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No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

21 novembre 2007

Avanti, Savoia !

Pare che il Principe Emanuele Filiberto abbia annunciato l’intenzione di fare causa allo stato italiano per ottenere un congruo risarcimento danni per l’esilio cui la sua famiglia è stata condannata fino al 2002 (rientrata per merito di una iniziativa del Centro Destra) e riottenere i beni confiscati.
Pare che Prodi, temendo evidentemente sfratti a catena, abbia annunciato di essere pronto a promuovere causa contro i Savoia per i presunti danni derivanti dalla loro interpretazione del ruolo di monarchi.
A parte la sciocchezza della replica di Prodi, visto che sul piatto della bilancia vanno anche messi i meriti che il Casato ha avuto nella difesa dell’europa dai musulmani e nel Risorgimento Nazionale, e a parte ogni considerazione circa i danni che dovremmo richiedere tutti a quelli che ancora si definiscono comunisti, visto che, in tal modo, assumono in se le colpe del peggior regime mai esistito sulla faccia della terra, l’occasione è ghiotta per svolgere alcune considerazioni di carattere generale.
Sfogliamo i giornali ed ecco che vediamo che ogni due per tre leggiamo di qualcuno che querela, qualcun altro che fa causa per danni, altri che pretendono risarcimenti, alimentando, tutti, un eterno contenzioso che, oltre a riempire gli scaffali dei tribunali e le giornate di udienza, con cause spesso inutili e che si concludono con una transazione extragiudiziale, ha come unico risultato quello di un trasferimento di ricchezze dalle tasche del cittadino (attore o convenuto che sia) a quelle degli studi legali e ... di sindacati e associazioni varie.
Sempre oggi ho letto che anche il presidente del Bologna calcio, Cazzola, ha intenzione di chiamare in giudizio la provincia di Bologna perchè non è stata accettata la sua idea (che personalmente non condivido affatto) di costruire una città dello sport, incluso lo stadio calcio dove far giocare il Bologna, ad una trentina di chilometri fuori Bologna.
Qui, come per la causa dei Savoia, vediamo il singolo cittadino che, convinto di aver subito un torto dal moloch pubblico, si arma e parte alla caccia del risarcimento che, poi, verrebbe pagato da altri cittadini e non certo da un soggetto, identificato con nome e cognome, che magari ha deciso per conto dell’ente.
Non sarebbe male, infatti, chiamare a rispondere dei danni compiuti ad un privato cittadino o ad un ente pubblico, chi realmente ha agito/deciso e questo in prima battuta e non come azione di rivalsa.
Probabilmente le cause sarebbero minori, l’attenzione da parte degli amministratori maggiore e il petitum di gran lunga inferiore (è più rischiosa una causa che mi chieda una cifra che posso versare da una che ne spari una a 6 zeri tanto per fare notizia) con anche un beneficio nelle parcelle degli avvocati che, notoriamente, sono legate anche al valore della causa.
Un’ultima considerazione da fare è l’uso strumentale di norme pubbliche per vendette private.
Qui rientra l’esilio, la confisca, ma potrebbe tranquillamente essere la limitazione all’impresa privata che deriva da leggi che dicono che un soggetto che possiede un giornale non può avere televisioni e deve contenere la capacità di raccogliere pubblicità.
Questo in un’Italia dove lo stato, il pubblico, quindi il governo, ha le mani in pasta dappertutto.
Tornando ai Savoia, i beni che possedevano legittimamente, se li sono giocati con l’8 settembre e con il non contestare l’esito del referendum del 1946 che, oggi, viene sempre più messo in dubbio, dando ragione ai monarchici che, da subito, hanno parlato di brogli.
Un insegnamento di attualità, se lo riferiamo al dubbio esito delle elezioni del 2006 che hanno visto, da subito, il presidente Berlusconi contestarne la regolarità, purtroppo non aiutato dai soliti Fini e Casini che, dopo non averlo aiutato nella campagna elettorale, hanno frettolosamente legittimato il risultato.
E anche questo comportamento deve essere considerato nel valutare e giudicare le recenti scelte del Presidente Berlusconi ...


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5 commenti:

Anonimo ha detto...

Eh vabbè... a me i Savoia non stanno per niente simpatici, però devo riconoscere che Umberto II si comportò da vero Re, quando decise l'esilio al posto di rischiare una ulteriore guerra civile, dopo le votazioni (farsa?) del 1946.
Però penso che ai Savoia i soldi non manchino, e che ci siano cose più importanti da discutere inq uesto momento. Che se le sbrighino col Duca D'Aosta quelle ;-)
Ciaoo!
Ricky

Nessie ha detto...

Subentrando la Repubblica e prevalendo sulla Monarchia, è ovvio che il Quirinale diventi il palazzo presidenziale. Tuttavia l'esproprio proletario di terreni, dipinti e immobili di proprietà dei Savoia non credo sia stato un gesto corretto. E se anche fecero degli errori, non fu tutta da buttare la dinastia delle passate generazioni. Premetto che non nutro alcuna simpatia né per l'attuale Vittorio Emanuele né per suo figlio. Ma più ci penso, più il gesto di appropriazione indebita mi pare un assalto in stile "palazzo d'inverno".Credo che la faccenda non sia così semplice...

Anonimo ha detto...

Mi ricordo che Luigi XVI quando scappò dal paese, lo riacciuffarono, lo processarono per alto tradimento e gli tagliarono la testa.

Ora, io sono convinto che il referendum fu una farsa,la gente ri-voleva il re.
Fu un atto molto anti-democratico, và riconosciuto.

Tuttavia quel che fatto è fatto. Sono finiti i tempi delle nobiltà e delle monarchie.

Abbiamo già i politici (di sinistra) che non fanno nulla, vogliamo anche i nobili?

Saremmo dei masochisti....

Anonimo ha detto...

Prima di tutto, complimenti per l'analisi ad ampio raggio sull'esternalizzazione dei costi delle cause e delle controcause che le fa aumentare di numero.
Ragionamento perfetto.
E sui Savoia, benché non siano proprio il massimo come personaggi, concordo col parere di Nessie.
Non è legale espropriargli tutte le proprietà dopo averli destituiti con un referendum, truccato o meno che sia.
Case e palazzi erano di proprietà Savoia da prima della nascita dell'Italia... Poi tu sai come la penso riguardo alla proprietà privata...

Anonimo ha detto...

per me i savoia meno parlano e meglio è. Non tanto per me, che posso benissimo non ascoltarli (e di fatto non lo faccio, fatto salvo per quando, come in questo caso, mi voglio fare due risate), piuttosto per loro. Ci fanno sempre delle tali figure da cioccolatai.
Ma dico: non ne abbiamo abbastanza delle baggianate di questa sinistra incompetente che ci fa essere zimbello all'estero?
Spero che Silvio prenda le distanze da certe cialtronerie.
Forza partito delle Libertà. Dai che ce la possiamo fare!

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