Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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No alla deriva

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19 settembre 2011

Iniziò così

Il giustizialismo della cosiddetta “tangentopoli” del 1992-1993 spazzò via una Dc già in crisi e un Psi che non era mai riuscito, nel dopoguerra, a causa del colossale errore di Nenni nell’aderire al Fronte Popolare, a contrastare l’egemonia del Pci a sinistra.
Con loro furono travolti i partiti minori del pentapartito (Pli, Pri e Psdi) mentre l’unico partito dell’arco costituzionale a salvarsi (o ad essere salvato …) fu il Pci che, in tal modo, si presentò alle elezioni del 1994 con un Ochetto pimpante, convinto di vincere e insediarsi a Palazzo Chigi.
Sul versante del Centro e Destra c’era sbandamento.
La Dc si era affidata ad un uomo di sinistra, Martinazzoli recentemente scomparso, che cambiò il nome in Ppi e non seppe scegliere da che parte stare.
Il vincitore del referendum elettorale Mario Segni diede vita ad un suo movimento.
Ambedue, però, rifiutarono la proposta di Berlusconi di mettersi a capo di una coalizione alternativa alla sinistra, comprendente anche la Lega ed l’ Msi.
Martinazzoli e Segni decisero invece di correre assieme e mentre il primo seppellì con tale scelta la Dc che aveva governato l’Italia per cinquanta anni, il secondo disperdette il patrimonio acquisito con il referendum.
Il “gran rifiuto” di Segni, più che di Martinazzoli troppo di sinistra, costrinse Berlusconi a “scendere in campo” con Forza Italia.
Strinse un accordo con la Lega al Nord e con l’Msi nel resto d’Italia.
E vinse, sconfiggendo la “gioiosa macchina da guerra” comunista.
Non gli fu perdonata quella vittoria.
La sinistra scornata cominciò da subito ad attaccare Berlusconi non per quel che faceva, ma a livello personale, in ciò aiutata dalle truppe togate che avevano scosso l’albero con tangentopoli pensando sicuramente anche ad una svolta politica e si erano ritrovati con l’Msi al governo grazie a Berlusconi.
L’odio profuso dalla sinistra permeò tutta la politica che perse così di vista la sua stessa essenza.
L’odio pompato dalla sinistra e dalla stampa consociativa contro Berlusconi attecchì in quella parte della popolazione, più ricettiva a simili metodi stalinisti, che si trasformò nel popolo delle piazze mediatiche e degli scioperi generali.
L’odio voluto dalla sinistra ha spaccato irreparabilmente l’Italia in due perché, come è ovvio e giusto, anche dal fronte opposto si prese atto che non vi era (e non vi è) alcuna possibilità di dialogo con chi pregiudizialmente pretendeva la crocefissione del Capo della Coalizione di Centro Destra.
Dopo diciotto anni continua l’aggressione al Premier inquisito anche per fatti del tutto privati.
Si può solo sperare che tutto ciò sia avvenuto andando oltre i piani di chi ha acceso la miccia e adesso non sia in grado di fermare l’incendio.
Mi auguro che a sinistra si ricordino che chi semina vento, raccoglierà inevitabilmente tempesta, ma noi dobbiamo ricordare come è nato l’impegno di Berlusconi in politica.
Dobbiamo ricordarlo perché, non essendo noi né Badoglio, né Fini, gli siamo grati per aver impedito la deriva comunista nel 1994 e se fosse solo per quello (ma i suoi quasi dieci anni di governo dal marzo 1994 hanno anche contribuito ad abbattere tabù sindacali, istituzionali, di costume, nella politica estera ed economica o, almeno, a provarci) la gratitudine significa sostenerlo quando tutti gli sono contro e chiedono a gran voce il suo “passo indietro”.
Che non deve fare, perché non c’è alternativa nel Centro Destra e se non c’è nel Centro Destra, tantomeno esiste a sinistra.
Nonostante tutte le infamie che vengono scritte contro di lui, Berlusconi resta migliore di qualunque sua alternativa conosciuta, amica o nemica che sia.

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25 febbraio 2007

“Belinate” ecoambientaliste e manipolazioni comuniste

Oggi in quasi tutta la Padania, sia pur con orari differenti a riprova della natura “federale” dell’Italia, è stato attuato il blocco alla circolazione.
Da poche ore a 12 ore, il traffico privato sarà consentito solo alla lunga lista di eccezioni che noi bolognesi conosciamo ogni giovedì.
Un blocco che, come direbbero i miei amici genovesi Sauro e Ineffabile , è una “belinata”.
Gli “esperti” dicono infatti che il blocco di una giornata (per di più domenica) è solo una petizione di immagine.
Ma gli “esperti” dicono anche che a Milano la qualità dell’aria è, oggi, migliore di 15 anni fa e questo rende risibile l’iniziativa che, purtroppo, vede come promotore un Governatore del Centro Destra che, in questa occasione, rispolvera la sua anima pauperista da cristiano sociale e che, infatti, ottiene l’entusiastica adesione delle regioni amministrate dai comunisti che, quanto a repressione della libertà – anche di circolazione – dei propri cittadini non vogliono essere secondi a nessuno.
Meritano un cenno d'onore le eccezioni di Trieste e Treviso, i cui cittadini, che anche oggi possono liberamente circolare, sono sempre più invidiati per la serietà delle loro amministrazioni locali.
Sono tornato da poco e ho visto un traffico tipicamente domenicale: tutti autorizzati ?
Non credo,
Ho visto molte auto con vecchie targhe risalenti a prima o poco dopo il superamento del “milione” di auto immatricolate a Bologna (quindi “ante euro” o, meglio, “euro sotto zero”).
Circolavano, come circolano al giovedì.
Guardando meglio chi le portava vedevo facce non italiane.
Ma, già, i vigili urbani se ne guardano bene dal fermare gli extracomunitari (troppo rischio potenziale) che così guidano carrette presumibilmente senza “bollino blu”, senza revisione e ad alto inquinamento, dando anche luogo ad un fenomeno di compravendita dell’usato, sbocco obbligato per gli italiani costretti dalla severa (nei loro confronti) applicazione dei rigori della legge, a cambiare auto per un euro 4 che, fra un paio di anni, sarà inservibile.

Il secondo aspetto di oggi, che dà il titolo al post, me lo fornisce il già citato amico Sauro con un post impedibile a commento di un allucinante editoriale pubblicato sul quotidiano della famiglia Agnelli da tale Barbara Spinelli.
Non sto nemmeno a commentarlo perché già lo ha fatto il Sauro al quale mi associo totalmente, ma voglio puntare l’indice sulla continua, morbosa, ripetizione di una menzogna assoluta.
La Spinelli, per difendere la scelta di sostenere Prodi da parte di senatori non eletti, continua a perseverare nel raccontare la bugia che nel 1994 i senatori a vita consentirono la maggioranza al primo governo Berlusconi. E’ una menzogna matematica e politica.
18 maggio 1994: si vota a Palazzo Madama la fiducia al primo governo Berlusconi.
I senatori sono 326, 11 quelli non eletti.
I presenti sono 315, 314 i votanti, 158 la maggioranza richiesta.
L'esecutivo di Centro Destra ottiene il sì di 159 senatori, 153 i contrari e due gli astenuti, che equivalgono a voto contrario al Senato.
Il primo governo Berlusconi ottiene dunque la fiducia per un solo voto.
A favore tre senatori non eletti: Giovanni Agnelli, Francesco Cossiga e Giovanni Leone.
Il voto contrario fu espresso da altri tre senatori non eletti Giulio Andreotti, Francesco De Martino e Leo Valiani; due ,Giovanni Spadolini e Paolo Emilio Taviani di astennero.
Tre assenti Bo, Bobbio e Fanfani.
Ora la Spinelli e i suoi seguaci, tolgono il voto dei tre senatori a vita favorevoli al Governo Berlusconi per dimostrare che furono determinanti per la fiducia.
Ma si dimenticano di sottrarre alla sinistra il voto di ben 5 senatori a vita (3 apertamente contrari e 2 astenuti che, come noto, al senato significa voto contrario).
Troppo comodo !
Se invece conteggiamo i senatori, escludendo quelli a vita, vediamo che anche nel 1994 i senatori favorevoli a Berlusconi furono maggioranza: 156 contro 150.
Anzi, poichè la maggioranza richiesta, senza i senatori non eletti era 154, fu raggiunta per ben due voti, mentre con i senatori non eletti il margine si ridusse a un voto solo.
Chiunque può far di conto con una calcolatrice.
Purtroppo la sinistra opera queste manipolazioni da sempre, non solo sulla matematica parlamentare, ma anche nella lettura degli eventi storici.

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