Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com
Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva
Visualizzazione post con etichetta guerra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta guerra. Mostra tutti i post

23 agosto 2025

#IostoconSalvini

Matteo Salvini ha espresso una opinione che qualunque Italiano (ma anche francese) assennato sottoscriverebbe: se a Macron prudono le mani, al punto da boicottare il tentativo di pace di Trump e di chiedere continuamente di mandare truppe in Ucraina, allora che sia il primo ad indossare elmetto e partire per il fronte.

Il traballante e minoritario governo francese ha convocato, presumibilmente istigato da una sfuriata isterica di Macron, l'ambasciatrice d'Italia protestando per le parole e richiamando la "collaborazione" tra i due stati.

La classica ipocrisia diplomatica per minacciare facendo la parte della vittima.

Macron è il primo a criticare i capi di stato stranieri, chiunque, offuschi la sua sfrenata ambizione di un novello Napoleone che diretto a Waterloo senza però essere mai passato da Austerlitz, Marengo, Jena.

Purtroppo in Italia ci sono troppi personaggi asserviti alla narrativa francese, tutti premiati con onorificenze francesi che avrebbero dovuto restituire o rifiutare dopo i sorrisini di Sarkozy nel 2011.

Ma ciò non toglie che l'Italia non debba accettare alcun tipo di sudditanza alla Francia.

Salvini ha espresso il desiderio della parte sana dell'Italia che rifiuta di combattere guerre altrui, in cui avremmo solo da perderci.

#iostoconSalvini


10 agosto 2025

Prolungano le guerre i troppi galli nel pollaio della pace

E' alla Casa Bianca da neanche sette mesi, ma Donald Trump ha già fatto terminare o bloccato sul nascere ben quattro conflitti:

- Ruanda contro Congo

- Armenia contro Azerbaijan

- Israele contro Iran

- India contro Pakistan.

Come mai non ha ancora chiuso i due conflitti più importanti che hanno impattato e impattano direttamente su di noi e la nostra economia ?

Mi riferisco, con ogni evidenza, a quello che contrappone la Russia all'Ucraina e Israele ai terroristi palestinesi di Hamas che controllavano e ancora in parte controllano Gaza.

Come per tutte le questioni della vita e dell'Umanità, le cause sono più di una, con pesi differenti, ma una, in particolare, mi sembra evidente: la folla di sgomitanti comprimari che, cercando un posto al sole, parlano di pace ma favoriscono il perpetuarsi della guerra.

Lo ha detto chiaramente il Segretario di Stato Americano Marco Rubio, quando ha imputato alla uscita improvvida di Macron sul riconoscimento di un inesistente stato della Palestina, l'irrigidimento dei terroristi che hanno fatto saltare gli ultimi colloqui e costretto Israele a decidere di terminare l'opera ripulendo Gaza anche dalle ultime roccaforti dei terroristi.

Ed è sempre Macron, in questo ben assistito da una vecchia e debole unione europea, che si sta mettendo di traverso anche alla pace tra Russia e Ucraina che Trump sta faticosamente cercando di realizzare, istigando Zelensky a mandare a morire altre migliaia di giovani con il miraggio di "una pace giusta e duratura", quando, dopo tre anni e mezzo di guerra, occorre una pace tout court.

Se non ci fossero tutte queste interferenze di gente che non è in grado di svolgere alcuna azione positiva, ma può influire negativamente, illudendo quelli che stanno perdendo la guerra su una possibile via d'uscita, anche quelle due guerre sarebbero finite da un pezzo e il mondo vivrebbe una stagione di Pax Trumpiana, che nulla avrebbe da invidiare alla Pax Augusta di Romana memoria.

Nessuno può dubitare che senza gli strepiti degli inconcludenti come Macron, ma anche come il segretario dell'onu Gutierrez (mai come in questi anni l'onu si sta dimostrando l'ente più pernicioso e costoso del mondo) non avremmo più i due conflitti che maggiormente ci hanno danneggiato e hanno provocato difficoltà alle nostre economie, oltre a fornire l'opportunità ai biechi affaristi dell'ambientalismo di proporre il green deal anche come arma contro la Russia.

Come si può infatti pensare che, senza la sponda dell'onu, di una unione europea tignosa quanto debole, Zelensky e i terroristi palestinesi avrebbero continuato a menare il can per l'aia, proseguendo guerre e mandando sadicamente a morire il loro popolo (e anche quello nemico) ?

Fra cinque giorni è annunciato un vertice tra Trump e Putin in Alaska (e forse senza le ripetute esternazioni di Mattarella si sarebbe potuto tenere a Roma, nonostante l'evidente e, a mio avviso, improvvido sbilanciamento della Meloni a favore di Zelensky) in cui si sarebbe potuto scrivere la parola "fine" alla guerra, riconoscendo alla Russia le conquiste militari, fondate su una petizione per la unificazione delle popolazioni russofone di Crimea e del Donbass.

Invece, arrivano gli europei che, dimentichi del nostro glorioso passato coloniale e quindi ignorando tutto quello che avremmo dovuto imparare da tale esperienza, propongono un piano alternativo che non si sa bene dove voglia parare, ma che fornisce a Zelensky l'opportunità per negarsi alla pace, ponendo condizioni irrealistiche e sfrontate.

Io, se fossi Trump, sarei seccato e, anzi, mediterei di farla pagare in qualche modo che potrebbe passare attraverso un accordo con la Russia che, passando sopra le teste degli europei come una nuova Yalta, cominci a costruire un nuovo ordine mondiale, con chi ci sta.

Ma anche volendo concedere il beneficio della buona fede ai dirigenti europei dove portano le loro intenzioni ?

All'Inferno, esattamente dove portano tutte le buone intenzioni di cui sono lastricate le strade che percorrono i troppi galli (o capponi ?) che chiocciano nel pollaio della pace, provocando invece il prolungarsi delle guerre.

13 giugno 2025

L'ineluttabilità delle guerre

Israele, con una serie di missioni aeree che ricordano quelle della guerra dei "sei giorni" nel 1967 proprio in questo periodo, ha inflitto una pesante perdita all'Iran degli ayatollah.

Aspettiamoci una reazione.

Sono quasi ottanta anni che non c'è pace in Medio Oriente (se mai c'è stata dopo la caduta di Roma) e, ogni tanto, si accendono nuovi focolai, come quello in Ucraina, ma anche quelli che alzano il ditino per strologare sulla pace, hanno le loro responsabilità come coloro che nel 1999 disposero i bombardamenti alle porte di casa nostra, su Belgrado.

Penso che la guerra sia nata con l'Uomo e con l'Uomo morirà, quindi mai (Asteroide permettendo).

Spesso è difficile schierarsi perchè le contestazioni reciproche risalgono alla notte dei tempi e le ragioni degli uni e degli altri, sono superate dal tifo per gli uni o per gli altri come in una partita di calcio.

Ci sarebbe una Stella Polare per chi è estraneo ai combattimenti diretti ed è l'Interesse Nazionale.

Nel nostro caso spero che la Meloni e il Governo agiscano sulla base di una risposta ragionata e non di pancia alla domanda: cosa conviene maggiormente all'Italia e agli Italiani ?

Purtroppo talvolta, come nella questione Ucraina, siamo condizionati ad assumere posizioni obbligate perchè siamo all'interno di una vasta alleanza di nazioni.

Altre volte vediamo che un lavoro sporco viene svolto nel nostro interesse, anche se a parole lo condanniamo e questo in base al vecchio principio che fece dire a Roosevelt di Somoza: è un figlio di puttana, ma è il NOSTRO figlio di puttana.

E mi sembra poco credibile la litania pacifinta di tanti che, in palese contrasto con le loro parole di pace, trattano il prossimo alzando ogni giorno di più l'asticella degli insulti e i decibel dei latrati, fino ad augurare del male ad una bambina solo perchè figlia del Presidente del Consiglio che è leader della parte politica avversa.

Ecco, se non riusciamo a controllare i nostri istinti bellicisti in una discussione su questioni tutto sommato secondarie, come pensiamo di poter "chiedere la pace" tra due stati la cui ostilità reciproca affonda nella notte dei tempi ?


17 maggio 2025

La peggior sinistra di sempre


Non sono mai stato un estimatore della sinistra, al contrario, da quando ho memoria, sono sempre stato sulla barricata opposta.

Non ho mai avuto neppure stima per comunisti, socialisti, democristiani di sinistra, elenco che si allunga in pratica a tutto l'infame arco costituzionale degli anni Settanta, considerato che sotto il cappello del pci/pds/ds/pd si sono, alla fine, accucciati anche tutti i democristiani (persino Casini che nel 1994 sembrava avesse trovato un cuor di leone schierandosi con Berlusconi!), liberali (vedere alla voce Zanone), repubblicani e socialdemocratici.

Però c'era un rispetto dovuto alla mia personale convinzione che i comunisti, ma anche molti di quelli che successivamente si sono inginocchiati alla falce e martello, fossero in buona fede e, almeno a parole, sostenessero principi di equità e giustizia sociale sul piano teorico pienamente condivisibili, anche se l'esperienza pratica degli stati socialisti avrebbe dovuto, sin da allora, far comprendere il tragico errore in cui nuotavano.

Ma oggi ... non posso in alcun modo accreditare buona fede alle mistificazioni, alle infami azioni contro l'Italia, contro il nostro Governo, contro noi Italiani che vengono poste in essere per impedire che la volontà popolare si trasformi in quotidianità.

Non accredito buona fede, ad esempio, ai latrati per l'assenza della Meloni al tavolo dei disagiati che istigano Zelensky a continuare la guerra.

Non è buona fede berciare su quella assenza e tacere che la socialista Spagna di Sanchez non era presente, come il Portogallo, la Grecia e tutti gli stati scandinavi.

La Meloni è stata chiara: non ci vado perchè abbiamo detto "no" all'invio dei soldati Italiani in Ucraina.

Macron ha tentato di dire che non si è parlato di truppe in Ucraina (smentito da un ministro inglese che invece ha accennato ad iniziative e progetti di cui non parla per non dare vantaggi a Putin), ma così facendo ha dimostrato che l'assenza non è una esclusione da parte loro, bensì una autonoma, legittima, giustissima scelta di politica estera del nostro Governo che, in tal modo, rappresenta la maggioranza di noi Italiani che NON vogliamo entrare in guerra, NON vogliamo che anche uno solo dei nostri ragazzi possa morire per Kiev.

Se la sinistra vuole inviare soldati in Ucraina, per continuare a restare, come vorrebbe Prodi, "dietro" a Germania e Francia, ha una strada libera: si arruolino come volontari e vadano a combattere nella legione straniera che Zelensky ha istituito sin dal 2022.

Perchè non trasformano i loro latrati in azioni concrete e non partono per il fronte ?

29 dicembre 2024

Quella psicosi sulla guerra

Sul numero in edicola di Panorama ho letto un editoriale del Direttore Maurizio Belpietro e un servizio ben articolato di Maurizio Tortorella che hanno ripreso una notizia, finita in trafiletti sui quotidiani, ma che dovrebbe incutere un certo timore.

La Svezia, di recente entrata nella Nato con la Finlandia, ha chiesto alla chiesa nazionale di predisporre gli spazi per alcune migliaia di bare di potenziali caduti in ipotesi di guerra.

Di contorno il servizio comunicava dei preparativi e dei supporti previsti, finanziari e in armamenti, che altre nazioni del nord Europa avevano posto in atto in previsione di uno scontro con la Russia.

Come ho già avuto modo di scrivere, non credo che la Russia pensi minimamente ad aggredire una nazione Nato, nè ad espandersi con la forza.

Ha difficoltà a sottomettere l'Ucraina, figuriamoci se è in grado di affrontare la Nato.

Viceversa non posso escludere che sia la Nato, o un suo stato membro, a innescare quella scintilla che potrebbe far scoppiare una guerra, soprattutto se l'Ucraina, che sta già dando segni di cedimento, dovesse improvvisamente crollare davanti all'avanzata russa.

Tutto questo sta accadendo, non a caso, frettolosamente e ansiosamente prima dell'insediamento di Donald Trump per il suo secondo mandato, nella consapevolezza che i guerrafondai europei della Nato, oggi hanno ancora una sponda nell'amministrazione democratica di Washington, dal 20 gennaio rischierebbero invece di trovarsi con il cerino acceso in mano e senza l'ombrello protettivo degli Stati Uniti se le loro provocazioni dovessero partorire realmente una guerra.

L'ostilità verso la Russia può essere comprensibile per ragioni storiche, ma rischia di far passare in secondo piano la unica, vera, reale minaccia alla nostra Civiltà, che arriva dall'Oriente, con la tenaglia della contaminazione islamica nel mondo, anche grazie agli sbarchi dei clandestini che riescono a restare a casa nostra comportandosi sempre più come invasori, e dalla politica espansionista della Cina comunista.

La Russia dovrebbe essere riaccolta nella grande famiglia della Civiltà Occidentale, come tassello fondamentale per la difesa dei Valori della Tradizione, contro le politiche aggressive dell'islam e della Cina.

Revocare il mandato di arresto e ogni procedimento della corte internazionale nei confronti di Putin e degli altri dirigenti russi, revocare le sanzioni economiche, siglare un accordo in Ucraina che riconosca la sovranità russa su Crimea e Donbass, accogliere la Russia nella Nato, questi i passaggi fondamentali per evitare che la chiesa di Svezia debba realmente trovare spazio per migliaia di bare e per salvare la Civiltà dall'assedio dei barbari.

Ma, forse, quelli che soffiano sul fuoco della guerra, vogliono impedire proprio la salvezza e il rilancio della nostra Civiltà. 

02 dicembre 2024

Finchè sono guerre circoscritte, c'è speranza

Le guerre non sono mai finite, soprattutto in zone del mondo dove il nostro sguardo non arriva perchè non vi è nulla che possa interessarci, salvo poi dover affrontare l'arrivo in massa di clandestini che una mentalità sbagliata e debole, non ci permette di respingere.

Meno innocue sono guerre relativamente vicino a noi, da quella endemica nel Medio Oriente, a quelle recenti scoppiate dopo la fine del comunismo sovietico.

Assistiamo in questi ultimi tempi ad un accentuarsi degli spiriti guerrieri in zone di interesse, vuoi per i commerci e i trasporti internazionali, vuoi per i giacimenti di materie prime e di terre rare, necessarie all'economia mondiale.

Se nei quattro anni della prima presidenza Trump abbiamo potuto registrare una sostanziale stabilità mondiale, senza guerre scatenate, con i quattro anni di Biden le guerre si sono moltiplicate, dando ragione a quelli che, in tempi passati, sottolineavano come i democratici fossero presidenti di guerra e i repubblicani di pace, esattamente il contrario della vulgata cattocomunista.

Con Biden quindi abbiamo visto l'abbandono dell'Afghanistan nelle mani dei talebani, l'operazione speciale, tuttora in corso, della Russia in Ucraina con valanghe di armamenti (spesso obsoleti) inviati a Kiev dagli stati Nato e, soprattutto, con miliardi di finanziamenti che non si erano trovati per la Grecia e che invece sono spuntati per sostenere Zelensky.

Se con Trump in Medio Oriente ci si avviava ad una serie di accordi (denominati "di Abramo") che stavano regolarizzando i rapporti tra gli stati della zona e, in particolare, tra Israele e l'Arabia Saudita e gli altri emirati, con Biden abbiamo visto l'azione terrorista palestinese resuscitare (e sarà stata armata da qualcuno !) il 7 ottobre 2023, provocando la legittima reazione di Israele, incendiando la zona, con l'emergere del terrorismo yemenita Houthy in danno dei commerci e dei trasporti e la conferma del terrorismo Hetzbollah in Libano.

Adesso vediamo risorgere (e anche lì ci sarà la mano di qualcuno) il terrorismo musulmano delle varie Al Quaeda, Isis e non so con quale denominazione si presentino oggi i terroristi che hanno occupato Aleppo in Siria e cercano di marciare verso il centro di tale nazione.

Gli intrecci tra chi aiuta chi e chi combatte chi, sono alquanto complessi per un sofisticato gioco di alleanze, interessi e improvvisi cambi di bandiera.

L'onu, in tutto questo si dimostra quell'ente più dannoso (e costoso) che inutile che è, il pallino lo hanno in mano le potenze mondiali e locali.

Si è parlato molto di possibile estensione della guerra dall'Ucraina verso altri attori che si sono schierati da una parte o dall'altra, così come, pur nella loro fluidità, in Medio Oriente e in Siria, dietro i diretti combattenti ci sono alleati spesso molto potenti.

Secondo Marx (che sembra l'ispiratore degli incendiari "discorsi" di Landini, piccola nota di politica nzionale) "la violenza è la levatrice della Storia", figuriamoci una guerra estesa.

In effetti dopo una guerra la spinta a ripartire, a ricostruire, ad avanzare verso nuovi traguardi è una caratteristica dell'Umanità.

Ma DOPO una guerra, il DURANTE, come mirabilmente sintetizzò Churchill, il più grande Primo Ministro Inglese, è "sangue, sudore e lacrime".

Avessi trent'anni di meno sarei sicuramente animato da uno spirito molto più pugnace di quello che sento oggi, quando mi ritrovo ad auspicare un accordo che allontani nel tempo una guerra mondiale che sono convinto prima o poi dovrà arrivare (o una guerra o il famoso Asteroide ...) considerato la decadenza e il disfacimento morale dell'Occidente e della sua Civiltà.

Il dubbio che mi assale è che questi rigurgiti bellicisti quando fra meno di due mesi si insedierà di nuovo Trump, presidente repubblicano, siano il frutto di un disegno volto a legare le mani al suo secondo mandato, creandogli difficoltà per districarsi nel coacervo di interessi e alleanze contrapposte e intrecciate in Ucraina, Medio Oriente, Siria e non dimentichiamoci la mina vagante di Formosa sulla quale la Cina ha esplicitato le sue mire violente.

Ciononostante, mi dispiace per chi sta subendo le conseguenze di uno stato di guerra, ma forse queste guerre locali sono un terreno di battaglia utile ad impedire che scoppi realmente un conflitto esteso.

Potrebbero essere considerate delle valvole di una pentola a pressione che ha necessità di sfiatare, sempre più spesso, per evitare di esplodere.

Come tutte le valvole, però, anche le guerre locali, devono essere trattate con estrema prudenza e cautela, perchè non sempre sono efficienti e quando non riescono a svolgere la funzione loro attribuita, allora provocano più danni che se non fossero state attivate.

09 agosto 2024

A' la guerre comme à la guerre

Leggo con stupore i commenti alle azioni di guerra nei due teatri oggi al centro dell'attenzione: Ucraina e Medio Oriente.

Lo stupore deriva dal fatto che ci si scandalizza per azioni sicuramente feroci, che provocano decine di vittime (morti e feriti), ma che non sono altro che parte di quell'attività umana che è la guerra.

La Russia si indigna per l'attacco sul proprio territorio degli ucraini che avanzano tra gli applausi dei giornali, anche italiani, che li sostengono, quegli stessi giornali che, quando è la Russia ad avanzare e ad uccidere civili, parlano di crimini di guerra e vorrebbero processare Putin davanti ad uno squalificato tribunale internazionale.

Lo stesso tribunale internazionale che si squalifica ancora di più mettendo sotto accusa Netanyahu e altri politici e militari israeliani, questa volta con il plauso della Russia che dimentica le atrocità che, almeno dalla seconda metà degli anni sessanta, commettono i terroristi palestinesi nel mondo.

Mettere delle regole alla guerra è quanto di più ridicolo possa esserci.

Se una nazione entra in guerra, qualunque sia il motivo, lo fa con l'intenzione di vincere, non importa come, perchè, come ben sappiamo noi Italiani, l'importante è vincere, perchè chi perde paga e molto salato.

Non mi scandalizzano quindi le azioni di Israele, nè i bombardamenti russi in Ucraina e le azioni degli ucraini in Russia.

Mi scandalizzoo quando ci sono degli abatini, a corrente alternata a seconda di chi colpisce chi, che si scandalizzano.

E' la comunità internazionale che, invece di prendere parte alla tifoseria per gli uni o gli altri, dovrebbe adoperarsi per far terminare rapidamente ogni conflitto e, soprattutto, visto che c'è e ci costa miliardi, l'onu dovrebbe assumere, sempre ed a prescindere una posizione equidistante e non sostenere le ragioni di alcuni contro quelle di altri.

Vanno ascoltate le popolazioni che devono poter decidere se preferiscono essere parte di una nazione, di un'altra o essere indipendenti.

Ma non ci può stupire se una guerra porta sangue, sudore e lacrime.

10 maggio 2024

La guerra in Europa dopo il 1945

Mattarella è andato all'onu, riciclando un suo mantra: la Russia avrebbe riportato la guerra nel cuore dell'Europa dopo ottanta anni.

Con un bellissimo, come sempre, editoriale ne La Verità che, suppongo, sarà visibile a tutti da domani nel suo sito, Marcello Veneziani ci restituisce la Verità Storica, ricordando che la guerra nel cuore dell'Europa e molto più vicino ai nostri confini, fu scatenata nel 1999 dall'attacco degli Stati Uniti alla Serbia, con bombardamenti aerei decollati da una ventina di basi italiane e con la attiva partecipazione delle Forze Aeree Italiane, su ordine del Governo di allora che aveva in D'Alema il presidente e in un certo Sergio Mattarella il ministro della Difesa.

L'articolo di Veneziani poi vola più in alto evitando, con grande signorilità, di infierire sul tentativo reiterato di espungere dalla Storia quel fatto, rammentandolo e chi ne fu protagonista.

L'editoriale di oggi non è che l'ultimo (cronologicamente) di una lunga serie che costruisce una base di Valori, di Ideali e di Idee per un "progetto Italia" che darebbe respiro e prospettiva alla nostra Nazione ed al nostro Popolo.

Mi permetto quindi di suggerire a Marcello Veneziani di pensare a realizzare, con i suoi editoriali, ritoccandoli per renderli idonei allo scopo, un saggio, diviso per materia, che otterrebbe sicuramente lo stesso apprezzamento e successo de Il Mondo al contrario del Generale Vannacci.

Abbiamo bisogno, nel Centro Destra, di menti acute che sappiano sinteticamente mettere nero su bianco, con parole semplici e grande capacità di comunicazione, il comune sentimento di Patria, di Nazione, di Libertà, fornendo anche un quadro storico fondato sulla Verità e non sulla manipolazione interessata di parte.



21 ottobre 2023

Italia e Austria. ci eravamo tanto odiati

Nel leggere le assurde prese di posizioni pro o contro i duellanti eterni, arabi ed ebrei, mi è venuto spontaneo un parallelismo con il nostro Risorgimento e la quasi centenaria disputa con l'Austria.

Dal 1821 al 1918, infatti, l'Italia ha avuto un solo nemico, un popolo, che poi era la sommatoria imperiale di più popoli, con il quale ci siamo tanto odiati, con una serie ripetute di guerre, di sconfitte e la vittoria italiana finale.

Dopo cento anni abbiamo finito di odiarci ?

No, basta ascoltare certe dichiarazione austriache, l'atteggiamento dei più orientati etnicamente in Alto Adige e la opinione, non certo esaltante, che hanno gli austriaci di noi.

Perfettamente ricambiati.

Però abbiamo saputo smetterla di farci la guerra e l'unione del male non ha alcun rilievo in questo perchè la fine delle ostilità è ben antecedente all'ingresso dell'Austria nell'unione.

Inoltre,negli anni delle guerre, non è che abbiamo spaccato i marroni a tutto il mondo per le nostre esigenze !

Al massimo abbiamo fatto alleanze ristrette, cedendo anche territori, per accapparrarci il sostegno della Francia o della Prussia che avevano i loro motivi per indebolire l'Austria.

Poi c'è stato l'atto finale, combattuto praticamente solo da Austria e Italia, almeno nelle terre di nostro interesse.

Ed ha vinto il migliore.

Perchè oggi dobbiamo schierarci a favore della Russia o dell'Ucraina, degli arabi o degli ebrei in due guerre che riguardano esclusivamente loro ?

Se le combattano da soli e poi cerchino, come abbiamo fatto noi con gli austriaci, di trovare un modus vivendi.

Se i duellanti sapessero di non avere sponde, probabilmente esaurirebbero la loro carica agonistica in breve tempo, almeno assieme alle risorse e alle armi necessarie per combattere.

E sarebbero costretti a trovare un accordo che per qualcuno potrebbe essere in perdita, ma che ci siano vincitori e sconfitti è nel libro del destino dell'Umanità.


09 ottobre 2023

A pensare male ...

Ho notato che l'azione terroristica dei palestinesi contro Israele ha completamente cancellato dai vari notiziari la guerra in Ucraina.

O non era poi così rilevante e serviva ai giornali come riempitivo e alla consorteria finanziaria internazionale per "spingere" in una determinata direzione, oppure chiodo scaccia chiodo e una nuova guerra è sempre più interessante di una che si trascina stancamente da quasi due anni.

Zelensky dovrà inventarsi qualcosa se vorrà tornare ad essere al centro dell'interesse internazionale e, soprattutto, se vorrà continuare a ricevere denaro e armi.

Gli Occidentali hanno giurato e spergiurato che sosterranno Israele e Biden ha promesso nuove forniture di armi.

Ma se fino a poco tempo fa i nostri arsenali erano svuotati, tanto che non c'era la possibilità di continuare a rifornire Zelensky, come si possono rifornire gli israeliani di nuove armi ?

E come continuare a sostenere, "fino all'ultimo ucraino", la guerra contro la Russia ?

Alla fine, qualcuno dovrà prenderla persa. 

03 luglio 2022

Come ci si può fidare di Biden ?

Draghi sta portando l'Italia, senza alcun mandato popolare, alla guerra contro la Russia, confidando non certo nelle imprese delle nostre Forze Armate, ma nell'ombrello protettivo di Biden.

E' un azzardo.

Biden è in carica da meno di due anni e già contende ad Obama e a Carter il primo posto nel podio dei presidenti più incapaci e deleteri.

In più ha reso la parola degli Stati Uniti carta straccia.

Incominciò subito con l'Afghanistan, dove il Presidente Trump aveva concluso un accordo per un ritiro ordinato delle truppe statunitensi, ritirando precipitosamente e in anticipo gli effettivi ancora presenti, costringendo ad una analoga corsa al ritiro anche i paesi alleati (come l'Italia), abbandonando i collaboratori e lasciando che i talebani si riprendessero l'intero paese.

Vero che anche gli afghani misero del loro con la corruzione e dimostrando di non volersi opporre al ritorno dei talebani, non avendo sparato un solo colpo per contrastarli e, anzi, avendo abbandonato nelle loro mani ingenti mezzi militari, munizioni, armi che erano stati inviati dagli stati occidentali.

Non pago Biden, al secondo anno di mandato, dopo aver istigato Zelensky a provocare la Russia, sta mandando a morire gli ucraini (e i russi) prolungando l'intervento militare speciale grazie alle armi modernissime che consegna al comico dai tacchi a spillo di Kiev.

Poichè però si avvicinano le elezioni di metà mandato, Biden aveva bisogno di un successo almeno apparente e così ha pensato ad allargare la Nato, irritando la Russia (e la Cina) con la Svezia e la Finlandia la cui adesione era bloccata dalla Turchia perchè davano asilo ai terroristi curdi (terroristi per i turchi, ma fedeli alleati degli Stati Uniti contro l'Isis).

Per sbloccare la situazione Biden ha pensato bene di esercitare pressioni su Svezia e Finlandia che si sono così rese disponibili a consegnare ad Erdogan 73 curdi e tanti saluti alla riconoscenza per aver aiutato l'Occidente a sgominare l'Isis.

Nel contempo, in odio alla Russia e per non dover dipendere dalle sue materie prime, vengono riabilitati gli stati non più (con un semplice tratto di penna) canaglia del Venezuela e dell'Iran, oltre a una miriade di stati asiatici, arabi ed africani in cui probabilmente parole come democrazia e libertà neanche esistono nel dizionario.

E mentre ci si domanda quando Biden tirerà il bidone agli ucraini, mollandoli e lasciandoli nel guano, Draghi si distingue per essere un obbediente soldatino agli ordini di Biden.

E vedremo il prossimo inverno il risultate delle sue scelte che sembrano sempre più dettate non dall'interesse Nazionale dell'Italia e degli Italiani, ma semplicemente dall'interesse di acquisire benemerenze personali.

Semprechè Biden, disperato per sondaggi totalmente negativi, non cerchi di fare la stessa manovra di Roosevelt nel 1941, quando fece in modo di subire un attacco proditorio dai giapponesi per avere la scusa di entrare in una guerra che la maggioranza degli americani non voleva.

E sarebbe il famoso Asteroide ...


13 maggio 2022

Sarà la guerra a salvarci dall'estinzione ?

Mi piace illudermi pensando che, dietro la stolida politica guerrafondaia e provocatoria di Draghi e Mattarella, ci possa essere un disegno molto alto e raffinato.

Non sfugge a nessuno che l'Italia stia continuando a sprofondare verso l'abisso, minando i Valori Tradizionali, gli aspetti più belli, onorevoli e patriottici di una società che si sgretola sotto le picconate del "gender", delle femministe, del politicamente corretto.

Ultima l'aggressione contro gli Alpini ed i loro raduni di cui oggi scrive benissimo (come al solito) Marcello Veneziani  ne La Verità, ipotizzando l'ennesimo attacco alle Tradizioni dell'Italia, finalizzato, come già l'attacco alla Famiglia, a demolire i pilastri morali su cui si regge la Società Civile.

Con un simile andazzo come è possibile dare una sferzata per raddrizzare le schiene degli Italiani ?

Ecco che arrivano Draghi e Mattarella con la loro geniale intuizione: una guerra.

Guardate l'orgoglio patriottico che ha generato l'operazione militare speciale russa negli ucraini, perchè non possiamo farlo anche noi ?

Così le provocazioni contro Putin e la Russia si sprecano, prese per i fondelli (vedi il paragone con Golia) e proclami di totale asservimento al comico di Kiev, invitato prima a parlare (senza contraddittorio) alle camere riunite e poi (sempre senza contraddittorio) davanti alla cosiddetta terza camera di Bruno Vespa che, come al solito, lega l'asino dove vuole il padrone.

Una bella guerra e risolviamo tutti i nostri problemi.

Se, poi, dovessimo essere in difficoltà contro i russi, poco male, siamo abituati a cambiare camicia, in una sola notte, a seconda delle convenienze per poi riscrivere la Storia a nostro esclusivo uso e consumo.

02 maggio 2022

Guerra e pace

E' alquanto ridicolo, se uno si fermasse a riflettere, di come siano interpretate le parole guerra e pace a seconda degli interessi che si vogliono sostenere.

Invocano la pace e spaccano vetrine, inviano armi, invadono altri stati (non contemporaneamente o necessariamente gli stessi, ma a volte gli uni, altre volte gli altri).

Personalmente non sono mai stato un integralista in materia, perchè ritengo che escludere a priori l'uso della forza, sia quando qualcuno entra non invitato a casa mia che quando un esercito straniero cerca di appropriarsi di parte della mia Patria, significhi accettare una sottomissione.

Non sono disponibile a porgere l'altra guancia.

Quindi, romanamente, si vis pacem, para bellum, se vogliamo vivere in pace, dobbiamo essere pronti alla guerra.

Cioè dobbiamo essere armati ed addestrati per difendere gli Interessi Nazionali.

Da tale ottica non riesco proprio a vedere alcun Interesse Nazionale nello sperperare risorse economiche per inviare armi all'Ucraina che è in lite con la Russia per questioni che non ci riguardano (e che, al contrario, un riconoscimento dei diritti della Russia sul Donbass, consentirebbe ad un nostro governo futuro di riaprire il discorso su Istria e Dalmazia).

L'Italia di Draghi e Mattarella, sta inviando armi, elargendo denari che non abbiamo e che quindi doniamo a debito, come se uno di noi, non avendo i soldi, andasse da un cravattaro a sottoscrivere un prestito per poi girarlo ad una delle tante associazioni di beneficenza che battono continuamente cassa: un colossale autolesionismo !

Come se non bastasse seguiamo come un cagnolino obbediente l'Unione del Male in sanzioni contro la Russia che hanno, come conseguenza, la difficoltà a rifornire l'Italia di materie prime (non solo gas) che andiamo a mendicare in Africa da inaffidabili capi tribù, pagando il doppio di quello che paghiamo il gas russo, con danni alle aziende ed ai risparmi di tutti gli Italiani, minando il nostro Benessere e la nostra Sicurezza, invece di difenderli e incrementarli come dovrebbe essere compito unico di chi ci governa.

Eppure tutti parlano di pace.

A cominciare dal "fenomeno", quel Draghi la cui autorevolezza, come ha eufemisticamente affermato Giorgia Meloni, dovrebbe essere recuperata dalla cantina e assoggettata ad una bella cura restaurativa.

Draghi infatti ha incautamente posto in alternativa pace e condizionatori accesi.

L'alternativa reale, invece, è: volete la guerra o il condizionatore acceso ?

Perchè il condizionatore (e non solo) sarà acceso se saremo in pace e in pace riceveremo il gas ( e tutte le altre materie prime che ci servono) dalla Russia, cioè il prodotto in quantità pressochè illimitata e al prezzo per noi migliore.

Il condizionatore sarà invece spento se saremo in guerra (anche per procura) con la Russia.

Lo strano concetto di guerra e pace che ha Draghi preoccupa molto.

Non tanto perchè è presidente del consiglio (ormai chiaramente a scadenza) ma perchè vorrebbe diventare il segretario generale della Nato, cioè di una alleanza militare e se uno in quella posizione confonde guerra e pace, allora avremmo tutti un problema molto grosso.

23 aprile 2022

I sacrifici li facciano Mattarella e i suoi compagni guerrafondai

Dopo aver lungamente taciuto per riprendersi dalla incessante campagna elettorale che lo ha portato alla riconferma alla presidenza della repubblica (ogni giorno ne diceva una, poi, una volta rieletto, il silenzio !) ieri Mattarella si è risvegliato con i gradi di comandante in capo delle Forze Armate e si è allineato alla politica bellicista di Draghi.

A parte la considerazione che un presidente della repubblica che si permette di criticare le opinioni di chi è contrario alle sanzioni contro la Russia e all'invio di armi al comico di Kiev (e siamo in tanti !) NON E' il presidente di tutti gli Italiani ma solo di una parte di essi, riducendosi al ruolo di capo fazione, è da stigmatizzare la interpretazione della nostra Storia Coloniale come di un qualcosa di cui dovremmo vergognarci, allineandosi così alla becera cancellazione della cultura partita dal movimento dei BLM americani che sanno solo devastare città, saccheggiare negozi, bruciare libri e distruggere statue.

Mattarella, nel suo allineamento al politicamente corretto, dimentica che se la nostra è la Civiltà meglio riuscita sulla Terra, lo si deve anche allo sviluppo che è stato consentito (a noi ed anche ai popoli una volta sottomessi, ai quali il Colonialismo ha fatto recuperare millenni in poche decine di anni) proprio da tutte le vicende della nostra lunga Storia di conquiste e di "imperialismo".

Mattarella, come molti del suo stampo, pretende di giudicare i nostri padri con il metro di giudizio contemporaneo, senza contestualizzare o collocare temporalmente le vicende e così fa un torto al nostro Popolo ed a tutti i popoli europei.

Ma il colmo Mattarella lo ha raggiunto quando, unendo la sua voce a quella di nani e ballerine, ha continuato con il lavaggio del cervello sul fatto che dovremo fare dei sacrifici.

Perchè mai dovremmo fare dei sacrifici ?

Per correre dietro alla sceneggiatura del comico di Kiev ?

Perchè dovremmo rinunciare al gas russo abbassando il condizionatore e magari battendo i denti dal freddo il prossimo inverno, quando persino la segretaria al tesoro di Washington esprime perplessità per i danni che potrebbero derivare da un embargo sulle forniture di gas russo ?

Se Mattarella vuole fare sacrifici, nessuno gli vieta di abbassare o anche di spegnere i condizionatori d'estate e il riscaldamento d'inverno e, con lui, Draghi, il governo tutto, edifici e uffici pubblici e i vari attori e cantanti che berciano per convincerci che è giusto sacrificarsi (non credo neanche per sbaglio che la prossima estate Draghi, Mattarella, i dipendenti pubblici - tranne quelli a contatto con il pubblico, costretti a "fare ammuina" - lavorino con il condizionatore impostato a non meno di 25 gradi !!!).

E' un po' come i danni derivanti dalla scelta di rinunciare al nucleare.

Paghi chi quella scelta ha fatto, non chi ha sostenuto la necessità di costruire più centrali nucleari, vedendo oggi riconosciuta la sua lungimiranza e concretezza, contro le paure infantili provocate ad arte dagli agit prop antinucleari.

Altrettanto le conseguenze dell'economia di guerra, razionamento, aumento dei costi, scarsità dei prodotti, siano pagate solo da chi ci sta portando in guerra contro la Russia, chi tifa per l'Ucraina come se fosse una partita di calcio, invece di fare l'unica scelta che un Patriota dovrebbe fare: stare con l'Italia e con gli interessi degli Italiani.

08 aprile 2022

La parabola di Draghi: da migliore a indecente

Il proverbio recita che è meglio stare zitti e sembrare stupidi, che aprire bocca e dare la certezza di esserlo.

Evidentemente Draghi non lo conosce, perchè continua a straparlare, facendola fuori dal vaso.

Ormai è negli annali dello stupidario umano la difesa del green pass in funzione del quale, secondo i deliri onirici del presidente del consiglio, si avrebbe la garanzia di essere tra non contagiati e non contagiosi che ha comportato come conseguenza l'apartheid verso una parte dei cittadini Italiani.

Adesso, ogni volta che parla, ci avvicina alla guerra contro la Russia, con dichiarazioni non meditate, servili verso i suoi referenti delle consorterie finanziarie internazionali e interpretando il soldatino zelante, più realista del re.

Pensiamo quindi a quando Draghi sostituì Conte, con l'ennesima operazione di Palazzo, sulle teste degli Italiani, creando aspettative perchè preceduto da una apologia a reti unificate, che non viene riservata neppure ai santi.

Da quando Draghi è presidente del consiglio, abbiamo quindi, tra l'altro, ottenuto:

- l'apartheid per parte degli Italiani

- una revisione del catasto che porta, da subito, ad un aumento delle tasse sulla casa

- un def che prevede l'aumento della tassazione sui risparmi in titoli di stato

- un def che prevede l'aumento della tassazione sugli affitti

- eravamo in pace e adesso siamo in guerra e in prima fila ad urlare contro la Russia

- avevamo una certezza di prezzi e rifornimenti per gas, petrolio, benzina, materie prime, grano etc. al punto che potevamo permetterci di cazzeggiare con quel bidone della transizione ecologica e adesso ci sentiamo dire che dovremo ridurre il riscaldamento e spegnere il condizionatore e stiamo pagando bollette più che raddoppiate

- eravamo pieni di debiti, ma senza aver contratto prestiti con i cravattari di Bruxelles e adesso, con il pnrr, con il quale Draghi non solo ha chiesto i soldi a fondo perduto, ma anche i prestiti condizionati da restituire, il debito è schizzato oltre ogni limite, mettendo al collo di tutti gli Italiani il cappio dell'Unione del Male.

Non riesco a trovare un solo tema nel quale "il migliore" abbia dimostrato in concreto di corrispondere all'immagine, evidentemente falsa come le sue affermazioni, che ci è stata propinata da una stampa servile.

Credo che la stragrande maggioranza degli Italiani NON VOGLIA la guerra e, invece, VOGLIA IL CONDIZIONATORE ACCESO.

Draghi invece ci darà la guerra e il condizionatore spento e, intanto, sta mandando messaggi inequivocabili per preparare il terreno alla miseria che abbiamo dietro l'angolo e un provvedimento è già stato assunto: limitare la temperatura invernale negli uffici pubblici a 19 gradi e quella estiva a 27 gradi (poi lo estenderà a tutti).

Il condizionatore fu inventato proprio per consentire di lavorare bene negli uffici, mantenendo un personale decoro di abbigliamento.

Sfido chiunque a lavorare in ufficio, con 27 gradi, in giacca e cravatta.

Io per poter lavorare bene, con 21-22 gradi effettivi, temperatura adeguata, dovevo impostare il condizionatore della mia stanza a 19 gradi.

Non credo proprio che Draghi resterà a Palazzo Chigi in stanze da 27 gradi.

Perchè dovremmo sopportare noi le conseguenze delle bellicose parole di Draghi ?

Se gli è antipatico Putin lo sfidi a duello, risolvano i loro problemi di persona su un ring o su un tatami, ma non giochi alla guerra con il culo degli Italiani !

06 aprile 2022

Draghi deve pagare personalmente i danni che ci provoca

Mi rendo perfettamente conto che è una speranza vana se non viene supportata da una rivolta popolare (che non vedo, considerati i tanti che ancora si lasciano incantare dalla propaganda di regime, apologetica verso Draghi) o delle Forze Armate (ipotesi ancor più fantascientifica, visto che i nostri generali non mi sembrano minimamente all'altezza della situazione), ma credo che sia un principio che debba cominciare ad essere proposto e diffuso.

Se Draghi e compagni applaudono all'attore comico di Kiev quando sbraga e pretende di scatenare, per i suoi interessi, una guerra mondiale per processare Putin e i militari russi, allora noi possiamo e dobbiamo pretendere che i costi della guerra (che Draghi afferma "non è gratis") siano imputati a chi quella guerra vuole, buttando benzina sul fuoco con dichiarazioni contrarie ad ogni manuale di diplomazia, espulsioni, sanzioni, sequestri: Draghi e tutti quelli che gli vanno dietro, dai ministri ai rappresentanti delle "istituzioni", ai parlamentari dell'attuale maggioranza, ai nani e ballerine che si prestano a veicolare la propaganda governativa diffondendo le sue veline.

Purtroppo costoro stanno già cominciando a seminare il terreno di idiozie, come quelle della commissaria dell'Unione del Male di cui all'immagine odierna, preparandoci alle stangate "nel nome della guerra".

Ascoltando la radio di regime (c'è una trasmissione abbastanza accettabile alle 12,30 su radio uno) comincio a sentire giornalisti ed "esperti" che, se da un lato non possono nascondersi dietro un dito e ci dicono che il gas russo (con tutto ciò che ne deriva) non sarà rimpiazzabile nè in tempi brevi, nè allo stesso prezzo, dall'altro cercano di convincere che occorra aggiungere, alla ricerca di nuove fonti di approvvigionamento, anche un risparmio da parte di ciascuno di noi.

UN RISPARMIO IMMOTIVATO !

Perchè non siamo noi cittadini a dover ridurre il nostro tenore di vita se Draghi e i suoi complici vogliono fare la guerra a Putin, ma devono essere loro a sbattersi per erogare forniture sostitutive al medesimo costo, oppure facendo scelte di politica estera più oculate e nell'interesse esclusivo dell'Italia e degli Italiani.

Se non lo fanno, vuol dire che hanno miseramente fallito al loro compito di amministratori pro tempore dell'Italia, conducendoci non verso un futuro migliore e di benessere, ma verso un futuro di ristrettezze, di miseria, di povertà, di terrore.

E allora devono essere chiamati a rispondere personalmente degli errori compiuti o per incompetenza o per servilismo verso i poteri forti e gli ordini provenienti dall'estero.

Se vengono bloccati i beni dei cittadini russi, a maggior ragione è legittimo chiedere che siano dati in garanzia i beni di Draghi e di tutti coloro che lo sostengono.

Mi sembra il minimo che si possa pretendere per essere compensati dalla insensatezza di scelte politiche suicide e che vorrebbero far ricadere sui cittadini invece di essere pagate direttamente da chi le compie.

17 marzo 2022

Pacifisti e pacifinti

Posto che la zavorra che sta portando a fondo l'Italia è Draghi con il suo governo e le sue scelte fallimentari (perfettamente ieri su Twitter, Ilaria Bifarini ha sintetizzato:" Ho uno strano presentimento: che il debito pubblico che si continua a far salire a causa di folli spese (il 2% del Pil per la difesa!) e della distruzione dell’economia tra chiusure psicopandemiche e sanzioni autolesioniste, verrà ripagato con l’esproprio dei beni dei cittadini.") ma purtroppo avrò modo di scriverne, visto che ce lo terremo almeno fino alle elezioni del 2023, parlerò di pace.

Pace, parole di cui tutti si riempiono la bocca.

Nel nome della pace piovono bombe, vengono trasferite armi ai belligeranti e si insultano reciprocamente, a seconda del tifo, i rappresentanti delle parti in conflitto.

Una volta il pacifista era colui che perseguiva la risoluzione dei conflitti tra le parti attraverso il difficile percorso del compromesso, ma senza rendersi disponibile alla sottomissione.

Per me erano pacifisti i Romani che, una volta definiti i confini dell'Impero, intrapresero guerre solo per alleggerire la pressione dei barbari.

Si vis pacem, para bellum, se vuoi la pace, preparati alla guerra.

Perchè non si può difendere un confine, non si può difendere un valore che si considera non disponibile e quindi non soggetto a compromesso, se non si hanno le forze per farsi rispettare nel caso in cui il nemico, rinunciando a proseguire il dialogo, attaccasse.

E uno deve sapersi difendere da solo, non confidare negli aiuti divini sotto forma di uomini e mezzi di qualche altra nazione, con persone di diversa cittadinanza che vengano a morire per te.

Poi, negli anni settanta e ottanta, arrivarono i pacifinti manipolati dalla sinistra: meglio rossi che morti (apice della sottomissione che si ripresenterà con il terrorismo musulmano), urlavano per impedire la dislocazione, anche in Italia, dei missili Pershing e Cruise, con prospettive a loro dire apocalittiche (ricordate il presunto film, in realtà documentario di propaganda comunista The day after ?).

L'Unione Sovietica crollò senza guerre e senza apocalisse.

Altri pacifinti in azione quando, dopo il crollo del comunismo di matrice sovietica, arrivò una nuova ondata di islamismo.

In questo caso arrivarono anche bombe, le più pericolose, perchè non frutto di una aggressione tra stati, ma da parte di terroristi che si nascondevano nell'ombra, facendosi anche scudo con le leggi degli stati che attaccavano.

Finchè non fecero il passo più lungo della gamba, svegliando il gigante addormentato, colpendolo nel cuore di New York e provocandolo ad una reazione di fronte alla quale quella dei russi in Ucraina sembra la flatulenza di un criceto.

Eppure ci furono persone che manifestarono contro la reazione legittima di alcune nazioni occidentali: Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Canada, Spagna e Italia.

Da ricordare perchè è stata forse l'unica volta in cui abbiamo svolto, anche con grandi sacrifici, un'azione militare meritevole di encomio.

Nel mezzo ci fu la guerra tra le repubbliche dell'ex Jugoslavia (molto più vicino a noi dell'Ucraina), in cui partecipammo da pavidi con bombardamenti aerei (ricordate la retorica mammista di Emilio Fede per i nostri piloti Cocciolone e Bellini ?) sui civili serbi e su Belgrado.

Tra parentesi ho appena visto un video di un giovanissimo Biden che si vanta di aver suggerito lui di bombardare a tappeto Belgrado.

Lasciamo stare che i nostri governanti di allora si lasciarono sfuggire l'opportunità, nel dissolvimento della Jugoslavia titina, di reclamare il ritorno all'Italia di Fiume, Istria e Dalmazia che furono oggetto di pulizia etnica da parte dei comunisti di Tito.

E adesso le operazioni militari speciali della Russia in Ucraina con il corollario di menzogne propagandate a seconda degli interessi che si vogliono sostenere, a mezzo etere, satellite, digitale terrestre e stampa.

Qui si raggiunge il colmo.

Rispuntano dalle cantine gli stracci arcobaleno e fanno manifestazioni per la pace MA NON PER l'EQUIDISTANZA !

Insomma, i nuovi pacifinti, vorrebbero poter armare e far combattere una parte, ma pretendono che l'altra parte non reagisca.

Hanno deciso chi ha ragione e quindi non ci si fa mancare nulla (sanzioni, sequestri, urlate in piazza) indipendentemente dalle conseguenze che hanno su di noi.

E che non sono solo l'aumento e la futura, possibile penurie delle materie prime energetiche, ma anche milioni di profughi che potrebbero arrivare in Italia, da alloggiare, mantenere, curare, istruire.

Sono proprio dei pacifinti, perchè il vero pacifista sarebbe neutrale e non schierandosi non chiuderebbe nessun tipo di attività con le parti in conflitto, nè si presterebbe a rifornire solo una delle parti in guerra, perchè altrimenti perderebbe ogni credibilità quale possibile mediatore, ma soprattutto non potrebbe sostenere di perseguire l'obiettivo della pace.

Se Zelenski non fosse stato armato fino ai denti dall'occidente e non continuasse ad essere aizzato contro i Russi, presentandolo come un "super eroe", la guerra non sarebbe scoppiata o sarebbe finita subito.

Per far terminare il terrorismo in Alto Adige, Austria e Italia sottoscrissero un accordo sull'autonomia del territorio che ha reso Bolzano e la sua provincia una delle più ricche d'Italia.

Perchè non possono fare altrettanto con il Donbass ?

Se legittimamente gli Stati Uniti si opposero ai missili a Cuba, altrettanto legittimamente la Russia può (e deve) opporsi ai missili che potenzialmente verrebbero installati in Ucraina se entrasse nella Nato.

Il vero pacifista è un Uomo, cioè uno che persegue il compromesso, senza rinunciare a prepararsi a sostenere le proprie ragioni ed a difendersi senza confidare nel sacrificio di terzi per i propri interessi (veggasi la fine degli Afghani che sono stati abbandonati da Biden).

I pacifinti nostrani, invece, abbondano in slogan, bandiere, manifestazioni, chiedono agli Ucraini di morire per noi, ma la Legione Straniera lanciata da Zelenski langue senza effettivi.

Armiamoci e partite.

Anzi: noi vi armiamo e voi partite (per l'Ade).

Sono andato a ruota libera perchè provo un profondo disgusto, quando ci sono persone che muoiono e soffrono, che ci siano i tifosi sugli spalti ad incitarli, come nel Colosseo, invece di agire per mettere le parti nelle condizioni di deporre le armi.

Ed è ovvio che il più forte, essendo tale, potrà ottenere un compromesso a lui più favorevole, è nella natura delle cose.

Proprio per questo: si vis pacem, para bellum, che non è un principio militarista, ma semplicemente di buon senso e dovrebbe essere il motto di un vero movimento pacifista.


27 febbraio 2022

Il "signor Rossi" in tempi di guerra

Ascoltando radio e televisioni e leggendo quotidiani online e social, sembra di essere nel mezzo di un campo di calcio, con le tifoserie delle due squadre bercianti a squarciagola dagli spalti.

Siamo invece in un dramma per due popoli, quello russo e quello ucraino, ma anche per tutti noi e il fatto che le bombe cadano a Kiev invece che a Roma, ci illude solo su una apparente immunità.

La sinistra, come al solito, non riesce ad andare oltre agli slogan, ai drappi arcobaleno ed alle inutili manifestazioni di piazza (ma perchè non recepiscono l'invito di Zelensky e non partono per combattere sul campo in Ucraina ?), allineata e coperta, come è, dietro le parole d'ordine delle consorterie affaristiche e finanziarie dei Soros, dei Gates, dei Bezos, incurante da ogni altro aspetto che non sia portare acqua al mulino del globalismo più sfrenato e del grande reset.

Anche la Destra, però, non sta bene, con la sorprendente inversione ad "U" sia di Salvini che della Meloni che da sostenitori di Putin quale ultimo baluardo della Sovranità e della Identità, adesso sembrano obbedienti soldatini del grande reset, scontentando legioni di loro elettori, con l'unica (peraltro meritoria) distinzione sulle sanzioni (Salvini ha timidamente sollevato il problema del tafazzismo energetico) e, con la Meloni, dell'individuare in Biden il responsabile primo, per la sua inettitudine, della guerra.

Il "signor Rossi", si trova così bombardato da più parti, con toni sempre più accesi, sulle ragioni di questo o di quello.

Così la prima "istruzione per l'uso" è spegnere radio e televisione e non ascoltare, come per il virus cinese, le maratone di chiacchiere, tutte di parte, limitandosi ad un giornale radio/telegiornale al mattino ed uno alla sera, possibilmente di quelli ridotti nel tempo e che forniscono solo notizie, con pochissimi o nessun commento.

Così il giornale radio delle sette del mattino, che deve dare poi spazio all'informazione regionale, in genere non fa interviste, non concede il microfono agli "esperti" che ci raccontano quello che accadrà solo dopo che è accaduto e si limita ad una puntuale elencazione di fatti, senza opinioni.

Alla sera il telegiornale più sobrio è Studio Aperto, alle 18,30 su Italia1, anche qui senza interviste, commenti, "esperti", ma solo notizie con qualche filmato.

Certo, ci sono le informazioni alternative di Byoblu (canale 262 del digitale terrestre) e di RadioRadio (253, se non sbaglio andando a memoria), ma non sempre ci si ricorda che esistono o ci si ricordano gli orari dei notiziari essendo un filo continuo di informazioni.

Poi il "signor Rossi", dovrebbe pensare a se stesso, ad esempio ai suoi risparmi.

L'inflazione aumenta e aumenterà ancora di più e anche solo lasciare i propri risparmi nel conto corrente, vuol dire nel giro di un anno perderci, al momento, il 5% in potere di acquisto.

Analogamente i titoli obbligazionari (di stato e non) a tasso fisso che negli ultimi anni avevano dominato il mercato, ancorchè con rendimenti sempre più bassi, non rappresentano più una scelta difensiva.

Allora restano i "beni rifugio" come l'oro oppure ci si può orientare verso il rischio calcolato del mercato azionario.

Valutando che in questo momento ad essere più esposti sono i titoli bancari (le banche italiane hanno circa 25-30 miliardi di crediti verso la Russia che potrebbero non essere saldati se la politica tafazziana di Draghi portasse all'esclusione della Russia dal sistema di pagamenti internazionali).

Ma il comportamento più sano che noi signori Rossi possiamo adottare è quello di non lasciarci dominare dalle notizie di guerra, dalle parole d'ordine dei tifosi, dalle maratone di "esperti" in televisione.

Continuiamo la nostra vita.

Le notizie solo quelle essenziali.

Un bel film, un libro, un telefilm serale, molto meglio del bombardamento di parole vuote di radio e televisioni.

Naturalmente continuando a seguire di persona i propri interessi, a prescindere da quello che berciano in piazza e in televisione.


22 marzo 2011

Il cuore del Centro Destra è contro la guerra in Libia


E Berlusconi lo sa benissimo. Gli articoli, in sequenza, di Sgarbi, Veneziani e, oggi, Marcello Foa, registrano un diffuso stato d’animo tra gli elettori di Centro Destra: la guerra contro la Libia non la vogliamo. Ho anche il piacere di leggere nel nuovo Castello (che sta ottenendo una discreta affermazione nonostante la scarsa pubblicità fatta) che gli interventi dei bloggers di area, pur non concordati, sono sostanzialmente univoci su tale linea. Nonostante sia passata una settimana in cui a sinistra sembravano invasati tanto sventolavano, forse per la prima volta in vita loro, il Tricolore e stonavano l’Inno di Mameli, ancora una volta emerge la concretezza dell’Uomo di Destra, che non si lascia infinocchiare dalle parole circa non ben individuati “interventi umanitari” che vengono millantati dai guerrafondai e che rappresentano invece solo la foglia di fico per coprire una guerra scatenata per soddisfare gli appetiti affaristici di francesi e inglesi rimasti fuori dalla porta di Tripoli e la dabbenaggine di un certo provincialismo anche italiano, suddito e succube di manie esterofile e incapace di concepire una politica autonoma e sganciata dai “poteri forti” internazionali. Abbiamo già ampiamente scritto come l’interesse nazionale debba essere la stella polare delle scelte anche in politica estera e il nostro interesse avrebbe voluto che fosse garantito l’equilibrio rappresentato da Gheddafi e dai contratti con lui conclusi. Pecunia non olet. E neppure la protezione della nostra terra dall’invasione degli illegali. Berlusconi sa benissimo anche questo. Berlusconi si rende conto che il sentimento prevalente all’interno del Popolo di Centro Destra è rappresentato dalla posizione assunta dalla Lega che, così, assume la testa della parte migliore della Nazione. Sono personalmente convinto che Berlusconi sia anche lui della medesima idea espressa da Bossi, ma sia anche condizionato dalla sua intrinseca debolezza a seguito delle aggressioni mediatiche e giudiziarie cui è sottoposto da diciassette anni e dalle lobbies rappresentate da quei “poteri forti” economici e politici che trovarono negli anni novanta la massima espressione esterna nelle crociere del Britannia e in gruppi di pressione come il Bilderberg ed oggi si sono costituite, come carpito alcuni mesi fa in una intercettazione dell’ex segretario di Marcegaglia, in una “sovrastruttura” di controllo. La guerra contro la Libia, comunque vada, segnerà una perdita secca per l’Italia, ma qualcosa di buono può venir fuori. Intanto la manifesta irritazione che molti stati europei hanno verso l’arroganza francese e, pur con il passo felpato delle diplomazie, la richiesta, che vede l’Italia capofila, di portare tutte le operazioni nell’ambito del comando Nato è sintomatica, come lo sganciamento della Norvegia, che sospende la partecipazione alla missione e la minaccia italiana di riprendere il controllo delle basi situate nel territorio nazionale. Sarkozy, oltre a questioni di affari, ha anche motivazioni interne per rinfrescare la grandeur transalpina, ma l’ostilità, neanche tanto velata, praticamente unanime degli stati europei e il prudente (e molto intelligente: si vede che il passato imperiale ha lasciato il segno e i dovuti insegnamenti) atteggiamento della Gran Bretagna (che è favorevole al comando Nato) potrebbero rappresentare un autentico boomerang per le ambizioni dei galletti. Il che potrebbe aiutarci a conservare i contratti in Libia dopo la guerra. Sì, perchè alla fine a noi interessa che gas, petrolio e commesse per le infrastrutture con Gheddafi o con chiunque altro possano tornare a pompare energia e lavoro in Italia. E ci interessa che sia fermato, in un modo o in un altro, con le buone o con le cattive, il flusso immigratorio e che di quelli già arrivati se ne facciano carico anche gli altri stati europei, a cominciare dai francesi. E’ una questione di sopravvivenza per l’Italia. Ma anche per il Berlusconi politico. E Berlusconi lo sa benissimo ... Entra ne