Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com
Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

10 maggio 2022

L'orgia parolaia del comico di Kiev e dei suoi corifei

Si può ancora dire che l'apologia di Zelensky ha rotto tanto quanto hanno rotto i quotidiani spot pubblicitari del comico di Kiev ?

Non risultandomi alcuna legge che vieta tale opinione sì, lo dico: Zelensky ha rotto e hanno rotto Draghi, Biden, Mattarella, la Von der Leyen, la Metsola e tutti quelli che li seguono.

Le beghe di vicinato tra Russia e Ucraina mi interessano solo per le conseguenze che hanno sulla mia vita.

E, per colpa delle incaute posizioni assunte da Draghi e Mattarella, le conseguenze sono pesantissime.

Aumento delle bollette energetiche, aumento dei beni di prima necessità, rischio concreto di non avere gas a sufficienza per accendere il condizionatore la prossima estate e il riscaldamento in inverno.

Come se non bastasse, Draghi cerca di farsi bello con i nostri soldi aumentando il debito pubblico per bonus a pioggia, spiccioli che non cambiano la vita delle persone, ma che sommati (come i 200 euro una tantum da elargire a ben 28 milioni di Italiani) rappresentano una manovra a debito che dovremo coprire, ovviamente con le nostre tasse.

Il tutto per cosa ?

Per far finta di sostenere un principio quando il primo a violarlo è proprio colui che viene sostenuto (veggasi la cancellazione di tutti i partiti di opposizione in Ucraina) e a ruota lo seguono i suoi corifei a cominciare da Draghi le cui affermazioni in conferenza stampa su contagiosità dei vaccinati e sicurezza del green pass, sono ormai un classico della letteratura di fantascienza distopica, assieme alla cacciata dei non vaccinati ultra cinquantenni dal posto di lavoro e dallo stipendio.

Un'orgia parolaia che viene propinata a reti unificate, escludendo, sempre ipocritamente in nome del principio di Libertà, chi non la pensa come il gregge.

Dopo due anni, tra virus cinese e Ucraina, di notiziari di propaganda, di proclami, di menzogne istituzionalizzate, ben venga persino la parentesi del festival europeo della canzone.

Ed è detto tutto.

09 maggio 2022

Prima prova di razionamento energetico ?

Ieri, a Bologna, nel tardo pomeriggio è scoppiato un breve ma violento temporale con grandine.

Qualche ora dopo, alle 22,30 circa, tutta la zona in cui abito è rimasta completamente al buio per alcuni minuti.

Spenti tutti gli strumenti abitualmente accesi (televisione, radio, orologi collegati all'elettricità, frigorifero, wi-fi etc.) ma, ancora più avvolgente il buio esterno, abituato come sono ad avere anche solo il riflesso delle luci stradali e di quelle del palazzo di fronte.

Suppongo sia stata la conseguenza del temporale che, spostandosi, avrà colpito qualche centralina che serve la mia zona oppure un lavoro che ha fatto seguito al temporale del pomeriggio e che ha costretto a sospendere l'energia elettrica per pochi minuti.

Al momento non mi interessa conoscerne le ragioni, ma assumere quel che è accaduto come una premonizione di quello a cui due improvvisati e non credibili guerrafondai come Draghi e Mattarella ci stanno portando: il razionamento, la penuria di energia che spegneranno in estate i nostri condizionatori e in inverno il nostro riscaldamento ("nostro" inteso come quello di noi Italiani semplici, certamente Draghi e Mattarella si godranno il loro palazzo con i nuovi condizionatori e con il riscaldamento a manetta).

Un comportamento espresso da parole contrarie ad ogni logica diplomatica, che sta portando l'Italia nell'abisso, tutto per compiacere l'amministrazione democratica americana che, probabilmente, perderà le elezioni di novembre e lascerà la Casa Bianca fra poco più di due anni.

E' del tutto immotivata l'acredine con la quale Draghi e Mattarella attaccano ripetutamente, in ogni occasione, spesso a sproposito, Putin e la Russia ma, peggio ancora, tali parole ci pongono in prima linea davanti ad una logica (e meritata) reazione russa.

Io leggo che esperti come Tabanelli di Nomisma e persino ministri come Cingolani, da tempo hanno dato il via alla preparazione psicologica degli Italiani, parlando di sacrifici, di risparmio, di riduzione dei consumi, di economia di guerra, che sono tutti eufemismi per dire che avremo miseria, buio e freddo.

E la responsabilità della miseria, del buio e del freddo incombenti sarà tutta di Draghi e Mattarella.

08 maggio 2022

Senza la censura Draghi cadrebbe come una mela marcia

Lungi da me ogni simpatia per Bianca Berlinguer che, censurata com'è, subisce solo, in base alla legge del contrappasso, quello che i suoi compagni negli anni hanno fatto subire a decine di anticomunisti messi ai margini per il solo fatto di avere opinioni contrarie a quelle delle intellighenzia italiana.

Però la vicenda che ha come protagonista la Berlinguer è sintomatica di un clima che, non da oggi, ma almeno dagli anni settanta quando esplose in modo virulento la mania della manipolazione della Storia con una esaltazione senza limite della cosiddetta resistenza, ignorando che senza l'invasione delle truppe angloamericane non ci sarebbe stata alcuna "resistenza", si respira in Italia.

E' così quando, appunto, si contesta la versione resistenzialista della seconda guerra mondiale, è così quando si parla di aborto, di droga, di omosessualità, di clandestini, di femminismo e di tutto l'ambaradan e l'armamentario del perfetto abatino del politicamente corretto.

E' così anche da due anni, prima con la dittatura sanitaria e adesso con l'Ucraina, aggravata dal fatto che l'aver appiattito le posizioni dell'intellighenzia su quelle della sordida consorteria di filantropi, dell'Unione del Male e dell'amministrazione democratica di Washington, ha sottratto allo spazio di libertà quei pochi strumenti che rimanevano per fornire, quanto meno, una versione non drogata dell'informazione.

Di pari passo con la censura verso le idee non conformi, assistiamo alla coreizzazione della figura del Grande Leader, il Fenomeno che tutti ci invidierebbero, Mario Draghi.

Nonostante la conclamata incapacità a governare, l'inflazione di nuovo galoppante, il debito pubblico aumentato senza limiti, i bonus a pioggia a spese dei cittadini, le menzogne su vaccino e green pass e, in ultimo, persino un atteggiamento provocatorio verso la Russia che ci pone in prima linea, subito dopo l'Ucraina, in una ipotetica guerra mondiale, Draghi continua ad avere reverenze e apologie ingiustificate da una stampa che più serva non potrebbe essere.

Come Kim Il Sung e i vari despoti della Corea del Nord.

Censura e propaganda a senso unico, sono i puntelli di qualsiasi regime, assieme a polizia e tribunali.

E vediamo se le voci che vorrebbero, con un colpo di mano, che si stia pensando di rinviare le elezioni della primavera 2023, saranno smentite dai fatti.

E sono gli stessi che additano Putin come un dittatore, dimostrandosi privi di qualsiasi credibilità e titolo per farlo.

07 maggio 2022

Draghi si fa bello con i nostri soldi

Ho notato che ad ogni consiglio dei ministri vengono stanziati centinaia di milioni, quando non miliardi, a favore di questa e quella "causa".

Draghi sembra il Principe di Torlonia (popolarmente preso a simbolo di opulente ricchezza) annunciando di aver disposto l'accredito di 200 euro a 28 milioni tra lavoratori dipendenti, autonomi, pensionati e persino percettori del reddito di cittadinanza, per un totale di sei miliardi, 800 milioni per l'Ucraina (un compenso che lo scarso comico di Kiev si sarebbe sognato senza l'intervento di Putin !) e via, via altre elargizioni come un qualsiasi Renzi alla ricerca del voto perduto.

Non si ricorda mai abbastanza che quelli sono TUTTI soldi nostri, che non ci sono nelle casse dello stato, ma solo nei libri contabili redatti ipotizzando incassi che, come il "recupero dell'evasione fiscale", non si realizzeranno mai.

Draghi, anche se si è dimostrato sopravvalutato per il ruolo e incompetente persino nella materia economica che doveva essere il suo campo di azione, lo sa benissimo che tutte le sue promesse di denaro sono fatte a debito, un debito che purtroppo non saranno lui, i suoi ministri e le loro famiglie a pagare, ma noi cittadini italiani.

E poichè ormai, dopo tutto quello che ha detto, non posso più prestar fede alle parole di Draghi, credo che gli impegni finanziari che aumentano il debito pubblico, siano assunti volutamente e con l'occulto obiettivo di legare l'Italia ad una catena, il debito pubblico, che ci trasformerà in sudditi ancor più di quello che è capitato ai greci.

Infatti Draghi ha richiesto anche tutti i prestiti condizionati e da restituire con gli interessi, a differenza degli altri grandi paesi europei che hanno richiesto l'erogazione solo della quota da non restituire o, appena sei piccoli paesi, richiesto i prestiti ma solo in parte.

Legandoci quindi al collo il cappio dei cravattari di Bruxelles e portandoci in guerra contro la Russia, Draghi spera così di accreditarsi per un posto ben remunerato e di prestigio, lasciando ad altri la patata bollente di governare l'Italia e realizzare l'interesse degli Italiani che lui non è all'altezza di perseguire.

Draghi crede anche che lasciandoci indebitati, saremo costretti ad una cieca obbedienza a Bruxelles, ma non tiene conto che c'è un altro modo per pagare i nostri debiti: uscendo dall'Unione del Male, dall'euro e, riprendendo la nostra Sovranità politica, energetica, monetaria e alimentare, facendo finalmente gli interessi degli Italiani e non dei tedeschi o dei francesi.


06 maggio 2022

Lezione di civiltà

Cogliendo l'occasione della pioggia che oggi bagna Bologna, questa mattina ho preso l'automobile e sono andato al supermercato per un carico di beni di vario genere.

Era la prima volta dal primo maggio, da quando, cioè, non vi è più l'obbligo di legge di indossare la mascherina nei luoghi chiusi.

Avevo letto commenti di varia natura e tenore sulla situazione ed ero curioso di vedere con i miei occhi la situazione per farmi una idea diretta e non mediata, almeno all'Esselunga che frequento.

Sono rimasto soddisfatto dalla civiltà degli altri frequentatori.

Avevo letto di discussioni e di intimazioni ad indossare la mascherina a chi non la portava e di salaci risposte da parte di chi l'aveva tolta.

Io, per mia scelta, dal primo maggio NON porto più la mascherina e, effettivamente, eravamo in pochi senza, a fronte di una debordante maggioranza che continua ad indossarla.

Ma, ed è questa la "lezione di civiltà", nessuno mi ha apostrofato o intimato, neppure con la massima cortesia, di indossarla, nè mi sono accorto di sguardi accigliati o di scarti improvvisi per allontanarsi da quel pericoloso untore che potevo essere io, senza mascherina.

E' esattamente quello che mi è capitato nei giorni scorsi entrando in negozi di vario genere in centro a Bologna, dalle librerie all'abbigliamento, dall'ottico agli alimentari, dal bar al ristorante.

Il principio del "vivi e lascia vivere" è applicato con il massimo rispetto delle scelte individuali, che è poi quello che dovrebbe accadere nella norma, a dimostrazione che il Popolo è di gran lunga più maturo e civile di chi ci governa, almeno della maggioranza parlamentare che attualmente ci governa e che esprime chi rappresenta le "istituzioni".

E' legittimo indossare la mascherina, al chiuso o all'aperto, come è legittimo non indossarla.

Ciò che contraddistingue un Uomo da una bestia è rispettare la decisione altrui, anche se difforme da quella che abbiamo assunto noi.

Perchè la lezione di civiltà è il rispetto delle scelte individuali, senza avere la pretesa di imporre le proprie al prossimo.

Lezione di civiltà è superare l'invasivo e opprimente dirigismo statale che vorrebbe regolare e normare ogni aspetto della nostra vita.

Lezione di civiltà è riaffermare la supremazia dell'Individuo e delle sue libere scelte, sullo stato.

05 maggio 2022

Il Medio Evo dei media

E' tornata l'Inquisizione.

Frutto del ributtante connubio tra l'integralismo pauperista bergoglione e lo stalinismo sempre presente nel dna di ogni comunista.

Francesco Borgonovo, con un ottimo articolo ne La Verità di oggi, denuncia lo squallore del sistema dei media italiani, dove i pochi che cercano ancora di fare informazione dando conto delle varie posizioni, anche se fino al giorno prima eseguivano obbedienti il dettato delle veline del potere, appena escono dal copione, vengono messi all'indice dai nuovi inquisitori.

E' così toccato a Giuseppe Brindisi, con una applicazione immediata della legge del contrappasso, diventare un "sorcio" esattamente come gli Italiani che lui derideva e insultava perchè non si volevano "vaccinare", come è toccato persino a mostri sacri della narrativa comunista da Bianca Berlinguer a Michele Santoro, per arrivare a Floris, essere messi in discussioni da chi è sempre stato un loro compagno di merende.

Intendiamoci: io non guardo da anni le loro trasmissioni (anzi Floris e la Berlinguer non li ho MAI guardati, Santoro l'avrò guardato al massimo una decina di volte), ma i resoconti dell'unica voce libera che esiste in Italia, La Verità, descrivono il loro comportamento eretico, tanto nell'ospitare, sia pur soffocati da presenze solo numericamente (certo non intellettualmente o culturalmente) superiori dei velinari di regime, chi non accetta di recitare il copione del comico di Kiev, quanto lo snobismo di chi rifiuta di chiamarli in trasmissione o rifiuta di partecipare alle discussioni insieme a loro, dimostrando con ciò di non avere argomenti validi per ribattere a chi ha messo, ancorchè tardivamente, il cervello in funzione.

Credo che chi legge queste mie note sia più che mai convinto e consapevole dello squallore dei media italiani, ma è opportuno, sempre, ricordare quello che combina e come si comportano i velinari del potere.

E di questo dobbiamo ringraziare quei pochi giornalisti che, rischiando di fare la fine di Giordano Bruno o di Galileo Galilei, continuano a ricercare i perchè ed a porsi dei dubbi, cercando di verificare quanto (poco) di vero ci sia nella versione fornite dalle veline governative.

04 maggio 2022

Manca solo l'invasione aliena

Dopo il virus letale che ha consentito di inventare nuovi strumenti di controllo contro i cittadini e la russofobia che ha elevato al rango di statista un attore comico ucraino, portando alla guerra popoli che anelano solo al Benessere e alla propria Sicurezza, cos'altro si inventeranno i filantropi della Spectre tramite i loro maggiordomi piazzati, spesso senza voto, ai posti di comando degli stati ?

Scorrendo le più fantasiose sceneggiature cui attinge la sordida consorteria dei filantropi, direi che nei prossimi anni dovremo aspettarci l'invasione degli alieni, con una riedizione governativa del famoso scherzo radiofonico di Orson Welles.

Pensiamo solo a quali e quanti provvedimenti, tutti, ovviamente, per il nostro bene e sicurezza, potrebbero assumere, limitandoci ogni tipo di libertà.

A confronto dei provvedimenti necessari a combattere una invasione aliena il green pass di Draghi, le mascherine di Arcuri, le armi all'Ucraina di Draghi sarebbero solo scherzetti di carnevale.

Naturalmente avremmo Bergoglio che pretenderebbe di accogliere gli alieni, anche se avessero due teste e quattro braccia (a proposito di "Sua immagine e somiglianza") e le ong che andrebbero a caccia di alieni per lo spazio e poi li scaricherebbero, immancabilmente, in Italia dove la Lamorgese non negherebbe loro un pasto, anche se fossero cannibali.

E poi Draghi che, ormai non avendo più chiaro il limite tra realtà e menzogna, affermerebbe che se non ci vaccinassimo, saremmo contagiati dagli alieni e moriremmo o faremmo morire gli altri, inventandosi un "astro pass" con il quale avere la certezza di essere tra umani che non contagiano e non si contagiano.

Si scherza, ma la fantascienza è letteratura di anticipazione e un amico mi ha recentemente ricordato che la differenza tra fantascienza e fantasy risiede nel fatto che la prima tratta questioni che al momento non fanno parte del nostro mondo, ma potrebbero diventare realtà.

Del resto chi avrebbe immaginato, nel 1973, quando Jean Raspail pubblicò "Il campo dei santi" che l'invasione dei clandestini sarebbe oggi diventata realtà, certo, almeno per ora, non con la violenza distruttrice fisica e materiale del romanzo, ma devastatrice a livello economico e sociale sicuramente sì.

E chi avrebbe mai pensato che un virus avrebbe consentito ad un governo di imporre un regime semidittatoriale nel silenzio di quasi tutto il Popolo, ancora oggi timoroso, in molti suoi cittadini subornati da una propaganda a senso unico, di mostrare il volto anche se non è più vietato dal regime sanitario.

E dopo due secoli di elegie alla libertà di stampa, chi avrebbe pensato che oggi tutti i mezzi di informazione (tranne singole, lodevoli eccezioni come La Verità) avrebbero cantato in coro, all'unisono, seguendo lo spartito delle veline governative ?

Aspettiamoci quindi che la Spectre dei filantropi lanci il nuovo amo cui far abboccare i popoli del mondo.

03 maggio 2022

Lavrov

E' paradossale che un conduttore come Giuseppe Brindisi, tra i più invasati e allineati al potere nella gestione della cronaca prima sul virus cinese e poi sulla operazione militare speciale russa in Ucraina, abbia fornito la più corretta informazione, dando la parola, dopo due mesi a senso unico per il comico di Kiev, al ministro degli esteri russo.

Non è paradossale che siano insorti i cattocomunisti che, come noto, intendono l'informazione come la sola espressione delle veline del potere (quando è in mano loro) per la semplice ragione che i loro argomenti non hanno alcun pregio e in una discussione civile, alla pari, soccomberebbero senza possibilità di salvarsi.

E non è paradossale che, per l'ennesima volta, Draghi l'abbia fatta fuori dal vaso in una conferenza stampa.

Senza entrare nel merito della vicenda che mi vede terzo, neutrale ed equidistante, solamente preoccupato per gli interessi degli Italiani che Draghi e Mattarella continuano a compromettere, credo che per una volta Brindisi debba essere elogiato.

L'Informazione, quella con la I maiuscola, non è certo quella cui abbiamo assistito negli ultimi due anni, ma è fornire ai lettori e spettatori, tutte le versioni, dalla fonte e non riassunte dalla parte ostile.

Quindi è correttissimo lo spazio dato a Lavrov, anche come compensazione a due mesi a senso unico.

Dovrebbe essere sempre così.

Un'ora a disposizione dei sostenitori del vaccino e un'ora a disposizione di quelli contrari.

Un'ora a disposizione degli ucraini e un'ora a disposizione dei russi.

Solo così possiamo farci un'idea e sono convinto che l'idea che verrebbe fuori dalla maggioranza degli Italiani sarebbe: stop alle armi all'Ucraina, stop alle sanzioni alla Russia, facciamo un bel contratto per la fornitura a prezzi onesti del gas e di tutte le materie prime che la Russia può esportarci.

E i due litiganti che se la vedano tra loro.

02 maggio 2022

Guerra e pace

E' alquanto ridicolo, se uno si fermasse a riflettere, di come siano interpretate le parole guerra e pace a seconda degli interessi che si vogliono sostenere.

Invocano la pace e spaccano vetrine, inviano armi, invadono altri stati (non contemporaneamente o necessariamente gli stessi, ma a volte gli uni, altre volte gli altri).

Personalmente non sono mai stato un integralista in materia, perchè ritengo che escludere a priori l'uso della forza, sia quando qualcuno entra non invitato a casa mia che quando un esercito straniero cerca di appropriarsi di parte della mia Patria, significhi accettare una sottomissione.

Non sono disponibile a porgere l'altra guancia.

Quindi, romanamente, si vis pacem, para bellum, se vogliamo vivere in pace, dobbiamo essere pronti alla guerra.

Cioè dobbiamo essere armati ed addestrati per difendere gli Interessi Nazionali.

Da tale ottica non riesco proprio a vedere alcun Interesse Nazionale nello sperperare risorse economiche per inviare armi all'Ucraina che è in lite con la Russia per questioni che non ci riguardano (e che, al contrario, un riconoscimento dei diritti della Russia sul Donbass, consentirebbe ad un nostro governo futuro di riaprire il discorso su Istria e Dalmazia).

L'Italia di Draghi e Mattarella, sta inviando armi, elargendo denari che non abbiamo e che quindi doniamo a debito, come se uno di noi, non avendo i soldi, andasse da un cravattaro a sottoscrivere un prestito per poi girarlo ad una delle tante associazioni di beneficenza che battono continuamente cassa: un colossale autolesionismo !

Come se non bastasse seguiamo come un cagnolino obbediente l'Unione del Male in sanzioni contro la Russia che hanno, come conseguenza, la difficoltà a rifornire l'Italia di materie prime (non solo gas) che andiamo a mendicare in Africa da inaffidabili capi tribù, pagando il doppio di quello che paghiamo il gas russo, con danni alle aziende ed ai risparmi di tutti gli Italiani, minando il nostro Benessere e la nostra Sicurezza, invece di difenderli e incrementarli come dovrebbe essere compito unico di chi ci governa.

Eppure tutti parlano di pace.

A cominciare dal "fenomeno", quel Draghi la cui autorevolezza, come ha eufemisticamente affermato Giorgia Meloni, dovrebbe essere recuperata dalla cantina e assoggettata ad una bella cura restaurativa.

Draghi infatti ha incautamente posto in alternativa pace e condizionatori accesi.

L'alternativa reale, invece, è: volete la guerra o il condizionatore acceso ?

Perchè il condizionatore (e non solo) sarà acceso se saremo in pace e in pace riceveremo il gas ( e tutte le altre materie prime che ci servono) dalla Russia, cioè il prodotto in quantità pressochè illimitata e al prezzo per noi migliore.

Il condizionatore sarà invece spento se saremo in guerra (anche per procura) con la Russia.

Lo strano concetto di guerra e pace che ha Draghi preoccupa molto.

Non tanto perchè è presidente del consiglio (ormai chiaramente a scadenza) ma perchè vorrebbe diventare il segretario generale della Nato, cioè di una alleanza militare e se uno in quella posizione confonde guerra e pace, allora avremmo tutti un problema molto grosso.

01 maggio 2022

Le elezioni dietro l'angolo

Fratelli d'Italia è il partito per il quale avrei votato se ci fossero state le elezioni oggi.

Domani non lo so, troppi sono i cambiamenti e le svolte che tutti i partiti compiono e troppe sono le incognite su come si comporrà la politica italiana nel prossimo futuro e sulla legge elettorale, tutti elementi necessari per poter decidere di esprimere un voto consapevole.

Avrei oggi votato FdI perchè, complessivamente, è il partito che sostiene il maggior numero di proposte che condivido, anche se non condivido affatto la presa di distanza dalla Le Pen e da Orban e, soprattutto, il sostegno alla guerra di Draghi e Mattarella (perchè è la LORO guerra, non certo quella del Popolo Italiano !) contro la Russia, che tanti danni provoca a noi Italiani.

Fratelli d'Italia è accreditato di un corposo 21-22% dai sondaggi che lo stimano in maggioranza quale primo partito d'Italia nelle intenzioni di voto degli Italiani.

Fratelli d'Italia gode della rendita di posizione di non essersi inquinato entrando nel governo Draghi come ha fatto una Lega in caduta libera nei sondaggi.

Fratelli d'Italia ha organizzato, per questo fine settimana, una conferenza nella quale è stato illustrato un progetto per l'Italia, dando corpo al sue essere partito guida di una eventuale coalizione di Centro Destra.

Come sempre condivisibile l'articolo di Marcello Veneziani oggi su La Verità che ha dedicato due pagine all'evento, uno dei primi che si svolgono in era post virus cinese e, auspicabilmente, non l'ultimo.

Apprezzerei molto una iniziativa di coalizione per degli stati generali ai quali chiamare iscritti ed elettori su base provinciale o regionale, che non ha nulla a che vedere con lo scimmiottamento delle primarie americane e, tanto meno, con la loro versione cattocomunista italiana.

I resoconti della conferenza sono leggibili ne La Verità, ma a me piace sottolineare un aspetto che non mi sembra sia stato colto (e magari non era neppure nelle intenzioni della Meloni).

Con questa conferenza organizzativa, con le proposte fatte, con il progetto di società e di Italia che ne esce, Fratelli d'Italia non solo prepara una base di utile discussione all'interno della Coalizione di Centro Destra, ma lancia un messaggio molto chiaro, che Veneziani interpreta come una sorta di "far finta" che siamo in un sistema non più bipolare, ma bipartitico.

Fratelli d'Italia ci dice (almeno questa è la mia interpretazione) che è sì disponibile a confrontarsi con gli altri partiti della Coalizione, ma che se questo confronto dovesse fallire perchè quei partiti continuano a sentirsi legati alla fedeltà a Draghi e compagni, allora tutto è pronto per un partito che raccolga gli elettori del Centro Destra, un grande contenitore dove potrebbero confluire quanti, con il mal di pancia, per disciplina di partito, continuano, nella Lega e in Forza Italia, a sostenere Draghi.

E, mi sembra di capire, questo contenitore, se dovesse emergere, potrebbe anche darsi un nome che eviti di dare l'impressione di una annessione a Fratelli d'Italia di pezzi della Lega e di Forza Italia, ma di una unione tra pari.

Unione tra pari e simili che non significa pensarla allo stesso modo su tutto, ma che porti, sui principali temi, quali le tasse, l'immigrazione, l'Unione del Male, la Sicurezza e il Primato degli Italiani, a condurre una battaglia forte, determinata e popolare.