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24 maggio 2010

La berlusconizzazione del pci/pds/ds/pd

I comunisti cercano affannosamente di berlusconizzarsi e questo è l’indice più significativo del successo del “modello Berlusconi” nella politica (e non solo).
All’inizio fu la leadership personale.
Peccato che i tanti funzionari e burocrati che allignano nel pci/pds/ds/pd , non valgano tutti assieme l’originale.
Hanno cercato di farci credere che Ochetto, poi Prodi, quindi D’alema, poi Amato, Rutelli, Fassino, Veltroni, Franceschini e, ora, Bersani (sulla pista di lancio sono convinto ci sia anche Fini ...) , fossero in grado di competere con il Premier.
Ma la copia risulta sempre molto più sbiadita dell’originale.
Ci stanno ora provando con il linguaggio rude da leghisti al bar.
Se per Berlusconi chi vota contro il proprio interesse è un coglione (e come dargli torto ?), ecco che D’alema non riesce a trovare di meglio che mandare “ a farsi fottere” in diretta televisiva (e in una trasmissione “amica”) un giornalista che gli fa domande sgradite.
E se Berlusconi riprende una verità sgarbiana sulla Bindi, ecco che, da vero trinariciuto, Bersani afferma che la Gelmini (per inciso: il miglior ministro dell’Istruzione che, dopo Gentile, abbia avuto l’Italia unita) “rompe i coglioni” ai professori cui, evidentemente, preferisce continuare ad appaltare la gestione della scuola con i brillanti risultati che abbiamo sotto agli occhi appena sentiamo parlare un adolescente.
Anche in questo caso la differenza tra l’originale e le copie, come diceva una pubblicità, “si vede, si sente, si tocca”.
I comunisti non hanno ancora capito che anche per usare termini ed espressioni “forti" dando loro una dignità politica, è necessario esserne capaci.
Loro, invece, grigi e perennemente incazzati come sono, quando pronunciano quelle espressioni fanno chiaramente capire che “dietro” non c’è altro che arroganza e volgarità.
Un consiglio ai signori Bersani e D'alema: vadano, almeno, a lezione dal loro sindaco di Arenzano che è riuscito ad emergere con una battuta simpaticamente politicamente scorretta e che rappresenta il pensiero di tutti i maschi italiani con più di trenta anni.

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07 novembre 2008

Le abituali sciocchezze dei "politicamente corretti"

Silvio Berlusconi è un noto “battutista”.
E’ uno dei suoi pregi e, per tale motivo, è un cruccio per i grigi burocrati della sinistra, dalla faccia perennemente triste e vagamente iettatoria.
L’ultima battuta Berlusconi l’ha fatta in Russia commentando il fatto che le due grandi potenze mondiali, Russia e Usa, hanno ora un presidente giovane ed ha definito il democratico eletto in America “giovane, bello e abbronzato”.
Apriti cielo !
Una cascata di critiche inviperite, per la “mancanza di rispetto” che avrebbe danneggiato l’Italia.
Perché lo ha definito “giovane” ?
No, visto che un quarantenne è oggettivamente tale.
Perché lo ha definito “bello” ?
Ecco, io lo criticherei per questo perché, pur non essendo esperto della bellezza maschile, non riuscirei certo a definirlo tale (come non posso definire né bella, né elegante la moglie e qui il mio giudizio è di gran lunga più attendibile, ancorchè fortemente soggettivo e influenzato dai miei criteri di bellezza femminile).
Le critiche a Berlusconi sono piovute perché lo ha definito “abbronzato”.
Una simpatica battuta con la quale ha cercato di esorcizzare la prima volta di un negro in quel ruolo.
Una battuta che, evidentemente, ha toccato un nervo scoperto e chi non si è curato di offendere George W Bush senza curarsi di danneggiare gli interessi dell’Italia, chi non si è minimamente curato di offendere il Papa Benedetto XVI (con ciò offendendo milioni di fedeli), pretende di mettere in una teca quell’Obama che, solo e soltanto per il colore della sua pelle, deve essere, secondo una evidente concezione unilaterale e alquanto singolare della satira, esente da critiche, da ironie, da satira.
Vorrei dire ai sacerdoti del “politicamente corretto” di rassegnarsi.
A chi è all’opposizione (ed io sono all’opposizione rispetto alla “nuova” America) resta il diritto inalienabile alla satira, alla battuta, all’ironia.
E se voi l’avete usata e la usate contro Bush e il Papa, contro Berlusconi e Sarkozy e Putin, altri possono bene usarla nei confronti del vostro nuovo eroe.
La battuta di Berlusconi, poi, non faceva altro che evidenziare un dato di fatto oggettivo che neppure attraverso le vostre lenti distorte è possibile negare: Obama è abbronzato, moooolto abbronzato, anche se magari preferisce la montagna al mare …

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