Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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02 aprile 2022

Prima gli Italiani

Lo slogan di successo della Lega di Salvini, se fosse perseguito senza finzioni, rappresenterebbe un intero programma di governo.

Prima gli Italiani, cioè l'interesse relativo al Benessere ed alla Sicurezza degli Italiani prevale su qualsiasi altra considerazione e alleanza.

Prima gli Italiani, ai quali deve essere consentita la massima espressione di Libertà in una sistema che ne salvaguardi la pacifica e piena fruizione.

Prima gli Italiani perchè non esiste alcun organismo sovranazionale che possa disporre sulla vita degli Italiani, travalicandone Indipendenza, Sovranità, Identità.

Prima gli Italiani è quindi lo slogan che racchiude i principi essenziali del Nazionalismo.

Purtroppo il partito che ha "prima gli Italiani" come slogan, dopo alcuni anni trascorsi nel perseguire esattamente obiettivi che avrebbero portato a rendere effettivo quello slogan, ha inanellato una serie di scelte sbagliate, l'ultima delle quali fu entrare e continuare a sostenere un governo presieduto da un eurocrate della finanza che non risponde agli Italiani (dai quali non ha ottenuto neppure un voto) ma al sinedrio che consocia miliardari annoiati e supponenti che vogliono comandare il mondo per interposto maggiordomo.

Quindi la prateria del Nazionalismo è tuttora aperta, anche se parzialmente presidiata da Fratelli d'Italia e da una serie di piccoli movimenti destinati, se non si uniscono, TUTTI !, in un solo partito, a disperdere i voti e far vincere gli internazionalisti che oggi preferiscono chiamarsi globalisti.

L'operazione speciale russa in Ucraina è una cartina di tornasole di chi persegue l'interesse nazionale e chi, invece, è pronto a vendere la propria patria.

Così, mentre Orban rifiuta di posizionare l'Ungheria tra i falchi per conservare un canale aperto con la Russia, perchè lui "sta con l'Ungheria" e non intende svenarsi per finanziare Biden il cui gas, che comunque non riuscirebbe mai a compensare per quantità quello russo, costa quattro volte tanto, noi abbiamo Draghi disposto a rinunciare allegramente al gas russo, senza alcuna valida alternativa e già si ipotizzano restrizioni e razionamenti che ci porterebbero a trascorrere al freddo il prossimo inverno.

Prima gli Italiani, ma non accadrà mai con l'attuale governo.


04 novembre 2021

Elogio del Nazionalismo

Draghi e Mattarella eseguono puntualmente il compito loro assegnato dalle consorterie internazionali e, in ogni loro inutile pistolotto, non mancano di inserire la marchetta con una frase contro il Nazionalismo.

Quando ero bambino, il 4 novembre era un giorno di festa e mio padre, come tanti padri con i rispettivi figli, a volte in comitiva, mi portava a vedere i mezzi dell'Esercito nelle caserme che aprivano ai cittadini per l'occasione.

Ignaro che una quindicina di anni dopo su quei carri armati io avrei svolto il servizio militare, con i miei amici di infanzia amavo giocare arrampicandomi sopra i corazzati, tutti lustri e imponenti (avrei poi imparato quanta fatica costasse pulire un carro, soprattutto dopo le uscite invernali con fango e ghiaccio tra i cingoli).

Tornando a casa la televisione ricordava le imprese dei nostri fanti, con film e telefilm, anche dedicati ai bambini.

Dulce et decorum est pro Patria mori.

Nessuno (tranne i socialcomunisti, da sempre internazionalisti e i clericali papalini da sempre antitaliani) metteva in dubbio che fosse il massimo dell'onore offrire la propria vita per la Patria.

E non si onorano tutti quelli che, nel corso dei secoli, sono morti per la grandezza dell'Italia se, oggi, si disprezza il Nazionalismo, per spingerci verso l'anonimato di un meticciato che ci aggredisce da due lati.

Con i clandestini che vengono sbarcati quotidianamente sulla nostra terra e con la rinuncia a quella Sovranità e quella Indipendenza per le quali i nostri predecessori hanno combattuto quattro guerre, l'ultima vinta il 4 novembre 1918.

Rinunciare a difendere i confini dalle invasioni, cedere porzioni del nostro mare ai paese confinanti, sottomettersi a disposizioni emanate da organismi sovranazionali, significa uccidere, ogni volta, l'Italia, danneggiare gli Italiani, danneggiare noi stessi come Popolo e come Nazione.

Non sfugge che, come è purtroppo tratto comune in molta Storia patria dopo la caduta di Roma, singoli individui si sono messi al servizio degli stranieri per acquisire benemerenze e vantaggi personali, effimeri quanto la loro esistenza, a danno di tutta la comunità nazionale.

Oggi si ripropone lo stesso spartito, con l'aggravante del coro quasi unanime di tutti i mezzi di informazione che, tranne La Verità, riportano acriticamente la narrativa del principe, lanciando strali contro gli Uomini Liberi che riescono ancora a ragionare con la propria testa, vietando manifestazioni di libero pensiero e confinando chi si ritiene troppo da esempio, impedendogli di circolare liberamente in Italia.

La fine dello spirito Nazionale è stato solo l'inizio della deriva che, almeno dal 1968, sta portando l'Italia e tutte le nazioni occidentali, che per secoli hanno guidato il mondo proiettato al futuro, ad una società che era la migliore mai esistita sulla Terra, verso il ripiegamento su se stesso e la dissoluzione, morale, civile, culturale, sociale, economica.

La debolezza manifestata inizialmente per poi la resa totale nel contrastare tutte le pretese più devianti ma, soprattutto, la perdita di ogni coscienza nazionale, della missione nel mondo dell'Italia (ma anche della Francia, dell'Inghilterra, della Spagna etc.) ci hanno condotto all'oggi, in cui i capi di stato e di governo, ipocritamente, si inchinano (simbolicamente) davanti ad una ragazzina che non studiando, non sa, ma che è assurta a simbolo del nuovo grande business che vogliono imporci, l'ambientalismo e si inchinano materialmente davanti a movimenti violenti che vorrebbero riscrivere la Storia, cancellando la nostra Cultura e facendoci tutti arretrare ad ogni livello.

Recuperare lo spirito Nazionalista, significa anteporre gli interessi del nostro Popolo, per il Benessere, la Felicità, la Sicurezza, rispetto ai guadagni dei novelli Arpagone di cui oggi si celebrano i capitali e le pelose generosità.

"A egregie cose il forte animo accendono l'urne dei forti", un verso indimenticabile dei Sepolcri del Foscolo che riassume l'importanza del 4 novembre e, per il centenario odierno, il viaggio della Salma del Milite Ignoto fino al Vittoriano.

Il ricordo dei nostri Padri e Nonni che hanno combattuto per l'Italia, oggi ci dicono che tocca a noi, ai nostri figli, ai nostri nipoti riprendere nelle nostre mani il destino della Patria, abbandonando ogni internazionalismo ed ogni multiculturalismo utile solo ad indebolire le volontà e corrompere i costumi.

I Draghi e i Mattarella passano, la Patria resta.

04 luglio 2021

L'Europa dei Popoli e delle Nazioni contro l'Unione del Male


Finalmente, dopo tanto parlare, qualcosa si muove nell'ambito dei Nazionalisti europei.

Un vento, per ora leggero, una brezza, che però consente di mantenere accesa quella Fiamma della Libertà contro la perversione e la tirannia dell'Unione del Male.

Paradossalmente bisogna ringraziare il partito popolare europeo che ha espulso Orban e il suo partito, attorno ai quali si sta costruendo oggi quell'alternativa Nazionalista all'Europa dei burocrati e dei ragionieri voluta dai cattocomunisti e dagli speculatori della finanza.

Quello tratteggiato nel cosiddetto Patto dei Sovranisti (ma perchè si usa sovranisti invece del più bello "Nazionalisti" ?) è un percorso che, nel rispetto dell'autonomia dei Popoli e delle Nazioni che hanno fatto grande l'Europa, respinge le interferenze centraliste e massificatrici, per valorizzare le Identità.

L'azione comune non deve essere intesa come una gabbia nella quale debbano necessariamente entrarci tutti, a prescindere dalle differenti sensibilità, esperienza e storie.

Scambi economici, libero mercato, transito delle merci, delle persone, è tutto positivo e contemplato, quello che non lo è, è l'imporre ad uno o più stati di adottare politiche economiche, sociali, immigrazioniste, morali che non rispecchiano il sentimento del Popolo di quella Nazione.

I rapporti interni, le leggi nazionali non possono essere violate da direttive comunitarie ed è giusto che sia così.

Auspicherei che i Padri Fondatori della "Internazionale Nazionalista" (Salvini, la Meloni, la Le Pen, Orban, il leader di Giustizia e libertà polacco, quello di Vox spagnolo e tutti gli altri) non chiudano aprioristicamente al contributo di altri movimenti della Destra Radicale, come l'Afd tedesca e Alba Dorata greca, perchè, a sinistra, non hanno alcuno scrupolo a mettere assieme tutto il loro arcobaleno, dai verdi all'estrema sinistra di Siriza, dai popolari residui ai socialisti ed ai liberali.

Uniti si vince.

Uniti per l'Europa dei Popoli e delle Nazioni contro l'Unione del Male di burocrati, cattocomunisti e speculatori della finanza.

08 gennaio 2021

Goldwater e Trump

Nel novembre 1964, ad un anno dalla morte di Kennedy, il presidente, già vice scelto da Kennedy, Lindon Barney Johnson sconfisse pesantemente il candidato repubblicano, appartenente all'ala destra, Barry Morris Goldwater.

La sconfitta, dovuta anche alla non ancora sopita spinta emozionale, fu epocale, disastrosa per i repubblicani.

Ma le idee di Goldwater non si dispersero, infatti dopo soli quattro anni fu eletto Richard Milhouse Nixon contro il vice di Johnson e quattro anni dopo rivinse Nixon (il candidato sconfitto da Kennedy nel 1960) contro l'estremista di sinistra McGovern.

Dopo una breve (e disastrosa) presidenza Carter, le idee di Goldwater trionfarono con gli otto anni di presidenza di Ronald Wilson Reagan.

La sconfitta di Trump ha fatto seguito ai denunciati brogli e, comunque, ha portato a Trump 75milioni di voti veri (non quelli di carta del servizio postale).

Pienamente giustificata e legittima è stata quindi la reazione dei Patrioti il 6 gennaio come lo saranno le future successive azioni.

Ma a prescindere da quello che potrà accadere, le idee di Trump, tanto indigeste alla consorteria di affaristi che manovra i cattocomunisti in tutto il mondo, che sono poi le idee di tutti i Nazionalisti, daranno i loro frutti, partendo da una situazione sicuramente più vantaggiosa di quella dalla quale partirono le idee di Goldwater.

Trump, infatti, ha dimostrato per quattro anni che si può dire "prima di tutto l'America" e dar seguito con successo a tale principio.

E senza fare guerre.

Esattamente come Salvini, in un anno da ministro degli Interni ha dimostrato che si può bloccare l'invasione dei clandestini e dire "prima di tutto gli Italiani".

E salvando anche la vita di decine di clandestini.

E' compito di ciascuno di noi Patrioti portare il nostro singolo mattoncino alla costruzione di una società migliore, che riprenda ed esalti la grande Tradizione  della nostra Gente che ha diffuso la Civiltà in tutto il mondo.

Del resto, parafrasando Ezra Pound, se uno non è disposto a morire per le sue idee, o non valgono nulla le sue idee o non vale nulla lui.

12 maggio 2010

Penosa l’Unità d’Italia celebrata da un comunista

Con tutte le questioni che devono essere affrontate per costruire l’Italia di domani, sembra che certe persone siano prese da un torcicollo che le porta a guardare al passato.
E nel modo peggiore.
Nazionalista “dalla nascita”, ricordo con piacere e commozione la storiografia risorgimentale.
Mi ricordo le pagine del libro “Cuore” , la piccola vedetta lombarda, lo spirito unitario, realmente unitario, coronato dalla Quarta Guerra di Indipendenza, la Grande Guerra, conclusasi il 4 novembre 1918 con l’unica vera vittoria delle Armi Italiane.
Proprio per tali motivi provo un forte senso di distacco da celebrazioni officiate, come sommo sacerdote, da un comunista e mi domando se l’Unità d’Italia che viene istituzionalmente e retoricamente propagandata sia la stessa Unità d’Italia che mi ha appassionato e commosso e che considero “mia”.
E mi rispondo di no.
Non posso condividere le celebrazioni di oggi che rappresentano una distorsione di quello spirito nazionalista che ha permeato l’avventura unitaria, perchè i comunisti sono figli di quei socialisti che si opposero all’entrata in guerra dell’Italia, la prima guerra mondiale, che consentì di restituire all’Italia Trento, Trieste e poi anche Fiume e l’Istria, terre italiane come la Dalmazia.
Non posso condividere delle celebrazioni officiate da chi chiamava “compagni” i comunisti titini (ed applaudiva all’invasione sovietica dell’Ungheria) che massacrarono gli italiani e si produssero in una infame pulizia etnica contro i nostri Connazionali di Istria e Dalmazia, terre italiane ieri, oggi e domani.
Non posso condividere le celebrazioni di chi rappresenta quella parte d’Italia che accolse malamente, con fischi e insulti, gli esuli istriani e dalmati.
Perchè l’Unità d’Italia fu Libertà, fu Indipendenza e Sovranità, fu Identità.
Mentre il comunismo e la sinistra sono la negazione di tali Valori con la loro volontà di vessare i cittadini con le tasse, ma anche di regolare e di legiferare su tutto, imbrigliando la naturale propensione alla libertà dell’Uomo, fino a voler imporre linguaggio e pensiero “politicamente corretto" che è anche l’anticamera della disgregazione morale della Nazione.
Il comunismo e la sinistra rappresentano la rinuncia alla Sovranità ed all’Indipendenza della Nazione per affogarla in un artificio burocratico che si chiama europa e ciò confermando il loro orientamento internazionalista che è la negazione del Nazionalismo.
Il comunismo e la sinistra sono gli alfieri del meticciato che, aprendo le porte all’immigrazione, alla cittadinanza e al voto per gli stranieri, annacquano non solo le nostre Tradizioni (a volte con la pretesa di non rispettarle per evitare che questi immigrati si sentano “esclusi”) ma ci fanno perdere quella identità Nazionale che fu il motore e il fondamento della Unità d’Italia.
Per tali motivo non mi ritrovo nelle celebrazioni officiate dai notabili di oggi, provenienti da una parte politica che è sempre stata ostile al Nazionalismo o che ha abiurato gli Antichi Ideali.
Per tali motivi più Napolitano interviene come sommo officiante delle celebrazioni, più mi domando se i Valori dell’Unità d’Italia non sarebbero meglio onorati con un accentuato Federalismo che salvaguardi la nostra società dalla immissione massiccia di stranieri, dall’interventismo statale e dai diktat sovranazionali europei.
Ed io, Nazionalista convinto, mi domando se veramente queste sono celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia o non il de profundis per la nostra Libertà, Identità, Sovranità e Indipendenza, cioè per tutti quei Valori per i quali combatterono e gloriosamente si sacrificarono i nostri Avi per giungere al Risorgimento Nazionale.

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