamentare) ne ha accuratamente motivato le ragioni.
E se quelle motivazioni non piacciono a Fassino e D’alema, non posso che accogliere ghignando le loro recriminazioni.

Referendum
Ancora una volta si dimostra che 500000 firme per richiedere un referendum, inutile come la maggior parte di quelli effettuati, sono troppo poche.
Il mezzo milione fu stabilito 38 anni fa, quando non votavano i 18enni e in un’Italia meno popolata.
Non sono mai state adeguata alla crescita della popolazione.
Saranno altri soldi pubblici bruciati, per un referendum che non riuscirà – se mai sarà tenuto – a raggiungere il quorum.
Perché una cosa è raccogliere 800000 firme, un’altra convincere 25 milioni di italiani a recarsi a votare le astrusità referendarie.

Islam e moschee
A Perugia è suonato un campanello di allarme che sembra essere stato recepito dal Capo della Polizia, ma non dal governo e dai ministri.
A Bologna la sinistra vorrebbe, come se niente fosse, concedere agli islamici 6000 metri quadrati per la costruzione di una moschea, di un centro di cultura e relativi annessi e connessi.
Quos vult perdere, Iupiter dementat prius.

Terminare Enduring Freedom ?
D’alema, il temporaneo ministro degli esteri, ha dichiarato che l’operazione “Enduring Freedom” dovrebbe essere chiusa e inglobata nella missione Nato.
Gli Stati Uniti lo hanno opportunamente rimpallato.
Qui si vorrebbe invece che Enduring Freedom allargasse i suoi orizzonti, magari all’ Italia prima che sia troppo tardi …

La Destra
Il movimento di Storace continua a registrare adesioni.
Me ne compiaccio.
Manca ancora un nome di alta risonanza, che metterebbe in serie ambasce Fini, per dare lustro e volano mediatico alla nuova compagine.
Per quanto mi riguarda, atteso che la nuova legge elettorale non si discosterà granchè dalla presente e, quindi, farebbe venir meno la necessità di un partito unico del Centro Destra (anzi, lo renderebbe un autogol) aderirò a La Destra ma solo se si fonderà – quindi una semplice “alleanza” non basta – con gli altri movimenti di Destra come Fiamma Tricolore e Forza Nuova.
Diversamente sarebbe solo una ulteriore, inutile, frammentazione.
La Mussolini si è riconciliata con Fini ?
Meglio, potrebbe aiutare a chiarire i contorni della nuova Destra: da una parte Fini e i suoi che sono salpati per un approdo incerto e non sempre nel solco della Tradizione della Destra in Italia.
Dall’altra la riunificazione delle anime della vera Destra che formerebbero la gamba sociale e nazionale della Casa delle Libertà.

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13 aprile 2007

Sinistra inaffidabile, senza dignità nè pudore

Il temporaneo ministro degli esteri, il già sfiduciato D’alema che però non molla la poltrona, ha proposto la sua relazione sulla vicenda del giornalista di Repubblica, alla camera.
Possiamo capire perché non solo gli Stati Uniti, ma anche gli alleati europei considerino oggi l’Italia alla pari di una nazione inaffidabile.
Hanno pienamente ragione anche se non fanno la distinzione che vorrei qui sottolineare: inaffidabile è il governo espressione della sinistra e di chi l’ ha votata, non la nazione italiana che, come dimostrano i sondaggi che danno il Centro Destra in netto vantaggio, è sana.
Dalla relazione di D’alema emerge una difesa abborracciata senza dignità né pudore.
Cosa significa, infatti, che l’interprete, poi sgozzato, fosse stato liberato assieme a Mastrogiacomo e poi ripreso dai terroristi, se non che è stata fatta (dai terroristi stessi) una scelta politica su chi liberare ?
Con quale faccia (immaginate la sostanza …) D’alema può dire che la via delle trattative "é un criterio consolidato", non stabilito dal governo Prodi ma "costantemente seguito negli anni dai diversi governi italiani e regolarmente sostenuto" ?
Berlusconi non ha mai provveduto ad esercitare pressioni sui governi alleati (e debitori come quello afgano) per liberare pericolosi tagliagole (che magari hanno partecipato allo sgozzamento dell’interprete …) perché se la trattativa è una prassi "seguita da molti altri governi occidentali, sebbene con modalità che variano di caso in caso" sono proprio le “modalità che variano di caso in caso” che, nella differenza, dimostrano la qualità o meno di una guida politica.
Infatti nelle precedenti insorgenze gestite dal Governo Berlusconi gli Alleati non hanno mai avuto nulla da ridire, se non nel caso della giornalista comunista del Manifesto e solo perché è stato provocato un incidente a causa delle scarse informazioni fornite all’alleato.
Mai, sotto Berlusconi, ci siamo visti recapitare una lettera di biasimo, mai siamo stati messi sotto osservazione da alleati che ci considerano inaffidabili.
Mai abbiamo rinunciato al ruolo guida della nostra intelligence a favore di un soggetto terzo e certamente non amico.
D’alema ha poi comunicato che ci sarebbe stata la possibilità di un blitz militare (come quello che liberò i compagni d’avventura di Fabrizio Quattrocchi) ma che la sinistra preferì mettersi nelle mani di Gino Strada (non ha detto proprio così, ma il risultato è quello).
Bravi !
Hanno preferito liberare dei terroristi assassini invece di dare la possibilità alle Forze di Sicurezza di mettere a segno un colpo che sarebbe anche stato psicologicamente importante contro i tagliagole e se ne vantano pure ?
Infine da rimarcare l’aspirazione di D’alema perché "il Paese dovrebbe mostrarsi unito e solidale" in frangenti come quello del rapimento del giornalista di Repubblica e ha confessato "una certa invidia" per quei Paesi dove in passaggi analoghi "non c'é nessuna polemica, nessuna protesta: sono Paesi che dimostrano un certo nerbo, infatti sono Paesi rispettati".
Un capolavoro di ipocrisia congiunto a voluta disinformazione.
Dov’era D’alema quando orde di pacifinti ostacolavano l’azione del Governo Berlusconi pur di puntellare Saddam ?
Ma, soprattutto, D’alema fa finta di dimenticare che nelle altre nazioni c’è una base di Valori comuni, riconosciuti, che fanno sì che non ci sia alcuna “discontinuità” tra le azioni di un governo e quelle del successivo anche se di diverso colore, nella gestione della politica estera, basti vedere come si comporta il socialista Blair.
Da noi come possiamo pensare di avere qualcosa in comune con i Gino Strada, i no global, i pacifinti, l’estrema sinistra che chiedono a gran voce “discontinuità” con le azioni del Governo Berlusconi ?
Quale rispetto può avere un governo che si propone di distruggere tutto quello fatto dal Governo Berlusconi ?
Quale coesione si può avere con un governo che ha nel suo organico dei comunisti anche non pentiti e dichiaratamente tali nel terzo millennio ?
Con i comunisti non c’è alcuna possibilità di unità e solidarietà: perché i Valori divergono in modo inconciliabile anche quando loro fanno pelose (e ritardatarie) autocritiche, anche quando a parole dicono di adeguarsi ai principi democratici e liberali.
Non ci può essere coesione con questa sinistra nella quale i comunisti rappresentano l’azionista di maggioranza assoluta.
E spiace vedere che anche Berlusconi si lascia cullare dal messaggio buonista e rinuncia ad attaccare la sinistra, rinunciando a metterne a nudo le contraddizioni, gli errori, la mancanza di dignità, di pudore e l’inaffidabilità che, oggi, l’Italia sconta con gli Alleati.
L’interesse prioritario dell’Italia è mandare a casa Prodi e i suoi, non coprirne le incompetenze.

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28 marzo 2007

Il Centro Destra rispetta la volontà dei suoi elettori

Nonostante la raccogliticcia e risicata maggioranza (non politica: su 180 sì, 20 sono dell'Udc e 4 di senatori non eletti) che la sinistra è riuscita ad ottenere in senato, emerge la soddisfazione di aver visto il Centro Destra sottrarsi al ricatto politico e votare contro il rifinanziamento delle missioni all’estero.
E’ un motivo di soddisfazione per chi, come il sottoscritto, ha da mesi sostenuto la necessità e l’opportunità politica di non fornire né coperture, né lanciare ciambelle di salvataggio alla sinistra, vedere che oggi il Centro Destra, con l’unica eccezione dell’Udc di cui diremo, è compatto nell’assumere una posizione contraria al decreto Prodi-D’alema sul rifinanziamento delle missioni all’estero.
La voce quasi solitaria di allora è divenuta nel tempo, man mano che si palesavano le sconcezze e le infamie nell’azione della sinistra, una voce univoca della base elettorale del Centro Destra e dei suoi sensori che sono i quotidiani (Il Giornale e Libero) e i blog.
La soddisfazione, quindi, di vedere i Leaders del Centro Destra ascoltare il loro Popolo e dare voce alla sua richiesta mi induce a pensare che la nostra sia una rappresentanza adeguata alla necessità.
Sicuramente, pur essendo passato il decreto, gli elettori del Centro Destra oggi non soffrono di quei mal di pancia che, dall’altra parte, hanno invece molti elettori di sinistra che hanno visto i loro parlamentari pacifinti votare per le missioni militari, adattandosi anche ad approvare le nuove regole di ingaggio volute dalla Nato e il rafforzamento dell’apparato militare in Afghanistan.
E a proposito di mal di pancia, sicuramente dolori fitti sono per gli elettori (o ex elettori ?) dell’Udc di Casini che, prestandosi a soccorrere la sinistra, è rimasto con il cerino acceso in mano.
Gli elettori dell’Udc, infatti, a parte quanti bazzicano all’interno del partito perseguendo un qualche obiettivo personale, sono allineati con tutti gli elettori del Centro Destra e non ne conosco uno che abbia apprezzato la scelta di Casini e del sinedrio centrista.
Ma la manovra di Casini si è anche infranta sul “muro” della sinistra che, sfruttando ancora una volta l'anomalia dei senatori non eletti, ha reso superflui i voti centristi, vanificando così l’operazione casinista.
Quali scenari futuri ?
Si può ragionevolmente sperare che questa rottura consumatasi sull’Afghanistan, unitamente alla nuova aggressione giudiziaria contro il Presidente Silvio Berlusconi, faccia accantonare definitivamente ogni ipotesi di dialogo tra le coalizioni.
Il Centro Destra nelle sue componenti storiche e idealmente più importanti (Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega) ha dimostrato una coesione che attirerà anche i voti di quegli elettori centristi delusi dal loro partito di riferimento, consentendo alla Casa delle Libertà di poter perseguire, senza Casini, l’obiettivo di una maggioranza assoluta di consensi che già le vengono assegnati dai sondaggi.
Mi auguro che questo evento rappresenti anche la fine della pantomima sulla legge elettorale e che l’opposizione continui dura e senza sconti, in parlamento e nelle piazze, finchè Napolitano non si deciderà a restituire la parola agli elettori.
Il Centro Destra alle proposte della sinistra deve avere una sola, compatta risposta: “NO !”.

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27 marzo 2007

NO !

Oggi il senato vota sul rifinanziamento delle missioni militari all’estero.
Un crescendo di prese di posizioni invitano il Centro Destra, Berlusconi, Fini, Bossi e Casini a votare “no”.
A parte Casini e i suoi stretti collaboratori nell’Udc e, forse, Gianni Letta eterno mediatore, anche i dirigenti dei partiti del Centro Destra hanno raccolto e interpretato la volontà del loro Popolo di dire “no” alla sinistra.
Di lasciare che sia la sinistra a gestire la patata bollente delle missioni all’estero di un’Italia tornata ad essere, dopo la trattativa con i terroristi assassini cinque dei quali sono stati liberati per colpa di Prodi e D’alema, inaffidabile e priva di credibilità.
Ma soprattutto gli elettori di Centro Destra chiedono che non si manchi alcuna occasione per cercare di abbattere la sinistra delle tasse e dei disegni di legge repressivi della libertà di opinione e legalizzatici della deriva morale e dell’invasione extracomunitaria.
Il voto, quindi, trascende il tema singolo del nostro impegno militare nel mondo, per entrare a forza in quelle scelte epocali di una nazione e di un partito.
Qui si misurerà la capacità della leadership di Centro Destra di interpretare fino in fondo la volontà e le aspirazioni del proprio elettorato.
Possiamo accettare che Prodi, ancora una volta, riesca a salvarsi: ma con i voti della sinistra !
Non potremmo perdonare che i nostri voti siano utilizzati per puntellare Prodi e D’alema.
E’ inutile ipotizzare una nuova manifestazione di piazza se si voterà “sì” al rifinanziamento delle missioni militari all’estero.
E non ci si deve lasciare incantare dalle sirene della sinistra.
Dalle “offerte” dei vari Fassino, Rutelli, Marini, Mastella, per un ordine del giorno che chieda la revisione delle regole di ingaggio o l’invio di strumenti bellici offensivi e difensivi più efficaci.
E neppure dagli appelli di Napolitano che non è un alieno catapultato al Quirinale, ma una persona con una lunga, lunghissima storia, organicamente nel PCI ed eletto dalla sinistra, per la sinistra da un parlamento sul quale permangono i dubbi derivanti dallo scrutinio del 10 aprile 2006.
Passata la festa, gabbato il santo, dice un vecchio proverbio italiano e la saggezza popolare deve essere ascoltata.
Troppo tardi si sono svegliati i “pontieri” della sinistra per essere credibili.
E un ordine del giorno non è affatto vincolante, perché può essere lasciato dormire per mesi e anni.
Ma, soprattutto, come si può dare fiducia a persone che credono alle loro stesse bugie come è capitato per le affermazioni di D’alema sul “consenso” degli Americani al turpe scambio di Mastrogiacomo con 5 terroristi assassini ?
Non possiamo fidarci delle loro parole, come Berlusconi non avrebbe dovuto fidarsi delle parole di Scalfaro nel dicembre 1994.
Una volta passato il pericolo, tutte le loro promesse resterebbero lettera morta.
C’è quindi una sola scelta di dignità politica e nazionale che può assumere il Centro Destra: votare, compatto, “no” !
E se qualcuno vorrà trasformarsi nella ruota di scorta di una sinistra che tratta con gli assassini, allora si assume la responsabilità di violare il patto con gli elettori e di consentire a questa sinistra di proseguire nell’opera di devastazione della nazione.

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26 marzo 2007

La vigilia degli esami

Domani il senato dovrà dire “sì” o “no” al rifinanziamento delle missioni militari italiane all’estero.
Alla vigilia del voto, ci sono ancora dubbi e incertezze.
Potrebbe sembrare paradossale che i dubbi vengano dal Centro Destra che, nei suoi cinque anni di Governo, ha concretizzato il maggior impegno dell’Italia all’estero, acquisendo credibilità e affidabilità.
Ma è proprio il comportamento di Prodi, D’alema, Fassino e le loro dichiarazioni che inducono, quanto meno, a riflettere.
Perché quei signori hanno dissipato un patrimonio di credibilità e affidabilità costruito con pazienza e con il sacrificio di 21 militari italiani.
Il fondo (speriamo !) è stato toccato con la liberazione di cinque terroristi assassini – mallevadore uno Strada, nemico dichiarato dell’Occidente - per ottenere la liberazione di un giornalista che volontariamente e per la propria carriera si era incautamente avventurato in Afghanistan per intervistare i capi di quei criminali.
Prodi e D’alema in tal modo hanno rinunciato al ruolo ed alla dignità dello stato, ritirando Carabinieri e Servizi Segreti al semplice schioccar delle dita di quel signore.
Fassino ha aggiunto di suo la proposta di cooptare i criminali terroristi al tavolo della conferenza sull’Afghanistan.
Il tutto con le nostre truppe che si sfilano dalla dovuta solidarietà con gli altri Alleati sia perché non vengono dotate di armi offensive, sia perché non viene loro concesso il diritto a sparare per primi e inseguire i terroristi dopo le aggressioni (che intanto si moltiplicano contro le nostre Forze Armate, proprio mentre gli Alleati li stanno incalzando e braccando di covo in covo, di grotta in grotta).
Allora paradossale sarebbe che il Centro Destra votasse a favore del rifinanziamento, condividendo responsabilità che sono solo ed esclusivamente della sinistra.
Che siano loro a votarsi il rifinanziamento (se ce la fanno) e che siano i vari Franca Rame, Giordano, Bertinotti, Diliberto a decidere di mantenere le truppe in Afghanistan, zona di guerra,. Senza armi adeguate e senza regole di ingaggio appropriate.
Del resto quanti elettori di Centro Destra apprezzerebbero la scelta di puntellare Prodi e D’alema ?
Credo nessuno.
Chi si prestasse, pensando di poter condizionare o, magari, anche riuscendo a far approvare un ordine del giorno che rinforzasse l’assetto militare in Afghanistan, si assumerebbe la responsabilità di prolungare l’agonia di Prodi e D’alema, quando tutta la sua base vuole tornare alle urne, per riavere un Governo degno di questo nome e che ci liberi dalle porcherie della sinistra.
Sì, perché il voto sul rifinanziamento delle missioni all’estero è solo la punta di un iceberg che è l’insostenibile incapacità della sinistra ad avere senso dello stato e a guidare l’Italia nella libertà, benessere e sicurezza.
L’interesse primario dell’Italia è togliere a Prodi, a D’alema, alla sinistra la possibilità di
imporre tasse,
trattare con i terroristi in proprio o pel tramite di soggetti privati,
progettare leggi liberticide,
di deriva morale,
impedire lo sviluppo delle Grandi Opere,
controrifrmare scuola, uiversità, giustizia,
aprire le porte all’invasione extracomunitaria e in particolare musulmana,
essere imbelle contro la criminalità.
Una volta ripristinata la normalità governativa, saremo perfettamente in tempo a dotare le nostre truppe di armi e regole di ingaggio che ne facciano un pilastro fondamentale della lotta al terrorismo, senza devianze trattativiste con il nemico, in piena sintonia con i nostri Alleati.

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24 marzo 2007

Casini da giovane

Anche se ci siamo persi di vista da anni, vi è stato un periodo – a cavallo tra il liceo e l’università – in cui frequentavo Casini, con anche un percorso (politico) comune.
L’episodio che vorrei ricordare risale al Natale del 1972.
Erano in corso i bombardamenti ordinati dal Presidente Nixon sul Vietnam del Nord ed era in corso la solita menata antiamericana della sinistra.
Casini era, nel nostro liceo, il leader … dei giovani democristiani, direte voi.
No.
I giovani DC all’epoca erano in mano alla sinistra e Casini fondò un gruppo che, con gli occhi di oggi, mi piace considerare un antesignano della Casa delle Libertà.
Un gruppo nel quale c’erano studenti dichiaratamente di destra, liberali, repubblicani, democristiani, anche se ognuno di questi avrebbe avuto la sua specifica casella.
Il grande merito di Casini fu di aggregare tutte queste persone, certamente con l’occhio lungo di chi aveva già in testa la carriera politica, ma con grande coraggio e determinazione.
Casini, personalmente era (e dalle battute che fa in televisione ritengo lo sia ancora) una persona di piacevolissima compagnia.
Un aggregatore, un catalizzatore.
Il suo più grande difetto era (e dai suoi comportamenti ritengo lo sia ancora) la spasmodica ricerca di visibilità per il politico Casini.
Ma torniamo a quella vigilia di Natale del 1972.
L’argomento clou della politica studentesca era (non ridete: in quegli anni della scuola non importava niente a nessuno, tutti ci sentivamo dei politici consumati) la decisione del Presidente Nixon di bombardare i comunisti, per costringerli alla trattativa di pace (politica che ottenne il risultato voluto: la pace del 27 gennaio 1973, a dimostrazione che l’uso della Forza è utile e, a dimostrazione che la viltà è inutile, il Vietnam del Sud fu, infatti, occupato dai comunisti dopo la caduta di Nixon e l’indebolimento della volontà Americana seguita al Watergate).
Casini era dubbioso, io, come potete ben immaginare, favorevolissimo.
Direi che iniziammo le vacanze di Natale con un Casini più orientato a schierare il gruppo contro i bombardamenti che a favore.
Al termine delle vacanze, prima di tornare a scuola, mi telefona e mi dice (non posso ricordare le parole esatte, ma il senso era questo) che in montagna aveva visto molti nostri compagni di scuola, la gran parte favorevole agli Americani e che, poiché quella era la nostra base, avrebbe schierato il gruppo su quelle posizioni.
Ne fui contento.
Se Casini si prendesse un paio di giorni tra la “sua” gente, prima del voto sul rifinanziamento della missione in Afghanistan, penso che a distanza di 35 anni potrebbe nuovamente farmi dire "grazie" facendo anche contenti milioni di Italiani.

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22 marzo 2007

L'italietta di Prodi è sempre meno affidabile

Oppure, se preferite, sempre più badogliana.
Se 5 anni di Governo Berlusconi avevano ridato smalto e credibilità all’Italia, con l’impegno in Iraq e in Afghanistan (eravamo la Nazione che forniva il contingente più numeroso per le missioni all’estero dopo Stati Uniti e Gran Bretagna) sono bastati pochi mesi con la sinistra di Prodi e D’alema per farci precipitare di nuovo nella precedente palude.
Intendiamoci.
Se la liberazione di Stefio e degli altri due Agenti di Sicurezza Privata, dopo il sacrificio pieno di dignità e di onore di Fabrizio Quattrocchi, era stata la giusta ricompensa per una azione congiunta di intelligence e militare, anche con Berlusconi non sono mancate ombre relative alla liberazione delle due Simone e della giornalista comunista del Manifesto.
Ombre concernenti trattative e riscatto in termini economici, peraltro smentiti, che macchierebbero il ruolino in politica estera del Governo di Centro Destra, ma, almeno, “in dubio pro reo” e quindi dobbiamo credere alle smentite e, comunque, neanche nelle più perverse elucubrazioni, qualcuno ha mai ipotizzato la liberazione di assassini e terroristi in cambio delle sventurate che - per loro, libera scelta - si erano messe nei guai.
Purtroppo la sinistra non ha neppure il pudore di nascondere la vergogna di una trattativa che è stata totalmente demandata ad un nemico dichiarato dell’Occidente e della liberazione di Afghanistan e Iraq, Gino Strada, che ha persino ottenuto l’allontanamento dei nostri agenti segreti.
Il risultato si è visto: liberato Mastrogiacomo, ma liberati anche 5 terroristi assassini che sicuramente torneranno ad uccidere prima di essere terminati o catturati.
Gli aspetti più gravi sono però successivi.
Nonostante – e forse proprio per tale motivo – la prova di debolezza, sudditanza e acquiescenza ai terroristi dimostrata dalla sinistra e dall’italietta di Prodi e D’alema, una nostra pattuglia è stata fatta oggetto di aggressione, con il ferimento lieve di un parà, quasi una sorta di intimidazione, cui ha subito risposto un tremebondo D’alema “preoccupato” per quel che potrà accadere.
Ancora più grave la preoccupazione espressa (come riportato dall’Ansa ) da fonti vicine al Governo Americano, per le modalità del rilascio di Mastrogiacomo.
Modalità – in sostanza l’apertura di una trattativa con i terroristi e la liberazione di cinque di essi – che mettono in pericolo l’intera missione in Afghanistan.
In questa situazione vediamo che il signor Strada alza la voce, pretendendo (!!!) la liberazione del suo collaboratore, arrestato dalla polizia afgana, che aveva intrattenuto i rapporti con i terroristi.
E il signor Strada afferma persino che, in tal senso, avrebbe anche ottenuto garanzie da parte di Prodi.
Ma stiamo scherzando ?
Se c’è stato un canale per intavolare una trattativa con i terroristi e se questo canale è stato il collaboratore del signor Strada, è evidente che tale personaggio conosce molto del nemico ed è un obbligo morale torchiarlo per benino per conoscere quanto più è possibile al fine di combattere il terrorismo.
A questo punto si ripropone la questione del voto per il rifinanziamento della missione in Afghanistan.
Se prima ero una “mosca bianca” nel sostenere che il Centro Destra deve votare contro, lasciando ogni responsabilità alla sinistra, adesso vedo che questa posizione viene sostenuta anche da alcune firme dei due più importanti quotidiani del Centro Destra (oltre che da altri bloggers).
Mi auguro che il Centro Destra tenga conto del sentimento profondo della sua gente, come interpretato, non da me o dai bloggers, ma dai suoi quotidiani di riferimento.
Il principale valore che possiamo avere come opposizione è quello di utilizzare ogni occasione per cercare di abbattere Prodi, riportare l’Italia alle urne e ridare alla nostra Patria un governo degno di tale nome.
Adesso è diventata anche una questione di dignità e onore nazionale.
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19 marzo 2007

Prodi, D’alema e Fassino calano le braghe davanti ai talebani

Nel momento in cui scrivo non so se Mastrogiacomo, il giornalista di Repubblica rapito dai terroristi talebani, sia libero e a quali condizioni (questo, con certezza, non si saprà mai ... certo che è disgustoso leggere che il ministero degli esteri italiano dichiara che "tutte le condizioni poste dai talebani sono state soddisfatte" !!!).
Quello che ritengo debba essere messo all’indice è il comportamento irresponsabile e vile della sinistra, dei Prodi, dei D’alema, dei Fassino che, ancora una volta, non hanno perso l’occasione per accontentare l’ala estremista della loro coalizione, rompendo la solidarietà di “Enduring Freedom”, la guerra contro il terrorismo fondamentalista musulmano.
Le ragioni di “Enduring Freedom” sono, tuttora, valide e nobili.
Non dobbiamo dimenticarci, mai !, dell’11 settembre e il modo peggiore per rapportarsi all’interno del Fronte della Libertà e con il nemico terrorista è quello di riconoscere a quest’ultimo una legittimità di controparte, aprendo trattative (siano esse sottobanco, per interposta persona o stato).
Mastrogiacomo ha, volontariamente, accettato il rischio, per la sua carriera, di recarsi in Afghanistan e cercare un abboccamento con i terroristi musulmani.
Mal gliene incolse.
Non è un problema di trattative liberare lui (e quelli come lui) ma di intelligence e di operazioni militari.
Se con il Governo Berlusconi si è vociferato del pagamento di un riscatto per liberare le due Simone e la giornalista comunista del Manifesto (e personalmente non avrei dato una lira !) con Prodi e D’alema si arriva addirittura a vociferare della liberazione di tre terroristi detenuti a Kabul.
Una liberazione che, formalmente, è opera del governo afgano, ma che sicuramente – se così sarà – è frutto delle pressioni della italietta di Prodi e D’alema.
Ma non basta.
Il segretario del maggior partito della sinistra, Fassino, ha addirittura aperto alla possibilità di una conferenza sull’Afghanistan aperta ai terroristi talebani !
Queste due notizie, sommate, rappresentano la sconfitta della politica della fermezza e l’affermazione di un’italietta badogliana e traditrice degli interessi dell’Occidente.
Sarebbe come se, ai tempi delle brigate rosse, si fosse accettato di liberare Curcio a altri terroristi in galera in cambio di Moro, aprendo nel contempo un tavolo di trattativa con i terroristi rossi sulle loro richieste politiche.
Una autentica infamia !
Spero che Mastrogiacomo possa essere liberato, ma con un blitz militare (come fu per Stefio e gli altri due operatori della sicurezza italiani) e spero che gli Stati Uniti intervengano per impedire la liberazione dei terroristi detenuti a Kabul anche se temo che siano oggetti del “ricatto” in merito alla continuazione della presenza italiana in Afghanistan.
L’Italia, quella vera, non merita di essere rappresentata da chi sa solo calare le braghe davanti alle minacce terroriste, mettendosi prono davanti ai loro diktat.

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13 marzo 2007

Il Centro Destra non si faccia menare per il naso

Leggo con piacere numerosi interventi nel mondo blog favorevoli al voto contrario al rifinanziamento della missione in Afghanistan.
E non per ostilità nei confronti della guerra al terrorismo da combattere al fianco dei nostri Alleati Americani, Inglesi, Australiani, ma per bonificare il palazzo del potere dall’occupazione comunista.
Leggo con molto meno piacere del minuetto cui si apprestano a partecipare anche i partiti del Centro Destra sulla riforma elettorale.
Con l’occasione la sinistra ha allargato anche ad una riforma costituzionale.
Belle parole piene di buoni propositi (riforme condivise, coinvolgere l’opposizione …) ma un solo obiettivo: stiracchiare la durata della sinistra al governo.
Monica dimostra ogni giorno di essere una giornalista di razza, di quelle che non si accontentano delle veline e vanno alla fonte.
Così, quando si è cominciato a parlare di riforma elettorale e costituzionale insieme, è andata a spulciarsi in cosa consisterebbe e ce lo ha raccontato in un post che tutti dovremmo leggere, a cominciare dai dirigenti del Centro Destra che si apprestano a sedersi (per loro eterno disdoro !) allo stesso tavolo con Prodi e i suoi sodali.
Come Monica denuncia la proposta della sinistra non è altro che la riedizione delle Riforma Costituzionale approvata dal Centro Destra la scorsa legislatura e che la sinistra ha osteggiato fino a provocarne la decadenza con il referendum.
Riduzione del numero dei parlamentari ed era contenuta nella Riforma del Centro Destra.
Rafforzare i poteri del Premier idem.
Differenziazione di competenze tra le due camere come sopra.
Allora perché mai dovremmo metterci ad un tavolo con la sinistra per discutere di un qualcosa che avevamo già realizzato e che la sinistra aveva contribuito, nel sonno della ragione di tanti elettori, a bocciare ?
Solo per consentire a Prodi ed ai suoi sodali di galleggiare ancora per un annetto ?
Perché mai dovremmo rinunciare a ribaltare una sinistra ormai nettamente minoritaria ?
Ogni occasione è buona per spedire a casa questo parlamento, già delegittimato dai dubbi sugli spogli del 10 aprile e che è sempre più scollato al suo interno e dalla base produttiva della nazione.
Concedere una proroga allo sfratto di Prodi da palazzo Chigi è una grave responsabilità che si assume chi, nel Centro Destra, persegue l’obiettivo di una legge elettorale e costituzionale condivisa con la sinistra.
Chi si presta al minuetto della sinistra non si dimostra all’altezza di guidare la Coalizione di Centro Destra perché si lascia menare per il naso dall’ “ammuina” di chi, nel frattempo, lascia spazio occupazioni televisive, manifestazioni di piazza offensive e laceranti critiche ai nostri Alleati internazionali.

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07 marzo 2007

L'ultima follia di Max D'alema

I comunisti si risentono se evidenziamo la loro ambiguità nei confronti dei terroristi.
Però come dobbiamo interpretare le esternazioni antiamericane di Max D’Alema ?
Non c’è azione degli Stati Uniti che non venga bacchettata dal temporaneo ministro degli esteri.
Non vanno bene i bombardamenti in Somalia per cacciare le corti islamiche.
Non vanno bene le azioni antiterrorismo in Iraq.
Non vanno bene le azioni contro i bombaroli afgani.
E sono tutte azioni finalizzate a colpire il terrorismo internazionale, anche nell’interesse di noi Italiani.
D’alema ha nostalgia della presidenza Clinton.
E lo si vede quando cita, elogiandolo, il comportamento di quella amministrazione sul caso del Cermis, confrontandolo con quello del Presidente Bush sulla questione del marine che la magistratura italiana vorrebbe processare per aver sparato ad un check point all’auto – che non si era fatta riconoscere – che trasportava all’aeroporto la giornalista comunista del manifesto, accompagnata da un funzionario dei nostri servizi che, purtroppo, ci ha rimesso la vita.
Viene da pensare che D’alema abbia un’altra Baraldini nelle galere Americane da liberare e portare in Italia (per darle qualche incarico pubblico) in cambio del silenzio (come fu con il Cermis).
Si riscopre così, in quella che dovrebbe essere un’età matura, il mai superato spirito comunista ed antiamericano e si erge, lui !, a fustigatore delle scelte militari degli Stati Uniti.
Ma come crede di domare i terroristi ?
Mettendo dei fiori nei cannoni ?
Porgendo l’altra guancia ?
Lasciandoli scappare perché, vigliaccamente, si mescolano ai civili che, stoltamente, danno loro copertura ?
La guerra buonista è come il medico debole che non cura, ma uccide il malato.
Adesso, poi, ci offriamo anche di acquistare l’oppio afgano per utilizzarlo nei medicinali.
Invece di cercare di riconvertire le colture di droghe, D’alema apprezza le proposte più devastanti che ridurrebbero il governo italiano al rango di uno spacciatore, perché la quantità necessaria ai medicinali è infinitesimale rispetto all’oppio tuttora prodotto in Afghanistan.
A ben vedere le “ultime” follie di Max D’alema sono due: la sua flatulenza contro gli Stati Uniti e l’assurdità di apprezzare una proposta di acquisto dell’oppio afgano.
Cosa abbiamo a che spartire con costoro ?
Nulla.
Spero che i rappresentanti della CdL in parlamento non si dimostrino della stessa pasta degli elettori di sinistra, come definiti da Berlusconi, perché noi elettori di Centro Destra, non essendo tali, non apprezzeremmo un voto assieme alla sinistra dei D’alema, dei Bertinotti, degli Amato, dei Caruso, dei Diliberto.
Se vogliono mantenere la missione in Afghanistan con tali premesse, se la votino loro.
E sarebbe alquanto divertente pensare al rifinanziamento di una missione di guerra, votata dalla sinistra estrema, pacifinta e no global.
E se non riescono a farla approvare, beh, che si arrangino.
Ma che non arrivi il soccorso del Centro Destra.

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21 febbraio 2007

Parigi val bene una messa

Nel 1593 Enrico di Navarra pur di ascendere al trono di Francia, abiurò alla sua fede ugonotta per diventare cattolico: Parigi val bene una messa.
Oggi al senato, dove la sinistra deve raccattare quotidianamente i voti dei senatori non eletti per sopravvivere, D’alema fornirà la sua versione della politica estera, cercando di salvare capra e cavoli.
E per non sbagliare ha lanciato un messaggio molto preciso: se la maggioranza non sarà autonoma si va a casa.
E chi deve maggiormente temere per questa “andata a casa” ?
Non certo i DS o i margheritini, perché dopo Prodi potrà esserci solo un governo di transizione verso le elezioni che escluda l’estrema sinistra e forse la Lega.
A temere lo scioglimento del governo, oltre a Prodi che non avrebbe un’altra occasione per compiacere i suoi referenti, sono solo gli estremisti di sinistra: Rifondazione Comunista, Partito Comunista d’Italia, Verdi, che perderebbero la tanto agognata poltrona.
E come hanno dimostrato Paolo Cento e altri componenti del governo che hanno rinunciato alla manifestazione di Vicenza per paura di perdere la seggiola, così in senato si adatteranno ad approvare la relazione di D’alema per paura delle dimissioni del governo.
Parigi val bene una messa.
D’alema dirà che l’Italia continua ad operare nella sua zona di competenza, senza ulteriori compiti.
L’estrema sinistra ululerà alla vittoria per aver impedito che l’Italia si assuma responsabilità da Grande Potenza (che ci competerebbero e che meriteremmo) e glisserà sul fato che in Afghanistan si resta, si resta al fianco degli Stati Uniti e degli altri Alleati e si resta per combattere i terroristi, anche se, invece di andarli a stanare dai loro covi, aspetteremo che si facciano vivi loro con qualche autobomba nei pressi delle nostre basi.
E sarà abbastanza divertente vedere la senatrice Rame votare per quel ca**one con la dentiera nuova e condividere le affermazioni del compagno di partito del “bugiardo, che bugiardo”.
Il collante della sinistra diventa sempre di più la gestione del potere e la distribuzione alle proprie clientele dei proventi delle nostre tasse.
Che l’estrema sinistra, pacifista a parole, pacifinta nei fatti, si accontenti dello status quo, che i “cattolici adulti” operino sostanzialmente uno scisma contro Benedetto XVI e la gerarchia ecclesiastica votando i “di.co” (e scegliendo dell'insegnamento della Chiesa ciò che più conviene loro, rifiutando - come se fossero in un supermercato, magari coop - ciò che incrinerebbe il fronte di sinistra) pur di restare aggrappati alla loro di poltrona, ci fornisce la chiave di lettura del perché, oltre a massacrare i cittadini di tasse, questa sinistra non vada.
L’Italia ha bisogno di un progetto per il futuro che questa sinistra non può dare perché non ce l’ha, perché non è in grado di costruirne uno comune a tutte le sue variegate componenti.
Il Centro Destra deve quindi prendere l’iniziativa per incalzare la sinistra su temi specifici che possano delineare agli Italiani quel progetto che la sinistra non è in grado di presentare.
Un progetto per un’Italia libera, forte, sicura, ricca.
E senza rinunciare ai nostri Principi, ai nostri Valori, ai nostri Ideali.

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