I risultati del mini turno amministrativo non modificano il quadro politico che si era stabilizzato dopo il 25 settembre 2022.
Come è naturale nelle elezioni comunali, qualche comune si vince, qualche comune si perde, giusto quanto basta per consentire a tutti di reclamare soddisfazione e vittoria e vivere felici e contenti.
Gli unici dati sensibili politicamente, possono essere considerati i voti di Reggio Calabria, Salerno e, soprattutto, Venezia.
Reggio Calabria dove, dopo dodici anni di amministrazione cattocomunista, il candidato del Centro Destra, ha stravinto ottenendo i due terzi dei voti, in una città in cui al referendum prevalsero i no.
Salerno, perchè ha dimostrato la fidelizzazione al capo, boss, duce, di turno da parte di un elettorato, a prescindere delle indicazioni ufficiali di un partito, in questo caso il pd peraltro guidato dal figlio del sindaco eletto (o rieletto, dopo la vacanza di dieci anni in regione).
Venezia, perchè, dopo la prevalenza dei no, i cattocomunisti, confortati dai soliti sondaggi amici, avevano fatto la bocca alla vittoria, ribaltando undici anni di amministrazione di Centro Destra, tanto da far pronunciare alla Schlein parole incaute: da Venezia arriverà un forte messaggio a Roma.
Insomma, il voto referendario, con la vittoria del no ad una riforma che poteva essere migliore solo se avesse previsto la sostituzione dei magistrati con l'intelligenza artificiale, sembra essere stato solo un momento di follia, dannosa, pericolosa, ma senza conseguenze se non sul morale (ma adesso i ruoli si sono invertiti con i nuovi dubbi e paure a sinistra e sensazioni positive a destra) e, almeno, a conferma della inutilità dei commenti dei "professionisti dell'informazione" che davano la Meloni già morta.
A questo punto sembra che le forze in campo siano schierate e non vi siano spostamenti tra uno schieramento e l'altro, a conferma della impermeabilità e della totale distanza tra le due Italie.
Chi è favorevole all'immigrazione, non voterà mai per chi è contrario, chi è pro pal non voterà mai per chi dialoga con Israele e via di questo passo, in una contrapposizione muro contro muro.
Mi dispiace pensarlo e ancor più scriverlo, ma l'ago della bilancia potrebbero farlo i piccoli schieramenti, quelli opportunisti alla Renzi e Calenda e quelli identitari alla Vannacci.
Non credo che la nuova legge elettorale riuscirà a disinnescare il ricatto delle formazioni da 3 o 4 per cento, ci vorrebbe una scelta coraggiosa da parte dei due principali partiti con l'intenzione di dare governabilità all'Italia passando dal bipolarismo al bipartitismo, che non credo sia nelle corde di politici di piccolo cabotaggio come la Schlein e Conte.
Vincerà, quindi, la coalizione che sarà capace di aggregare, senza conventio ad excludendum, quelle forze, anche di poco conto, che possono pescare magari ai confini del perimetro della coalizione stessa e, quindi, portare in dote quella manciate di voti sufficiente a prevalere.
Per il Centro Destra significa aprire le porte a tutti quelli collocati alla propria destra ed a chi volesse redimersi da sinistra.
Senza esclusioni preconcette.
E se la sconfitta del referendum è stata assorbita in due mesi con danni solo per le tante chiacchiere disfattiste che ne sono seguite, adesso si pensi a non anticipare il voto e andare a scadenza, 12 ottobre 2027, con quasi diciotto mesi per realizzare qualcosa di destra, facendo l'interesse degli Italiani in politica economica, immigratoria ed estera, senza appiattirsi su Bruxelles.
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