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26 giugno 2024

Basta proroghe !

Il 30 giugno sarà data limite per due (piccoli) eventi: la possibilità di rientrare nel servizio di tutela per l'energia elettrica e la possibilità di opporsi alla trascrizione nel fascicolo sanitario elettronico dei dati ed esami antecedenti al 2020.

Sono scadenze conosciute da tempo e, anzi, il passaggio al mercato libero dell'energia elettrica (e del gas che si è realizzato lo scorso 10 gennaio senza proroghe ulteriori) è stato deliberato da ben sette anni (2017).

Per ambedue le scadenze si è scritto e parlato a lungo e ci sono siti dedicati.

Non entro nel merito delle questioni perchè ritengo che ogni Italiano abbia l'intelligenza e la capacità di decidere in proprio cosa sia meglio fare per lui, rispettando le sue idee e ben conoscendo lo stato delle sue personali finanze.

Mi stupisce quindi che ci sia ancora una ulteriore richiesta di proroga di tale scadenza, per ambedue le occorrenze, che ci renderebbe uno stato barzelletta, allo stesso livello della nostra giustizia dove ci sono leggi che vengono disapplicate con fantasiose interpretazioni per far prevalere la propria ideologia.

Non credo ci siano in Italia persone che ancora non sappiano della scadenza, che non abbiano riflettuto su cosa conviene maggiormente loro fare.

Se vogliamo crescere, se vogliamo che la nostra Nazione ispiri fiducia, non possiamo più creare incertezza sull'applicazione delle leggi.

Se si decide una scadenza, quella deve essere rispettata.

Se in una legge c'è scritto che le navi ong che caricano abusivamente clandestini vanno sequestrate, quelle devono essere sequestrate.

Il pacchetto è unico: rispettare leggi e scadenze.

Spero che il 30 giugno sia veramente la scadenza ultima per l'opposizione all'inserimento dei dati pregressi nel fascicolo sanitario elettronico e per il rientro nel servizio di tutela dell'energia elettrica.

Si comincia da poco per arrivare alle questioni più importanti e risanare tutta la struttura dello stato.



07 aprile 2024

Piagnistei invece di imparare a navigare in un mare libero

In questi giorni ascolto molti piagnistei di chi vorrebbe continuare a spostare i propri costi su tutti, pretendendo la continuazione delle agevolazioni pubbliche.

Al giovedì, nella trasmissione radiofonica su Radio uno "Sportello Italia" è sempre presente il presidente degli amministratori di condominio che non ci fa mancare il suo piagnisteo, sulla fine del 110%.

Un provvedimento, quello del 110%, fatto male e realizzato peggio che, finalmente, il Governo Meloni ha mandato in archivio e che comunque oltre ad esserci costato duecento miliardi di euro a debito del bilancio di tutti, peserà come tanti macigni, uno per ogni bilancio che sarà condizionato, per dieci anni, da tale debito.

Lasciando stare le ragioni che lo videro malamente (sarebbe stata sufficiente una percentuale alta, non un 110% cioè un rimborso superiore alla spesa: quando mai !) istituire, perchè uno che non ha eseguito quei lavori ha dovuto accollarsi  o dovrebbe continuare ad accollarsi le spese altrui ?

Ma, soprattutto, perchè lo stato, cioè tutti noi, dovrebbe accollarsi le spese, anche anticipando la detrazione ?

Il principio, come sempre, prevede la detrazione dalle imposte della quota del 110%, spalmata su una pluralità di anni.

La cessione del credito o lo sconto in fattura sono due benefici aggiuntivi, non obbligatori.

Ma, dicono, se uno non ha capienza (cioè non paga tasse pari o superiori alla detrazione) non può beneficiarne.

E allora ? 

I lavori si fanno se necessari, non per divertimento.

Se sono necessari, anche se uno non ha capienza li esegue e li paga, diversamente vi rinuncia.

Perchè scaricare sempre sugli altri ?

Analogamente non apprezzo i piagnistei sulla fine (dopo sette anni che lo aveva disposto il governo Gentiloni !) del mercato tutelato di gas ed elettricità.

Anno dopo anno si rinviava e, ancora una volta, è dovuto intervenire il Governo Meloni per mettere un punto finale.

Il 10 gennaio è stato introdotto il mercato libero del gas, il primo luglio tocca alla elettricità.

I due momenti hanno visto regole differenti.

Per il gas, tutto sommato, era conveniente passare tempestivamente al mercato libero, per l'elettricità bastava attendere la attribuzione alle società partecipanti delle concessioni per il servizio di tutela graduale che avrebbe accompagnato chi non avesse scelto un operatore sul mercato libero dopo la fine del tutelato.

Caso ha voluto che, per ragioni di sviluppo, pubblicità o di previsione dei costi e benefici, le società partecipanti all'asta abbiano presentato offerte che dovrebbero fare del servizio a tutele graduali la scelta più conveniente.

Piagnistei.

Salvo poi scoprire che chi aveva scelto il mercato libero, fino al 30 giugno potrà tornare a quello tutelato e quindi essere dolcemente spostato sul servizio a tutele graduali.

Per agevolare ciò l'Arera ha messo in linea un programma specifico.

Ma non basta.

Sono gli stessi del 110% che vorrebbero continuare a pagare meno del costo di produzione.

Piuttosto ci sarebbero da contestare le voci in bolletta relative ai finanziamenti per la produzione di energie cosiddetta verde o per l'accollo delle morosità dei clienti di alcune aziende.

Bisogna imparare a vivere in un Mercato concorrenziale e libero, senza la distorsione operata dalle agevolazioni (che ancora sono tantissime !) che accollano allo stato, cioè a noi tutti, i benefici per alcuni.

Ognuno dovrebbe pagare quello che consuma, senza la pretesa di farselo pagare da altri.

E la concorrenza in un Mercato libero serve proprio a stimolare il miglior servizio al minor costo e pressuppone l'assenza di ogni imposizione estranea e fondata su presupposti ideologici, attivata per orientare il Mercato e, quindi, per falsificarlo.


01 dicembre 2023

Una repubblica fondata sulle proroghe

La seconda notizia del giornale radio delle sette di questa mattina, dopo quella della mancata PROROGA della tregua tra Israele e i terroristi di Hamas, è stata sulla PROROGA della fine del servizio di tutela dell'energia per entrare (dal 10 gennaio per il gas e dal 1° aprile per l'elettricità) nel mare aperto del Libero Mercato.

Ieri, a Sportello Italia, trasmissione a cura della redazione economica del Gr1, parlando del condominio il presidente degli amministratori è tornato a sollecitare una nuova PROROGA della scadenza per il termine dei lavori ordinati in base al superbonus 110%.

Non è un caso che, solitamente a fine anno, il governo, di qualunque colore, emani un decreto chiamato, ca va sans dire, millePROROGHE.

Siamo una repubblica fondata sulle proroghe.

I problemi non si risolvono e quindi viene prorogata la scadenza.

I contratti non si rinnovano in tempo e vengono PROROGATI quelli esistenti.

Un manager pubblico non viene sostituito in tempo e viene PROROGATO nel suo (ben remunerato) incarico.

Vogliamo capire che la proroga, lungi dal risolvere un problema lo accumula con quelli che nel frattempo emergono ?

Prendiamo le due proroghe che sono diventate il cavallo di battaglia (pro tempore, solo fino al prossimo pretesto contro il Governo di Centro Destra) dei cattocomunisti.

Sul Mercato Libero dell'energia, nel 2017, presidente del consiglio Gentiloni ora commissario ue, l'Italia si disse favorevole, a partire dal 1° gennaio 2020, ad uscire dal regime tutelato per lasciare spazio alla concorrenza tra le aziende nella convinzione che ciò potesse ridurre i prezzi come già avvenne per la telefonia.

La scadenza fu rimandata al 1° gennaio 2021, poi 2022, quindi 2023 e infine (forse) al 10 gennaio/1 aprile 2024.

E' cambiato qualcosa ?

No, anzi i governi a maggioranza sinistra cattocomunista e grillina Conte2 e Draghi inserirono il passaggio al Mercato Libero dell'energia come uno degli obiettivi da conseguire se volevamo i soldi del pnrr.

Il Governo Meloni oggi mette fine al Mercato Libero perchè (voglio sperare che sia un "anche" per un convincimento liberale) in mancanza l'europa ci decurterebbe o chiederebbe indietro parte dei soldi che abbiamo avuto.

Ma Conte e la Schlein chiedono la PROROGA del servizio tutela, senza indicare una data termine o comunque una scelta finale: sì o no al Mercato Libero ?

Sul superbonus, poi, le comiche finali.

Gli amministratori di condominio vorrebbero proroghe a tutto andare, ma dovrebbero chiedere i risarcimenti a Conte che aveva fatto propaganda dicendo che tutti avrebbero potuto ristrutturare casa "gratis".

A parte il fatto che il "gratis" di Conte si è risolto in un debito di oltre 120 miliardi (le cifre, come sempre, sono ballerine) che zavorrano per un decennio i nostri bilanci e le manovre economiche, non fu spiegato che la cessione del credito era una facoltà e non esisteva un obbligo da parte di chicchessia di comprarli tutti, in parte o nessuno.

E i termini, nonostante una miriade di provvedimenti modificativi assunti da Draghi, avevano comunque un orizzonte breve e già il 31 dicembre 2023 è una seconda proroga e questo avrebbe dovuto essere un termine che, se non rispettato, da parte dell'azienda che avesse preso l'impegno della ristrutturazione e non avesse fatto in tempo per i troppi impegni assunti, ingolosita dalla opportunità di guadagno, avrebbe dovuto essere sanzionato contrattualmente con una penale.

E' ovvio (e giusto) che se non vengono rispettati i termini ed i lavori non corrispondono a quelli certificati per ottenere il superbonus, l'Agenzia delle Entrate (cioè lo stato, cioè noi) non deve pagare e, anzi, deve essere rimborsato di quanto eventualmente già riaccreditato.

E allora di cosa stiamo parlando ?

La proroga dovrebbe essere uno strumento eccezionale e se tante elargizioni a pioggia avvenute nel corso degli anni sono in regime di proroga perenne, non sarebbe il caso di dare un taglio a tutto, rivedere con provvedimenti definitivi quello che si pèuò e quello che non è compatibile con le esigenze di bilancio, per uscire dalla repubblica delle proroghe ?


28 novembre 2023

A volte l'Europa ha ragione (ma per motivi sbagliati)

Altro giorno, altro numero de La Verità contenente articoli pregevoli che danno concretezza al sentimento e alle sensazioni di molti, se non tutti, nel Centro Destra.

Da Belpietro che prende spunto dalle dichiarazioni di Pupo e Gratteri per mettere nero su bianco la denuncia sulle interferenze degli ultimi presidenti della repubblica nella vita quotidiana, persino arrogandosi il diritto a decidere al posto degli Italiani, alla Loi che, per chi vuole continuare a farsi il sangue amaro con le vicende covid/vaccini, scrive un nuovo, documentato articolo sulle valutazioni di idoneità del vaccino che ci fu proposto.

Per arrivare al top di sempre, con Veneziani che ci informa sul nuovo populismo delle femministe che perennemente recitano il ruolo di aggressive,  vittime rabbiose e Boni Castellane che conferma, articolandolo in modo elegante come sempre, quello che abbiamo da tempo capito: la sinistra, persa ogni idealità, ogni valore, è ridotta all'odio verso il nemico (cioè verso tutti gli altri che producono e amano l'Italia) come unico collante.

Ma tra tutti, scelgo di criticare l'articolo di Claudio Antonelli che, dando notizia del decreto sulla sovranità energetica, contesta il fatto che manchi la proroga del regime di servizio tutelato gas e luce.

Contesto la contestazione.

Per una volta nella sua vita (che spero ancora breve) l'Europa di Bruxelles ne ha fatta e detta una giusta: va liberalizzato il mercato, anche quello dell'energia.

Poi sappiamo che il liberismo dell'Europa finisce con l'enunciazione del principio, salvo poi pretendere di regolamentare sovieticamente tutto con le sue direttive dirigiste e fallimentari.

Ma il principio è corretto, anche se è una seccatura immane cui mi sono già sottoposto per il gas (la liberalizzazione avverrà il 10 gennaio 2024) e, passato l'anno, dovrò ugualmente fare per la luce (liberalizzazione dal 1° aprile 2024).

Certo, anch'io ho cercato e cerco di sfruttare fino all'ultimo il più vantaggioso regime tutelato, ma il regime tutelato non è altro che una forma di calmiere statale, che comporta un onere per lo stato, beneficiando alcuni, utilizzando le tasse di tutti.

A mio avviso è giusto che ognuno paghi per quello che consuma e non per quello che consumano altri, del resto viene mantenuta una (giusta) riserva per i cosiddetti "vulnerabili" (maggiori di 75 anni, disabili e altre figure ben descritte nelle ultime bollette), abbiamo impiegato ben quattro anni di proroghe prima di arrivare alla parola fine (e nessuno quindi può dire di essere all'oscuro della questione) e non rimarremmo comunque senza gas e luce visto che, chi non sceglie, verrà inserito in un contratto placet, meno vantaggioso del più vantaggioso offerto dalle compagnie.

Quanto al secondo aspetto della critica di Antonelli, posso condividere il timore che la liberalizzazione delle concessioni idroelettriche possa far finire nelle mani di società straniere tali fonti, ma non possiamo fare i liberali quando ci fa comodo e gli statalisti quando si ha paura di affrontare il mare aperto del Libero Mercato.

Antonelli fa un torto agli operatori italiani pensando che possano farsi mettere i piedi in testa dalle società straniere e non considera che, per l'appunto, sono concessioni che, in caso di emergenza, un governo potrebbe immediatamente revocare (poi lasciare ai tempi lunghi dei tribunali tutte le cause di risarcimento).

Del resto lo stesso Antonelli fa capire che per evitare una simile liberalizzazione ci sarebbero voluti "ingenti investimenti", suppongo statali, ma non dice dove prendere quei soldi che non abbiamo.

Quindi si percorra, coerentemente, la strada della svolta liberale in economia, dando fiducia alle nostre aziende e alla capacità di questo Governo di vigilare sull'interese nazionale nel rispetto di una politica di bilancio che cominci a ridurre il mostruoso debito da 2800 miliardi, un migliaio dei quali derivanti dai governi a guida cattocomunista, da Monti (2011) a Draghi (2022).