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04 gennaio 2025

Il principio non cambia, anche per una 5stelle

E' notizia di ieri che, a quasi un anno dal voto, il "Collegio regionale di garanzia elettorale della Corte d’Appello di Cagliari" ha dichiarato decaduta dalla carica di consigliere (a cascata di Presidente) della regione Alessandra Todde, del movimento 5 stelle, con maggioranza in consiglio assieme ai cattocomunisti.

Il motivo sarebbe da riferire a presunte inadempienze sulla rendicontazione delle spese per la campagna elettorale.

Non mi interessano le cause, le motivazioni, gli appelli, le difese.

A me basta sapere che la Todde fu eletta (purtroppo per i sardi, ma chi è causa del suo mal ...) presidente della regione Sardegna perchè ha preso più voti del candidato di Centro Destra, anche se le liste del Centro Destra presero più voti (ma meno seggi a causa del sistema elettorale che garantisce, giustamente, la governabilità) delle liste collegate di sinistra.

La Todde ha preso più voti, quindi il Popolo si è espresso e per cinque anni la vuole come presidente di regione e non ci deve essere magistrato o corte di appello che tenga e che si permetta di ribaltare il voto popolare.

Se ci sono state inadempienze, multatela, anche con cifre e con pignoramenti delle indennità che le riducano il reddito a livello di sopravvivenza, ma non deve essere rimossa dal suo incarico, tale per volontà del Popolo.

E' un principio che per me vale per tutti gli esponenti di Centro Destra sotto attacco da Toti alla Santanchè e vale anche per la Todde pur essendo esponente della barricata opposta alla mia.


05 ottobre 2009

Berlusconi è Premier per volontà popolare

E chi manovra per sostituirlo, evitando il giudizio delle urne, agisce in spregio ai basilari principi che attribuiscono al Popolo la Sovranità.
Alcuni giorni fa il Ministro Brunetta, in uno dei suoi sinceri ancorché fastidiosi (per la consorteria politico-economica-burocratico-affaristica che cerca di mettere le mani sull’Italia) interventi, denunciò che gli attacchi di ogni genere cui era soggetto il Premier Berlusconi, rappresentavano un colpo di stato in atto.
Naturalmente gli furono rovesciate addosso contumelie di ogni genere.
Ma un insoddisfatto e sgomitante Rutelli per ben due volte fornisce una involontaria, ma significativa conferma alla denuncia di Brunetta.
Rutelli, infatti, per ben due volte ipotizza la caduta di Berlusconi e la formazione di un governo di inciucio transpartitico che dovrebbe portare a conclusione la legislatura, ribaltando quindi la chiara volontà espressa dagli elettori nell’aprile del 2008: Berlusconi Premier.
E non dicano che non è un colpo di stato ribaltare la volontà del Popolo !
La personalizzazione con la quale si sono svolte le elezioni del 2008 hanno visto eleggere un premier prima ancora che un parlamento, perché questo è la conseguenza del seguito di quello.
Berlusconi ha una maggioranza parlamentare che gli deriva da un consenso personale costante e compatto del Popolo.
Contro di lui è invece schierata una consorteria affaristico-politico-burocratico-economica che vorrebbe liberarsene senza però avere alcun mandato popolare.
Così assistiamo ad una invereconda campagna mediatica contro Berlusconi, ai rinnovati attacchi da parte di quella magistratura ideologizzata e al tentativo di irretire alcuni settori di maggioranza per far venire meno un governo voluto dal Popolo.
Ma questi novelli carbonari sono così insicuri del fatto loro che non vogliono sottoporsi all’unico giudizio che in una democrazia (parola da loro sin troppo abusata senza, evidentemente, che ne conoscano il significato) conta: il voto popolare.
Rutelli, non si sa quanto ingenuamente o quanto calcolatamente, svela lo scopo di tutti questi attacchi al Premier: un governo che, senza passare dal voto popolare, liquidi Berlusconi e consenta ai carbonari di procedere nei loro affari.
Sperano, evidentemente, che nei prossimi tre anni e mezzo, quanti ne mancano alla fine delle legislatura, un po’ l’età, un po’ la loro “opera di convincimento”, porti Berlusconi a rinunciare alla politica, per poi giustificare, ex post, la loro squallida iniziativa.
Berlusconi ha però dimostrato di non essere un codardo che rinuncia alla battaglia e mi auguro venda cara la pelle, se necessario applicando l’insegnamento biblico del “muoia Sansone con tutti i filistei”.
E’ probabile che Berlusconi debba soccombere alla consorteria burocratico-affaristico-economico-politica che lo osteggia, ma è altrettanto probabile che se darà battaglia infliggerà pesanti perdite anche al nemico, lasciandogli solo un cumulo di macerie fumanti.
Credo che in questa guerra il Popolo starà dalla parte di Berlusconi che ha dimostrato, con i fatti, di favorire un maggiore benessere,
riducendo le tasse nel 2005,
abolendo quasi completamente l’ici nel 2008,
bloccando l’immigrazione nel 2009 e
ricostruendo in Abruzzo, dopo il terremoto, in tempi che nelle precedenti occasioni sarebbero stati solo scritti nel libro dei sogni,
preparandosi a fare altrettanto oggi dopo l’alluvione di Messina.
Gli altri, quelli della consorteria politico-economico-burocratico.affaristica, davanti alla grave crisi economica mondiale, al terremoto in Abruzzo, all’alluvione in Sicilia, sarebbero stati capaci di dare una sola risposta: nuove e maggiori tasse.
Il Popolo questo lo sa ed è per questo che non vogliono chiamarlo alle urne, cercando di conculcarne la legittima sovranità.
Il Popolo è l’arma che potrà usare Berlusconi per cercare di respingere l’aggressione nemica.
Chiami Berlusconi in piazza i suoi sostenitori, si appelli al Popolo contro chi lo vuole estromettere da Palazzo Chigi e vedremo chi riuscirà a spuntarla.

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28 marzo 2007

Il Centro Destra rispetta la volontà dei suoi elettori

Nonostante la raccogliticcia e risicata maggioranza (non politica: su 180 sì, 20 sono dell'Udc e 4 di senatori non eletti) che la sinistra è riuscita ad ottenere in senato, emerge la soddisfazione di aver visto il Centro Destra sottrarsi al ricatto politico e votare contro il rifinanziamento delle missioni all’estero.
E’ un motivo di soddisfazione per chi, come il sottoscritto, ha da mesi sostenuto la necessità e l’opportunità politica di non fornire né coperture, né lanciare ciambelle di salvataggio alla sinistra, vedere che oggi il Centro Destra, con l’unica eccezione dell’Udc di cui diremo, è compatto nell’assumere una posizione contraria al decreto Prodi-D’alema sul rifinanziamento delle missioni all’estero.
La voce quasi solitaria di allora è divenuta nel tempo, man mano che si palesavano le sconcezze e le infamie nell’azione della sinistra, una voce univoca della base elettorale del Centro Destra e dei suoi sensori che sono i quotidiani (Il Giornale e Libero) e i blog.
La soddisfazione, quindi, di vedere i Leaders del Centro Destra ascoltare il loro Popolo e dare voce alla sua richiesta mi induce a pensare che la nostra sia una rappresentanza adeguata alla necessità.
Sicuramente, pur essendo passato il decreto, gli elettori del Centro Destra oggi non soffrono di quei mal di pancia che, dall’altra parte, hanno invece molti elettori di sinistra che hanno visto i loro parlamentari pacifinti votare per le missioni militari, adattandosi anche ad approvare le nuove regole di ingaggio volute dalla Nato e il rafforzamento dell’apparato militare in Afghanistan.
E a proposito di mal di pancia, sicuramente dolori fitti sono per gli elettori (o ex elettori ?) dell’Udc di Casini che, prestandosi a soccorrere la sinistra, è rimasto con il cerino acceso in mano.
Gli elettori dell’Udc, infatti, a parte quanti bazzicano all’interno del partito perseguendo un qualche obiettivo personale, sono allineati con tutti gli elettori del Centro Destra e non ne conosco uno che abbia apprezzato la scelta di Casini e del sinedrio centrista.
Ma la manovra di Casini si è anche infranta sul “muro” della sinistra che, sfruttando ancora una volta l'anomalia dei senatori non eletti, ha reso superflui i voti centristi, vanificando così l’operazione casinista.
Quali scenari futuri ?
Si può ragionevolmente sperare che questa rottura consumatasi sull’Afghanistan, unitamente alla nuova aggressione giudiziaria contro il Presidente Silvio Berlusconi, faccia accantonare definitivamente ogni ipotesi di dialogo tra le coalizioni.
Il Centro Destra nelle sue componenti storiche e idealmente più importanti (Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega) ha dimostrato una coesione che attirerà anche i voti di quegli elettori centristi delusi dal loro partito di riferimento, consentendo alla Casa delle Libertà di poter perseguire, senza Casini, l’obiettivo di una maggioranza assoluta di consensi che già le vengono assegnati dai sondaggi.
Mi auguro che questo evento rappresenti anche la fine della pantomima sulla legge elettorale e che l’opposizione continui dura e senza sconti, in parlamento e nelle piazze, finchè Napolitano non si deciderà a restituire la parola agli elettori.
Il Centro Destra alle proposte della sinistra deve avere una sola, compatta risposta: “NO !.

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