Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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09 aprile 2022

Con Draghi solo tasse, guerra e povertà

La notizia, occultata dai media servili, è che l'inflazione è arrivata al 7,5%.

Questo significa che i rendimenti dei titoli di stato (dove è concentrata la maggior parte del risparmio degli Italiani) con rendimenti al massimo al 4% (per i BTP Italia) non coprendo l'inflazione depauperano i risparmiatori che perdono circa il 3,5% a botta.

Analogamente per le obbligazioni, il cui rendimento era sceso costantemente fino alla pari o anche sotto lo zero, mentre l'investimento azionario a fatica, se uno ha oculatamente investito su azioni che diano buoni dividendi, pareggiano l'inflazione.

Con l'insana politica di Draghi dello scontro frontale con la Russia sono previste restrizioni e razionamenti energetici e anche sugli scaffali alimentari le aziende di pasta denunciano l'impossibilità di produrre al livello precedente a causa della mancanza del grano russo e ucraino.

Ciò significa che con il pil in contrazione, aumenta il debito pubblico già enormemente accresciuto per colpa della insana scelta di Draghi di arraffare anche il prestito condizionato da restituire all'Unione del Male.

Un debito che non potrà che essere pagato da noi Italiani (magari lo si potesse fare con i beni dei parlamentari della maggioranza governativa, a cominciare da quelli di Mattarella e Draghi !) con nuove tasse o con l'aumento di quelle vecchie.

Impresa cui si dedica Draghi con la riforma del catasto, con l'aumento, dietro la scusa della tassa duale, delle tasse sui risparmi (dal 12,5 al 15 e poi al 23% per i titoli di stato) e sugli affitti (dal 10 al 15 e poi al 23%).

Urge che tutte le forze di opposizione a Draghi si coordinino per presentarsi unite alle prossime elezioni.

Anche la dispersione di uno zero virgola che andasse anche al più meritorio, coerente, onesto movimento di contrasto al Draghistan, sarebbe un aiuto ai cattocomunisti guerrafondai, pauperisti e tassatori per restare al governo a infliggerci altre torture.

Come per il virus cinese, anche l'operazione militare speciale russa in Ucraina è solo una scusa per imporre il bavaglio ai cittadini e alle forze politiche e imbottire le trasmissioni radio televisive e i quotidiani di propaganda, finalizzata a distrarre il Popolo dalla legittima rabbia e reazione contro provvedimenti che portano tasse, guerra e miseria.

Comprenderlo, significa essere già sulla buona strada per cacciare Draghi.

13 ottobre 2011

L'opposizione scappa sull'Aventino

Ma chissenefrega ?
I comunisti e i loro caudatari vecchi e nuovi, dopo aver preso martellate sui denti nel tentativo, con una dozzina di mozioni di  sfiducia tutte respinte, di ribaltare il risultato elettorale, pensano evidentemente di conseguire il risultato attraverso il "ricatto" dell'Aventino.
Berlusconi non si dimetta e vada avanti infischiandosene di Bersani e compagni.
Solo un complotto di palazzo (cioè il tradimento di parlamentari eletti con e per lui) potrebbe - se non si dimette ascoltando le colombe ! - impedirgli di arrivare al traguardo di legislatura.
Anzi, con l'opposizione sull'Aventino il Premier potrà velocizzare l'approvazione dei necessari provvedimenti.

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20 settembre 2011

Assalto alla diligenza Italia

E così S&P ha abbassato il rating dell’Italia, mentre Moody’s, più subdolamente, si appresta a farlo dopo aver criticato la manovra di agosto.
Le due agenzie di rating sono le stesse che si accorsero del fallimento Lehman dopo che questo fu dichiarato, quindi possiamo stare tranquilli circa il futuro dell’Italia, infatti sembra che la Borsa abbia totalmente ignorato tali scelte, alla faccia di Casini che ha dichiarato essere Berlusconi il problema e di Bersani e compagni del pci/pds/ds/pd che hanno condiviso la valutazione delle agenzie di rating sull'Italia, dimostrando che lo spirito di fazione prevale, nelle opposizioni, sul doveroso interesse nazionale, oltre che sulla verità.
Ma quello che interessa porre in evidenza è l’aggressione, ora diretta essendo falliti tutti gli altri sistemi contorti utilizzati, portata al sistema Italia e finalizzata a sostituire Berlusconi con un governo prono ai voleri ed agli interessi dei predoni della finanza internazionale.
Non credo sia un caso che, falliti tutti gli altri sistemi ed evidentemente non avendo fiducia nelle solite manfrine giudiziarie e nella incapacità dell'opposizione, siano scesi in campo gli squadristi della speculazione.
Parlano di fragilità politica e di parlamento diviso.
Ma come deve essere, in democrazia, un parlamento se non diviso tra maggioranza e opposizione ?
Negli Stati Uniti Repubblicani e democratici se le danno di santa ragione e anche le ultime esternazioni del presidente pro tempore (speriamo ancora per poco ...) hanno suscitato una reazione veemente della Destra che lo ha accusato di istigare alla lotta di classe.
In Germania il governo perde una elezione dopo l’altra, una regione dopo l’altra, mentre sarebbe opportuno ricordarsi che in Italia le regioni più ricche, quelle più produttive, quelle che trainano l’economia nazionale (Piemonte, Veneto e Lombardia) sono amministrate da un Centro Destra riconfermato o eletto solo nel 2010.
Di cosa vanno quindi cianciando le agenzie di rating in ordine alla debolezza del governo e alla divisione nel parlamento italiano ?
Riterrebbero forse più solido un governo che, al posto di due partiti (Lega e Pdl) ci fosse un’armata Brancaleone di una decina di partiti e movimenti, ognuno con le sue clientele da sostenere, ognuno con le sue “linee del Piave” ideologiche ?
Neanche il più stupido degli osservatori politici potrebbe pensare che un governo di “larghe intese”, di “compromesso storico”, di “grande coalizione” possa essere più coeso di un governo composto essenzialmente da due partiti, voluto dagli elettori su un programma chiaro.
Se a sinistra ragionassero con il cervello (quelli che lo posseggono, almeno, se avessero qualcuno che lo possedesse …) e non con altre parti del corpo che fibrillano al solo sentir nominare il Cavaliere ed all’odio verso il Premier sono pronti a sacrificare tutto e tutti, persino la propria dignità, comprenderebbero che l’attacco delle agenzie di rating è finalizzato a rimuovere l’unico ostacolo che si frappone tra loro e il bottino, cioè i beni dell’Italia: Silvio Berlusconi e il suo Governo di Centro Destra.
Le scuse che inventano per demolire la nostra finanza, la nostra borsa, per mettere in difficoltà il sistema Italia, sono finalizzate a costringere Berlusconi a quella resa che i teoremi e le aggressioni mediatico-giudiziarie non hanno ottenuto.
E cosa accadrebbe dopo le dimissioni di Berlusconi ?
La formazione di un governo di nani politici, imprenditoriali e culturali (tutti insieme appassionatamente …) che, mascherando il tutto con qualche elargizione alle proprie rispettive clientele, metterà pesantemente le mani in tasca agli italiani, riducendone il tenore di vita e svendendo il patrimonio dello stato ai rapaci predoni che, così, vedranno soddisfatte le proprie brame.
L’Italia senza Berlusconi sarà più povera e più serva.
Anche per questo Berlusconi deve resistere ed essere in ciò sostenuto dal nostro impegno, dal nostro voto.

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24 maggio 2011

La politica arte del possibile


Il voto amministrativo in Spagna ha visto il crollo del partito socialista al governo, che è finito sotto di dieci punti percentuali rispetto al Partito Popolare all’opposizione.
In Germania il partito del Cancelliere Merkel subisce una disfatta dietro l’altra (l’ultima domenica a Brema dove addirittura ha avuto meno voti dei verdi) nonostante la Germania sia la nazione più virtuosa nella ripresa economica, mentre gli alleati di governo liberali rischiano di scomparire.
In Gran Bretagna le elezioni amministrative hanno visto il crollo del partito liberaldemocratico di Nick Clegg alleato al governo dei Conservatori.
Negli Stati Uniti, a novembre, i democratici hanno perso la maggioranza alla Camera, ridotto quella al Senato e lasciato sul campo numerosi governatori.
Non importa se il governo sia di destra o di sinistra, chi è al governo subisce le conseguenze del fatto che a lui viene imputata la responsabilità di tutto ciò che va male o lascia insoddisfatti.
In un tale quadro, quindi, il risultato delle elezioni amministrative di questo 2011 non rende l’Italia diversa dalle altre grandi nazioni occidentali.
La diversità, semmai, sta in due fatti, uno conseguenza dell’altro, che pongono, ancora una volta, l’Italia nella condizione di avere una democrazia limitata.
Non esiste alcuna valida alternativa a Berlusconi.
Perchè non può esservi alcuna alternativa se la coalizione di governo dovesse essere composta da una decina di partiti, ognuno dei quali con le proprie esigenze e, soprattutto con le proprie clientele da soddisfare.
La sinistra, infatti, può vincere, come ha fatto nel 1996 e nel 2006, solo con l’ammucchiata che rappresenti una sommatoria di voti, senza un programma che non sia fondato sul vampirismo fiscale per poi distribuire il maltolto alle varie lobbies.
Analogamente un governo della sinistra dovrebbe pagare dazio agli estremisti ideologici (dai centri sociali agli omosessuali, dalle femministe agli ambientalisti, dagli antiproibizionisti ai fautori dell’eutanasia ) accentuando da un lato la deriva morale della nazione e dall’altro negandoci i benefici del progresso.
Da tali caratteristiche dell’opposizione italiana, discende che le sconfitte della Maggioranza di Centro Destra, pur essendo trasformate in propaganda fondata sulla percezione degli eventi più eclatanti, non solo non sono paragonabili a quelle negli stati esteri, ma alla conta dei voti confermano che la Maggioranza resta tale e gli spostamenti nelle amministrazioni locali sono dovuti alla reazione dell’elettorato contro le cose che non vanno, un elettorato, però, che preferisce astenersi dal voto, ma che non voterebbe mai a sinistra e con la sua astensione chiede al Governo di fare quello per cui è stato eletto.
Leggendo i vari blog di Centro Destra, vedo che in tanti sfornano consigli e dicono quel che Berlusconi dovrebbe fare, persino in televisione e sulla carta stampa certi commentatori di ... peso che, quando si sono presentati all’elettorato in proprio, hanno solo raccolto ortaggi.
Impossibile comunque accontentarli tutti.
Dobbiamo invece guardare alla tendenza, la linea tracciata dai programmi e dalle azioni di governo, che sia quella giusta.
Che la tendenza sia quella di ridurre le imposte dirette e spostare la pressione fiscale dalle tasse sui redditi e sui risparmi, a quelle sull’utilizzo dei servizi in modo che ognuno paghi quello che consuma.
Che la tendenza sia quella di preservare il buon costume e le tradizioni nazionali.
Che la tendenza sia quella di difendere l’identità nazionale.
Che la tendenza sia quella di ridurre la presenza dello stato, ritirando i tentacoli del pubblico dalla vita di tutti i giorni.
Anche io preferirei che Berlusconi impugnasse il bisturi e cominciasse a tagliare spese e tasse, privatizzasse la rai, abolisse la par condicio, rivoluzionasse il sistema giudiziario.
Ma non si può.
La politica era e resta l’arte del possibile.
Per ora accontentiamoci di una tendenza e impegnamoci per lasciare fuori dal governo gli estremisti, con o senza il doppio petto.

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25 ottobre 2008

Salva l'Italia ...

… lascia la sinistra all’opposizione !
Oggi la sinistra, unita come sempre quando c’è da fare delle piazzate, manifesterà contro il governo.
Veltroni, alle critiche di Berlusconi, non ha trovato di meglio che rispolverare il suo dna comunista per ricordare che anche il Centro Destra manifestò contro Prodi.
Veltroni, da buon comunista, dimentica però di dire che la manifestazione del Centro Destra era finalizzata ad ottenere il riconteggio dei voti, essendo assai dubbia la regolarità del risultato finale delle elezioni del 2006 conclusesi sul filo di lana.
Oggi, invece, non v’è dubbio alcuno sulla vittoria di Berlusconi che, quindi, ha i numeri e la legittimità per governare in base alle sue volontà che sono anche quelle di chi lo ha votato.
E nel pieno di una crisi finanziaria che diventerà (se già non lo è diventata: basta chiedere a chi frequenta fiere e lavora a stretto contatto con le aziende) economica attizzare il fuoco degli scioperi, dei disordini di piazza, per i soli fini di politica interna e, per di più, in un gioco di potere interno alla sinistra, è irresponsabile.
Per cui lo slogan ideato dai pubblicitari di Veltroni è perfettamente idoneo, completandolo, a sintetizzare il quadro politico: salva l’Italia, lascia la sinistra all’opposizione.
Ma anche Berlusconi ci mette del suo nel creare disagio nell’Italia che lavora, l’Italia che vuole studiare, l’Italia che vuole produrre, l’Italia che non va in piazza, l’Italia della maggioranza silenziosa.
Non si può cedere alle pressioni di stagionati sessantottini infiltrati nel “partito di centro, moderato e liberale” e smentire se stessi sull’uso delle Forze dell’Ordine per ripristinare il diritto allo studio ed al lavoro conculcato dalla violenza di chi occupa e fa picchetti.
Un governo che si proponga di restituire dignità all’Italia, deve essere un governo del premier che faccia seguire i fatti alle parole, soprattutto quando si parla di ordine pubblico e sicurezza.
L’Italia, che ha sempre avuto più economia reale e meno finanza di carta di altre nazioni, potrebbe sfruttare al meglio questa crisi internazionale, per arretrare meno di tanti altri.
Ma questo presuppone che si lavori, si studi, si operino quei tagli necessari (neanche dolorosi se non per quanti si erano comodamente sistemati in nicchie di privilegio parassitario) per premiare il merito, la capacità, l’intraprendenza, dando a ciascuno il suo.
Il governo deve fare, senza tante chiacchiere, compromessi, equilibrismi.
L’opposizione, invece di gettare benzina sul fuoco solleticando le velleità fancazziste e piazzaiole di pochi, vada in parlamento per proporre alternative, senza fare ostruzionismo che avrebbe come unico risultato la cassazione di ogni dibattito costruttivo per l’approvazione, tramite voto di fiducia, dei provvedimenti del governo.
Non è tempo di assemblearismi, è tempo di decisioni.
Salva l’Italia, lascia la sinistra all’opposizione !

APPENDICE FRANCESE:

Sarkozy si è imbufalito perché la magistratura francese, forse per un errore, ha liberato un presunto stupratore che avrebbe dovuto restare in prigione in attesa del giudizio.
Sarkozy pretende che costui venga rimesso in galera.
E’ la nemesi, caro Sarkò.
Tu hai liberato e proteggi una terrorista assassina e adesso ti tieni un presunto stupratore libero per le tue strade.
A volte c’è una giustizia cosmica, seppur indiretta.

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07 giugno 2007

Più che l'onor potè la poltrona


Il dibattito al senato sull’ignobile rimozione del Generale Speciale da Comandante della Guardia di Finanza non ha sortito l’esito che, senza tante finzioni, la maggioranza del Popolo Italiano auspicava: il pensionamento di Prodi e dei suoi sodali.
Al senato la maggioranza nata per mano dei verbali degli scrutini elettorali pieni di ombre e sospetti anche per i voti delle circoscrizioni estere è risicata e sarebbe bastato un recupero di onorevole dignità da parte di un pugno di parlamentari della sinistra per scrivere la parola fine ad una legislatura balorda e forse non legittimata dal reale voto degli Italiani.
Ma soprattutto sarebbe stato sufficiente che quel pugno di senatori si fosse messo una mano sulla coscienza e si fosse posto la domanda se mantenere in vita Prodi e i suoi accoliti fosse nell’interesse nazionale e non solo nell’interesse privato di chi occupa poltrone e sgabelli di varie dimensioni.
Così non è stato.
Più dell’onor potè la poltrona, la conservazione della poltrona, dello strapuntino qualsiasi che sono riusciti ad accaparrarsi.
Così in senato si è consumata una delle pagine più vergognose della recente storia nazionale, con la sinistra che salva Visco e condanna il Generale Speciale.
A questo punto non si può che sollecitare nuovamente i capi della Casa delle Libertà perchè provvedano a rendere più incisiva la loro opposizione, dando corso anche a ciò che finora hanno escluso per “senso di responsabilità”, perchè tale sentimento ha (e non da ora) una unica priorità: cacciare Prodi e i suoi complici, restituendo l’Italia agli Italiani e agli Italiani i soldi sottratti con le tasse di Visco.
In che modo si raggiungerà tale risultato non ha importanza, qualunque modo va bene.
Che sia una ripetuta serie di
manifestazioni di piazza,
un ostruzionismo portato alle estreme conseguenze in parlamento o
scioperi fiscali o di altra natura, o
anche tutto questo assieme
,
tutto diventa legittimo davanti alla palese ingiustizia consumata ieri in senato da una maggioranza che forse non è mai stata tale, ma che sicuramente oggi non lo è.
Qui non si dubita di Berlusconi, Bossi, ma si chiede che e anche Fini e Casini facciano la loro parte, rompano ogni indugio, cessino ogni melina e capeggino la rivoluzione dei pacifici, oggi tremendamente incazzati per lo scempio che la sinistra sta facendo in ogni settore della vita civile.
Dalle tasse all’immigrazione,
dalle opere pubbliche alla giustizia,
dai costi della politica che la Riforma Costituzionale della Casa delle Libertà avrebbe ridotto e la sinistra ha contribuito a bocciare all’ordine pubblico,
dall’atlantismo alla identità nazionale,
dai valori morali al federalismo
,
la Casa delle Libertà ha solo l’imbarazzo della scelta per chiamare il Popolo a reagire e a riprendere nelle proprie mani il futuro.
La sinistra ha fallito, come sempre, come ovunque.
Rimandarla a casa è più che una legittima aspirazione popolare: è un obbligo morale per ogni buon cittadino.

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