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01 novembre 2025

Sono solo canzonette

A Parma un gruppo di giovani di Destra è stato registrato mentre, all'interno della sede di Fratelli d'Italia, ricordava il 28 ottobre, intonando canzoni dell'epoca.

In debito di ossigeno argomentale, i cattocomunisti (quelli che cantano in ogni occasione, spesso a sproposito, bella ciao ...) sono insorti chiedendo, ca va sans dire, alla Meloni di intervenire.

I tapini non sapevano che il partito era già intervenuto con il commissariamento del movimento giovanile di Parma (provvedimento che mi sembra eccessivo).

A me fa specie che, nel 2025, ci sia chi se la prende se qualcuno intona canzonette di natura politica che non appartengono alla sua sensibilità.

Perchè i ragazzi di Parma hanno sbagliato non nell'intonare quelle canzoni se se le sentono come appartenenti alla loro Identità, ma nel farlo all'interno di una sede di un partito che, nel proprio Elettorato, ha chi si riconosce nella stessa Identità in cui si riconoscono quei ragazzi, ma anche chi si riconosce in una Destra Liberale, Nazionalista e anche antifascista (quando ancora questa caratteristica aveva un senso che oggi, da anni, decenni, non ha più).

A cadere nella trappola, però, sono stati gli antifascisti in s.p.e., quelli che stanno gridando ogni giorno "al lupo", senza (voler) vedere che il lupo cattivo l'hanno in casa, perchè è quello che aggredisce la Polizia, quello che devasta le città, imbratta muri, rompe vetrine e blocca la circolazione.

Hanno così dato visibilità mediatica nazionale ad una vicenda che, alla fine, riscalda solo i cuori di chi, negli Anni Settanta, ghettizzato, quel tipo di canzoni, quel cameratismo felice, sentiva e significa ancora oggi un impegno identitario da coniugare con un realismo operativo e politico.

Ancora una volta si dimostra che il "fascismo", è solo una distorta idea, che appartiene solo ai cosiddetti antifascisti che vogliono imporre il loro pensiero unico, di un  qualcosa di immaginario che non esiste e non è mai esistito dopo il 25 luglio 1943, nè in chi oggi ha settanta anni, nè in chi oggi ne ha, beato lui, ancora venti.

E la si smetta con questa "polizia del pensiero" e che ognuno possa cantare le canzoni che preferisce, anche se è stonato non solo nelle note, ma anche nelle idee (almeno in quelle di chi si erge arbitrariamente a censore e giudice del prossimo).

23 aprile 2011

Sono solo canzonette ?




A Pove del Grappa hanno commesso un peccato di lesa maestà: si sono permessi di insegnare e far cantare agli alunni Faccetta Nera e Giovinezza.
Come quando è l’uomo che morde il cane, la notizia, lanciata dalle agenzie di stampa, ha fatto il giro dei quotidiani online e, quindi, è finita in cronaca sulla stampa cartacea.
Nessuno che si scandalizzi per le migliaia di “Bella ciao” , “Internazionale” o “Bandiera rossa” che vengono inculcate nella scuola pubblica anche a bambini per i quali sarebbero più opportune le canzonette dello Zecchino d’Oro.
Reazioni isteriche se vengono insegnate, in un contesto peraltro sin troppo critico, Faccetta Nera e Giovinezza, ma tutto normale per le canzonette comuniste ?
Venti anni della nostra Storia, con opere mirabili come il ripristino dell’Ordine pubblico, la bonifica delle paludi Pontine, le prime leggi sulla sicurezza nel lavoro e per le donne, la conquista di un Impero con una epopea coloniale che rappresenta uno dei migliori (e mai superati) esempi di diffusione della Civiltà, da ignorare ?
Eh, no !
Come è necessario abrogare (e siamo già in un imperdonabile ritardo) la XII disposizione transitoria della costituzione del 1948, così è ora di rivalutare Faccetta Nera e Giovinezza, che rappresentano, allegre e ottimiste, un periodo della Storia Patria che è ora di tirare fuori dagli archivi, assieme alle grandi speranze e illusioni che hanno accompagnato gli anni venti, trenta e quaranta del secolo scorso.
Dieci, cento, mille Pove del Grappa.



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