Gli odiatori seriali della Patria, della Nazione, del Popolo Italiano, ci hanno ammorbato a lungo dicendo che con la Destra al governo avremmo perso i finanziamenti del pnrr e adesso chiediamo legittimamente la quinta rata.
Gli odiatori dell'Italia avevano preconizzato il crollo della nostra economia e dei nostri titoli e invece lo spread è più basso che all'epoca del fenomeno Draghi.
Gli odiatori speravano che l'Italia affondasse in Europa e invece abbiamo respinto il Mes e ottenuto un nuovo patto di stabilità che, pur sempre oneroso, è migliorativo rispetto a quello esistente.
Sul Mes il ridicolo degli odiatori è arrivato al massimo livello, perchè per mesi dicevano che comunque lo avremmo firmato e invece è stato respinto.
Intendiamoci: siamo solo all'inizio.
Tutto, tutto, quello che si sta facendo è frutto di un compromesso necessario se si resta all'interno di una entità sovranazionale (e personalmente uscirei di corsa dall'ue perchè l'Italia e noi Italiani siamo in grado di vivere meglio da soli, recuperando una piena Sovranità), ma un compromesso, in cui un po' cediamo noi, un po' cede la Germania, un po' la Francia, è sempre meglio del precedente appiattimento sulle decisioni prese altrove, quando i governi cattocomunisti, da Monti a Draghi, ricevevano la velina che dovevano limitarsi ad accettare.
Il cammino da fare per riprendere il controllo sul nostro futuro è ancora lungo, perchè undici anni di cattocomunismo succube alle entità sovranazionali ci ha messo tanti cappi al collo.
Ma la strada è quella giusta e possiamo festeggiare il Natale con un motivo in più di fiducia per il futuro.
Al senato, ieri, è andata in scena la replica di quanto accaduto il giorno prima alla camera.
Da un lato le opposizioni, tutte assieme nel lungo elenco che va da Conte a Renzi, sempre a braccetto quando c'è da lasciare pacchi all'Italia e agli Italiani, da Fratoianni a Calenda, dalla Schlein alla Bonino per interposto Magi, che si strappano le vesti perchè il Centro Destra fortunatamente al governo non si genuflette alle pretese delle consorterie globaliste per interposta commissione europea sulla linea Berlino-Parigi.
Dall'altra una maggioranza che, di giorno in giorno, mostra la sua solidità, con grandissimo dispiacere degli ambienti intellettualoidi cattocomunisti, del vaticano, delle consorterie finanziarie e affaristiche internazionali, difendendo gli interessi nazionali "senza escludere nulla", neppure il veto al nuovo progetto di patto di stabilità, un veto "benedetto" persino da uno dei dioscuri dell'unione europea, Mario Monti.
Poi la solita polemica sul Mes, non sul contennuto, perchè ormai è assodato che tra quel che si dovrebbe versare (l'Italia, con il vecchio Mes, ha versato già 14 miliardi di euro, ma con il nuovo potrebbe essere chiamata a versarne altri 100), gli obblighi cui si dovrebbe assolvere e che solo Francia e Germania possono singolarmente bloccare con il veto (all'Italia è stata concesso un "peso" del 17% contro il 21 della Francia e il 23 della Germania a fronte di una previsione che con l'80% di adesioni il meccanismo scatterebbe anche con l'opposizione del restante 20) e la impossibilità, con i parametri che abbiamo in eredità da undici anni di governi cattocomunisti, di accedervi senza subire condizioni umilianti, da Forche Caudine, il Mes sarebbe, per l'Italia una fregatura solenne.
Ma le polemiche su chi lo ha promosso.
E se basta avere la saliva in bocca per dire qualcosa, qualunque cosa, soprattutto senza contraddittorio come ormai è uso, è evidente che la difesa di Conte fa acqua da tutte le parti.
In pratica Conte dice che il Mes lo ha voluto il Governo Berlusconi, di cui la Meloni era Ministro, nell'agosto del 2011.
Chiunque abbia conservato un solo neutrone attivo, capisce bene che un meccanismo di solidarietaà finanziaria è un principio positivo, ma quel che conta per renderlo veramente utile sono le condizioni di accesso e utilizzo.
E se nel 2023 ne stiamo ancora discutendo vuol dire che nel 2011 il Governo Berlusconi ha sottoscritto il principio, ma da Monti in poi (Letta, Renzi, Gentiloni, Conte 1 e 2, Draghi no, in questo caso Draghi doveva solo farlo ratificare non trattare o sottoscrivere) avrebbero dovuto trattare le migliori condizioni per l'Italia,
Non solo non l'hanno fatto, ma, come è dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio, Conte2, tramite Di Maio, ha disposto la firma dell'accordo e condizioni SENZA, anzi CONTRO il parere del parlamento, DOPO essersi dimesso e quindi quando era in carica solo per l'ordinaria amministrazione.
Conte sarebbe più dignitoso se dicesse "sì, ho deciso di firmarlo perchè lo ritengo utile per questi motivi ...", anche se non so cosa potrebbe dire vista la palese nocività per l'Italia di un simile accordo.
Appare quindi del tutto garantista per noi Italia la grinta con la quale la Meloni affronta le riunioni in sede europea, affermando, senza possibilità di malintesi, che opporrà anche un veto se fosse nell'interesse nazionale.
Così come il suo realismo ci dice che il pacco consegnato da Conte2 all'Italia lascia poco spazio di manovra se non una trattativa per strappare le condizioni migliori non sul Mes, ma sul nuovo patto di stabilità.
Perchè un governo italiano, il Conte2, quelle condizioni e quell'accordo sul Mes ha firmato e quella firma è un impegno per tutti noi.
Ma il patto di stabilità no, non è firmato e quindi le sue condizioni possono compensare i danni del Mes di Conte2.
Tutto il resto (allargamento dell'unione, armi all'Ucraina, sostegno ad Israele nonostante le simpatie dei socialisti spagnoli verso Hamas etc. ) è mero contorno, perchè contano i soldi, quelli del Mes e quelli che deriverebbero dallo spostare i parametri del patto di stabilità da una parte o dall'altra.
Ed è su questo che sarà giudicato il nostro governo, se porterà a casa vantaggi nell'ambito di un compromesso che è l'unica strada percorribile quando ci si trova davanti agli interessi di ben 27 nazioni.
Nel giro di due settimane, noi che ragioniamo con la nostra testa e non con quella delle sopravvalutate firme di quotidiani e programmi di propaganda cattocomunista, abbiamo potuto toccare con mano la povertà intellettuale dei veri sudditi del regime affaristico finanziario che si esprime con la struttura dell'Unione del Male.
Nel giro di due settimane, tre stagionati boiardi di stato, Monti, Gentiloni e Prodi, che già di loro hanno fatto danni irrecuperabili all'Italia e agli Italiani, si sono sgolati per chiedere che si firmi il Mes.
Per non dire altro (ma rimando al sen. Claudio Borghi che su Twitter ha riassunto i motivi fondatissimi del rifiuto a sottoscrivere il Mes) basti ricordare che se lo firmassimo, anche senza volerlo utilizzare, saremmo chiamati a versare un centinaio di miliardi per il suo finanziamento nel caso (molto probabile) in cui le banche tedesche avessero necessità di un "aiutino".
Quei tre fanno gli interessi dell'Italia e degli Italiani ?
A me sembra proprio di no, anzi !
A loro ieri si è aggiunto il Governatore della Banca d'Italia ormai a fine mandato.
Non importa che la nostra economia vada bene, anzi, pur costretto ad ammetterlo a denti stretti, ha coperto tale bella notizia con una serie di scappellamenti sul pnrr, sulla flat tax (democristianamente mai citata), sul reddito minimo cavallo di battaglia dei grillini e, adesso, anche di Landini e della Schlein.
Il tutto circondato dagli ossequiosi inchini di una servitù ancora più suddita dell'Unione del Male dell'ossequiato.
L'unico a tacere, finora, è stato Draghi che, probabilmente, se non gli sarà esplicitamente richiesto, resterà in silenzio, sperando di capitalizzare a suo beneficio qualche evento imprevedibile, come la caduta del Governo Meloni per tornare a Palazzo Chigi (ma dovrebbe poi rimediare ai suoi stessi danni) o la morte di Mattarella che lo rilancerebbe verso l'agognato Quirinale (e qui ci andrebbe senza alcuna riserva).
Capiamo quanto sia difficile governare in questo mare da parte della Meloni, di Salvini e di Berlusconi ?
Il Centro Destra può contare solo sull'appoggio popolare che si manifesta nei sondaggi e nelle elezioni che, ancora, non ci hanno vietato (almeno a scadenza dei mandati) e finchè ci sarà quello potremo sperare che, pur se molto più lentamente di quanto vorremmo, la situazione cambi, come molto lentamente la Rai sta cambiando, con la previsione di sostituire dei commentatori talebani del cattocomunismo, con qualcuno più imparziale.
E se non sarà esattamente quello che vorrei, sarebbe già un passo molto importante verso la restituzione della Rai ad un vero servizio pubblico nei confronti di chi ne sostiene i costi.
In sede di parlamento europeo gli eletti cattocomunisti hanno votato a favore delle politiche presunte verdi, sulla efficienza energetica delle case entro il 2030 e per l'abolizione dei motori a combustione entro il 2035.
Come noto, entrambi i provvedimenti costerebbero miliardi all'Italia e agli Italiani in termini di ristrutturazioni delle abitazioni o loro perdita di valore, dismissione di linee produttive e dell'indotto automobilistico.
A sinistra sono incuranti dei costi che graverebbero su di noi, dovendo evidentemente portare acqua al mulino di interessi che non abitano in Italia.
Adesso leggo che i parlamentari renziancalendiani hanno chiesto di votare l'adesione dell'Italia alla riforma del Mes che al momento è bloccata perchè proprio l'Italia non l'ha ratificata.
Al di là di considerazioni di carattere più ampio, tale riforma del Mes ha un aspetto certo e profondamente dannoso per l'Italia.
Aderendo saremmo obbligati a finanziare il fondo con 120 miliardi di euro finalizzati a sostenere banche in difficoltà.
C'è però una clausola che prevede che tale sostegno potrebbe avvenire solo a beneficio delle banche degli stati in regola con i conti pubblici, quindi non l'Italia che, grazie a undici anni di sperperi, da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte2, ha un debito pubblico totalmente fuori controllo.
Considerando quello che sta accadendo a Deutsche Bank, sarebbe praticamente certo che noi pagheremmo per salvare la prima banca tedesca, di quei tedeschi che si rifiutano di pagare Tunisia e Libia per fermare l'arrivo dei clandestini e, anzi, danno copertura di bandiera ad un paio di ong che raccolgono i clandestini in mare e cercano di scaricarli in Italia, lamentandosi se vengono loro assegnati porti nel Nord.
Con i nostri conti non potremmo mai beneficiare di tale fondo, a meno di sottoscrivere un accordo capestro che consegnerebbe a Bruxelles ogni potere di gestione della nostra economia.
Come è accaduto in Grecia, con le conseguenze che abbiamo potuto vedere dal 2011.
A questo punto c'è da domandarsi non tanto sulle scelte dei parlamentari cattocomunisti che, evidentemente, come è sempre stato, remano contro l'Italia, ma di cosa c'è nel cervello di chi li vota.
O non sanno per chi votano e quali scelte fanno, oppure pensano scioccamente che i costi ricadrebbero sempre su "altri".
Purtroppo il Mes, l'imposizione di criteri energetici per le abitazioni, l'abbandono dei motori a combustione, non sono casi isolati.
Sempre e comunque la sinistra rema contro gli Italiani.
Sulla questione immigrazione dove vorrebbe aprire completamente i porti, sulle tasse, chiedendo una patrimoniale, devastando le fondamenta morali di una Nazione con uteri in affitto, legalizzazione della droga, eutanasia, dopo averci già regalato divorzio e aborto, rimasticando, dopo ormai ottanta anni dalla fine della guerra, uno stantio antifascismo che non interessa più nessuno, se non quanti sono carenti di argomentazioni per questioni più vive, intelligenti e influenti sulla nostra vita quotidiana.