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15 ottobre 2026

Cateno De Luca, il nuovo idolo dei sondaggi

Ci avevano provato con Vannacci, ma pomparne la crescita, attribuendogli sempre il margine maggiore della forbice nei sondaggi, stava ottenendo l'effetto contrario a quello desiderato che era (e continua ad essere) trarre in inganno il Centro Destra per fargli perdere le elezioni del 2027.

La crescita di Futuro Nazionale, infatti, stava sgretolando quel "muro" eretto da alcuni esponenti del Centro Destra che escludevano Vannacci dalla Coalizione.

E se il Centro Destra, pur di non regalare l'Italia ai cattocomunisti, avesse stretto un accordo con Futuro Nazionale, la vittoria, senza patemi, sarebbe stata sua.

Allora si sono inventati Cateno De Luca, con Sud chiama Nord, partito già esistente e fondato su un personaggio che indubbiamente rappresenta una realtà locale con ambizioni nazionali, come poteva essere una volta Mastella.

La sua quantificazione era anonimamente compresa tra gli "altri", cioè tra quei voti dispersi fra varie liste potenziali, sui quali i cattocomunisti, solitamente, mettevano il cappello per dire che la Meloni non ha la maggioranza.

Appena annunciata una intesa (di cui ho letto solo dai comunicati di De Luca) ecco che viene misurato autonomamente e, miracolo degli annunci, arriva all'1,6%, fregando Noi Moderati di Lupi che, in tale situazione, essendo solo la seconda lista della coalizione a non raggiungere il 3%, non otterrebbe alcun seggio.

Ma questa è una considerazione che non ho ancora letto, invece il giubilo bipartisan (perchè la ola la fanno anche due quotidiani di Centro Destra come Il Giornale e il Tempo) è nell'annuncio che, con quell'1,6% il Centro Destra torna a superare il 42% e sarebbe la coalizione più votata, quindi vincerebbe anche senza Vannacci che, da parte sua, viene dato in calo (forse adesso lo dichiarano con la parte più bassa della forbice).

Io osservo che se ai dati che vengono ora attribuiti al Centro Destra con Cateno De Luca, si sommassero i voti indicativi per Futuro Nazionale, si supererebbe in scioltezza il 50%, relegando la sinistra, inclusiva anche di tutti gli "altri" ancorchè non di sinistra, ad una minoranza divisa e litigiosa.

Come se non bastasse, questa mattina, per radio, ho ascoltato gli elogi di Calenda per l'intervento della Meloni e proprio per quella parte che più mi ispirerebbe a cambiare la mia preferenza dalla Meloni a Vannacci: il sostegno a Zelensky e la critica a Trump.

E nel giornale radio parlavano di un avvicinamento al Centro Destra di Calenda e di un allontanamento di Vannacci.

Vannacci dato al 7 - 8%, Calenda al 3 e Cateno De Luca all'1,6.

A me sembra tutta una bufala per indurre il Centro Destra a non aprire un dialogo con Futuro Nazionale in vista di una coalizione unitaria alle elezioni e finalizzata a far credere di poter vincere senza Vannacci.

La Meloni sbaglia nella politica estera quando si unisce all'unione europea nel sostegno a Zelensky e nella critica a Trump, ma finora non ha sbagliato nulla sulla politica economica e interna.

Mi auguro che capisca la trappola che le stanno preparando per far tornare al potere il vecchio regime dei parrucconi woke, lgbt e unionisti.

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