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05 aprile 2022

Prende corpo un polo informativo indipendente

Questa mattina all'edicola, senza essere stata preceduta da particolare pubblicità, a La Verità, in vendita al solito prezzo di €. 1,30, si è affiancato un nuovo quotidiano economico, edito sempre dal gruppo di Belpietro, diretto da Franco Bechis con la testata Verità&Affari al prezzo lancio di 1 euro.

Dopo aver letto quotidianamente Il Sole 24 Ore cui era abbonato l'ufficio e per dovere di ufficio, una volta in pensione avevo optato per MF, quotidiano più sintetico e meno ideologico del Sole, ma più rappresentativo di una realtà, quella economico finanziaria, fondamentale per vivere il nostro tempo.

Da oggi "passo", almeno per prova, a Verità&Affari di cui ho appena terminato di leggere il primo quotidiano.

Per contenuti ed argomenti è più affine a MF che al Sole, più tecnico che ideologico, più informativo che accademico.

Se il buongiorno si vede dal mattino, la visione del panorama finanziario focalizzato sull'Italia, perchè siamo Italiani e viviamo in Italia e quel che più conta siamo noi, i nostri interessi e la nostra Patria, appare a 360 gradi, dalle vicende bancarie (crisi eterne come quelle del MPS e prospettive di crescita come per BPER), assicurative (la battaglia sul Leone delle Generali), telecomunicazioni (KKR e Tim e Vodafone e Iliad) e via via su tutti gli argomenti di attualità finanziaria, con una immersione nel triste presente e ancor più oscuro futuro dell'energia e dei rifornimenti di gas.

Apprezzabile anche una intera paginata nella quale vengono riportati i "sentiment" di consulenti e analisti su alcuni titoli azionari, con le relative previsioni sull'acquisto e sul target price previsto.

Insomma una informazione economica e finanziaria a misura di cittadino, coinvolto, interessato, ma con un profilo non professionale.

Esattamente quello che dovrebbe essere una informazione economica e finanziaria indirizzata ad aiutare la maggior parte di noi, piccoli investitori, che si trovano spesso nel dubbio su dove indirizzare i capitali che riusciamo a difendere dalla voracità del fisco e dall'invadenza dello stato e del governo.

Ma se lo sforzo di Belpietro e Bechis è più apprezzabile anche come risultato, solo il futuro ci dirà se Verità&Affari potrà mantenere le promesse e le premesse.

Quello che invece mi piace ipotizzare, senza che lo si trovi scritto da nessuna parte, è che con la pubblicazione di Verità&Affari, il gruppo editoriale che fa capo a La Verità, sta costruendo un polo informativo indipendente che può sopperire sempre più alle necessità di larga parte della popolazione che non può certo nè apprezzare, nè condividere i quotidiani di fama e nome, trasformati in megafoni delle veline governative, in apologetici cantori di Draghi, delle consorterie di potere che li finanziano e delle scelte aberranti che vengono compiute in loro nome.

Se La Verità rappresenta ormai l'unica voce indipendente e critica sul panorama politico e anche il quotidiano oggi in edicola ne è una dimostrazione, dopo le analoghe vicende del virus cinese, con le riflessioni e i dubbi di Belpietro, Borgonovo, Gandola e altri sulle presunte stragi attribuite ai russi, allegramente propagandate dal regime dell'attore comico di Kiev e acriticamente accettate dai governi e dalla stampa occidentale, Verità&Affari è un altro tassello che copre la vasta area economica e finanziaria, con i suoi retroscena.

Senza dimenticare Panorama (in edicola ogni mercoledì a 3 euro) trasformato in un ottimo settimanale di approfondimento su quattro - cinque argomenti di rilievo per l'attualità o quali temi di inchieste.

Non credo sia un caso se tante storie tenute "segrete" (ultima quella del ruolo di D'alema in una intricata vicenda di vendita di armi alla Colombia) siano state portate a nostra conoscenza dalle inchieste dei giornalisti de La Verità.

A riprova che un giornalismo libero aiuta tutti a vivere nella realtà e non nel mondo virtuale delle manipolazioni social e delle veline governative.

Purtroppo ancora non basta e se anche aggiungessimo a livello televisivo Byoblu, il polo informativo indipendente ancora non è in grado di rispondere, con i propri moschetti, al cannoneggiamento dei media di regime, capitanati dalle ammiraglie televisive della Rai, Mediaset, La7 e Sky.

Sì, adesso manca proprio il tassello televisivo e radiofonico (sulla radio non ho neppure alcun riferimento di stazioni che possano essere, come minimo, equiparate a Byoblu, se non a La Verità !) per poter dare sostanza ad una informazione che non sia asservita alle veline del potere e che sia critica anche sulle storie che stanno occupando da almeno due anni, prima con il virus cinese e adesso a seguito dell'operazione speciale russa in Ucraina, le prime pagine dei quotidiani e dei notiziari radiotelevisivi (che ormai io, come altri, non guardo più).


15 gennaio 2022

Ma tutto finirà a tarallucci e vino

Ne La Verità di oggi, possiamo leggere un bellissimo articolo di Francesco Borgonovo, nel quale il Vice Direttore dell'unico quotidiano di informazione vera (e non megafono delle veline governative) esistente in Italia, molto noto per le sue cattive compagnie televisive nelle varie trasmissioni in cui è ospite sgradito, interrotto, dileggiato ma sempre puntuto e puntuale, denuncia il pericolo che, quando sarà finita la dittatura sanitaria, resteranno aperte le ferite che ha aperto.

Ferite da guerra civile, in cui abbiamo visto parenti escludere parenti da pranzi e cene, commercianti escludere clienti dai loro esercizi, datori di lavoro escludere dipendenti dai luoghi di lavoro e dalla retribuzione, tutto per una misera iniezione che, farsela o meno, dovrebbe essere solo ed esclusivamente scelta individuale e privata.

Come si potrà, scrive Borgonovo, pensare di tornare tutti alla normalità dopo il solco che è stato aperto e ingigantito da Conte, Draghi e Speranza ?

Si potrà.

A mio parere finirà tutto a tarallucci e vino e la vita ricomincerà come prima.

Innanzitutto perchè chi non si vaccina è una esigua minoranza che non potrà mai incidere nella vita nazionale proprio per mancanza di numeri e perchè, soprattutto, non si possono fare a lungo battaglie su un unico argomento e poi dividersi su tutto il resto.

Un ipotetico partito dei non vaccinati e contrari al lasciapassare, poi cosa farebbe davanti alla legge sulle pensioni, alle orde di clandestini che vengono scaricati in Italia dalle ong, alle direttive dell'Unione del Male che vogliono cancellare la nostra Sovranità, al profluvio di tasse necessarie a pagare il conto della bolletta e i debiti contratti da Draghi ?

E sono troppo pochi, i non vaccinati, anche per chiedere, ottenere e, davanti un rifiuto, imporre un risarcimento.

Djokovic ha fatto una battaglia di libertà, ma il risultato è che non giocherà gli open australiani, verrà espulso, perderà il monte premi (lui ha vinto quel torneo ben nove volte !).

E' la stessa situazione di chi rimase con la camicia nera quando tutti se la tolsero e indossarono quella rossa.

Dopo quasi ottanta anni possono vantarsi di aver mantenuto una posizione di onorevole coerenza ideale, ma in soldoni sono stati discriminati, accantonati, ghettizzati, insultati e, alla fine, hanno dovuto far buon viso a cattivo gioco e sorridere, stringendo la mano, anche al nemico di ieri.

Borgonovo pone un problema vero e reale, ma tutto finirà, come sempre in Italia, a tarallucci e vino.

12 gennaio 2022

Intrigante provocazione di Veneziani

Ieri La Verità ha pubblicato un articolo sul Quirinale e dintorni  di Marcello Veneziani che è una intrigante provocazione.

Ne scrivo oggi così ho potuto inserire il collegamento al sito di Veneziani che, in giornata, si può comunque vedere qui a fianco.

L'articolo è godibilissimo e ben motivato, per cui riassumo solo la sostanza.

Veneziani provoca affermando che:

1 - lasciamo perdere la candidatura di Berlusconi da parte del Centro Destra al Quirinale

2 - puntiamo su Draghi figura stimata all'estero

3 - riesumiamo Renzi come presidente del consiglio.

Veneziani motiva ma, per una volta, il mio rateo di approvazione per le sue idee che di solito è al 100%, questa volta scende drammaticamente al 30%.

Infatti sono d'accordo solo sul punto 1.

Per quanto sarebbe a me graditissimo vedere le facce dei cattocomunisti, del "popolo viola", di Molinari e di Travaglio e di tutti i magistrati che si ritroverebbero Berlusconi presidente del Csm, sono altresì convinto che il Cav, pur di dimostrarsi imparziale, agirebbe come l'arbitro chiamato a dirigere la sua squadra del cuore: fischierebbe sempre a senso unico contro il Centro Destra.

Meglio evitarlo, anche se il dispiacere sarebbe pari alla gioia dei magistrati e di Travaglio (poi sia chiaro che Berlusconi è meglio di tutti i nomi che sono apparsi sui giornali finora, da Mattarella a "una donna" passando per Draghi e Casini).

Quindi sul punto 1 sono in perfetta sintonia con Veneziani, tanto più che ci sono uomini di valore nel Centro Destra come, ad esempio, Antonio Martino.

Sugli altri due punti invece non condivido nulla.

Di Draghi ho ripetutamente scritto che mi pare un essere mediocre, sopravvalutato, ambizioso, il cui successo è dovuto esclusivamente al fatto di essersi scavato una nicchia sempre all'interno di organismi (Goldman Sachs, Bankit, Bce) in cui le professionalità, che gli hanno fatto da "negri", si sprecano.

Renzi, invece, non so per quale embolo impazzito Veneziani lo abbia tirato fuori.

Renzi è il vero erede di Craxi, arrogante e strafottente nei giorni di gloria, rabbiosamente impotente nei giorni tra la polvere.

Renzi avrebbe dovuto rinunciare alla politica dopo il referendum mantenendo la parola data e invece per colpa di Renzi non andammo al voto nel 2019 quando Salvini uscì dal governo con i cinque stelle e ci siamo dovuti sorbire il Conte 2 e Draghi, perdendo almeno quattro anni.

Intrigante la provocazione di Veneziani, ma meglio che resti tale, almeno per quanto riguarda Draghi e Renzi.