Come noto non condivido, del Governo Meloni, la politica estera, a cominciare dall'appoggio a Zelensky e, adesso, anche al posizionamento che le ha fatto "tradire" l'alleanza con Trump e, a mio avviso, anche l'interesse nazionale che vorrebbe che gli ayatollah e le loro metastasi venissero spazzate via.
Il mio voto andrà, se non emergerà altro, ma non credo, ad uno tra Fratelli d'Italia, Lega e Futuro Nazionale, valutando, al momento del voto, il contesto, la legge elettorale, le scelte di coalizione.
Detto questo, esprimo apprezzamento per la Meloni come statista prima ancora che leader di partito.
Innanzitutto per le sue scelte in politica interna (sicurezza, immigrazione, giustizia, sanità, istruzione) ed economica (riduzione delle tasse, difesa del ceto medio, aiuto alle persone in difficoltà, abolizione del reddito di cittadinanza) che ci ha portato a migliorare, e di molto !, tutti gli indici ed i rating ereditati dal genio (che evidentemente non era quel fenomeno che i suoi apologeti dicono che sia).
Ma soprattutto credo che, poichè è nelle difficoltà che si vedono le qualità di una persona, nel momento in cui viene attaccata personalmente da Trump, mentre cercano di farle lo sgambetto (e anche qui pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca) dall'unione europea con parole che hanno il veleno (per la vulgata cattocomunista, non per me, che vorrei tanto fosse vera "complicità" quella denunciata dagli ayatollah !) nella coda come quelle di Rutte, e in Italia, dimostrando di essere solo dei meschini, piccoli anti italiani, i cattocomunisti manipolano la verità e la logica pur di creare danno e cercando di istigare ad una immotivata indignazione il Popolo, vedo una Meloni che non si piega e prosegue nella sua politica.
E' evidente che gli attacchi cui è soggetta, rappresentano un implicito riconoscimento della sua autorevolezza, perchè non ci si preoccupa di attaccare qualcuno che non vale e non conta nulla.
L'Italia della Meloni, piaccia o meno ai cattocomunisti, è diventata un attore di primo piano nella politica internazionale e gli attacchi dimostrano che vi è un tentativo di screditarla per evitare che si saldi quella alleanza che lei sta costruendo con tante nazioni e leaders e che, soprattutto quando sono in difficoltà storiche nazioni come il Regno Unito, la Francia, la Russia, la Germania, potrebbe rappresentare il terzo incomodo, a guida italiana, tra Stati Uniti (perchè, purtroppo, i giorni di Trump hanno una scadenza costituzionale e probabilmente anche naturale e il dopo Trump temo sia un ritorno al politicamente corretto e al woke) e la Cina (che sicuramente non gradirebbe terzi incomodi).
Non è l'unione europea, che ha già ampiamente dimostrato la propria nocività, più ancora che inutilità, delegando la difesa alla Nato, le scelte sull'Ucraina e il Medio Oriente ai "volonterosi" e scomparendo persino dai telegiornali imbevuti di unionismo, a rappresentare la terza via, ma quella alleanza globale di cui la Meloni parla ad ogni consesso internazionale e che la vede, in questo momento naturale portavoce, accrescendo il prestigio dell'Italia.
Cosa che i suoi immediati predecessori e tutto il mainstream cattocomunista non sono disponibili nè a concedere, nè a riconoscere, a costo di fornire interpretazioni di comodo e ideologicamente orientate di quel che accade.
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