Se qualcuno si domandasse perchè non ci sono più i giornali "organi di partito", come erano Il Secolo d'Italia, Il Popolo, l'Unità, l'Avanti, deve solo leggere i titoli dei quotidiani "indipendenti" di oggi.
Un coacervo di invettive, istigazioni alla rabbia irragionevole contro questo e quello, palesi manipolazioni dei dati economici e politici, assenza di argomentazioni serie, tutto tranne il porgere una notizia.
Ed essendosi quindi trasformati tutti in organi di partito, o, meglio, di una fazione, ecco che gli organi di partito classici o si riciclano online come Il Secolo d'Italia o chiudono per la terza o quarta volta come l'Unità.
Ogni mattina ascolto, dopo il Gr1 delle sei, una ben fatta e ben condotta rassegna stampa, curata e condotta alternativamente dal tranquillo ed elegante Massimo Giraldi e da una brava ma, forse, troppo ansiogena Enrica Belli.
Ovviamente avrei un paio di appunti: che c'entrano ben tre canzonette in 40 minuti ?
Non sarebbe più un servizio pubblico lasciare quello spazio ai messaggi degli ascoltatori ?
Ma la rassegna è utilissima per conoscere come la pensano "gli altri".
E più ascolto i titoli del Fatto Quotidiano, di Repubblica, della Stampa, del Domani, del Corriere, più mi convinco che non spenderei mai neanche una lira per comprare quella carta e vorrei che un governo liberale cessasse ogni contributo all'editoria, così che resterebbero in funzione solo i quotidiani che vendono perchè attraggono lettori, come è in un Libero Mercato.
Io non so cosa farà la Meloni, so (e lo scrivo) cosa farei io al suo posto e, probabilmente quello che scrivo non lo farei nel momento in cui fossi realmente investito di quel potere, perchè una cosa è discettare picchiando su una tastiera seduti in poltrona e senza alcuna responsabilità, altra è fare, agire, realizzare con tutti gli ostacoli che ci sono e le spinte e le pressioni contrarie e centrifughe che si devono subire.
Quindi, scelto un indirizzo, fatta una scelta di campo, anche se non tutto piace, se si vede che la direzione che si sta cercando di prendere è quella che sarebbe anche la nostra, non posso che apprezzare Giorgia Meloni anche e soprattutto dopo una sconfitta.
Ricordando anche che spesso è una sconfitta che pone le basi per la successiva vittoria e se dalla sconfitta sulle preferenze, il risultato è un avvicinamento tra Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale, penso che allora anche quella sconfitta abbia prodotto un buon risultato.
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