Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

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Diciamo NO alla deriva

23 gennaio 2014

L'immangiabile pastone del putto fiorentino

La stampa ruffiana e quella interessata hanno elevato elegiaci "ah, oh" al pacchetto riformatore del putto di Firenze in trasferta sotto la falce e martello della direzione pci/pds/ds/pd.
Ma voi mangereste un piatto di tortellini annegati nel vino e coperti da strati di rucola, scaglie di cioccolata e peperoncino ?
Credo neppure quei tedeschi che da bambino vedevo a Pinarella di Cervia ingozzarsi di spaghetti al pomodoro e di insalata (una forchettata degli uni e una dell'altra ...) oserebbero tanto.
L'unico, forse, sarebbe Cofferati, ma lui è da prendere come esempio, sempre, di ciò che NON si deve fare o dire.
La riforma elettorale di Renzie è uguale ai tortellini con vino, cioccolata, peperoncino e rucola: immangiabile.
Per carità, tutti ingredienti che, correttamente utilizzati, forniscono un qualcosa in più ad ogni piatto, ma assieme ai tortellini rovinano tutto.
Così prendere un sistema proporzionale, con sbarramento alla tedesca anzi, per non essere da meno, con doppio sbarramento di lista e di coalizione, con una spruzzata di doppio turno per calmare i compagni comunisti ed un premio di maggioranza per far credere di voler garantire governabilità e quindi, proprio per non farci mancare nulla, minicircoscrizioni alla spagnola, mescolato, non agitato, ecco che arriva un beverone, un pastone che rischia di uccidere il malato, cioè l'Italia e farebbe rimpiangere il porcellum se fosse approvato (ma non lo credo, sarà impallinato prima e stravolto con gli emendamenti).
Così, alla fine, l'unico aspetto condivisibile sono proprio le liste bloccate, che almeno sono utili ad evitare il controllo sui pacchetti di voti che la criminalità esercita sempre con l'oculata distribuzione dei "santini" con le preferenze.


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22 gennaio 2014

Letta e Alfano ci regalano più clandestini

Che non avesse il "quid" lo avevamo capito presto e il Cavaliere lo aveva anche proclamato Urbi et Orbi.
Che non avesse neppure gli attributi necessari a mantenere il punto lo si era intuito dal suo cedimento sulla "mini imu" e, adesso, lo constatiamo con l'approvazione dell'emendamento governativo che declassa la clandestinità, cioè l'ingresso e la permanenza illegale in Italia, a semplice illecito amministrativo.
Alfano e Letta così ci regalano una massa enorme di clandestini che sciamerà per l'Italia, vivendo di espedienti quando non di atti criminali .
E' il bilancio di Alfano ministro degli interni.
Almeno trovasse quel briciolo di dignità per autorizzare gli Italiani a difendersi, ampliando il perimetro della legittima difesa e, così, evitando imputazioni e processi a chi non fa altro che difendere se stesso, i suoi cari e le sue proprietà.
Come è giusto che sia.

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21 gennaio 2014

Berlusconi senatore a vita

La morte di Abbado fornisce a Napolitano l'opportunità di nominare un altro senatore a vita.
Se le sue asserzioni di amore per l'Italia e di voler pacificare un lungo periodo di guerra civile fredda sono veritiere, ha un solo nome per la nomina: Silvio Berlusconi.



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20 gennaio 2014

Purchè non sia una resa

Guardo con sospetto all'incontro tra Berlusconi e Renzi.
Non mi è piaciuta la sede (quella del pci/pds/ds/pd), non mi è piaciuto l'accompagnatore del Cavaliere (zio Letta) e complessivamente non mi piace l'idea che ci si accordi con la sinistra.
Neppure sulle "regole".
A parte la considerazione che il videomessaggio di Berlusconi e la conferenza stampa di Renzi hanno solo annunciato delle pie intenzioni (quelle sì, le condivido: riforma del titolo quinto anche se avrei preferito la riscrittura totale della costituzione con l'archiviazione di quella obsoleta del 1948, abolizione del senato elettivo con la sua trasformazione nella camera delle autonomie, legge elettorale ad un solo turno con una scrematura dei partiti minori) tra le quali, però, manca, sotto il profilo istituzionale, la più importante (il presidenzialismo con l'elezione diretta del presidente della repubblica e il conferimento di poteri adeguati), a parte, quindi, il fatto che tutto dovrà tradursi in realtà (e partirà l'assalto alla diligenza con il rischio concreto di stravolgere tutto) , non vedo come ci si possa accordare con chi continua a:
- voler depredare i nostri risparmi auspicando un aumento della tassazione invece di dire, chiaro e tondo, che le tasse sulla proprietà (casa) e senza sottostante (sempre sulla casa, canone rai e bollo auto) vanno abolite, mentre vanno ridotte e di molto le tasse sui risparmi e sui redditi, tagliando le spese e facendo pagare, in tutta Italia, i servizi per quello che costano;
- voler imbastardire la Patria con l'introduzione dello ius soli;
- voler devastare le fondamenta morali della Nazione con l'introduzione del "matrimonio" omosessuale che andrebbe ad aggiungersi a divorzio e aborto.
Chi sostiene (e Renzi le sostiene) quelle proposte, continuerà ad essere incompatibile, senza possibilità di accordo.
Capisco ovviamente Berlusconi che, infiacchito da venti anni di persecuzione, con l'incontro ufficiale nella sede del pci/pds/ds/pd, ha ottenuto quella consacrazione che la sinistra gli ha sempre negato, orchestrando contro di lui non solo l'aggressione giudiziaria, ma anche almeno due ribaltoni contro il voto popolare che lo aveva eletto, in combutta con le consorterie finanziarie e politiche straniere.
Aggiungo che se il Cavaliere avesse anche solo dieci anni di meno, sarei portato ad affidarmi al suo intuito nella consapevolezza che, essendo l'unico Statista che abbiamo in Italia, avrebbe saputo gestire anche questo accordo.
Purtroppo Berlusconi ha quasi ottanta anni e se ancora appare nel pieno delle sue capacità, non ha certo una prospettiva di lunga portata in politica, soprattutto in una politica che sia una plaza de toros.
Mi auguro di sbagliarmi, ma non vorrei che pur di arrivare alle "riforme" condivise, Forza Italia chiuderà entrambi gli occhi davanti a derive sociali e morali come lo ius soli o il "matrimonio" omosessuale, edulcorando anche l'ostilità alle tasse predatorie dello stato italiano.
Avrei preferito che il Giornale ieri titolasse "la guerra continua" e non, come ha fatto "la guerra è finita", proiettando la percezione, illudendo, che, adesso, finisca tutto a tarallucci e vino (ma non sarà così) indebolendo le nostre difese e la nostra capacità e volontà di continuare a combattere.


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19 gennaio 2014

Il senso comunista dell'ospitalità

Invitano il Cavaliere a casa loro, per parlare con il loro segretario e lo aggrediscono con lanci di uova e insulti.
E sono gli stessi che sono stati tarantolati dalla pubblicazione degli impegni di una loro ministra con solo la cittadinanza italiana da parte di quei razzistoni della Lega, berciando sul pericolo alla democrazia.
A prescindere dalla scelta di Berlusconi (che non condivido) di trattare con Renzi e da chi si è fatto accompagnare (zio Letta), se uno mi invita a casa sua mi aspetto che mi accolga con educazione e senso di ospitalità e questo senza necessariamente stappare un Brunello.
Ma parlare di educazione, civiltà, ospitalità, come di tutti quei Valori che quotidianamente calpestano e vogliono distruggere, a sinistra è tempo perso.
Mi auguro solo che, complice zio Letta, il Cavaliere non si faccia, per l'ennesima volta, infinocchiare dalla melassa sinistra, rammollendo una opposizione che invece deve essere strenua contro le tasse e la deriva morale.
Comunisti (e magistrati con le loro sentenze) si mettano l'anima in pace: non sono loro a decidere da chi noi del Centro Destra ci dobbiamo far rappresentare e se Berlusconi non piace, evitino di invitarci a trattare sulle riforme.


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18 gennaio 2014

Con l'esperienza si migliora

Anche se è un socialista, Hollande, il presidente francese, mi è diventato simpatico.
Intanto perchè ha costretto i comunistelli italiani che avevano fatto tanto i moralisti contro Berlusconi, ad un silenzio completo sulle sue avventure da tombeur de femmes, soprattutto quando ha ricordato agli spioni che andavano in sollucchero guardando sotto le lenzuola del Cavaliere, che politica e vita privata vanno tenute separate, con il consenso dei francesi.
Poi perchè ha dimostrato il provincialismo dei francesi che, per non essere da meno del nostro Cavaliere, hanno prima visto il matrimonio del predecessore di Hollande con una italiana, poi il socialista "uomo comune" che hanno (per loro disgrazia) eletto all'Eliseo passare da una donna all'altra, senza alcuna riserva.
Comunque Hollande conferma che con l'esercizio e l'esperienza si migliora ...  attesa la ben diversa qualità estetica tra la Royal e la Gayet, passando per la Valeria dal cognome impronunciabile.
I francesi adesso si aspettano che migliori anche la qualità, invero assai scadente, della sua azione di governo.
Trattandosi però di un socialista ho molti dubbi che ciò accada, visto anche le leggi di oppressione fiscale e deriva morale che anche in Francia, come in Italia, hanno approvato o vogliono approvare.


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17 gennaio 2014

Razzisti ? E' la solita sinistra del nulla

Razzismo è una parola ormai svuotata del suo significato dopo essere stata abusata, come "democrazia", da chi (comunisti e sinistra in genere) non ha titolo per interpretarla.
Ormai il termine "razzismo" è diventato un elastico, buono a coprire il vuoto siderale che esiste nella testa di comunisti e affini, una formuletta, come "l'antifascismo", utile solo a dare fiato alla bocca non avendo argomentazioni per ribattere alle nostre tesi.
La parola è stata abusata nei giorni scorsi anche contro la Lega per aver pubblicato gli impegni giornalieri di una ministra, impudentemente imposta da Letta e Napolitano, che di italiano ha solo la cittadinanza ma non la nazionalità e, in quanto tale, sostiene gli interessi non degli Italiani ma chi vorrebbe entrare in Italia per godere dei sacrifici dei nostri Padri.
E se è razzista essere contro lo ius soli, contro la cittadinanza, contro il voto agli immigrati, quindi essere PER l'Italia, PER anteporre gli Italiani agli stranieri, PER difendere le nostre Tradizioni, Costumi, Cultura, anche Cucina, allora credo che molti Italiani abbiano pensato: beh, allora anch'io sono razzista.


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16 gennaio 2014

E' l'ora dei pensionati

L'attacco concentrico portato da quanti vogliono distruggere la nostra Civiltà con l'oppressione economica gestita da Bruxelles tramite la moneta unica e che ha nella rapina fiscale il suo grimaldello, alleati con chi della nostra Civiltà vuole distruggere le fondamenta morali e che hanno nell'immigrazionismo e nella omolatria i loro generali, deve essere contrastato con ugual forza e impegno.
Purtroppo molti di noi sono impegnati nelle proprie attività e più di un (ininfluente) commento in rete (dove tutti scrivono, commentano, promuovono e firmano petizioni, urlano senza ascolto) non si riesce a fare, occupati come siamo dalla nostra professione e dalla nostra famiglia.
Abbiamo però una risorsa: i pensionati/esodati.
Sessantenni e settantenni che, come vediamo con il quasi ottantenne Berlusconi, sono ancora perfettamente in grado di impegnarsi nel mondo reale per organizzare le proteste fiscali e la resistenza morale al degrado che ci viene propinato dall'altra parte della barricata.
I sessantenni e settantenni sono quelli che ancora ritengono la droga un vizio, l'omosessualità una malattia o una perversione, l'immigrato un calciatore da aggiungere alla rosa degli Italiani e, al massimo, da impiegare per un tempo limitato alle proprie dipendenze.
I sessantenni e i settantenni sono stati estromessi dal mondo del lavoro quando ancora sono in forze, intellettuali e fisiche e non possono finire a fare le code alla posta per pagare le bollette o portare a spasso il cane.
I sessantenni e i settantenni possono iscriversi ai partiti del Centro Destra ed organizzare, dando corpo e continuità, la protesta fiscale, aiutando i cittadini che lavorano a risparmiare e, se del caso, assistendoli, in base alle proprie conoscenze e capacità professionali acquisite negli anni, nei vari passaggi necessari per pagare o non pagare le vessazioni fiscali che i Saccomanni di turno si inventano.
I sessantenni e i settantenni possono difendere e diffondere un concetto di normalità che rappresenti una restaurazione della Tradizione e sia educativo verso i più giovani troppo distratti da messaggi sbagliati che parlano di divorzio, aborto, eutanasia, omosessualità, droga.
I sessantenni e i settantenni possono dare corpo ad una rinascita nazionale che dia la giusta prevalenza all'essere Italiani "d'arme, di lingua, d'altare, di memorie, di sangue e di cor".
La vera risorsa per il futuro non sono gli immigrati, nè i "quarantenni" alla Letta o Renzi, ma sono i pensionati e gli esodati, espulsi dal lavoro, rottamati ingiustamente, ma ancora in forze.

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15 gennaio 2014

Legge elettorale:alla faccia della governabilità

Le motivazioni (che non condivido) con le quali hanno dichiarato incostituzionali due specifiche della legge elettorale mi fanno pensare che i magistrati non vogliano la stabilità di governo, perchè un governo stabile è un governo forte.
Un governo forte riuscirebbe a riportare i magistrati nell'alveo del loro compito, senza tracimazioni nella politica e non si farebbe dettare i tempi o imporre scelte perchè sarebbe in grado di promuovere leggi favorevoli al Popolo (come quella contro l'immigrazione clandestina) e farle applicare anche contro le interpretazioni dei magistrati.
Un governo forte non permetterebbe di essere destabilizzato dalle continue inchieste, nè che inchieste di ampia risonanza mediatica colpiscano aziende e imprenditori che danno lavoro e "fanno pil".
Allora ecco che il premio di maggioranza, l'unico che garantisca maggioranze stabili, non "deve" essere così premiante nè troppo maggioritario.
Ed ecco che se spunta un "uomo forte" nel Centro Destra, quello "deve" essere eliminato.
Non erano il premio di maggioranza e le liste bloccate il male del "porcellum", ma la regionalizzazione del primo al senato e la mancanza di un vincolo di mandato che faccia decadere chi tradisce la lista e il premier con il quale è stato eletto.


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14 gennaio 2014

Anche a me Toti non piace

Nella stampa è un gran parlare della probabile investitura di Giovanni Toti, direttore del TG4 e di Studio Aperto, quale Coordinatore Unico di Forza Italia.
Ovviamente Toti lo conosco solo per i suoi editoriali e per l'indirizzo che ha dato al TG4 raccogliendo la pesante eredità di Emilio Fede.
Leggo che Toti è moderato nei modi e misurato nelle parole.
Forse per questo non suscita entusiasmi (neppure il mio).
Credo che per sbarrare la strada a Renzi, debba esserci un altro come Berlusconi, sanguigno, scoppiettante, vulcanico, non un abatino della politica.
Forse, però, Toti con i suoi modi pacati potrebbe far risaltare meglio il nulla che c'è dietro il movimentismo di Renzi, il cui vuoto assoluto rappresenta il maggior pericolo per l'Italia.
E, poi, se il Cavaliere lo ha scelto, avrà fatto le sue considerazioni, esaminato le sue potenzialità e optato per il miglio cavallo che lo deve riportare a Palazzo Chigi.


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