Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

09 aprile 2022

Con Draghi solo tasse, guerra e povertà

La notizia, occultata dai media servili, è che l'inflazione è arrivata al 7,5%.

Questo significa che i rendimenti dei titoli di stato (dove è concentrata la maggior parte del risparmio degli Italiani) con rendimenti al massimo al 4% (per i BTP Italia) non coprendo l'inflazione depauperano i risparmiatori che perdono circa il 3,5% a botta.

Analogamente per le obbligazioni, il cui rendimento era sceso costantemente fino alla pari o anche sotto lo zero, mentre l'investimento azionario a fatica, se uno ha oculatamente investito su azioni che diano buoni dividendi, pareggiano l'inflazione.

Con l'insana politica di Draghi dello scontro frontale con la Russia sono previste restrizioni e razionamenti energetici e anche sugli scaffali alimentari le aziende di pasta denunciano l'impossibilità di produrre al livello precedente a causa della mancanza del grano russo e ucraino.

Ciò significa che con il pil in contrazione, aumenta il debito pubblico già enormemente accresciuto per colpa della insana scelta di Draghi di arraffare anche il prestito condizionato da restituire all'Unione del Male.

Un debito che non potrà che essere pagato da noi Italiani (magari lo si potesse fare con i beni dei parlamentari della maggioranza governativa, a cominciare da quelli di Mattarella e Draghi !) con nuove tasse o con l'aumento di quelle vecchie.

Impresa cui si dedica Draghi con la riforma del catasto, con l'aumento, dietro la scusa della tassa duale, delle tasse sui risparmi (dal 12,5 al 15 e poi al 23% per i titoli di stato) e sugli affitti (dal 10 al 15 e poi al 23%).

Urge che tutte le forze di opposizione a Draghi si coordinino per presentarsi unite alle prossime elezioni.

Anche la dispersione di uno zero virgola che andasse anche al più meritorio, coerente, onesto movimento di contrasto al Draghistan, sarebbe un aiuto ai cattocomunisti guerrafondai, pauperisti e tassatori per restare al governo a infliggerci altre torture.

Come per il virus cinese, anche l'operazione militare speciale russa in Ucraina è solo una scusa per imporre il bavaglio ai cittadini e alle forze politiche e imbottire le trasmissioni radio televisive e i quotidiani di propaganda, finalizzata a distrarre il Popolo dalla legittima rabbia e reazione contro provvedimenti che portano tasse, guerra e miseria.

Comprenderlo, significa essere già sulla buona strada per cacciare Draghi.

08 aprile 2022

La parabola di Draghi: da migliore a indecente

Il proverbio recita che è meglio stare zitti e sembrare stupidi, che aprire bocca e dare la certezza di esserlo.

Evidentemente Draghi non lo conosce, perchè continua a straparlare, facendola fuori dal vaso.

Ormai è negli annali dello stupidario umano la difesa del green pass in funzione del quale, secondo i deliri onirici del presidente del consiglio, si avrebbe la garanzia di essere tra non contagiati e non contagiosi che ha comportato come conseguenza l'apartheid verso una parte dei cittadini Italiani.

Adesso, ogni volta che parla, ci avvicina alla guerra contro la Russia, con dichiarazioni non meditate, servili verso i suoi referenti delle consorterie finanziarie internazionali e interpretando il soldatino zelante, più realista del re.

Pensiamo quindi a quando Draghi sostituì Conte, con l'ennesima operazione di Palazzo, sulle teste degli Italiani, creando aspettative perchè preceduto da una apologia a reti unificate, che non viene riservata neppure ai santi.

Da quando Draghi è presidente del consiglio, abbiamo quindi, tra l'altro, ottenuto:

- l'apartheid per parte degli Italiani

- una revisione del catasto che porta, da subito, ad un aumento delle tasse sulla casa

- un def che prevede l'aumento della tassazione sui risparmi in titoli di stato

- un def che prevede l'aumento della tassazione sugli affitti

- eravamo in pace e adesso siamo in guerra e in prima fila ad urlare contro la Russia

- avevamo una certezza di prezzi e rifornimenti per gas, petrolio, benzina, materie prime, grano etc. al punto che potevamo permetterci di cazzeggiare con quel bidone della transizione ecologica e adesso ci sentiamo dire che dovremo ridurre il riscaldamento e spegnere il condizionatore e stiamo pagando bollette più che raddoppiate

- eravamo pieni di debiti, ma senza aver contratto prestiti con i cravattari di Bruxelles e adesso, con il pnrr, con il quale Draghi non solo ha chiesto i soldi a fondo perduto, ma anche i prestiti condizionati da restituire, il debito è schizzato oltre ogni limite, mettendo al collo di tutti gli Italiani il cappio dell'Unione del Male.

Non riesco a trovare un solo tema nel quale "il migliore" abbia dimostrato in concreto di corrispondere all'immagine, evidentemente falsa come le sue affermazioni, che ci è stata propinata da una stampa servile.

Credo che la stragrande maggioranza degli Italiani NON VOGLIA la guerra e, invece, VOGLIA IL CONDIZIONATORE ACCESO.

Draghi invece ci darà la guerra e il condizionatore spento e, intanto, sta mandando messaggi inequivocabili per preparare il terreno alla miseria che abbiamo dietro l'angolo e un provvedimento è già stato assunto: limitare la temperatura invernale negli uffici pubblici a 19 gradi e quella estiva a 27 gradi (poi lo estenderà a tutti).

Il condizionatore fu inventato proprio per consentire di lavorare bene negli uffici, mantenendo un personale decoro di abbigliamento.

Sfido chiunque a lavorare in ufficio, con 27 gradi, in giacca e cravatta.

Io per poter lavorare bene, con 21-22 gradi effettivi, temperatura adeguata, dovevo impostare il condizionatore della mia stanza a 19 gradi.

Non credo proprio che Draghi resterà a Palazzo Chigi in stanze da 27 gradi.

Perchè dovremmo sopportare noi le conseguenze delle bellicose parole di Draghi ?

Se gli è antipatico Putin lo sfidi a duello, risolvano i loro problemi di persona su un ring o su un tatami, ma non giochi alla guerra con il culo degli Italiani !

07 aprile 2022

Con l'abituale arroganza, Draghi scarica sugli Italiani la rabbia per la mancata elezione al Quirinale

Quando si pensa che Draghi avesse toccato il fondo, basta una conferenza stampa per capire che, per lui, il fondo è un abisso del quale non si vede fine.

Avevamo iniziato con la menzogna sul fatto che chi si iniettava fosse immune e non contagioso ed eravamo arrivati ad un Draghi che prende fischi per fiaschi non capendo nulla di un colloquio con Putin.

Adesso Draghi ha fatto un passo in più, ponendosi una domanda (che lui ritiene retorica) se si preferisce la pace o il condizionatore acceso, dimostrando ancora una volta la stessa lucidità senile di Biden.

Ma la pace e il condizionatore acceso non sono in alternativa nè in contrapposizione, al contrario, potremo avere il condizionatore acceso solo se ci sarà pace o, almeno, se l'Italia assumerà una posizione neutrale ed equidistante tra i litiganti.

Come sta facendo l'Ungheria di Orban.

L'alternativa infatti è tra la guerra e il condizionatore acceso, perchè il condizionatore dovremo tenerlo spento se l'Italia dovesse continuare a fare la guerra alla Russia fino al masochismo di rinunciare al gas e agli altri prodotti russi.

Ha scritto bene una utente su Twitter (vedi immagine) che avremo pace e condizionatore acceso, come noi Italiani meritiamo e dobbiamo avere, solo se si riuscirà a rimuovere Draghi, in tempi brevi, da un incarico per il quale si è ormai dimostrato ampiamente e pesantemente inadeguato.

Perchè il presidente del consiglio e, con lui, tutto un governo, deve fare gli interessi degli Italiani, garantendoci pace e condizionatori accesi (scaffali pieni, benzina e materie prime a prezzi bassi).

Se non ci riesce, ha fallito e deve essere rimosso.

06 aprile 2022

Draghi deve pagare personalmente i danni che ci provoca

Mi rendo perfettamente conto che è una speranza vana se non viene supportata da una rivolta popolare (che non vedo, considerati i tanti che ancora si lasciano incantare dalla propaganda di regime, apologetica verso Draghi) o delle Forze Armate (ipotesi ancor più fantascientifica, visto che i nostri generali non mi sembrano minimamente all'altezza della situazione), ma credo che sia un principio che debba cominciare ad essere proposto e diffuso.

Se Draghi e compagni applaudono all'attore comico di Kiev quando sbraga e pretende di scatenare, per i suoi interessi, una guerra mondiale per processare Putin e i militari russi, allora noi possiamo e dobbiamo pretendere che i costi della guerra (che Draghi afferma "non è gratis") siano imputati a chi quella guerra vuole, buttando benzina sul fuoco con dichiarazioni contrarie ad ogni manuale di diplomazia, espulsioni, sanzioni, sequestri: Draghi e tutti quelli che gli vanno dietro, dai ministri ai rappresentanti delle "istituzioni", ai parlamentari dell'attuale maggioranza, ai nani e ballerine che si prestano a veicolare la propaganda governativa diffondendo le sue veline.

Purtroppo costoro stanno già cominciando a seminare il terreno di idiozie, come quelle della commissaria dell'Unione del Male di cui all'immagine odierna, preparandoci alle stangate "nel nome della guerra".

Ascoltando la radio di regime (c'è una trasmissione abbastanza accettabile alle 12,30 su radio uno) comincio a sentire giornalisti ed "esperti" che, se da un lato non possono nascondersi dietro un dito e ci dicono che il gas russo (con tutto ciò che ne deriva) non sarà rimpiazzabile nè in tempi brevi, nè allo stesso prezzo, dall'altro cercano di convincere che occorra aggiungere, alla ricerca di nuove fonti di approvvigionamento, anche un risparmio da parte di ciascuno di noi.

UN RISPARMIO IMMOTIVATO !

Perchè non siamo noi cittadini a dover ridurre il nostro tenore di vita se Draghi e i suoi complici vogliono fare la guerra a Putin, ma devono essere loro a sbattersi per erogare forniture sostitutive al medesimo costo, oppure facendo scelte di politica estera più oculate e nell'interesse esclusivo dell'Italia e degli Italiani.

Se non lo fanno, vuol dire che hanno miseramente fallito al loro compito di amministratori pro tempore dell'Italia, conducendoci non verso un futuro migliore e di benessere, ma verso un futuro di ristrettezze, di miseria, di povertà, di terrore.

E allora devono essere chiamati a rispondere personalmente degli errori compiuti o per incompetenza o per servilismo verso i poteri forti e gli ordini provenienti dall'estero.

Se vengono bloccati i beni dei cittadini russi, a maggior ragione è legittimo chiedere che siano dati in garanzia i beni di Draghi e di tutti coloro che lo sostengono.

Mi sembra il minimo che si possa pretendere per essere compensati dalla insensatezza di scelte politiche suicide e che vorrebbero far ricadere sui cittadini invece di essere pagate direttamente da chi le compie.

05 aprile 2022

Prende corpo un polo informativo indipendente

Questa mattina all'edicola, senza essere stata preceduta da particolare pubblicità, a La Verità, in vendita al solito prezzo di €. 1,30, si è affiancato un nuovo quotidiano economico, edito sempre dal gruppo di Belpietro, diretto da Franco Bechis con la testata Verità&Affari al prezzo lancio di 1 euro.

Dopo aver letto quotidianamente Il Sole 24 Ore cui era abbonato l'ufficio e per dovere di ufficio, una volta in pensione avevo optato per MF, quotidiano più sintetico e meno ideologico del Sole, ma più rappresentativo di una realtà, quella economico finanziaria, fondamentale per vivere il nostro tempo.

Da oggi "passo", almeno per prova, a Verità&Affari di cui ho appena terminato di leggere il primo quotidiano.

Per contenuti ed argomenti è più affine a MF che al Sole, più tecnico che ideologico, più informativo che accademico.

Se il buongiorno si vede dal mattino, la visione del panorama finanziario focalizzato sull'Italia, perchè siamo Italiani e viviamo in Italia e quel che più conta siamo noi, i nostri interessi e la nostra Patria, appare a 360 gradi, dalle vicende bancarie (crisi eterne come quelle del MPS e prospettive di crescita come per BPER), assicurative (la battaglia sul Leone delle Generali), telecomunicazioni (KKR e Tim e Vodafone e Iliad) e via via su tutti gli argomenti di attualità finanziaria, con una immersione nel triste presente e ancor più oscuro futuro dell'energia e dei rifornimenti di gas.

Apprezzabile anche una intera paginata nella quale vengono riportati i "sentiment" di consulenti e analisti su alcuni titoli azionari, con le relative previsioni sull'acquisto e sul target price previsto.

Insomma una informazione economica e finanziaria a misura di cittadino, coinvolto, interessato, ma con un profilo non professionale.

Esattamente quello che dovrebbe essere una informazione economica e finanziaria indirizzata ad aiutare la maggior parte di noi, piccoli investitori, che si trovano spesso nel dubbio su dove indirizzare i capitali che riusciamo a difendere dalla voracità del fisco e dall'invadenza dello stato e del governo.

Ma se lo sforzo di Belpietro e Bechis è più apprezzabile anche come risultato, solo il futuro ci dirà se Verità&Affari potrà mantenere le promesse e le premesse.

Quello che invece mi piace ipotizzare, senza che lo si trovi scritto da nessuna parte, è che con la pubblicazione di Verità&Affari, il gruppo editoriale che fa capo a La Verità, sta costruendo un polo informativo indipendente che può sopperire sempre più alle necessità di larga parte della popolazione che non può certo nè apprezzare, nè condividere i quotidiani di fama e nome, trasformati in megafoni delle veline governative, in apologetici cantori di Draghi, delle consorterie di potere che li finanziano e delle scelte aberranti che vengono compiute in loro nome.

Se La Verità rappresenta ormai l'unica voce indipendente e critica sul panorama politico e anche il quotidiano oggi in edicola ne è una dimostrazione, dopo le analoghe vicende del virus cinese, con le riflessioni e i dubbi di Belpietro, Borgonovo, Gandola e altri sulle presunte stragi attribuite ai russi, allegramente propagandate dal regime dell'attore comico di Kiev e acriticamente accettate dai governi e dalla stampa occidentale, Verità&Affari è un altro tassello che copre la vasta area economica e finanziaria, con i suoi retroscena.

Senza dimenticare Panorama (in edicola ogni mercoledì a 3 euro) trasformato in un ottimo settimanale di approfondimento su quattro - cinque argomenti di rilievo per l'attualità o quali temi di inchieste.

Non credo sia un caso se tante storie tenute "segrete" (ultima quella del ruolo di D'alema in una intricata vicenda di vendita di armi alla Colombia) siano state portate a nostra conoscenza dalle inchieste dei giornalisti de La Verità.

A riprova che un giornalismo libero aiuta tutti a vivere nella realtà e non nel mondo virtuale delle manipolazioni social e delle veline governative.

Purtroppo ancora non basta e se anche aggiungessimo a livello televisivo Byoblu, il polo informativo indipendente ancora non è in grado di rispondere, con i propri moschetti, al cannoneggiamento dei media di regime, capitanati dalle ammiraglie televisive della Rai, Mediaset, La7 e Sky.

Sì, adesso manca proprio il tassello televisivo e radiofonico (sulla radio non ho neppure alcun riferimento di stazioni che possano essere, come minimo, equiparate a Byoblu, se non a La Verità !) per poter dare sostanza ad una informazione che non sia asservita alle veline del potere e che sia critica anche sulle storie che stanno occupando da almeno due anni, prima con il virus cinese e adesso a seguito dell'operazione speciale russa in Ucraina, le prime pagine dei quotidiani e dei notiziari radiotelevisivi (che ormai io, come altri, non guardo più).


04 aprile 2022

Draghi vada a lezione da Orban !

Viktor Orban, nonostante le gufate e le manipolazioni che l'Unione del Male e tutta la sinistra cattocomunista ha cercato di operare e contro anche le pretese del guerrafondaio e provocatore attore ucraino, ha vinto le elezioni in Ungheria per la quarta volta consecutiva, conquistando ancor più seggi di prima.

Gli Ungheresi, che in questo momento invidio profondamente, hanno quindi certificato con il loro voto che Viktor Orban ha fatto quello che si richiede ad un presidente del consiglio: ha perseguito, tutelato, realizzato gli interessi dei cittadini della sua nazione, gli interessi della sua Patria, gli interessi della sua Gente che, quindi, vuole continuare con lui.

Gli Ungheresi stanno così bene, che vogliono continuare con il primato delle loro leggi nazionali rispetto a quelle dell'Unione del Male, vogliono continuare ad essere realmente equidistanti dalle parti in conflitto, vogliono continuare a salvaguardare la propria Identità Nazionale dal meticciato incombente con le orde di clandestini che premono ai confini, non vogliono, per applicare sanzioni boomerang, rinunciare all'indispensabile ed a buon prezzo gas russo.

E' esattamente quello che ogni Popolo vorrebbe: vivere in pace, nel Benessere, proiettandosi verso un futuro migliore e non di restrizioni, razionamenti e miseria.

In Italia Draghi, che mai ha ottenuto un solo voto popolare, sta facendo esattamente il contrario.

Se la buona fede è presunta, allora dobbiamo pensare ad una sua congenita inettitudine al ruolo, alla necessità che vada a lezione (e ne dovrebbe seguire qualche centinaio, perchè una non basterebbe !) da Orban per imparare che, da presidente del consiglio italiano, deve fare gli interessi dell'Italia e degli Italiani.

Invece continua a rilasciare improvvide dichiarazioni bellicose contro la Russia, senza alcuna prospettiva per il futuro dei nostri rifornimenti energetici ed alimentari.

La sinistra cattocomunista oggi è in lacrime per la vittoria di Orban (e di Vukic in Serbia) ma continua a perseguire interessi non solo estranei, ma addirittura contrari a quelli dell'Italia e degli Italiani, con dissennate dichiarazioni di Letta su sanzioni e chiusura di rapporti economici (cioè di ricevere il gas), salvo poi mandare i propri nani e ballerini a propagandare la "bellezza" di vivere con il riscaldamento spento per risparmiare gas pensando di fare un torto a Putin se restiamo al freddo.

Un caro amico diceva che la sinistra ama talmente i poveri che vorrebbe farci diventare tutti poveri.

Con Draghi ci sta riuscendo e, cosa ben più grave, con la complicità di Salvini e Berlusconi che restano stolidamente in questo governo.

Viktor Orban è l'esempio da seguire, anche per la risposta che lui fornisce al ricatto dell'attore ucraino e dei suoi documentari propagandistici.

Infatti, a Zelensky che gli chiedeva di scegliere da che parte stare, Orban rispose che lui stava con l'Ungheria.

Quanto vorrei che anche il nostro governo, Draghi, Mattarella, Salvini, Berlusconi, dicessero ugualmente: noi non siamo russi, noi non siamo ucraini, noi siamo Italiani e stiamo con l'Italia per fare esclusivamente gli interessi degli Italiani.

03 aprile 2022

Finirà male

Ricordate la seconda metà degli anni ottanta e primi anni novanta, quando, dopo la sbronza del cosiddetto sessantotto e gli anni di piombo, tornammo tutti nel privato ?

Il panpoliticismo degli anni settanta, sfociato nel terrorismo comunista delle Brigate Rosse, aveva stancato.

Anche chi ci aveva creduto di più, aveva capito che non si cambia il mondo con delle scorciatoie.

Figli dei fiori, gli hare Krishna (o come si scrive) le comuni, di tutto quello, sono rimaste solo le parti peggiori: divorzio, aborto, droga, richieste per legalizzare l'eutanasia, sdoganamento dei comportamenti sessuali più disparati e ignoranza, tanta ignoranza, sulla nostra Storia (che infatti si vuole manipolare), sulla Cultura che ha creato la nostra Civiltà che si sta sgretolando e distruggendo con metodo scientifico per sostituirvi le veline del potere.

In tanti ci occupammo e preoccupammo delle nostre vite personali, della nostra carriera, fregandocene altamente (sotto sotto, perchè ufficialmente agivamo nel rispetto dei nostri principi) di preoccuparci del prossimo, per puntare esclusivamente ad un accrescimento della nostra capacità economica.

Furono gli anni degli Yuppies e dei paninari con piumino Moncler.

A tutto questo mi ha fatto pensare l'articolo odierno di Marcello Veneziani ne La Verità e che troverete presumibilmente domani sul sito di Marcello Veneziani (anche se è più bello leggersi gli articoli sulla carta stampata, così si sostiene anche l'unico quotidiano che fa informazione e non trasmette le veline del governo).

Veneziani evidenzia un fatto che, ne deduco, ha preso piede, anche se io da anni, anzi, da sempre non guardo le trasmissioni di cosiddetto approfondimento giornalistico ("giornalistico": una bella faccia tosta !) e da alcuni mesi ho cessato di guardare qualunque telegiornale, essendomi sufficiente ascoltare il giornale radio delle sette del mattino per conoscere la posizione della sinistra attraverso le veline governative.

Sempre più persone rinunciano a guardare i telegiornali e le vendite dei quotidiani, tranne La Verità e pochi altri (ma non sono tra questi i megafoni di regime come il Corriere e Repubblica) , perdono copie.

A me è tornato in mente il riflusso.

Ma questa volta è un riflusso triste, più una chiusura in se stessi, che una rinnovata visione individualista della vita.

Nulla di buono, quando c'è sfiducia nella possibilità che le cose cambino e ci si adagia nel seguire il gregge.

E non credo che possa venire nulla di nuovo da una massa alla quale ormai il lavaggio del cervello è stato completato.

Ne ho avuto una riprova questa mattina.

Io esco sempre presto, alla domenica ancora prima.

Si può quindi essere certi che di persone in giro ce ne siano poche, ancora meno in cimitero dove, quando sono a Bologna, vado ogni domenica per rendere un saluto ai miei cari.

Ebbene, questa mattina, lungo uno dei sotterranei del cimitero ho visto in lontananza una persona che camminava in direzione opposta alla mia, quando mi ha visto, si è affrettata ad indossare la mascherina, cercando anche il punto più distante dove passare nel momento in cui ci fossimo incrociati, preoccupato perchè io cammino al centro del corridoio o del marciapiede e, incrociandomi, mi ha lanciato un'occhiata di rimprovero per non avere la mascherina.

Poco dopo, all'edicola, dove non c'era nessuno, mentre entro in macchina con il quotidiano appena comprato, vedo una signora uscire dalla macchina e mettersi la mascherina per andare a comprare il suo giornale, in un'edicola dove nessuno era in attesa.

E lasciamo stare quelli che guidano, da soli in macchina, con la mascherina indossata che, ormai, hanno rimpiazzato nelle barzellette e nella considerazione degli altri automobilisti i vecchi che guidavano con il cappello.

Come possiamo pensare che con una simile platea, che espone anche nastri gialloazzurri ed è talmente pacifista da voler inviare armi ad una parte in causa perchè possa ammazzare i soldati dell'altra parte, possa finire bene ?

Meglio occuparsi dei propri affari, meglio il riflusso nel privato.

02 aprile 2022

Prima gli Italiani

Lo slogan di successo della Lega di Salvini, se fosse perseguito senza finzioni, rappresenterebbe un intero programma di governo.

Prima gli Italiani, cioè l'interesse relativo al Benessere ed alla Sicurezza degli Italiani prevale su qualsiasi altra considerazione e alleanza.

Prima gli Italiani, ai quali deve essere consentita la massima espressione di Libertà in una sistema che ne salvaguardi la pacifica e piena fruizione.

Prima gli Italiani perchè non esiste alcun organismo sovranazionale che possa disporre sulla vita degli Italiani, travalicandone Indipendenza, Sovranità, Identità.

Prima gli Italiani è quindi lo slogan che racchiude i principi essenziali del Nazionalismo.

Purtroppo il partito che ha "prima gli Italiani" come slogan, dopo alcuni anni trascorsi nel perseguire esattamente obiettivi che avrebbero portato a rendere effettivo quello slogan, ha inanellato una serie di scelte sbagliate, l'ultima delle quali fu entrare e continuare a sostenere un governo presieduto da un eurocrate della finanza che non risponde agli Italiani (dai quali non ha ottenuto neppure un voto) ma al sinedrio che consocia miliardari annoiati e supponenti che vogliono comandare il mondo per interposto maggiordomo.

Quindi la prateria del Nazionalismo è tuttora aperta, anche se parzialmente presidiata da Fratelli d'Italia e da una serie di piccoli movimenti destinati, se non si uniscono, TUTTI !, in un solo partito, a disperdere i voti e far vincere gli internazionalisti che oggi preferiscono chiamarsi globalisti.

L'operazione speciale russa in Ucraina è una cartina di tornasole di chi persegue l'interesse nazionale e chi, invece, è pronto a vendere la propria patria.

Così, mentre Orban rifiuta di posizionare l'Ungheria tra i falchi per conservare un canale aperto con la Russia, perchè lui "sta con l'Ungheria" e non intende svenarsi per finanziare Biden il cui gas, che comunque non riuscirebbe mai a compensare per quantità quello russo, costa quattro volte tanto, noi abbiamo Draghi disposto a rinunciare allegramente al gas russo, senza alcuna valida alternativa e già si ipotizzano restrizioni e razionamenti che ci porterebbero a trascorrere al freddo il prossimo inverno.

Prima gli Italiani, ma non accadrà mai con l'attuale governo.


01 aprile 2022

L'eurocrate che ci manda in rovina

Credo che ormai nessuno più possa considerare Draghi "il migliore" e, anzi, tutti devono ammettere che tutto ciò che ha toccato lo ha trasformato in guano.

Dopo averlo insultato, ha voluto parlare con Putin e non ha capito una beata fava di quello che si sono detti.

In conferenza stampa afferma che Putin gli avrebbe detto che i contratti di fornitura di gas in essere sarebbero stati saldati in euro o dollari e, pochi minuti dopo, Putin ha firmato un decreto che impone il pagamento in rubli.

Poi aleggia una terrificante proposta, di cui non si conoscono bene i contenuti nè le regole di ingaggio, che vorrebbero l'Italia quale "garante" dell'Ucraina dopo un eventuale accordo.

Una garanzia che implicherebbe l'intervento militare diretto a difesa dell'Ucraina qualora questa fosse aggredita (come per l'articolo 5 del trattato Nato).

Una follia anche solo ipotizzarlo, perchè se potevamo intervenire senza timori di ritorsioni che non fossero attentati terroristi, mandando truppe sul campo in Afghanistan e Iraq, quando davanti si ha una potenza nucleare come la Russia si dovrebbe tener conto che in cinque minuti i suoi missili possono piovere sulle nostre città.

Il resto (bollette, tasse, limitazioni della libertà, incapacità persino a risolvere il nodo Mps che lui stesso ha ampiamente gestito da governatore della Banca d'Italia e della BCE) è solo una triste conferma di come, affidandogli il governo, abbiamo messo la testa sul ceppo.

Uno qualsiasi di noi saprebbe fare meglio, essendo sufficiente applicare il buon senso.

31 marzo 2022

Vernice pd ma subito troviamo Inquisizione e stalinismo

Chi, come me, ha da sempre (in Twitter ho annotato "anticomunista sin dalle mie vite precedenti") combattuto sulla barricata opposta a quella dei comunisti, non si meraviglia se il comune di Bologna, scimmiottando il regime comunista di Pechino, istituisce una carta del cittadino virtuoso, a punti e con premi e sanzioni.

Non ho ancora ben capito cosa ci finisca dentro, leggo della corretta differenziazione dei rifiuti, del non subire sanzioni dalla polizia locale, dell'usufruire dei mezzi pubblici, ma anche di non precisati comportamenti virtuosi negli alloggi comunali, tutti verificati dall'ennesimo accertatore.

Grazie all'invasività della Rete, che invece dovrebbe essere al servizio dei cittadini e non del potere per controllarci e trasformarci in sudditi, il controllo è sempre più capillare.

Se spendiamo utilizzando il bancomat o la carta di credito, riceviamo, dopo qualche tempo, pubblicità su prodotti o servizi similari a quelli ricevuti, figuriamoci se il fisco non si è buttato a pesce in queste banche dati, con la complicità di norme che progressivamente hanno eliminato ogni tutela e riservatezza ai nostri dati finanziari, riducendo anche la possibilità di spendere il proprio denaro in contanti e quindi senza fornire informazione su acquisti e preferenze personali.

Il lasciapassare sanitario è stato forse l'ultima prova generale e, adesso, hanno mandato avanti la città più allineata, Bologna, che da sempre vota, stolidamente e senza speranza, comunista (non considero la parentesi di Guazzaloca un cambio di regime, comunque fallito, perchè Guazzaloca fu sempre partecipe nella gestione della città, nei suoi ruoli di presidente dell'associazione commercianti e della camera di commercio).

Del resto l'unione delle due chiese fideiste, quella marxista e quella cattolica, sotto un unico simbolo di partito non poteva che portare alla sommatoria dei sistemi dell'Inquisizione con quelli di Stalin e il pci/pds/ds/pd ne è la risultante ed è perfetta la risposta su Twitter fornita dalla Dott.ssa Balanzoni alla solita fuffa di Bonaccini e che ho scelto come immagine di oggi.

Con la tessera del cittadino virtuoso siamo entrati nella società distopica di tanti romanzi e film di fantascienza ed è opportuno ricordare che la fantascienza, letteratura di anticipazione, ci ha anche sempre detto che gli insani portatori dei più rigidi controlli sui cittadini trasformati in schiavi ancor più che sudditi, hanno sempre fatto una bruttissima fine.