Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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No alla deriva

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14 agosto 2026

Dove rotolerebbe la sinistra senza le truppe togate ?

Ieri Nigel Farage è stato rieletto in Parlamento con oltre il 60% dei voti, nelle elezioni suppletive da lui stesso provocate con le sue dimissioni del luglio scorso.

Le dimissioni erano state da lui decise per testare e attestare il sostegno popolare, anche dopo l'ennesima persecuzione giudiziale cui viene sottoposto un Leader di Destra nel mondo.

Sì, perchè Farage è, tuttora, sotto indagine per un contributo personale ricevuto da un miliardario.

Potendolo, cosa che non è consentita nelle nazioni dell'europa continentale tutte ingessate in procedure barocche per convocare le elezioni, si è sottoposto subito al giudizio degli Elettori e ne è uscito vincitore.

Qualunque cosa decideranno le truppe togate inglesi, sempre in supporto della sinistra.

Il caso inglese non è il solo e non sarà l'ultimo.

In Francia hanno condannato Marine Le Pen per aver utilizzato i contributi europei spettanti in base ai voti ottenuti dal suo partito, per migliore l'organizzazione del partito stesso, cioè per fare politica.

In Germania, ad ogni sondaggio in cui l'Afd viene data in crescita, si invoca l'intervento delle toghe per mettere fuori legge quel partito, il primo partito della Nazione tedesca !

In Italia ... beh, la vicenda Berlusconi credo sia ancora ben impressa in tutti noi, per non parlare delle tante di contorno, tra intercettazioni, chat e teoremi vari.

Allora mi viene da domandare, se, mancando di argomentazioni, la forza della sinistra sta tutta nelle azioni giudiziali e, ciononostante, non riesce a prevalere, quanto meglio staremmo, in Sicurezza e Benessere, se i magistrati tornassero ad occuparsi di furti, rapine e omicidi, contratti, confini e condomini, lasciando che a decidere chi deve governarci fossimo noi Elettori, cioè il giudice naturale, l'unico giudice preposto a promuovere (votandolo e confermandolo)  o bocciare (non votandolo e mandandolo a casa) un politico ?

11 agosto 2026

Dai governi balneari all'ansia da prestazione social

A settanta anni posso ricordare le estati politiche di quando iniziavo ad interessarmi delle vicende della nostra Nazione, non solo quelle calcistiche.

Era tutto più soffuso, nessuno gridava, a volte lo faceva Pajetta in parlamento, ma era come in un paesino quando c'è sempre quello strambo che fa tanto folclore.

L'estate era sacra anche per i politici, che pure, come da tante fotografie sgranate in bianco e nero, andavano al mare in giacca e cravatta.

Da luglio a settembre nessuno doveva turbare la serenità di un'Italia che ricaricava le pile e i telegiornali mandavano in onda servizi sul gran caldo (in effetti, anche oggi ...), su devastanti temporali estivi con grandine (sembra non essere cambiato nulla), sulla canzone tormentone dell'estate di quell'anno (toh, uguale ad oggi).

E anche la politica taceva e quando qualche problema turbava l'ambiente, per non violare la sacralità dell'estate, si chiamava il buon Giovanni Leone per presiedere un governo balneare, che si sarebbe inevitabilmente dimesso con la riaperture delle scuole il primo ottobre, una vota ripartiti i nuovi posti di prima, seconda e terza fila, applicando il Manuale Cencelli, celebrato di recente per la morte del suo inventore.

E qui le cose cambiano con oggi.

Con l'avvento dei social, se non dichiari almeno una volta al giorno, non sei citato, allora non esisti.

E per esistere devi farti notare, perchè la concorrenza è numerosa e nella cacofonia generale il politico di oggi, che non sia uno con il codazzo di "professionisti dell'informazione" pronto a vantare un rapporto privilegiato per aver strappato un monosillabo, deve urlare ogni giorno più forte per essere considerato.

Così si tracima dal buon gusto per non parlare della verità e del buon senso.

Ricordo una Tribuna Politica dell'epoca del bianco e nero, con Giovanni Malagodi, liberale, opposto ad uno di sinistra di cui non ricordo il nome.

Quello di sinistra (evidentemente il vizio ha radici profonde) manipolava dei fatti, tanto che Malagodi, fumantino come era, sbottò con un "Lei mente !", per correggersi subito : "Mi scusi. Lei dice cose non vere.".

Stile d'altri tempi.

Oggi la menzogna è moneta corrente e nessuno la denuncia più perchè tanto, dopo un'ora, ci si accapiglia già su un altro argomento e, comunque, la verità è diventata ideologia, per cui uno crede a quel raccontano dalla sua parte politica e considera mentitori gli altri, a prescindere.

Del resto, l'illustre esempio arriva dalla santificazione di un qualcosa, come la resistenza, che non fu, per dimensioni, contenuti e rilevanza, come ci viene propinato.

04 agosto 2025

L'estate delle chiacchiere inutili e nocive

L'estate di una volta, in politica, era quella dei governi balneari, il cui re indiscusso fu Giovanni Leone, poi Presidente della Repubblica dal 1971 al 1978, degnissimo nel suo ruolo, realmente super partes, dimessosi dopo una ignobile campagna stampa che lo aveva indicato come artefice di una presunta corruzione per l'acquisto di aerei, in cui poi fu provata la sua totale estraneità.

Erano governi balneari perchè utili a far decantare la situazione politica, assopendo le ire dei vari Achille della politica, consentendo all'Italia di avere un governo che si occupasse dell'ordinaria amministrazione ed agli Italiani di andare in vacanza seguendo la campagna acquisti della propria squadra del cuore e non il bollettino delle incursioni degli infiniti e inconcludenti droni russi in Ucraina o la contabilità farlocca che i terroristi assassini di Hamas comunicano sui morti a Gaza, nella loro guerra di propaganda (per chi abbocca).

Oggi la presenza dei "social" ha cancellato la pausa estiva.

Provo un grande rifiuto ad ascoltare la dichiarazione precostituita, concentrata in pochi secondi, letta o recitata a mitraglia da questo o quel politico che poi viene immessa nel "pastone" dei telegiornali.

Non serve a nulla per chiarire una questione e probabilmente neppure a convincere o far cambiare idea a chi la ascolta, tanto siamo tutti prevenuti con le nostre idee ben radicate che sono il frutto di esperienza, conoscenza e scelte di campo.

E' come il costante martellamento dei sondaggi con gli articolisti che sparano titoli "crollo del partito di Tizio", "balzo di quello di Caio" e poi si legge l'articolo e si scopre che si parla di miserrimi zero virgola uno, zero virgola due, di sondaggi che hanno dichiaratamente margini di errore del tre per cento.

Eppure continuano le chiacchiere estive, le dichiarazioni prive di sentimento recitate in televisione o alla radio, i tweet su X, per poter dire "io c'era" o, meglio, io ci sono, io esisto.

E nessuno ne è indenne, dal parlamentare seguitissimo (anche a ragione) al neofita di X (o di qualsivoglia altro social) con 11 persone che lo "seguono".

Quanti danni fanno tutte queste chiacchiere ?

Tantissimi.

Perchè per distinguersi uno alza sempre di più l'asticella della polemica e della insoddisfazione, a dimostrazione che il meglio, anche quando sarebbe veramente "meglio" e il più delle volte non lo è, è sempre nemico del bene.

E si perde di vista l'interesse proprio e della Nazione che è quello di andare avanti, di crescere, di stimolare Benessere e garantire Sicurezza, anche se magari con piccoli passi invece dei balzi che uno vorrebbe, ma che neppure lui saprebbe realizzare (se lo sapesse, infatti, per prima cosa saprebbe anche come farsi eleggere e andare lui al posto di quelli che critica comodamente seduto in poltrona a digitare su una tastiera).


22 luglio 2025

Un Uomo solo al comando

La Destra non ha la maggioranza assoluta.

La sinistra non ha la maggioranza assoluta e probabilmente neppure quella relativa.

Il fantomatico centro è solo la sommatoria, a rotazione, della destra della sinistra e della sinistra della destra che cercano di sgomitare per avere uno spicchio di visibilità.

Come si fa a governare ?

In questo può aiutare il sistema elettorale che, alterando la reale proporzione dei consensi, con un "premio di maggioranza" o un "premio di coalizione" o con l'applicazione di un rigido uninominale secco, consente (non sempre, peraltro) che si formi una maggioranza che, però, rischia di scomparire al successivo turno elettorale.

E nel mondo moderno una legislatura non basta, occorre avere una continuità di lungo periodo per ripristinare quella supremazia della nostra Civiltà messa in crisi dai suoi stessi beneficiati con il malinteso (quando non in malafede) sentimento del "politicamente corretto" e quindi riavviare il motore del Progresso dell'Umanità tutta.

Ma il sistema elettorale a volte può essere fortemente iniquo, come nel Regno Unito dove i socialisti di Starmer, con meno del 30%, hanno una maggioranza dei due terzi dei seggi, mentre con poco più del 30% il Rassemblement National in Francia è costretto all'opposizione.

Nei tempi antichi, dopo la caduta dell'Impero Romano, erano le virtù ed il valore individuale a determinare la nascita dei primi aggregati sociali che, per poter resistere, irrobustirsi e quindi espandersi fino a costruire gli stati nazionali, si affidavano ad un "capo" che sapesse condurli in guerra, ma anche amministrarli in tempo di pace.

In tempi difficili, infatti, le decisioni devono essere assunte rapidamente, univocamente e senza compromessi.

Compromessi che sono l'essenza della Politica, ma anche il male quando, come di questi tempi, degenerano nell'oclocrazia.

Infatti, tornando al fatto che nessuna parte ha una maggioranza solida, ne discende l'obbligo di accordarsi, quando va bene, con chi manifesta le idee più simili ma, spesso, come vediamo in quella accozzaglia che è la sinistra italiana che va dai cinque stelle, al pd, a verdi ed estrema sinistra passando per i centrini di Renzi e Calenda, si tratta non di un progetto organico, bensì di un assalto alla diligenza del conto economico nazionale per distribuire ai propri clientes questo o quel provvedimento di utilità corporativa, anche a spese della restante popolazione che, però, spesso fa finta di nulla perchè confida che prima o poi analogo beneficio arrivi anche alla propria corporazione, in un circolo vizioso in cui a rimetterci sono quelli che realmente producono ed hanno le idee innovative e, in prospettiva, i nostri figli e nipoti che si troveranno a vivere in una società impoverita, moralmente ed economicamente e indebitata.

Se, poi, si introducono variabili come il fanatismo ecologista che vorrebbe costringere a cambiare le fonti di energia, con costi miliardari o i pruriti bellici che portano a sostenere un comico fallito nelle sue azioni contro un gigante militare, allora si accumulano solo debiti senza vedere il progresso di un solo millimetro della nostra Civiltà e, anzi, con la richiesta di rinunciare a qualcosa che si era conquistato.

Come risulta da una delle pessime esibizioni di Draghi, quando pose l'alternativa tra condizionatore e pace e così non abbiamo nè la pace nè, a buon mercato, il condizionatore o dalle imposizioni contro il Mercato per obbligare i cittadini a sperperare i propri risparmi con improbabili auto elettriche o imponenti lavori edilizi.

I Romani, che non a caso costruirono un impero, lo sapevano che nei momenti di difficoltà dovevano affidarsi ad un capo che li guidasse ed al quale venivano demandate tutte le decisioni.

Due, credo, li ricordiamo sin dai sussidiari delle elementari: Marco Furio Camillo che fece superare a Roma l'invasione dei Galli di Brenno e Quinto Fabio Massimo (Cunctator) che consentì a Roma di ricostituire le sue legioni dopo le sconfitte subite da Annibale, per poi portare la guerra in Africa e spazzare via anche solo il ricordo di Cartagine, spargendo sale sulle sue rovine.

Dictator fu anche Lucio Cornelio Silla, che noi posteri bistrattiamo, ma fu grazie a lui che Roma venne pacificata e poté riprendersi dopo la guerra civile di Mario.

Probabilmente siamo giunti ad un punto in cui in tutto l'Occidente, ma in particolar modo in Italia, c'è necessità di affidare i poteri ad una persona che possa infischiarsene delle macchinazioni di altri, magari non eletti, dei lacci e lacciuoli che i magistrati vorrebbero imporre agitando codici e pandette e delle pretese corporative di questo e di quello.

Riforme che hanno necessità di un tortuoso percorso parlamentare perchè dietro il paravento della tutela delle minoranze si nasconde la volontà di partecipare alla gestione, compromettendo la linearità e quindi l'efficacia di una riforma.

Magistrati che interpretano le leggi e processano le guardie, liberando i ladri.

Imprenditori che socializzano le perdite e privatizzano i guadagni.

Associazioni in quantità industriale e ancor più strepitanti, che agitano ognuna la propria esigenza particolare e strillano alla oppressione delle minoranze se non ottengono una legge di privilegio per le loro pretese.

Ogni, singolo progetto ha mille voci che lo vorrebbero rendere "migliore", ignorando che il "meglio" è nemico del "bene".

Ed è in questo mondo al contrario che è l'Italia di oggi, che dobbiamo smetterla di crederci tutti commissari tecnici o presidenti del consiglio, dando a chi abbiamo eletto, il tempo ed i poteri per decidere, senza dover sottostare alle Forche Caudine dei percorsi parlamentari infiniti, delle interpretazioni dei magistrati, della distribuzione di privilegi ad ogni minoranza.

Abbiamo bisogno di un "Capo".



17 luglio 2025

L'arte di fare Politica

C'è un atteggiamento, dilagato con l'avvento dei cosiddetti social media, di disprezzo verso i "professionisti" della politica, nella erronea convinzione che sia facile affrontare i temi amministrativi e politici a cui dare risposte che si riverberano su milioni di persone.

Senza la pretesa di neanche riassumere, ma solo accennare, a una minima parte dell'evoluzione storica dell'impegno politico, mi limito a ricordare che una volta, nella prima repubblica, si arrivava agli incarichi di maggior rilievo politico dopo un cursus honorum molto simile, anche se non altrettanto codificato, a quello sperimentato duemila anni prima a Roma.

Prima di arrivare al consolato, uno doveva misurarsi nelle magistrature inferiori, analogamente chi svolgeva attività politica nel secolo scorso non arrivava impreparato in parlamento, ma aveva alle spalle almeno una o due esperienze nelle consigliature amministrative, per non parlare degli infiniti dibatti e congressi che animavano tutti i partiti, tranne il pci.

Infatti l'unica eccezione era il pci il cui cursus honorum era svolto nelle coop e nei sindacati, ma aveva anche una scuola di formazione politica (le "Frattocchie") da dove uscivano i dirigenti destinati a guidare il partito mentre i peones venivano eletti per una legislatura, quasi sempre a rotazione, per consentire loro di maturare una pensione (a spese dell'intera comunità italiana) e quindi poter "offrire" le proprie prestazioni a livello locale e amministrativo al "Partitone".

E' vero anche che per lunghi anni l'amministrazione dello stato era affidata a persone di spessore la cui cultura si era affinata negli studi durante il Fascismo, con eccezione di De Gasperi che veniva direttamente dalla scuola amministrativa austroungarica.

Poi i "politici" cominciarono a stare sugli zebedei, anche con grande loro responsabilità per gli atteggiamenti superbi e la strafottenza di molti di loro e si diffuse la mania della "società civile", come se un ingegnere, un contadino, un idraulico, potessero, da un giorno all'altro, sospendere la propria attività per entrare al ministero degli Interni piuttosto che a quello degli Esteri o dell'Economia.

Saltando ai giorni nostri, la massima espressione della deriva e della perdita di ogni cursus honorum nella Politica è data dal Movimento cinque stelle, con il suo "uno vale uno", il limite dei mandati e l'aver mandato allo sbaraglio personaggi improbabili senza alcuna conoscenza dell'arte della Politica, non per colpa loro ma perchè non hanno svolto alcun cursus honorum.

Con la Meloni e la sua squadra di Governo abbiamo recuperato la miglior tradizione.

Se infatti andiamo a guardare i curricula di gran parte degli esponenti di governo, soprattutto di Fratelli d'Italia, vediamo riproporsi il cursus honorum sia in termini di presenze nelle consigliature locali, che nelle attività di partito a cominciare da quel grande bacino che è il movimento giovanile.

La Meloni è la tipica espressione di militante di base fino alla massima carica nel Fronte della Gioventù,  quindi di consigliere locale (provinciale) infine eletta in parlamento (2006), vicepresidente della camera, ministro nel 2008-2011, con tutte le carte in regola, quindi, per occupare al meglio, come fa, la poltrona di Presidente del Consiglio.

Mi dispiace quindi non tanto leggere su X gli attacchi più rumorosi che numerosi di una parte degli utenti che si sentirebbero "traditi" dalla Meloni, con la pretesa di vedere assumere comportamenti duri e puri che porterebbero al risultato peggiore, come attestano i "duri e puri", ma soprattutto isolati e perennemente all'opposizione, del Rassemblement National in Francia, dell'Afd in Germania, del UK Reform Party nel Regno Unito, di Vox in Spagna, della Fpoe in Austria e potrei continuare.

Mi disturba leggere articoli di persone, come Mario Giordano o Marcello Veneziani, che dovrebbero, per la professione che svolgono, conoscere l'arte della Politica e quindi contemplare il compromesso come aspetto imprescindibile di una azione che possa avere una qualche efficacia, tanto più che ad un problema non c'è mai una sola soluzione, ma tante quante sono le opinioni che si esprimono e non è neppure una sola la risposta corretta, perchè possono essere più di una che mettano in evidenza questo o quell'aspetto della questione.

E' lì che interviene la capacità di fare Politica, di creare quel nucleo portante che, avendo in mente un traguardo (spesso solo ideale e mai conseguibile in pieno) se lo ponga come Stella Polare, aspirando ad avvicinarvisi, pur nella consapevolezza che il percorso sarà accidentato e mai lineare, proprio perchè ci sono tante altre persone, ognuna delle quali ha la sua specifica idea di cosa debba essere fatto e come ed agisce per raggiungere i propri obiettivi, costringendo a modifiche, compromessi, revisioni il nostro personale programma.

E' l'arte della Politica giungere ad un risultato positivo, attraverso percorsi accidentati, anche se non è quello che uno avrebbe sognato.

Per questo se non mi stupisco di quei commentatori di X che si stracciano le vesti perchè la Meloni cerca di ottenere il possibile senza consegnare le chiavi di Palazzo Chigi ai cattocomunisti che tornerebbero a fare il peggio come sanno fare solo loro, mi dispiaccio di un Veneziani che, al termine di una interessante e condivisibile disamina nel suo editoriale ne La Verità del 13 luglio scorso, conclude con un qualunquista  " ...    comprendo bene le sue (mia nota: della Meloni) scelte, apprezzo la sua abilità; lo so, questa è la politica, oggi e forse sempre; perciò ne sto alla larga." .

Eh no, se si critica poi non ci si ritira in un convento a meditare, ma si agisce, ci si sporca le mani, si prova ad essere eletti, ci si confronta con le difficoltà del governo.

Perchè è facile dire "devi fare questo, devi fare quello", provaci tu.

Intanto prova ad essere eletto e non è affatto facile.

Poi, una volta eletto, prova a raccogliere sufficienti consensi per farti nominare ministro, quindi confrontati con le cose da fare, con le pressioni che subisci da amici e avversari, dal quadro internazionale e dalle lobbies economiche, dai sindacati e dal Vaticano, dai magistrati e dal Quirinale, dalla "società civile" e dalle minoranze urlanti per il verde, lgbt, il woke e il blm.

Quello che resta è la cifra della tua capacità e il risultato concreto della tua arte della Politica.

                                  

03 luglio 2025

60 milioni di partiti

Leggo, con non poco divertimento, delle iniziative di creazioni di nuovi partiti che si collocano "al centro del centro sinistra" (con una concezione della geometria tutta originale e creativa) che la stampa di sinistra (il 90% dei giornali italiani) copre con dovizia di particolari e impiegando più "professionisti dell'informazione" di quanto non siano gli elettori dei nuovi partiti.

Leggo anche, con dispiacere, della reazione di pancia di molti della Destra Radicale, delusi e arrabbiati perchè non vedono la Meloni avanzare come una panzerdivision asfaltando tutto il pregresso woke, lgbt e immigrazionista.

Sono due facce della stessa medaglia, portata ai massimi livelli dalla diffusione dei social dove non si argomenta, ma si brandisce la propria ideologia contro tutti, anche contro quelli che per lo più hanno le stesse idee ma, magari, su uno o due temi, esprimono una loro differente opinione, ad esempio sull'Ucraina, su Israele, sull'intervento dello stato in economia, sulla Nato.

E' la trasposizione in politica dei sessanta milioni di commissari tecnici della Nazionale, adesso che la presenza degli stranieri nel nostro Campionato ha praticamente ridotto gli Italiani a quattro gatti per cui non ci sono più la scelte di una volta tra Rivera e Mazzola, ecco che ci si sposta in politica.

Costa poco, ci si gonfia il petto, si scrivono 180 caratteri e si pensa di aver lasciato il segno nella Storia.

Ma la Politica è cosa seria, impegnativa, che richiede professionalità, quelle che noi facciamo nei social sono solo chiacchiere da bar e le fanno anche quelli che si prestano a solleticare i bassi istinti dei propri lettori dall'alto di cattedre universitarie, primariati di ospedali, scranni parlamentari o anche solo comunali.

Qualcuno deve spiegarmi il senso di cattolici e di liberali (o presunti tali) che si alleano con i comunisti e i socialisti (pur se si sono dati una mano di rispettabilità cambiando il nome al loro partito restano sempre gli stessi) e per ottenere un seggio sicuro per concessione del pd, creano un partitino dello zero virgola, intimando di essere compresi nell'accordo di coalizione, perchè senza la loro fragile creatura non si vince, salvo poi riporre ogni velleità una volta acquisito lo scranno parlamentare e ricominciare in prossimità delle successive elezioni.

Qualcuno deve spiegarmi che senso ha tenere separati Forza Italia e Noi Moderati tra loro e, sempre tra loro, Forza Nuova, CasaPound e tutte le miriadi di associazioni e movimenti sorti a destra di Fratelli d'Italia e della Lega e che pensano solo a bersagliare questi due partiti, sottraendo quelle percentuali che servirebbero a cambiare la costituzione senza passare da un rischioso referendum.

Qualcuno deve spiegarmi come sarebbe possibile per la Meloni procedere senza compromessi su tasse, clandestini, smantellamento della cappa culturale sinistra, ritorno alla Giustizia vera, riforma del mercato del lavoro e via discorrendo, quando sappiamo tutti che, oltre ad una opposizione che non fa gli interessi degli Italiani ma guarda sempre all'estero, una volta a Mosca, poi a Bruxelles, Parigi, Madrid a seconda delle circostanze, ci sono resistenze di ogni tipo.

C'è un presidente della repubblica che fa le pulci ad ogni provvedimento per mettere i bastoni fra le ruote riparandosi dietro la foglia di fico dell'atto dovuto, la stessa foglia di fico che usano i magistrati per giustificare aberrazioni come le indagini su Poliziotti o semplici cittadini che hanno abbattuto un criminale.

E, ancora, una Cei che regge lo strascico del pd con il suo presidente, una commissione europea cui i predecessori della Meloni hanno svenduto gran parte della nostra Sovranità che impone direttive e bilanci, per non dire della copertura mediatica che, grazie a "professionisti dell'informazione" che pendono a sinistra, fornisce ampio spazio a tutte le dietrologie funzionali a ostacolare l'azione di Governo e l'elenco potrebbe continuare con tutti i lacci e lacciuoli che cercano di impedire al Governo di realizzare il 100% del suo programma.

Al Duce (ma anche ad altri, ad esempio Giovanni Giolitti a dimostrazione che il problema risale appena riunita l'Italia) è attribuita una frase emblematica: governare gli Italiani non è difficile, è inutile.

A ruota un ricordo personale di quanto mi fu riferito su Rumor, presidente del consiglio negli anni settanta, che in un incontro conviviale con i suoi amici di gioventù  disse che non è difficile arrivare a ricoprire cariche politiche, il difficile è riuscire a realizzare qualcosa, superando i veti incrociati, le pressioni di interessi contrastanti, i piccoli ricatti di chi detiene una manciata di voti parlamentari.

Ho sempre saputo che un buon politico, non è quello più puro nella proposta ideale che sottopone alla gente (e qui ci starebbe la citazione di Nenni che disse che a fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro... che ti epura ) ma chi riesce ad aggregare una maggioranza tra simili, fondata necessariamente sul compromesso, perchè la Politica è l'arte del possibile.

E dividersi in base alla purezza invece di dare più forza al partito che maggiormente rappresenta la propria area politica (anche questa sarebbe una citazione, ma se citassi il testo i soliti sciocchi guarderebbero il dito e non la Luna) anche se ci sono, inevitabilmente, dei temi sui quali non tutti sono d'accordo, sarebbe voler consegnare il potere a chi è ben più lontano sotto ogni profilo.

Il Centro Destra ha, sotto un certo aspetto, compreso questa esigenza di stringersi attorno al nucleo forte della Coalizione, grazie al principio introdotto da Berlusconi, per cui il Leader della Coalizione è il capo del partito che nella coalizione prende più voti: meglio di qualsivoglia primaria farlocca dove votano e rivotano anche quelli che quella coalizione non voterebbero mai.

E tanti critici dalla tastiera facile, dovrebbero provare a farsi eleggere e, se ci riescono, a sporcarsi le mani creando quelle maggioranze con le quali loro vorrebbero mantenere pura un'azione di governo.

Credo che il 99,99% di loro si arrenderebbe al momento di apporre la firma di candidatura, perchè i problemi comincerebbero già a quel punto.

Lasciamo lavorare la Meloni perchè sta cambiando quello che può cambiare nel quadro politico internazionale e istituzionale in cui si trova ad operare e nei tempi che le sono concessi da tutti gli ostacoli che le vengono frapposti, anche dalla trincea amica.

Questo non vuol dire rinunciare ad esprimere la propria opinione (la Meloni non potrà mai convincermi a sostenere Zelensky !) ma senza insorgenze ultimative della serie "o così o non vi voto più".

E cosa fai, poi, voti per la Schlein o, anche senza votarla, scegliendo il tuo partitino puro che più puro non si può (chiamiamolo Dash), magari monotematico, ne favorisci la vittoria ?       

30 settembre 2024

Gallia est omnis divisa in partes tres

Cesare, nel suo De bello Gallico, presenta il territorio che ha conquistato, suddividendolo in tre parti.

Tre è il numero considerato "perfetto" e Dante scrisse tutta la sua Commedia in terzine e multipli, salvo "arrotondamento" finale.

Tre sembrano anche essere le aree di pensiero in cui si dividono le Nazioni e i Popoli europei.

Le elezioni austriache non fanno che confermare quello che già era emerso nelle precedenti votazioni, non solo europee, ma anche nazionali in Francia, Olanda, Italia e nelle regionali tedesche.

I partiti di Destra, che a me piace chiamare Nazionalisti ma che la stampa definisce "populisti", "sovranisti" o di "estrema destra", stanno raccogliendo sistematicamente un terzo dei voti espressi, anche là dove la partecipazione al voto aumenta, in controtendenza rispetto al passato (vedi Austria ieri e Brandeburgo due settimane fa).

Poi, certo, ci sono delle specifiche nazionali come, ad esempio, il fatto che in Italia i partiti di Destra sono due (Fratelli d'Italia e Lega) che arrivano al 40% quando di solito vediamo un solo partito Nazionalista.

Un terzo dell'elettorato significa comunque che il sentimento popolare è molto forte e il fatto che altrettanto possano dire i popolari che rappresentano il centro del panorama politico e la sinistra (frantumata ovunque in più partiti: socialisti, comunisti, verdi, liberali, estrema sinistra pro pal etc.) pone grossi problemi di governabilità, perchè la delegittimazione galoppante tra partiti più nemici che avversari, delegittimazione che spesso si aggrappa alle toghe rosse, rende impossibile determinare quella base di Valori e di Principi condivisi che dovrebbero formare le fondamenta di una Società.

Il pallino, in questa situazione, è nelle mani dei popolari, inaffidabili e che tendono a tenere i piedi in due staffe per puntare ad acquisire il maggior numero di poltrone.

Per fare cosa non si sa bene, visto che sono ormai abituati a dare un colpo al cerchio ed una alla botte.

Vediamo infatti come i popolari in europa si siano alleati con socialisti, verdi e liberali ed abbiano incassato sia la presidenza della commissione che quella del parlamento europeo.

In Austria hanno preso una scoppola solenne, perdendo l'11% dei voti ma, ove stringessero un patto con socialisti e verdi, riuscirebbero non solo a tenere fuori dal governo vincitore del FPOE, ma anche a conservare il cancellierato. 

Probabilmente molto del loro terzo di voti è dovuto all'ambizione e all'aspirazione di tanti elettori che si schierano come le clientele dell'Antica Roma, votando in cambio di qualche favore sognato o concesso.

Ma è così che una Civiltà crolla su se stessa.

La soluzione ?

L'abbandono da parte degli elettori di ogni furbizia personale, per scegliere in base a Valori, Principi, Ideali che si trovano unicamente a Destra, perchè anche le varie formazioni di sinistra, sconfitto il comunismo reale, navigano a vista aggrappandosi a tutto ciò che può danneggiare e distruggere la nostra Civiltà: woke, gender, lgbt, ecologismo.

23 giugno 2024

L'arte del possibile

Che i cattocomunisti ed i grillini bercino a pieni polmoni per cambiare l'aria che c'è nel vuoto della loro scatola cranica, non mi stupisce.

Sarei, anzi, preoccupato del contrario e mi porrei delle domande se constatassi di avere qualche comunanza di idee con loro.

Mi dispiace invece che la variegata area della Destra Radicale che più pura non si può, si allinei alla narrativa suggerita dalla stampa, dalla radio e dalla televisione megafoni di quei cattocomunisti.

E critichi, spesso ferocemente, spesso come unico tema quotidiano, l'azione del Governo Meloni e, più in generale, del Centro Destra.

Eppure ricordo quanto, quella stessa frastagliata Destra Radicale, si sia opposta, per undici anni, alle devastanti politiche che, da Monti a Draghi, hanno messo in ginocchio l'Italia e cercato di trasformare gli Italiani in sudditi al servizio del Moloch europeo.

Il Governo Meloni ha risolto tutti quei problemi ? No.

E' vicino a risolverli ? No, la strada è molto lunga, perchè a distruggere e ad indebitarsi si fa presto, molto più tempo è necessario per sanare un corpo malato di assistenzialismo e politiche a debito.

Allora hanno ragione a contestare la Meloni e Salvini ?

Magari promuovendo l'astensionismo, le listine contro natura assieme a candidati comunisti, osteggiando l'autonomia differenziata o sostenendo i terroristi palestinesi ?

Certo che no.

Forse sfugge che il Governo Meloni, nonostante gli ostacoli che vengono quotidianamente frapposti (veggasi il consiglio di stato che blocca la consegna di motovedette alla Tunisia) e gli sgambetti quotidiani insiti nelle parole di colui che dovrebbe essere il garante di tutti gli Italiani ma si è trasformato nel portabandiera della minoranza sinistra, sta modificando la rotta.

Su tutti gli argomenti di attualità e di interesse.

Per non parlare di temi strettamente politici ed economici, basti pensare a quanto si stia facendo contro l'aberrante pratica dell'utero in affitto e per applicare compiutamente la legge 194 creando i presupposti perchè vi sia una scelta consapevole di quello che si fa.

Pensiamo alla difesa dei nostri prodotti e della qualità del cibo che arriva sulle nostre tavole, con i paletti posti all'introduzione degli insetti nella nostra alimentazione.

Il tutto mentre la Meloni cerca di costruire un forte presidio che limiti le follie che si inventano in europa nel nome dell'ambientalismo viscerale.

Tutti noi vorremmo che, una volta al governo, i nostri eletti agissero immediatamente per realizzare compiutamente i nostri desiderata.

Ma non è così, non può essere così perchè la Politica è, da sempre, l'arte del possibile.

Se alcuni di noi si lasciano irretire dalle sirene dell'Aventino, dando ascolto ai disfattisti dell'astensione o ai vessilliferi della purezza quantificata in tanti zero virgola, otteniamo come risultato di sottrarre al Centro Destra quella manciata di seggi necessari a cambiare, senza la spada di Damocle del referendum confermativo, una costituzione ormai superata e che è una palla al piede della nostra società. 

In questi giorni si stanno definendo i nuovi vertici europei.

Il voto del 9 giugno ha confermato la maggioranza "Ursula", dobbiamo mettercelo bene in testa: nonostante l'avanzata della Destra in quasi tutti gli stati d'europa la maggioranza tra popolari, socialisti e liberali ha quasi 400 seggi dei 361 necessari ad avere la metà più uno, almeno sulla carta.

Un grande risultato sarebbe quindi riuscire a condizionare a tal punto la nuova commissione, dall'indurla ad accantonare o, almeno, annacquare le follie verdi che la precedente commissione aveva promosso.

Purtroppo al berciare dei cattocomunisti, si unirà anche la voce di chi, sempre scontento, griderà al "tradimento", perchè sarebbe "troppo poco".

Ma ogni passo verso la restaurazione di una politica più orientata verso le esigenze dei Popoli e delle Nazioni, modificando il dirigismo sovietico dell'unione europea, non sarà mai "troppo poco".

25 agosto 2023

L'arte di governo

Ho già scritto quale finanziaria vorrei, ma, purtroppo, quel che vorrei io deve tenere conto dei desideri altrui e della loro esistenza.

Questo è il dramma di qualsiasi governo e, soprattutto, di un governo di Centro Destra la cui azione, il cui programma, la cui capacità di incidere, anche con la finanziaria, sono soggetti alle pressioni, ai ricatti, alle pretese, di altre entità che, spesso, come le agenzie di rating, la commissione europea, la Bce, il FMI, non hanno a cuore gli interessi degli Italiani (al contrario !) e possono anche contare, come abbiamo avuto conferma dalla confessione di Sarkozy, su zelanti quinte colonne interne che non perdono occasione per danneggiare l'Italia e gli Italiani, asservendosi e facendoci asservire agli stranieri, pur di conquistare uno strapuntino remunerato ben più di quei trenta denari che duemila anni fa furono il leggendario prezzo di Giuda.

Fare leggi che indirizzino, sul piano economico. sociale, culturale, una nazione non sarebbe difficile se ci fosse una volontà comune di tutti i cittadini di remare verso il Benessere e la Sicurezza collettiva.

E si riuscirebbe ugualmente a realizzare quel programma, con l'unità di tutti i cittadini, anche contro le varie istituzioni sovranazionali che mettono il becco in questioni che non le riguardano.

Purtroppo quella unità non c'è e la canea rossa che è seguita alla diffusione del saggio del Generale Vannacci ne è la riprova.

Principi di buonsenso comune, finalizzati ad arricchire, proteggere, sviluppare, consolidare la nostra comunità nazionale, sono bersaglio dei latrati cattocomunisti, gli stessi latrati che accolgono ogni singola iniziativa del governo, quegli stessi latrati che non abbiamo però udito quando la Fornero creò la categoria degli esodati e rinviò di una decina di anni i pensionamenti o di quando Draghi raccontò tutte le balle sul vaccino che ci consente di vivere tra gente che non contagia e non si contagia o sulla alternativa tra pace e condizionatore.

Fare una finanziaria in linea con i programmi elettorali del Centro Destra si può, ma poi dovremmo subire gli attacchi dei cattocomunisti e quelli, molto più infidi, subdoli e pericolosi, della consorteria affaristico e finanziaria internazionale, riunita sotto l'FMI, la Bce, la commissione europea, le agenzie di rating.

Facendo, presumibilmente, la fine del Governo Berlusconi del 2011, che fu ribaltato, ormai lo riconoscono gli stessi carnefici, da un complotto internazionale che aveva la sponda di una parte politica italiana, quella sinistra (in tutte le accezioni del termine).

Ma, uno dice, siamo maggioranza, quindi ...

Quindi cosa se i maggiori attacchi al Governo arrivano da Destra, tanto dai vari movimenti identitari e radicali, come da un vecchio politico di lungo corso come Alemanno ?

E questo perchè la Meloni, subito dopo il giuramento, non ha SUBITO! inserito la flat tax o non ha ordinato di affondare barche, barconi e barchette che trasportano clandestini.

Quindi cosa, se persino alcuni di destra, come leggo in Twitter, danno credito ai giornali di sinistra quando estrapolano, con il chiaro intento di mistificarle, le parole di questo o quel ministro, come sta capitando con Lollobrigida che ha pronunciato parole sacrosante sulla qualità del cibo italiano, ma che vorrebbero inchiodarlo perchè, nell'ambito di tale ragionamento sulla qualità del cibo, la stampa di sinistra ha estrapolato la frase per cui i poveri mangiano meglio dei ricchi, senza far ascoltare o riportare, nel titolo sparato a caratteri cubitali, il reale contenuto del discorso ?

Io sarei comunque disposto a combattere, per una finanziaria allineata al programma, anche nelle piazze, contro i cattocomunisti e a sostegno di un governo che realizzasse il programma, infischiandosene delle consorterie internazionali.

Sarei anche disposto a scontare un periodo di magra economica, per riprendere il controllo della nostra vita e della nostra Nazione.

Ma ci vorrebbe pazienza e dovremmo dare alla Meloni (o a chi per essa, perchè non illudiamoci: neppure il Generale Vannacci ha la famosa bacchetta magica) il tempo per cambiare una società che undici anni di cattocomunisti al governo hanno fatto marcire quasi per intero.

Un tempo che ebbe la Thatcher, quando lasciò che i minatori si svenassero in scioperi di mesi, per poi tornare al lavoro con la coda fra le gambe, o che i terroristi dell'Ira rinunciassero allo sciopero della fame dopo aver perso la prima decina di scioperanti, ma un tempo che nell'epoca moderna, dove tutto viaggia e si consuma a velocità mille e più volte più veloce che negli anni settanta e ottanta, alla Meloni (o a chi per essa) non è concesso, neppure da noi stessi, impazienti di vedere "qualcosa di Destra".

Comprensibile quindi, che anche la prossima finanziaria sia deludente per i nostri fini, ma a me basterebbe che ci fosse anche solo un'altra piccola sterzata, come fu l'anno scorso la parziale eliminazione del reddito di cittadinanza.

28 giugno 2023

La Politica smetta di essere sottomessa

L'ennesima sparata della Lagarde, presidente della Bce, che, invece di tranquillizzare i Mercati, annuncia anzitempo un nuovo aumento dei tassi a luglio, è solo l'ultima di una serie di prevaricazioni che, ovunque, con maggiore o minore forza, vengono poste in essere da "tecnici" dell'economia, magistrati e giornalisti.

L'abdicazione della Politica, divenuta suddita e timorosa di quelle tre categorie di potere, è una delle cause dell'indebolimento della nostra Civiltà.

Perchè è la Politica che, fondandosi su Ideali e Valori, deve imporre all'economia, alla magistratura, alla stampa, un indirizzo all'interno del quale operare.

Gli economisti, i famigerati "tecnici", possono essere validissimi consulenti, possono e devono proporre scenari, soluzioni (e spesso non sono d'accordo tra loro sulla strada da percorrere), proiezioni, ma poi devono attenersi alle decisioni che la Politica assume per perseguire, anche gettando il cuore oltre l'ostacolo, gli Ideali e Valori che rappresenta.

Analogamente i magistrati non devono tracimare dal loro ruolo che è quello di applicare le leggi esistenti, non di allargarle o restringerle in base alle proprie visioni ideologiche, non quello di un taglia e cuci che in pratica determina una nuova legislazione non apprrovata dal parlamento.

Mentre i giornalisti dovrebbero fornire le notizie, i fatti, lasciando le conclusioni alle elaborazioni dei lettori, non devono esporre come imbeccate le loro opinioni, le ipotesi che, guarda caso, portano sempre, solo, acqua al mulino dei loro editori.

La Politica è responsabile per aver abdicato al suo ruolo e sarebbe il caso che si riappropriasse del potere di indirizzo che ne sancisce la supremazia sulle altre categorie di interesse settoriale, perchè la Politica rappresenta, con il voto popolare, l'interesse generale di una Nazione.

20 aprile 2023

Parlano troppo e in troppi

Da quando sono in pensione ho avuto modo di disinnamorarmi della radio (della televisione lo ero già da tempo, tanto che oggi mi limito alle partite del Bologna ed a film e telefilm polizieschi, western e di fantascienza, che registro o estrapolo dai vari on demand per costruire la mia personale programmazione, aborrendo ogni trasmissione politica).

Ad ogni ora, in ogni momento, i giornali radio orari, sono inframmezzati da lunghe, inconcludenti, inutili verbosità di "esperti" e dei "giornalisti" rai che, spesso, si scambiano i ruoli nelle varie trasmissioni con i propri colleghi.

Si parla di tutto, a trecentosessanta gradi e non si conclude, ovviamente, nulla.

Abbiamo esperti della rava e della fava che, mi auguro, partecipino alle trasmissioni solo per solleticare il proprio ego e che non ricevano un gettone di presenza a carico di noi contribuenti.

Siamo giunti al punto che, ogni giorno, un "esperto", che sia economista, biologo, etologo, sinologo, meteorologo, infettivologo e aggiungete tutti i "logo" possibili immaginabili, deve inventarsi qualcosa per giustificare la sua presenza e, immancabilmente, deve alzare l'asticella dell'Apocalisse.

Analogamente quando si affrontano i temi politici, assistiamo, giorno dopo giorno, ad una angosciosa rincorsa dei cattocomunisti, a cominciare dalla Schlein, a spararla sempre più grossa, perchè diversamente non ricevono la dovuta attenzione e poichè i giornali radio e le trasmissioni dedicate sono programmati ad ogni ora, eccoli costretti ad alzare i decibel degli ululati, abbassando nel contempo la connessione della loro materia grigia, peraltro mai attivata.

Se andiamo ad ascoltare le colossali cazzate sparate dalla Schlein sul pnrr, i clandestini, la sostituzione etnica e il reddito di cittadinanza, tocchiamo con mano il basso livello raggiunto dalla politica.

Parlano, parlano, parlano, ma non agiscono e in più, ci sono vincoli, impedimenti, regolamenti che non sono solo quelli già debordanti della burocrazia interna, ma vi si sovrappongono quelli derivanti dal coacervo di interessi contrastanti di ventisette stati europei.

Salvini fu crocefisso quando disse che avrebbe voluto i pieni poteri, ma aveva ragione.

Non ne usciamo se non ci sarà uno (e uno solo !) che possa decidere e imporre le sue decisioni, giuste o sbagliate che siano.

Arrivano i clandestini ?

Mandate la Marina Militare a respingerli verso i porti di partenza, a tutti i costi.

L'Unione del Male ci sanziona perchè tuteliamo il nostro cibo, i nostri prodotti, i nostri balneari ?

Noi non paghiamo e non versiamo più le nostre quote, cosa ci fanno ?

Ci invadono militarmente come ha fatto (avendo peraltro qualche argomento da spendere) la Russia con l'Ucraina ?

E basta chiacchiere in radio e televisione, si voti una volta ogni cinque anni e poi si taccia.

23 gennaio 2023

Politica e magistratura

Normalmente condivido le dichiarazioni di Salvini, ieri però ne ho ascoltata una che mi ha disturbato.

Salvini chiede che finisca la contrapposizione tra politica e magistratura.

Mi è sembrata la dichiarazione di uno che è sotto tiro della magistratura, come in effetti è con l'ignobile processo di Palermo nel quale è imputato per aver cercato di difendere i Confini della Patria.

L'argomento, sotto traccia, è l'azione del Ministro Nordio e, in particolare, la revisione delle intercettazioni.

Personalmente sono contrario alle intercettazioni che sono l'equivalente dello spiare il prossimo dal buco della serratura o di ascoltare una conversazione altrui tendendo l'orecchio su una porta chiusa.

Ma il discorso è molto più ampio.

Al di là di tutte le menate sulle norme costituzionali, la divisione dei poteri eccetera, dal 1992, con la vicenda di Mario Chiesa, i magistrati si sono sistematicamente presi sempre più spazio, tenendo sotto scacco una politica incapace di difendersi e di reagire nella convinzione che l'azione della magistratura avrebbe portato acqua al proprio mulino.

Io vorrei invece una magistratura che tornasse nel suo alveo naturale, quello di dirimere le controversie tra privati e quello, applicando le leggi esistenti e non manipolandole e rivoltandole in base alla propria ideologia, di condannare chi si rende colpevole di reati contro la persona, il patrimonio, la proprietà.

Tutti il resto che svolge la magistratura oggi, i suoi sostenitori dicono "come supplenza della politica", non spetta ai magistrati, ma ai parlamentari.

Così per le unioni e adozioni degli omosessuali, il respingimento dei clandestini, l'eutanasia e via discorrendo.

La magistratura torni a fare la magistratura nell'interesse degli Italiani, come dovrebbero fare tutti i dipendenti pubblici quali i magistrati sono.

Se hanno voglio di far valere le loro idee politiche, allora si candidino o formino un partito e si presentino agli Elettori.

Lasciando, per sempre, la magistratura, perchè chi si schiera, non può più essere super partes.

Quindi ben venga una revisione di quella pratica che è l'intercettazione, per restituire spazio alle investigazioni e alle condanne basate su dati certi e non su teoremi.

Perchè ciò accada, però, la Politica deve riappropriarsi del suo ruolo, abbandonando ogni subalternità alla magistratura.

17 maggio 2021

Il diritto della maggioranza

E' un gran parlare della tutela delle minoranze, di ogni più marginale concezione di minoranza.

Negri, omosessuali, musulmani e indù, clandestini e regolari, insomma tutti hanno qualcosa da pretendere sotto l'ombrello dei diritti delle minoranze.

Però, attenzione, solo le minoranze che sono funzionali al disegno della Spectre mondiale che vuole introdurre il nuovo ordine mondiale in base alle teorie di Kalergi.

Infatti alla minoranza nazionalista non viene dato spazio informativo essendo tutti sudditi dell'unione sovietica europea, quella fascista addirittura viene perseguitata da leggi che concettualmente appartengono ad un passato ancor più lontano di quello scandito dagli anni.

La razza bianca non può organizzarsi come quella negra perchè verrebbe additata come organizzazione razzista (i Suprematisti additati come una setta di terribili diavoli contro cui usare aglio ed ogni strumento per tenerli lontani da noi).

Quelli che hanno normali passioni verso il sesso opposto sono a rischio di dover dimostrare il loro rispetto per le minoranze, mettendo a disposizione il proprio fondo schiena.

I clandestini non sono più immigrati, nè migranti, ma vorrebbero essere nostri concittadini, magari usufruendo del reddito di cittadinanza a spese nostre (le risorse che si trasformano in tasse).

Se viene approvata una legge sulla legittima difesa che consente di difendersi dai rapinatori, si trova subito il magistrato che la interpreta in senso punitivo verso la vittima.

Le minoranze vanno rispettate, tanto che spesso, nei progetti di riforma elettorale, si parla di "diritto di tribuna".

Basterebbe abolire tutte le leggi che censurano una opinione e non pretendere di approvarne altre.

Ma è la maggioranza che ha il diritto di tenere il timone e indirizzare la navigazione di uno stato, di una Società, di una Civiltà.

La maggioranza del Popolo, non una maggioranza parlamentare che non corrisponde più al sentimento del Popolo Italiano.

22 dicembre 2015

Conferme spagnole



Le elezioni politiche in Spagna ci forniscono alcune conferme che, se comprese, possono essere utili anche a casa nostra.
1) la sinistra non è MAI maggioranza;
2) i partiti "moderati" aderenti al partito popolare europeo della Merkel hanno stancato;
2) tra la sinistra tradizionale e i partiti "moderati" del PPE, gli elettori schifano la scelta, ma comunque schifano meno il PPE (vedi Sarkozy in Francia e Rajoi in Spagna);
3) una parte sempre maggiore, ma mai  la maggioranza assoluta, degli elettori sceglie i partiti che riescono a stimolare Sentimenti, Idee, Valori, a prescindere dalla loro collocazione ideologica, così abbiamo il Fronte Nazionale e vari altri movimenti nel Nord europa e l'estrema sinistra di Syriza e Podemos in Grecia e Spagna (e direi i grillini in Italia);
4) le alleanze innaturali, anzi proprio contro natura, che si creano in questa situazione ci dicono che la democrazia, come la conosciamo oggi, è se non finita, almeno alla frutta e deve essere fortemente ripensata.
Cosa possiamo imparare a nostro vantaggio ?
1) Mai astenersi, anche se i partiti che si presentano fanno schifo, ce n'è sempre qualcuno a sinistra che fa più schifo degli altri (Berlusconi può non piacere, ma Renzi è di gran lunga peggio);
2) Non isolare chi è proprio vicino di posizione, ma coinvolgerlo anche se la stampa perbenista e di potere cominciasse ad accusare senza ritegno;
3) Puntare su idee "forti" e non sul moderatismo, perchè anche gli elettori che si dicono "moderati" si sentirebbero rinfrancati da leaders energici che dicessero "pane al pane e vino al vino";
4) Essere coerenti nelle scelte successive al voto: se si è in maggioranza, si faccia quel che si è promesso, con o senza il consenso "dell'europa". Se, invece, si è opposizione o non si raggiungesse la maggioranza assoluta, non ci si sporchi le mani e la coscienza con alleanza, anche solo tecniche, con la sinistra.


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13 maggio 2012

Oggi,o forti,sui volti baleni il furor delle menti segrete


Johnny88 ha 24 anni come risulta dal profilo del suo blog che, purtroppo, ha deciso (per il momento ...) di non coltivare.
Pur tuttavia commenta alcuni post in giro per la rete e anche qualcuno mio.
In genere non condivide la mia impostazione, come penso non la condividano amici di lungo corso come Nessie e Gaetano.
Almeno in questa fase della politica.
Ognuno ha i suoi motivi, le sue esperienze, le sue priorità, le sue esigenze, per anteporre questo o quel problema, questa o quella scelta.
Inevitabile.
Come è inevitabile ( naturale e giusto) che la visione di un giovane che ha quasi la metà dei miei anni diverga dalla mia, anche per maggiore impazienza e meno tolleranza verso il compromesso, ma anche per il diverso vissuto.
Johnny, ad esempio, non ha vissuto gli anni settanta e primi ottanta, con i comunisti che spadroneggiavano a scuola e nell'università e anche nel mondo del lavoro, appena entrato, dovetti affrontare i picchetti che impedivano a chi non voleva scioperare di poter entrare in ufficio.
Una pratica barbara e violenta che, per fortuna, è stata oggi abbandonata.
Johnny nacque quando Reagan terminò il suo mandato e l'Unione Sovietica, il comunismo con il suo corollario di miseria, terrore e morte erano sulla via del tramonto e dell'estinzione.
Non, purtroppo, i comunisti che anzi sono riusciti ad occupare importanti posti istituzionali.
E' quindi comprensibile che sottovaluti il pericolo degli epigoni dell'ideologia più perversa e sanguinosa che mai abbia trovato spazio sulla Terra.
Queste sono esperienze che ci si porta sempre dietro e che non consentono di considerare l'opzione di favorire l'ascesa di quegli individui o di ritrovarseli al proprio fianco, qualunque battaglia si debba intraprendere.
Molti dei quali, poi, in gioventù appartenenti proprio ai gruppi più volenti, come Potere Operaio e Lotta Continua (e senza considerare che i brigatisti rossi sono praticamente tutti liberi).
Per altri i motivi sono diversi, a volte più personali, per sostenere tesi "rivoluzionarie" che, si badi bene, in linea di principio condivido, ma di cui non apprezzo i potenziali compagni di viaggio.
Soprattutto non mi sembrano fondate su una base concreta.
Johnny88 mette al primo punto del suo ipotetico programma l'uscita dall'euro.
Non so se per me tale scelta sarebbe posta in cima alla lista, ma sono d'accordo con il principio.
Nel 1989 fui uno di quei pochi (10% circa) che votò contro in quel referendum farsa "esterno" alle elezioni europee, di carattere consultivo, nel quale si chiedeva se volevamo trasformare l'unione europea economica in una unione politica.
Non ho cambiato idea: i fatti mi hanno dato ragione, l'euro è una gigantesca sola che ha impoverito tutti e non solo noi Italiani.
Quindi se riusciremo ad uscire dall'euro per tornare alla lira sarà tanto di guadagnato, per quanto ci potrà costare nell'immediato.
Ma è una ipotesi concreta o non è, piuttosto, una petizione di principio da porre in atto alla prima occasione utile e, nel frattempo, cercare di limitare i danni con quello che c'è ?
Io credo che dovremmo valutare, concretamente cosa possiamo fare, con chi possiamo farlo, adesso, in questa situazione, per migliorare una condizione che, come dimostrano attentati e assalti ad Equitalia i cui funzionari sono sempre più visti come tanti sceriffi di Nottingham, ma soprattutto tanta rabbia repressa che si sfoga nei forum dei giornali e non solo.
E poi i suicidi che rappresentano il punto di non ritorno, la fine di ogni speranza nel futuro.
Troppi suicidi, nessuna speranza.
Il governo di Monti ci ha tolto anche quel poco di speranza e di ottimismo che avevamo, adesso dobbiamo agire in concreto per recuperarlo.
Come e con chi ?
Con quel che abbiamo e con chi c'è.
Non con sogni che devono rappresentare però il traguardo da raggiungere con tappe dettate dalla ragione.
Perchè chi vuole saltare le tappe intermedie, non arriverà mai al traguardo.  
Ma per riuscirci non dobbiamo andare in ordine sparso, ciascuno con le sue priorità, ciascuno con la sua "purezza".
Per vincere dobbiamo sporcarci tutti le mani e accettare il compromesso, diversamente non avremo neppure quel poco che invece possiamo e dobbiamo recuperare sin da ora.



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02 aprile 2012

La politica prepara il suo ritorno

Bersani, Casini, Di Pietro e compagni, nonostante l’apporto dei traditori finioti, non sono riusciti a ribaltare Berlusconi e si sono dovuti prestare ad essere spettatori del colpo di mano che i poteri finanziari internazionali hanno orchestrato per togliere di mezzo l'unico Premier legittimato dal voto popolare.
Berlusconi, aggredito su due fronti (speculazione internazionale contro l’Italia e contro le sue aziende) ha dovuto dimettersi.
L’Italia ha quindi rinunciato ad una politica estera ed economica autonoma affidandosi al gauleiter imposto dai poteri finanziari internazionali con il mandato di asservire la nostra Patria e di spogliare gli Italiani dei loro beni.
In tutto questo la politica dei Bersani, Casini, Di Pietro e compagni, incapaci di ribaltare Berlusconi e dello stesso Premier legittimo dell’Italia si è ritirata su una sorta di Aventino, lavandosi le mani di quel che poteva accadere.
Una stampa prona ai poteri finanziari internazionali ha accreditato l’immagine di “professori-tecnici” che avrebbero risanato l’Italia.
Così una campagna ben orchestrata ha consentito a Bin Loden Monti di assumere provvedimenti devastanti come l’aumento delle tasse su redditi e risparmi e la reintroduzione (con cospicuo aumento) del pizzo sulla casa.
Non sono stati però toccati i principali centri di spesa, tutti pubblici, che gravano sul nostro debito che, anzi, i soldi rastrellati dalle nostre tasche serviranno solo ad alimentare.
Ma la politica si appresta a tornare.
Per ragioni di età (Berlusconi) o di manifesta incapacità (gli altri) cambieranno giocoforza i protagonisti.
Ma cambieranno anche gli schieramenti.
E’ del tutto innaturale l’alleanza tra il Pdl e il pci/pds/ds/pd ed è un non senso la mancanza di una vera Destra reazionaria nei Valori e liberista in economia.
Probabilmente il riposizionamento avverrà dopo le elezioni amministrative in cui è prevedibile (ed auspicabile come catarsi) un affondamento del Pdl peggiore di quello della Costa Concordia.
Qualche segnale può essere evidenziato per recepire quel che potrà accadere.
Sul versante della Destra vediamo come l’uomo di cultura più avveduto e concreto, Marcello Veneziani, non perda occasione per auspicare la ricostituzione del vecchio tessuto politico che affonda le sue radici nell’Msi, invocando l’arrivo di un “capitano coraggioso”, cioè di un Leader, come ho più volte indicato, necessario per aggregare le varie formazioni identitarie, ognuna depositaria della sua “purezza” ideale, ma che divise incidono meno dei no global nella politica italiana.
Nel Pdl il malcontento verso Bin Loden Monti e la politica dorotea di Alfano si evidenzia con la formazione di liste che si richiamano alla vecchia Forza Italia.
In tal senso interpreto un sondaggio che mi è pervenuto per posta elettronica, dove l’unica domanda  (oltre alla “identificazione” per sesso, età zona geografica e al classico “per chi voteresti oggi”) è: ritieni opportuna la presenza di un partito come Forza Italia ?
Sì, ritengo opportuna, anzi necessaria, la ricostituzione di un partito liberale di massa.
Il Pdl si è sporcato con l’appoggio a Bin Loden Monti e tanto il partito quanto il suo segretario Alfano sono ormai impresentabili all’elettorato di Centro Destra che hanno tradito votando per le tasse di Monti.
La ricostituzione di Forza Italia costringerebbe gli uomini della Destra a ricostituire l’Msi più che Alleanza Nazionale e rappresenterebbero due delle tre gambe di un rinnovato Centro Destra assieme alla Lega che dovrebbe affidarsi alla giovane generazione dei Cota, Zaia e Tosi.
Certo è che più la sconfitta del Pdl alle prossime amministrative sarà pesante, più il riposizionamento della politica in previsione delle politiche del 2013, che segneranno la fine dei gauleiter mandati dall’estero, sarà rapido e significativo.
Meglio ancora se ad essere sconfitta fosse la partecipazione al voto …

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23 settembre 2011

Un progetto per l’Italia

L’aggressione mediatico giudiziaria contro Berlusconi, si è ora trasformata in una aggressione all’Italia che vede direttamente scendere in campo gli gnomi della finanza internazionale cui, evidentemente, non piace l’indipendenza e l’autonomia del nostro Governo.
Non piace, come scritto ieri, neppure che gli Italiani, grazie ai risparmi ed al loro patrimonio, possano godere di un tenore di vita superiore a quello delle altre nazioni che non beneficiano di tali risparmi privati.
Non piace la presenza di un Governo e di un Premier che non obbediscono ai diktat delle sovrastrutture affaristico-finanziarie mondiali.
Per tali motivi l’obiettivo è: abbattere Berlusconi con ogni mezzo e impoverire gli Italiani per renderli schiavi dei bisogni e delle necessità indotte da quella sorta di Spectre internazionale.
C’è chi lo capisce e quindi continua a sostenere Berlusconi e chi, invece, “più del buon senso potè l’odio” e si presta alle manovre antitaliane, anche contro il suo stesso interesse.
Ma questa è attualità e se uno non l’ha capita fino ad oggi, dubito che potrà mai arrivarci.
La Politica, però, è anche progettualità, è una visione della società come vorremmo che fosse e le tristi vicende di spionaggio sotto le lenzuola altrui, degne di perversi guardoni e non di colti intelletti, non devono farci dimenticare il traguardo (di tappa).
La proposta politica formulata all’atto della discesa in campo di Berlusconi è tuttora la più valida, perché è l’unica fondata sulla Libertà individuale, su quella economica, sull’arretramento dello stato dalle nostre vite e dalle nostre tasche e su una concezione valoriale che dia forza alla società e non che la indebolisca rendendola facile preda delle invasioni esterne perché quando si indebolisce la struttura morale di una società è tutta la società che è destinata a crollare.
Per quanto sia, quindi, i Governi Berlusconi:
Non hanno legalizzato l’eutanasia;
Non hanno ceduto sulla manipolazione genetica;
Non hanno elevato alla dignità di legge i capricci degli omosessuali;
Non hanno liberalizzato la droga neppure quella che gli abrogazionisti chiamano erroneamente “leggera”
Non hanno riconosciuto cittadinanza e voto agli immigrati peggiorando la attuale legislazione in merito.
E’ poco ?
E’ tanto ?
E’ sicuramente più di quello che hanno ottenuto in altre nazioni occidentali.
Sono Valori dai quali non possiamo prescindere per costruire una società che progredisca nel benessere e nella sicurezza, come non possiamo prescindere dalla ricchezza dei singoli cittadini in campo economico.
Una ricchezza che si accresce con la libertà economica, di mercato, con l’abbandono di posizioni assistenzialiste che sono solo dei capitoli di spesa idonei a creare clientele e corruzioni.
Meno tasse per tutti, quindi, resta lo slogan al quale rifarsi, perché meno tasse (per tutti) significa meno stato, meno spese pubbliche, meno sprechi e più libertà, più denaro a disposizione dei singoli per spenderlo in quel che interessa i singoli e ben difficilmente le spese “collettive”, ancorchè non fossero fondate su clientele o corruzione, possono soddisfare le esigenze di tutti e non solo di una parte che beneficerebbe anche dei soldi prodotti da quanti non fruiscono di tali spese.
Tutto ciò è esattamente il contrario di quel che realizzerebbe la sinistra che guarda la passato, alle clientele, al pubblico, all’assistenzialismo fine a se stesso.
Non dimentichiamoci che, alla base del sostegno a Berlusconi e al Centro Destra c’è un progetto di società ben difforme, direi “distinto e distante”, dalle nebulose e oscure idee della controparte politica.

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