Ieri abbiamo avuto una nuova prova del perchè Giorgia Meloni surclassi la pletora di aspiranti leaders del cattocomunismo.
Dopo una strenua difesa, messo alle strette anche dalle dimissioni di Bignami (di cui sentiremo parlare sempre più spesso, per le sue qualità che ne fanno il vice in pectore della Meloni) dalla Commissione Covid al fine di dimostrare che ci si può dimettere per farsi ascoltare, Giuseppe Conte è stato costretto a presentarsi per difendere il suo operato negli anni del Covid.
Il suo è stato il solito bla ... bla ... bla ... inconcludente, utile solo a fornire un appiglio ai megafoni della carta stampata e del video per far loro dire, ottemperando alla marchetta d'obbligo, che Conte ha "risposto", di cui non vale neppure la pena dar conto, se non di poche affermazioni anche a latere della audizione.
1) una lettera anonima su 100 milioni pagati il 14 aprile 2022: governo Draghi;
2) i dpcm meglio dei decreti legge perchè non devono essere sottoposti al parlamento o al presidente della repubblica: praticamente un avallo alla Meloni ad utilizzarli per snellire le attività di governo.
Soprattutto, però, è da sottolineare il vittimismo di Conte, che ha parlato di un plotone di esecuzione e della Meloni come regista dell'operazione.
La risposta della Meloni è stata mirabile: la verità sugli anni del covid non è un attacco politico, ma un diritto degli Italiani.
Conte annichilito.
Il secondo episodio è relativo alla morte di un cantante di sinistra.
Quando già a sinistra si intonava bella ciao, che quel cantante aveva di recente ripreso, per sfruttare in chiave anti governativa il decesso, la Meloni ha rilasciato una bellissima dichiarazione:
“Guccini ha interpretato le inquietudini e gli ideali di generazioni di italiani. E io ho amato profondamente la sua musica e le sue canzoni. Conosco a memoria molto dei suoi testi. Splendidi, poetici, lirici. ‘Cirano’ e ‘Cristoforo Colombo’ sono tra le composizioni più belle e profonde della musica italiana, e io gli sono grata per il contributo che ha dato alla mia formazione ideale. Continuerò a cantare le sue canzoni, e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni. Lo farò nonostante probabilmente non ne sarebbe contento, nonostante abbia letto le sue dichiarazioni livorose verso di me. Perché non mi appartiene e non mi apparterrà mai l’ideologia: sono una persona libera e la libertà di leggere e ascoltare tutto -al di là delle differenze- sarà sempre la mia bussola”.
Una lezione di stile, di profonda sensibilità e che, ancora una volta, distingue la Destra dalla sinistra, becera accozzaglia, chiassosa e unita solo dall'odio antifascista.
Loro vivono incattiviti, sempre arrabbiati (ma avete mai visto sorridere, che so, Bonelli o Magi o compagni vari ?), noi alla ricerca del bello che liberamente apprezziamo o meno, in base esclusivamente ai nostri gusti personali e non ad un comandamento ideologico, anche nelle opere di chi non ci apprezza.

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