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22 novembre 2020

Distratti dal virus i cattocomunisti continuano a spingere l'Italia alla deriva

Gli Italiani sono distratti dal morbo cinese e soprattutto dalle conseguenze sulla vita di tutti i giorni.

I privilegiati, che hanno uno stipendio certo pubblico (tutti i dipendenti pubblici) o privato (alcuni settori garantiti come credito, assicurazioni e stampa) stanno al caldo e mentre si rilassano assopiscono le menti, soprattutto perchè a loro non conviene sollevare polveroni mentre tutto fila, per loro, liscio.

Gli Italiani non garantiti (autonomi, professionisti, imprenditori e lavoratori dipendenti privati restanti di settori a rischio come il manifatturiero, turismo, metalmeccanico etc.) sono impegnati nella lotta per sopravvivere ed hanno poco tempo e voglia per interessarsi delle bestialità che il parlamento continua a sfornare.

Il rischio, gravissimo, è che quando il virus cinese sarà passato (in un modo o nell'altro) oltre ad avere un'economia in ginocchio, una altissima disoccupazione ed un pil regredito di quaranta anni, avremo anche un impianto legislativo fondato sulla deriva etica e sul bavaglio alle opinioni.

In tal senso il ddl Zan che completerebbe il perimetro liberticida iniziato con la legge Mancino e derivati e il provvedimento che inibisce l'espulsione di clandestini omosessuali.

Quest'ultimo provvedimento oltre a manifestarsi palesemente discriminatorio verso i clandestini eterosessuali, spingerebbe l'Italia a divenire il ricettacolo di personaggi di dubbia utilità che, se dicessero la verità sulle loro tendenze, contribuirebbero a quella deriva che indebolisce la volontà di una Nazione e di un Popolo a combattere per migliorarsi.

E ancora una volta viene, fortissimo, il sospetto che la gran cassa che viene battuta sul virus cinese, sui numeri del contagio, sui vaccini e su tutte le beghe da comari dei medici, sia strumentale e finalizzata a creare i presupposti per una di quelle società distopiche finora viste solo nei romanzi e film di fantascienza.


09 maggio 2011

Immigrazione e decadenza morale minano la Civiltà



So che qualcuno mi attribuisce una fissazione per l’epoca Romana, ma sono convinto che dal nostro passato possiamo trarre utili insegnamenti per evitare errori e continuare ad incamminarci verso un futuro di benessere, sicurezza e prosperità.
L’occasione, questa volta, mi è fornita da un articolo del prof. Roberto DE MATTEI docente di Storia della Chiesa e del Cristianesimo all'Università Europea di Roma, nonché Vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sul numero 34-35/2010 di Historica.
L’Autore non scrive nulla di nuovo rispetto a quanto abbiamo potuto leggere e, soprattutto, scrivere in tutti questi anni, ma si esprime in modo molto diretto e chiaro e, come dicevano i Romani, repetita iuvant.
Ecco dunque che vengono spiegati i passaggi a causa dei quali si arrivò al sacco di Roma ed alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente:
“Una prima fase di infiltrazione pacifica e graduale, alla spicciolata, nei territori dell'Impero, tra il II e il III secolo, di uomini e gruppi attratti dall'alto tenore di vita di Roma e dalla sua cultura;
una seconda fase, anch'essa pacifica, di stanziamento di interi gruppi barbarici, cioè di immigrazione e di stabile insediamento entro il limes romano, non di individui o gruppi frammentati, ma di popoli interi destinati a divenire uno Stato nello Stato;
una terza fase di grandi migrazioni di popoli all'interno dell'Impero, in forma sia pacifica che guerresca;
infina, a partire dal V secolo, l'ultima fase, quella della violenta irruzione di popolazioni del tutto ostili … Con questa quarta fase tutto il territorio dell'Impero venne ad essere occupato dai barbari.
”.
Non vi sembra la descrizione di quello che sta oggi accadendo in europa ?
Non vi sembra che siamo già pericolosamente tra la seconda e la terza fase ?

L'Autore fa seguire quindi una cruda descrizione del sacco di Roma e delle violenze subite, ma anche una lunga citazione di Salviano di Marsiglia sui comportamenti, come quelli omosessuali, che indebolirono la capacità di resistenza di Roma e dell'Impero, con una accurata descrizione della situazione in un paio di città prese d'assedio dai barbari.
Ricordare come finì il più grande impero della storia è utile e necessario, soprattutto quando si moltiplicano le voci di chi indica negli immigrati una “risorsa” e di chi, in una orgia di relativismo, perde di vista la dirittura morale necessaria a rafforzare le fondamenta di una Civiltà, per inseguire il solo piacere personale, fine a se stesso e senza alcuna prospettiva.


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