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09 novembre 2025

La Meloni fa scudo contro le vessazioni fiscali

Nei giorni scorsi la Meloni ha movimentato i vari social con due, brevissimi, commenti che hanno come bersaglio principale Landini.

Con grande arguzia, alla proclamazione dell'ennesimo sciopero generale da parte di chi è stato silente complice dell'estromissione dal lavoro e dalla retribuzione di coloro che non si punturavano, pone la domanda: chissà in quale giorno della settimana cade il 12 dicembre ?

Venerdì, ca va sans dire, con una introduzione creativa della settimana cortissima.

Landini, dimostrando la sua crassa ignoranza e assenza di qualsivoglia arguzia, ha replicato ululando alla mancanza di rispetto.

Lui che, senza alcun motivo, ha definito la Meloni "cortigiana".

Poi, alla proposta di una tassa patrimoniale sui presunti grandi patrimoni, la Meloni ha ricordato che la patrimoniale è una costante nei programmi della sinistra sempre alla ricerca dei modi per mettere le mani in tasca agli Italiani, ma, per fortuna, non vedrà mai la luce finchè ci sarà un governo di destra.

Più astutamente di Landini, la Schlein propone una patrimoniale "europea", scaricando cioè la responsabilità della scelta ad altri, per poter dire "ce lo chiede l'europa".

Fosse solo per questi due camei, la Meloni meriterebbe il voto degli Italiani, di tutti gli Italiani, perchè la matematica di Landini e della Schlein è molto arbitraria e i "grandi patrimoni", rischiano di diventare quelli di tutti noi, o della maggior parte di noi, perchè si fa presto a sommare depositi, case e altri beni, dando un valore che poi ci porti a superare ogni soglia che Landini e la Schlein volessero porre.

Senza considerare che in Italia, grazie alle spese ed ai provvedimenti fiscali della prima repubblica e del decennio da Monti a Draghi, le patrimoniali ci sono già e sono molteplici.

Dall'Imu sulle seconde case e sulle prime di pregio, alla tassa sui depositi (cioè sui risparmi che abbiamo faticosamente raccolto su beni già tassati, anche più di una volta) per cui paghiamo lo 0,05% sul valore dei nostri depositi ogni trimestre, cioè lo 0,2% all'anno.

Poi le imposizioni sui guadagni di borsa, sulle transazioni azionarie.

E patrimoniale è pure il ticket sanitario imposto in base al reddito, per cui chi già paga di più come contributo al servizio sanitario nazionale con la dichiarazione dei redditi, si trova a pagare di nuovo e di più anche quando accede al servizio.

E poichè in Italia, tra detrazioni, deduzioni, esenzioni, progressività e quant'altro, chi realmente paga le tasse sono sempre gli stessi, cioè la metà dei contribuenti, si può ben essere certi che le acrobazie contabili di Landini e della Schlein finirebbero per far pagare la patrimoniale dei loro desideri sempre alle stesse persone, un Italiano su due.

Del resto Landini e la Schlein contestano e si oppongono alla riduzione dell'Irpef sui redditi tra 28 e 50mila euro, a guardar bene, esattamente i redditi che sono in gran parte ricompresi in quell'Italiano su due che mantiene, con le proprie tasse, tutto l'apparato burocratico e assistenzialista.

Ma, per fortuna, finchè ci sarà un Governo di destra, la patrimoniale resterà solo nella testa di Landini e della Schlein.

16 gennaio 2024

La perversa scarsa fantasia della Fornero

Elsa Fornero fu ministro del lavoro nel governo Monti che passerà alla storia per lacrime di coccodrillo sulla sorte dei lavoratori che pensavano di essere vicini alla pensione e furono buttati nel girone infernale degli Esodati.

Unita a Monti dalla diffusa condanna bipartisan, per qualche anno ne perdemmo le tracce, per essere poi riesumata in occasione del Conte1 per ostacolare i progetti della Lega di Salvini e quindi, di nuovo in ibernazione con il Conte2 e Draghi, governi a traino cattocomunista, nuovamente invitata nei cicalecci radiotelevisivi per danneggiare il Governo Meloni.

A me pare che, però, la Fornero danneggi solo se stessa e la sua parte politica, come con l'ultimo articolo del Corriere, che le ha improvvidamente dato spazio, con il quale auspica una patrimoniale sugli immobili.

Questa della tassazione patrimoniale è una perversione che attraversa tutti i cattocomunisti, una volontà punitiva nei confronti della proprietà privata che dimostra solo ignoranza e cattiveria o, forse, una totale sudditanza alle esigenze delle multinazionali espressione delle consorterie finanziarie ed affaristiche che pensano di usare le tasse e le leggi europee per espropriare noi Italiani dei nostri beni (vedi anche alla voce balneari, ambulanti, mobilità ...).

Ma per quanto perversa, la fantasia della Fornero è scarsa, perchè la patrimoniale sugli immobili c'è già, come c'è già una patrimoniale, sotto diverse forme, su tutti i redditi finanziari.

Così, a memoria, elenco:

- Imu sulle seconde case e anche le prime di "lusso";

- Tari legata agli immobili e non al consumo (cioè alla produzione effettiva dei rifiuti);

- tassa sui risparmi del 26% (titoli di stato al 12,50%)

- imposta di bollo sui depositi

- tassa sulle compravendite azionarie

- bollo auto

- canone rai pudicamente presentato come tassa sugli apparecchi televisivi

- tassa sui fondi comuni e anche quelli pensionistici (grazie Renzi che le ha aumentate!)

- tassa sui guadagni di borsa.

Mi sembra che, delle due, si dovrebbe pensare di abolire queste tasse, perchè gravano su beni già spolpati dall'intervento a monte di un voracissimo fisco.

In particolare le tasse sugli immobili, che la Fornero vorrebbe evidentemente aumentare ed estendere anche alle prime case di abitazione degli Italiani, visto che già esiste con l'Imu per tutti gli altri immobili, sono già inflitte su beni che per il proprietario rappresentano dei costi e non dei ricavi e in quanto tali andrebbero non tassati, ma poste in una apposita voce di deduzione/detrazione per compensare il proprietario dei costi che sopporta per la manutenzione e il decoro dell'immobile.

C'è già, infatti, la tassa sul ricavo da locazione che rappresenta l'unica rendita effettiva di un prorpietario di immobile, ovviamente per chi lo concede in locazione, perchè ad abitarci, come a tenere a disposizione un appartamento in montagna e/o al mare, non comporta alcun ricavo, ma solo costi di manutenzione.

Io continuo a domandarmi, con che faccia costei si presenta ancora scrivendo articoli, partecipando a trasmissioni radiotelevisive, ma, soprattutto, mi domando che faccia ben peggiore abbiano coloro che la invitano e la pubblicano.

01 agosto 2022

Le ammuffite e tristi proposte di Letta

Mancano 55 giorni al voto del 25 settembre e i cattocomunisti hanno già dato fondo a tutto il loro repertorio, dall'antifascismo al razzismo, chiudendo il cerchio con la patrimoniale, nella forma di una ulteriore tassa sui morti, che ieri Letta ha proposto dimostrando di non avere nulla di serio
da dire.

Se c'è una caratteristica che emerge da questo inizio di campagna elettorale, è il grigiore delle proposte del pd, evidentemente a corto di idee e di fantasia, nonostante sia in possesso, a quanto pare, della famigerata "agenda Draghi".

Tutto è riciclato e triste, in un deja vù che quando appare un cattocomunista in televisione, le lancette sembrano riportarci indietro nel tempo.

La tassa sui morti è emblematica.

E' l'ennesima dimostrazione del disinteresse del pd e di tutta la sinistra nei confronti degli Italiani, del Merito e della Libertà individuale.

Per Letta e compagni emergere, guadagnare, rendersi autonomi dalle mancette di stato, è una grave colpa, perchè mette in pericolo il loro piccolo potere.

Se uno ragiona, infatti, non può che rifiutare TUTTE le proposte del pd.

Dalla patrimoniale all'accoglienza dei clandestini, dall'antifascismo ormai centenario alla sudditanza verso qualsiasi organismo sovranazionale, che sia l'Onu, la Nato, l'Unione del Male, ma anche quelle di carattere etico come l'aborto, l'eutanasia, l'omosessualità, la droga libera, la cancellazione della cultura e il woke.

E che dire dei bonus a raffica e della scuola di regime con ore perse a parlare di nulla, per "la giornata di ...", invece di studiare Letteratura Italiana, Latina, Greca, Storia, Matematica, Biologia etc ?

Che dire del giustizialismo verso gli Italiani che reagiscono alle violenze, limitando legittima difesa e strumenti per poterla esercitare, mentre il garantismo verso i criminali supera persino il limite del buon senso ?

Letta, sempre più pallido e smunto, passa le notti insonne per cercare un qualche tema di offrire al pubblico, ma gli riesce solo di riciclare vecchie, tristi e ammuffite proposte.

L'immagine dell'Italia di Letta è quella di un paese moribondo, che si aggrappa ai morti per dare l'ennesima mancetta clientelare.

L'Italia di Letta è piegata davanti ai padroni del mondo, suddita e prona nel recepire ogni direttiva altrui.

Non è l'Italia che credo vogliano gli Italiani, almeno nella loro maggioranza, nella loro parte migliore.

Poi ci sono quelli che votano a sinistra ...

04 giugno 2022

Letta, Landini e i cattocomunisti vogliono i nostri risparmi

Il debito pubblico italiano è ormai a 2800 miliardi, cresciuto a dismisura da quando a palazzo Chigi c'è quel fenomeno dell'economia che risponde al nome di Mario Draghi.

Lo stesso Draghi che sta elargendo una quantità di bonus che non consente neppure di ricordarsene la natura e il nome.

Ed è sempre Draghi che cerca di far passare come un successo il prestito cravattaro che ha fatto avere all'Italia che, unica tra i grandi paesi dell'Unione del Male, non solo incassa, come tutti, i miliardi a fondo perduto (da non restituire) che poi in realtà equivalgono a quanto nel medesimo periodo di tempo l'Italia consegna a Bruxelles, ma ha anche richiesto i miliardi da restituire e condizionati dalle pretese dei soci del nord Europa.

Gentiloni, che dovrebbe essere a Bruxelles per fare gli interessi dell'Italia e invece si limita a fare il ripetitore automatico dei diktat dei falchi antitaliani dell'Unione del Male, ha già preannunciato che si dovrà tornare a controllare la spesa pubblica, riducendone l'impatto.

Ora una spesa, pubblica o privata, si riduce solo in due modi: aumentando le entrate o diminuendo le uscite.

Poi ci sono le elucubrazioni da ragionier Fantozzi di chi rapporta il pil alla spesa per giustificare una maggior spesa pubblica con un aumentato pil, venendo subito zittito da un pil che si è fermato, quando non ricomincia a scendere.

La soluzione logica sarebbe un drastico taglio, anzi un azzeramento di tuti i bonus, rottamazioni, elargizioni, spese inutili (ad esempio per il mantenimento dei clandestini, reddito di cittadinanza, contributi ad associazioni e sindacati, patronati e caf) abbinato ad una forte riduzione delle tasse che consentirebbe ai cittadini di avere più soldi in tasca da spendere per beni e servizi di loro scelta.

La soluzione tipica dei cattocomunisti è invece quella di aumentare le tasse, che siano sulla casa, sui risparmi (che loro spregiativamente chiamano rendite come se il risparmio fosse un furto), persino sui morti, visto che vorrebbero incrementare le tasse sulle successioni (e sulle donazioni).

Tra parentesi.

Sono poi quelli della stessa razza di chi, dopo anni passati a cercare il modo migliore per tassare redditi, case e risparmi altrui, una volta decaduti, ingaggiano la battaglia della vita a difesa dei propri privilegi acquisiti in anni di frequentazione delle aule parlamentari, da Gerardo Bianco a Mario Capanna, degni avi degli odierni cattocomunisti.

Chiusa la parentesi.

La finalità è l'uguaglianza: non essendo in grado di far stare meglio chi oggi sta peggio, i cattocomunisti, da Letta a Landini, da Gentiloni a Mattarella, cercano di far stare peggio chi ancora vive bene.

E' così che oggi, sui giornali, si torna a leggere di Landini che propone una patrimoniale sui redditi più alti (senza precisare il livello dell'asticella che divide i "ricchi" dai "poveri"), mentre continua il tentativo di aumentare le tasse sulla casa anche in modo obliquo, passando per la revisione del catasto.

Della Meloni e di Salvini si potranno criticare scelte e comportamenti su singole questioni, ma non si può negare che siano l'unico argine alla completa deriva cattocomunista che assommerebbe un fisco predatorio "nel nome dell'Europa", a leggi devastanti per il tessuto sociale e morale dell'Italia "nel nome dell'inclusione".


19 aprile 2022

Le tasse per la guerra le paghino quelli che armano i litiganti

Sarebbe facile, oggi, ironizzare sulla positività al virus cinese di Draghi, l'aedo, il cantore, il portabandiera del vaccino che, con sprezzo del ridicolo e soprattutto della Verità, aveva affermato che chi non si vaccina si ammala, contagia e muore o fa morire, mentre il green pass dava la certezza di essere tra non contagiosi e che non si contagiano.

Ma il pericolo per il nostro traballante Benessere arriva sempre dall'Unione del Male e dai suoi servili interpreti locali.

La commissione bilancio dell'Unione del Male, infatti, ha preso atto delle ingenti somme destinate al pomposo Next Generation Ue (cioè ai prestiti onerosi e finanziamenti a fondo perduto elargiti agli stati) che non trovano copertura e, allora, stanno elaborando una idea geniale e innovativa: una patrimoniale.

Proprio così, i fondi che hanno millantato come aiuti per risollevarci dopo il virus cinese, li dovremo pagare noi, con l'ennesima partita di giro (e presa in giro) per cui i risparmi dei privati finiscono nella rapaci e avide mani dello stato, sempre più nemico dei cittadini.

Il progetto europeo, infatti, prevede una tassa speciale su conti correnti, titoli e, naturalmente, case, cioè su tutti i beni verso i quali il cittadino medio indirizza i propri risparmi, quei denari che riesce, cioè, a salvare dal fisco e dalle spese necessarie.

E' intrinseca la volontà di togliere capacità economica ai Popoli europei, per renderli sempre più asserviti alle elargizioni, ai bonus, alle detrazioni, alle contribuzioni elargite dagli stati, dando quindi un potere sempre maggiore alle burocrazie e alla piovra statalista e assistenzialista, penalizzando la libera iniziativa privata, il risparmio e l'Individuo.

La scusa è l'operazione militare speciale russa in Ucraina che avrebbe svuotato le casse, già vuote dopo il virus cinese, dell'Unione del Male.

Ma chi vuole la guerra ?

Chi vuole mandare armi all'attore comico di Kiev ?

Chi vuole bloccare i rifornimenti di materie prime, in primis energetiche, ma anche alimentari, dalla Russia ?

Gli stessi burocrati di Bruxelles, al servizio del presidente Puzzetta di Washington.

Allora, se vogliono tanto finanziare una guerra, agendo in modo che duri  a lungo, se la paghino loro.

La stampa servile annuncia che la maggioranza degli italiani sarebbe favorevole al sostegno all'Ucraina ?

Allora si trasformino quei favorevoli in contribuenti volontari per pagare la guerra di Draghi e Biden.

A me basta poter accendere il condizionatore anche la prossima estate.

06 aprile 2021

No representation without taxation

Sono sempre più insistenti le voci e le richieste della sinistra (ultimo Fratoianni unica voce ostile al governo a sinistra ma alla quale, per non lasciare alla Meloni l'esclusiva dell'opposizione, viene dato uno spazio comunicativo superiore ai voti che rappresenta) perchè venga imposta una tassa patrimoniale.

Sono favorevoli i soliti pauperisti cattocomunisti perchè amano talmente i poveri che vogliono, con stolida pervicacia, ridurci tutti in povertà.

Ma lo sostiene anche l'unione sovietica europea perchè tedeschi e francesi non sopportano che noi Italiani viviamo meglio di loro, con una casa (e magari anche due o tre) di proprietà, con un conto in banca con un reddito sufficiente, frutto del nostro lavoro.

Così se i cattocomunisti puntano a tassare i risparmi (si parla di una tassa sull'intero ammontare dei risparmi per coloro che superano i cinquecentomila euro di valore mobiliare) l'unione sovietica europea spinge perchè sia pesantemente tassata la casa, con lo stesso criterio e finalità con le quali i governi centrali e le monarchie assolute imposero tasse insostenibili ai nobili, per costringerli a vendere, a perdere potere ed a ridursi a lacchè dei re (fu la politica adottata da Richelieu, Mazzarino e Colbert che portò al regno di Luigi XIV, "lo stato sono io", Re Sole).

Fratoianni, in uno dei suoi deliri neomarxisti, afferma che ci vuole la patrimoniale per coprire i debiti e le spese prodotte dal morbo cinese e per poter adottare una politica di redistribuzione sociale delle risorse.

Afferma anche che i due terzi degli Italiani sono d'accordo.

Probabilmente sono i due terzi che, stoltamente, credono che la patrimoniale verrebbe imposta solo "agli altri" e, quindi, sono d'accordo perchè credono che verrebbero toccati solo i risparmi altrui.

Ma quei due terzi dovrebbero ormai sapere che il fisco, una volta abbattuto un tabù (ricordatevi tutti le affermazioni dell'allora ministro del tesoro Goria: nessuna tassa sui bot !) poi fa presto, davanti ad ulteriori necessità di bilancio, abbassare da cinquecentomila a quattrocentomila, a centomila a ventimila.

Allora non sarebbe il caso di rispolverare qualche vecchio ma sempre valido principio, come il "no taxation without representation" (niente tasse senza rappresentanza politica) che accese la miccia della Rivoluzione Americana, adattandolo alla contingenza per cui potrebbe diventare "no representation without taxation", cioè nessuno può votare, quindi decidere la destinazione del bilancio pubblico, se non paga ?

Vogliamo scommettere che se a decidere come destinare i propri soldi che vengono rapinati da uno stato con le tasse, fossero le vittime stesse della rapina, quei fondi sarebbero spesi molto meglio, senza sprechi e senza disperderli in inutili rivoli di mancette elettorali ?

12 novembre 2012

Monti osa pure minacciare

Monti si sente così protetto da minacciare la patrimoniale.
Anche Gheddafi e Ceausescu credevano di essere immortali, poi hanno tirato troppo la corda ...
Nei classici greco - romani, quella di Monti si chiama "ubris", in linguaggio moderno ,ancorchè castigato, si chiama "snobismo strafottente e arrogante".

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25 luglio 2012

Definizione di patrimoniale

Esproprio, imposto con la violenza di una minaccia di persecuzioni fiscali e giudiziari, perpetrato contro i cittadini laboriosi, efficienti e dediti al risparmio, finalizzato a mantenere lavativi, scialacquatori, burocrati e apparati sindacali e partitici.




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18 novembre 2011

Preavviso di rapine

Il discorso di Monti al senato ha confermato le prospettive della vigilia.
Per far ingoiare alla sinistra una minima parte degli interventi necessari a chiudere i rubinetti della spesa e ridurre il debito pubblico, si concederà la “soddisfazione” di rapinare gli Italiani con ici e patrimoniale.
Perché di rapina si tratta quando lo stato vuole imporre, con l’idea di farlo ogni anno, l' esproprio dei nostri risparmi senza alcun corrispettivo in servizi.
La tassa sulla casa, come ogni tassazione sui risparmi chiamata “patrimoniale”, non è infatti legata a nulla.
Non alla fornitura di acqua, luce, gas, perché le paghiamo a parte.
Non alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, perché c’è una tassa apposita.
Non ai servizi di trasporto pubblico perché si pagano al momento dell’uso.
E l’addizionale irpef serve per pagare la manutenzione delle strade e dei marciapiedi.
Viene quindi il sospetto che l’ici, che i comuni bramano, serva a pagare nani e ballerine per gli spettacoli estivi e natalizi, di cui possiamo fare a meno quando abbiamo, escludendo quelli a pagamento, ben 120 canali televisivi tra cui scegliere.
L’ici e il prelievo continuativo sui risparmi (che sono i soldi che salviamo del nostro reddito già ampiamente tassato !!!) sono prelievi forzosi, continuativi, senza corrispettivo.
Rappresentano l’illegittimità conclamata anche se venissero approvati da un parlamento bulgaro che potrebbe solo renderla legale, non legittima.
La rapina perpetrata con l’ici e la patrimoniale ha la medesima valenza morale della rapina del bandito all’angolo della strada.
Lì, infatti, abbiamo chi ci obbliga a consegnare il nostro denaro sotto la minaccia di una pistola o di un coltello.
Con l’ici e la patrimoniale abbiamo chi ci obbliga a consegnare il nostro denaro sotto la minaccia di arresti e processi.
IN AMBEDUE I CASI NON CI VIENE CONSEGNATO NULLA IN CAMBIO DI QUEL CHE PAGHIAMO !
Mi auguro che l’impegno del Pdl a votare solo i provvedimenti concordati con l’europa sia mantenuto e Berlusconi non si lasci infinocchiare dalle chiacchiere dei professoroni che credono di non dover rispondere al Popolo delle loro azioni.
In senato Pdl e Lega hanno ancora la maggioranza e bocciare le annunciate rapine ai danni dei nostri risparmi sarebbe un ottimo viatico sia per ricostituire una coesa alleanza, che per riproporsi agli Italiani come quelli che non mettono le mani nelle loro tasche e che, nei fatti, hanno dimostrato di poter gestire la finanza pubblica senza ricorrere ai mezzucci fiscali della prima repubblica.


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06 novembre 2011

L'ottimismo della Destra e la mentalità servile della sinistra

Non ho mai nascosto la profonda disistima (peraltro logicamente corrisposta a dimostrazione della inconciliabilità delle posizioni e della inutilità di tentare dialoghi o condivisioni) che provo nei confronti dei comunisti e di chi, in genere, vota a sinistra, fedele come sono al principio per cui “il peggiore dei nostri è comunque migliore, del migliore dei loro”.
L'attuale situazione politica ed economica fornisce ulteriore alimento alla mia opinione anche senza trarre spunto (peraltro realtà quotidiana) dalle dichiarazioni dei vari Bersani, Fini, Bindi, Vendola e compagni, ma dalle interviste trasmesse per radio e televisione, dalle lettere e forum dei giornali e dalle discussioni che si hanno con amici e colleghi.
Le borse calano, da Francoforte a New York: come si può pensare che rimuovendo Berlusconi la situazione migliori ?
Se così fosse, vorrebbe dire che Berlusconi è il Dominus mondiale e, allora, ci converrebbe tenerlo, perchè con quale altro Premier l'Italia potrebbe avere un ruolo così importante ?
Oppure vorrebbe dire che la "crisi" è solo una montatura orchestrata per rimuovere un personaggio non allineato con i poteri forti internazionali.
Come si può negare infatti che nei confronti dell'Italia vi sia un attacco della stessa natura di quello del 1991 e probabilmente portato dalla medesima Spectre internazionale ?
Come si può ignorare che l'ostilità verso il nostro Premier da parte di Merkel e Sarkozy deriva dalla loro insofferenza nel vedere l'Italia seduta “al primo tavolo” grazie esclusivamente al carattere di Berlusconi e sperano di sostituirlo con un personaggio più scolorito, meno ingombrante e che non faccia loro ombra ?
Come si può ignorare che il debito pubblico è maturato negli anni dell'arco costituzionale/compromesso storico nonostante ciò chiedere che si torni ad un governo “di larghe intese” ?
Come si può pensare di risolvere i problemi dell'economia con degli scioperi generali ?
Come si può pensare di continuare a pagare lavativi e fannulloni, mantenendo clientele improduttive ?
Le domande potrebbero continuare, mettendo a nudo la totale inconsistenza culturale e intellettuale della sinistra, strumentale nel sostenere il “passo indietro” e, purtroppo, aiutata da piccoli, meschini, pigmei morali che, eletti grazie e PER “Berlusconi Presidente”, oggi fanno gli schizzinosi sul fornire il loro appoggio al Premier.
Ma l'aspetto più sorprendente e inquietante è l'atteggiamento di alcuni semplici cittadini che, addirittura, si dicono favorevoli ad una maggiore tassazione (patrimoniale o prelievi forzosi) con la motivazione: preferisco pagare qualcosa adesso, che perdere tutto con il fallimento.
Ma quale fallimento ?
Ma chi è che può pensare, seriamente e non solo per mera propaganda, al fallimento dell'Italia che ha un patrimonio immobiliare pubblico almeno pari al debito e, con tutte le proprietà dello stato, rappresenta un multiplo dello stesso debito ?
Per non parlare poi della ricchezza privata che, ma solo quando fossero state vendute invano tutte le proprietà dello stato, potrebbe validamente intervenire.
Naturalmente è del tutto inutile qualsiasi salasso fiscale dei privati o del pubblico per ridurre il debito targato arco costituzionale/compromesso storico, se PRIMA non si chiudono i rubinetti della spesa (dai contributi per l'editoria, ai debiti della rai, alle spese per ogni genere di richiesta lobbistica).
Tutto questo è puro esercizio logico che si scontra con una canea propagandistica degli organi di stampa (di proprietà dei capitalisti italiani oggi a braccetto con i comunisti) asservita ad una sudditanza nei confronti dei potentati finanziari internazionali che hanno deciso che il ruolo dell'Italia debba essere quello di vassallo.
Purtroppo la mentalità di chi ha timore di un inesistente fallimento è una mentalità di per se stessa servile, quindi già predisposta al vassallaggio e lo rileviamo negli scritti di semplici elettori di sinistra che, senza pudore, esprimono il loro odio verso Berlusconi, esaltando addirittura le tasse.
Sono gli stessi che rinfacciano il voto favorevole al Governo dei “responsabili”, dimenticando che il Governo dovrebbe avere 520 parlamentari su 945 a suo favore, come uscito dalle urne e che se volessimo veramente rispettare la Sovranità Popolare, il parlamentare che cambiasse casacca dopo il voto popolare, dovrebbe decadere perchè il rapporto deve rimanere per tutto il mandato: 520 per la Maggioranza e 425 per l'opposizione.
Ma anche il concetto di Sovranità Popolare, come quello di Libertà, di Dignità, di Lealtà, di Indipendenza Nazionale, è estraneo a chi è purtroppo abituato ad agire come massa, avendo perso (se mai lo ha avuto) il gusto e la capacità di ragionare.
Purtroppo il loro difetto non porta conseguenze solo a loro, ma anche a noi, perchè il diffondersi di una mentalità da rassegnati come quella di chi, per paura di un ipotetico fallimento, preferisce farsi rapinare con una patrimoniale o un prelievo forzoso, danneggia anche chi non ha tali malinconie e, anzi, sarebbe disponibile ad impegnarsi per trasformare una difficoltà in una opportunità … purchè non gli si tarpino le ali rubandogli i suoi soldi.
L'unica differenza che resta è che chi è suddito della mentalità servile vive comunque male, nella paura del futuro, timoroso di tutto, perchè “tiene famiglia” e, a differenza nostra, non si gode appieno la bellezza della vita.
Così quando appaiono le notizie sul Premier che, nonostante i suoi settantacinque anni, mostra di apprezzare i piaceri della vita, schiuma invidia da tutti i pori, perdendo ancor di più il contatto con la ragione.
E allora, comunque vada, viva l'ottimismo, forma mentis tipica del Popolo di Destra.

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14 ottobre 2011

Troppe tasse? Reintroduciamo l'ici !

I meno giovani si ricorderanno sicuramente le scenette basate sul fraintendimento delle parole tra Walter Chiari e Carlo Campanini, tra Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Villaggio e Agus solo per citarne alcuni.
Per radio, in questi giorni, c'è la pubblicità di una trasmissione in onda prossimamente e, tra tante registrazioni, spicca quello (credo, ma dal solo timbro di voce non metterei la mano sul fuoco del riconoscimento, Peppino de Filippo nel ruolo di se stesso) che dice “io sono un contribuente” e Peppino de Filippo, credo, nel ruolo di Pappagone, che ribatte “non sapevo che fossi un combattente”.
A quel livello, di vecchia, sana comicità, è giunta la Banca d'Italia del futuro capo della BCE Draghi.
Si denuncia un eccesso di tasse e, per rimediarvi, la proposta è di reintrodurre una tassa eliminata nel 2008 da Berlusconi: l'ici sulla prima casa.
Se si trattasse di una scenetta pubblicitaria o nel classico varietà del sabato sera, farebbe ridere (anzi, suggerisco a Fiorello di scritturare l'artefice della battuta) ma essendo una seriosa proposta che segue altre boiate come la patrimoniale da 30mila euro pro capite o l'ipoteca forzosa sulle case degli Italiani, non solo non fa ridere, ma ci deve indurre a vigilare con attenzione, pronti a qualsiasi reazione, qualora prendesse corpo l'esproprio coatto delle nostre proprietà.
L'Italia ha un enorme debito pubblico, retaggio delle sconsiderate concessioni ed elargizioni della prima repubblica.
Un debito pubblico che DEVE essere, come minimo, ridotto anche se una famiglia onesta, normale, farebbe di tutto per estinguerlo e ricominciare con una sana politica di equilibrio tra entrate e uscite.
I sistemi per ridurre/estinguere il debito pubblico sono sostanzialmente due:
- aumentare le entrate
- tagliare le spese.
Se si aumentano le entrate senza chiudere i rubinetti della spesa, in poco tempo ci si ritroverà al punto di partenza: un debito pubblico nuovamente enorme e che deve essere ridotto/estinto.
Ma i cittadini contribuenti (in questo caso anche combattenti per sopravvivere alle gabelle) non possono accettare di rinunciare ai loro guadagni per mantenere in piedi un sistema costoso e che, per di più, spende quei soldi per restituire pessimi o inesistenti servizi.
Allora la strada è una e una sola:
- chiudere i rubinetti della spesa pubblica
- tagliare ogni capitolo di spesa, quando non estinguerlo
- far pagare i servizi (ma che siano decenti !) per il loro costo a chi ne usufruisce
- vendere partecipazioni ( a cominciare dalla rai con conseguente abolizione dell'odiato canone) e immobili di proprietà.
Solo tale percorso virtuoso consentirà di ridurre le tasse (e anche in modo sensibile) ad ogni cittadino.
Le baggianate secondo le quali per diminuire le tasse bisognerebbe reintrodurne una (o più) è meglio che restino negli uffici studi di chi, come testimonia la crisi mondiale, non ne azzecca una perchè ha la testa imbottita di teorie e vive fuori dalla realtà quotidiana.

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12 ottobre 2011

La patrimoniale sarebbe un furto

Mentre la lunga lista di aspiranti salvatori della patria freme d' orgasmo speranzoso per la battuta di arresto della Maggioranza alla camera, senza pensare che, a parti invertite, se questa variegata opposizione fosse al governo, con quei voti, sarebbe stata ugualmente battuta, viene portato un pesante attacco alla proprietà degli Italiani.
La corte dei conti ha avvertito che manca la copertura per la necessaria riforma fiscale e gli ipotizzati tagli alle agevolazioni sarebbero socialmente insostenibili.
Cosa propongono quindi i magistrati-ragionieri ?
La patrimoniale e, da quanto si capisce, neanche tanto “leggera”, ma a livello delle folli proposte degli Amato, delle Marcegaglia e dei Profumo.
Cos’altro infatti significa “tassare i beni reali e personalise non colpire la proprietà ?
E’ l’applicazione delle peggiori teorie economiche marxiste per le quali la proprietà sarebbe un furto, realizzando quindi il peggiore dei furti ai danni dei cittadini: la patrimoniale.
Tassare i “beni reali e personali” significa innanzitutto tassare case e terreni, i beni immobili.
Ma un bene immobile non porta alcun reddito se non meramente teorico, tranne quando lo si concede in locazione ad un terzo dal quale incassare un corrispettivo che, infatti, viene tassato.
Esattamente come i nostri risparmi che, in linea capitale, non producono guadagni ad eccezione degli interessi riconosciuti dagli emittenti che, per l’appunto, sono regolarmente tassati.
Allora la patrimoniale sui “beni reali e personali” si traduce in un impoverimento secco, in un sottrarre, senza alcun corrispettivo, arbitrariamente ai cittadini qualcosa che è di loro esclusiva proprietà.
La patrimoniale è un attacco alla Proprietà Privata che, come noto, è tutto uno con la Libertà individuale, perché senza Proprietà Privata non esiste (o è fortementelimitata) la Libertà per l’Individuo.
La patrimoniale, come quindi viene disegnata dai saccenti delle finanze e dell’industria o dai magistrati-ragionieri della corte dei conti, è uno strumento utile a sopprimere o limitare la Libertà individuale.
La patrimoniale è il grimaldello attraverso il quale, impoverendo i singoli cittadini, ci vogliono rendere schiavi di un sistema che elargendo (poco) e sanzionando (troppo), travalica ogni senso dello stato per trasformarsi in tiranno senza volto, cioè il peggiore dei tiranni, perché composto da una molteplicità di tentacoli.
Finchè Berlusconi sarà in sella, pur con tutte le difficoltà (crescenti) che gli vengono frapposte, avremo una speranza di salvarci da quella tirannia.
Se Berlusconi dovesse cadere – e giustamente, per far uscire allo scoperto eventuali congiurati, pretende il voto di fiducia parlamentare dopo l’episodio di ieri - allora si aprirebbero le porte a devastazioni di tipo
morale (eutanasia, unioni omosessuali, manipolazione genetica, liberalizzazione della droga),
sociale (voto e cittadinanza per gli immigrati) ed
economico (patrimoniale, ici, riduzione del tenore di vita, espropri)
perché i suoi nemici, per reggere, dovrebbero accontentare tutte le varie lobbies che li hanno aiutati nel ribaltone, spesso in contrasto tra loro e l’unica scelta sarebbe quella di saccheggiare le risorse morali e finanziarie dell’intera nazione e dei singoli cittadini.

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26 settembre 2011

Se fosse vero sarebbe da fermare

Ieri ho commentato la discesa in campo della Marcegaglia.
Ho ipotizzato un programma parametrato a quanto scrive il Sole 24 Ore da alcuni mesi e ho espresso la mia sostanziale condivisione sul piano economico, ma fortissimi dubbi sulle gambe che dovrebbero promuoverlo e le contropartite utili a tacitare la sinistra.
In sospeso c’era la questione della patrimoniale.
Leggendo quindi i giornali di oggi e il Sole degli ultimi tre giorni, vedo che Marcegaglia vorrebbe una “piccola tassa sul patrimonio da inserire nell’Irpef” (secondo il Sole).
Posso starci, ma solo per azzerare il debito pubblico e dopo che:
1) Siano stati chiusi tutti i rubinetti della spesa;
2) Siano stati venduti i beni dello stato
3) Siano stati privatizzati gli enti posseduti dallo stato (a cominciare dalla Rai)
4) Sia divenuta legge una totale liberalizzazione delle professioni, arti, attività commerciali
5) Sia stata ridotta ad una flat tax residuale l’imposizione fiscale diretta.
Solo dopo che tutto ciò fosse diventato legge dello stato e, soprattutto, realtà, ove ci fosse ancora un debito pubblico sarei disponibile a contribuire una tantum per il suo azzeramento.
Leggo, invece, che si vorrebbe tassare con lo 0,15% il patrimonio degli Italiani.
E’ esattamente la proposta di Amato, anzi peggio.
Amato (e Profumo senza dare numeri con la sua saggezza da ex manager bancario) ipotizza una supertassa da trentamila euro per venticinque milioni di Italiani.
Non ci viene detto se la prima casa o i titoli di stato entrerebbero nel conto.
Ma poiché leggo sempre più spesso che “bisogna rilanciare gli affitti”, criticando in pratica il fatto che l’85% degli Italiani possiede la propria casa, non vorrei che la nostra abitazione tornasse al centro del mirino.
Se fosse vero quello che si legge, Marcegaglia dovrebbe essere fermata, perché la sua proposta agli Italiani, il futuro che ci regalerebbe, sarebbe: più poveri e senza un tetto.

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22 settembre 2011

Baby pensionati si danno alla politica

Tecnicamente non credo sia pensionato.
Ma quando un signore, per togliere il disturbo da una delle due principali banche italiane, riceve una buona uscita di ben quaranta milioni di euro (ottanta miliardi ottanta delle vecchie lire !!!) dopo averne incassati altre decine negli anni da manager, può essere, a tutti gli effetti, considerato un baby pensionato.
Ma evidentemente non gli basta e non si accontenta di spassarsela tra viaggi e bella vita e strizza l’occhio alla politica.
Come lessi una volta in una intervista ad un banchiere (non un manager, ma proprio un proprietario di banca) il “piacere” di restare sotto i riflettori non è dato tanto dal denaro, dopo che uno ne ha accumulato anche per le generazioni a venire della sua famiglia, ma dall’uso del potere.
Così assistiamo a manager che si danno una verniciata da esperti e cercano di entrare nei palazzi della politica non attraverso un voto popolare, ma con una chiamata divina, quali salvatori della patria.
Anche in questo Berlusconi fece eccezione, perché non si tirò indietro (e non si sottrae oggi) dalla battaglia politico elettorale, vincendola.
Dopo un Montezemolo che ancora non ha finito di sfogliare la margherita dell’ingresso o meno in politica, ecco quindi il Profumo Alessandro, che da manager di Unicredit si metteva disciplinatamente in fila per votare alle “primarie” delpci/pds/ds/pd, oggi si accredita come “l’uomo nuovo” a disposizione dello stato.
Senza essere eletto.
Contando sul complesso di inferiorità dei funzionari della politica (da Casini a Bersani) che lo ricoprono di elogi e si dichiarano onorati se accettasse un incarico di governo.
E lui come li ripaga ?
Rispolverando le folli idee di Amato sulla patrimoniale “vera”, cioè quella aberrazione che vorrebbe sottrarre a quasi la metà degli Italiani i loro risparmi per circa trentamila euro a testa e utilizzarli per ridurre il debito pubblico che continua a crescere perché non sono ancora stati chiusi i rubinetti della spesa.
Chi propone una patrimoniale, da trentamila lire o da trentamila euro non fa differenza, dovrebbe solo essere denunciato e messo nelle condizioni di non nuocere e propongo una chiave di lettura.
Avete osservato come ci viene sempre ripetuto che il risparmio privato degli Italiani sia così consistente da essere superiore a quello di qualsiasi altra nazione ?
Non è che con questa storia della patrimoniale, dopo aver depauperato la diligenza pubblica, vogliano continuare a spendere per gli affaracci loro usando i soldi nostri ?
Non è che sottraendoci i risparmi con la loro patrimoniale vogliano ridurre il tenore di vita dei privati cittadini italiani al livello di quelli di altre nazioni che non tollerano che gli Italiani vivano meglio di loro ?
Non è che sottraendoci le disponibilità economiche private, da loro non controllate, vogliano in realtà sottrarci la libertà di opinione, di pensiero, di azione, di voto, per renderci tutti schiavi dei loro voleri ?
Sì, perché la libertà economica è un pilastro della libertà politica che, evidentemente, ci vogliono sottrarre assieme ai nostri risparmi.


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10 agosto 2011

Sulle tasse Berlusconi gioca la partita della vita

Dopo l’infame manovra socialista di Tremonti che ha tradito gli impegni assunti dal Centro Destra con gli elettori imponendo un aggravio di tasse sui depositi, Berlusconi ha l’opportunità di redimersi con i nuovi provvedimenti allo studio.
Opportunità di redimersi se concentrerà l’azione sul taglio delle spese e sul far pagare almeno al loro costo i servizi “offerti”, ma anche il rischio di sprofondare all’inferno tra le maledizioni degli Italiani.
Troppi quotidiani oggi parlano di patrimoniale e di aumento della tassazione dei risparmi.
Se il Governo dovesse prendere quella strada non solo avrebbe chiuso con la maggior parte dei suoi elettori, ma legittimerebbe anche ogni iniziativa che, da singoli o da gruppi, prendessero per mettere al riparo i propri denari dall’avidità dello stato.
Se, invece, la necessaria riduzione del debito pubblico fosse raggiunta con i tagli alle spese, con la soppressione di agevolazioni, contribuzioni a pioggia, rottamazioni, con l’aumento hic et nunc dell’età pensionabile per tutti non solo si conseguirebbe un obiettivo virtuoso (il pareggio di bilancio) in tempi brevi, ma si porrebbero le basi per non ricominciare con gli sperperi grazie al carburante (le tasse) degli Italiani che, anzi, potrebbero essere ridotte a livelli accettabili per poter essere pagate da tutti.
Berlusconi è così giunto alla sua partita della vita.
O taglia senza tassare risparmi e patrimoni, oppure muore (politicamente).

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30 gennaio 2011

D'alema tenta Casini per saccheggiare meglio le nostre tasche

Mentre le truppe togate, tastierate e microfonate continuano ad preoccuparsi di sbirciare sotto le lenzuola del Premier, i politici di sinistra, da quelle commissariati, continuano a discutere di tasse ... da appiopparci e del sistema migliore per riuscirci.
Nel fine settimana è stato il turno del cosiddetto “terzo polo” (ma terzo dove, visto che vota sempre con la sinistra ?) che nel nulla del suo convegno (a parte la rimozione di Berlusconi - contro il quale sono stati pronunciati ogni genere di esorcismi - non si è saputo di alcun progetto politico) ha rilanciato l'ipotesi di patrimoniale e di tasse sui risparmi in perfetta sintonia con Veltroni, Amato, Bersani e Bindi.
D'alema coglie al balzo l'occasione e propone a Casini (e lo sventurato rispose che si può riflettere sulla proposta) una allenza dei gabellieri per abbattere Berlusconi.
La parte sana della Nazione che non è accecata dall'odio verso il Premier, capisce subito che, per dare a tutti i congiurati una fetta di potere in caso di successo, le mucche da mungere saranno i cittadini per i quali i gabellieri preparano patrimoniali, tasse sui risparmi, tasse sulla casa, tasse "di scopo".
Sembra che quei funzionari di partito diano già per spacciato il Presidente del Consiglio (che anche venerdì sera, nel suo messaggio ai Promotori della Libertà, ha promesso che, finchè sarà lui a Palazzo Chigi, non ci sarà mai alcuna patrimoniale: un motivo in più, se fosse necessario, per sostenerlo) e assaporino il gusto di tornare a ravanare nelle nostre tasche per foraggiare le loro clientele e questo sogno li induca a fantasticare sulle gabelle più fantasiose, pur di mettere le mani sui nostri soldi.
Il Premier nel 2006 affermò una verità lapalissiana: non ci possono essere elettori così coglioni da votare contro il proprio interesse.
A distanza di cinque anni dobbiamo constatare che un virus deve aver colpito una, purtroppo consistente, minoranza degli Italiani se si ostinano a sostenere personaggi che, come hanno dimostrato nel 1996 e nel 2006, come primo atto di governo aumentano le tasse.
Le aumentassero, poi, per migliorare e rendere più efficienti i servizi, almeno un utile ricadrebbe anche su di noi, purtroppo le aumentano per dissipare i nostri soldi a favore di iniziative che quando non sono ideologicamente repellenti, sono inutili tranne a chi le organizza con i nostri soldi.
Sarei pronto a versare, ogni cento euro di riduzione delle tasse che dovesse determinare la riforma fiscale promessa da Berlusconi, il 10 per cento a favore dei divertimenti del Premier a condizione che continui il ciclo virtuoso della riduzione delle tasse.
Certamente non sono disponibile a versare neppure una lira fuori corso per finanziare
la rai,
le trasmissioni dell'odio politico gestite dai conduttori di sinistra,
i giornali che devono mantenersi con i lettori e non con i contributi pubblici,
teatri e cinema che devono mantenersi in base agli incassi che seguono belle opere e bei film,
le associazioni del cosiddetto volontariato che non si capisce perchè, se sono volontarie, vogliano i soldi delle nostre tasse,
i sindacati con i loro patronati e caf che devono mantenersi facendo pagare i servizi che forniscono e con i contributi degli iscritti, come tutte le associazioni,
gli esuberi di un pubblico impiego elefantiaco e improduttivo,
gli sprechi clientelari delle amministrazioni locali, specialmente al sud e potrei continuare.
A ben vedere, ci costerebbe molto meno finanziare una serata ad Arcore (ammesso e non concesso che sia come viene, con la bava alla bocca, descritta dalla sinistra …) che non tutto l'ambaradan che la sinistra stessa mette in piedi per elargire i soldi che vorrebbe continuare a prelevarci dalle nostre tasche.
E tutto quel che ho elencato appartiene, purtroppo, alla realtà.
Sono tutte spese, che ritengo inutili, che gravano sul pubblico, cioè sulle nostre tasche e che contribuiscono a taglieggiare i nostri guadagni.
Tutte spese che chi, oggi, cerca anche con i mezzi più meschini e rivoltanti, di sostituirsi a Berlusconi, incrementerebbe e finanzierebbe con
le sue (della sinistra) patrimoniali,
le sue (della sinistra) “tasse sulle rendite finanziarie e immobiliari” (cioè le tasse sui risparmi e le case)
e con le sue (della sinistra) “tasse di scopo” (cioè le una tantum di una volta, moltiplicate all'infinito).
La sinistra (e i suoi caudatari del cosiddetto “terzo polo”) è l'Italia delle tasse e della spesa fuori controllo.
Berlusconi ci propone, da sempre, l'Italia della Libertà e del primato dell'Individuo.
Chi può avere dubbi su quale Italia scegliere ?

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28 gennaio 2011

Tasse, patrimoniali e Federalismo

La prossima settimana dovrebbe segnare il via libera ai decreti sul Federalismo fiscale e che voglio considerare solo un primo passo verso la realizzazione di un autentico stato Federale, la cui unica alternativa sarebbe la Secessione, sempre più vicina e condivisa, quanto più si allungano i tempi del Federalismo.
Naturalmente la sinistra spendacciona (sempre, ovviamente, con i soldi altrui) contesta le scelte del Governo blaterando di aumenti delle tasse e di mancate risorse ai comuni.
Come al solito la verità è un’altra.
Il Federalismo fiscale comporta sì l’introduzione di “nuove” tasse, ma solo nominalmente, perche vanno a prendere il posto (con un saldo complessivo inferiore, anche per gli adempimenti burocratici, a nostro carico) di una pluralità di balzelli che vessano i cittadini.
Viene, entro certi limiti, “liberalizzata” l’Irpef comunale e qui i cittadini ed elettori potranno misurare le capacità di quelli che hanno eletto loro amministratori che non potranno più piangere miseria e scaricare le loro colpe sul Governo.
Il comune bene amministrato riesce a gestire i fondi disponibili con il minimo di irpef locale e con il massimo di servizi ai cittadini.
Ovviamente dovranno essere gestiti con criteri di economicità gli immobili e i beni comunali, evitate inutili e costose trasferte dei consiglieri, soppresse tutte le spese ideologiche (tipo i finanziamenti per gli ospedali di Cuba) e tutti gli sprechi di cui beneficiano nani e ballerine con gli spettacoli organizzati a spese del pubblico, oltre a rendere finalmente efficiente la macchina comunale con una migliore organizzazione del lavoro.
Le tasse, dunque, più legate al territorio ed alla amministrazione locale, con meno scadenze e voci, come primo beneficio del Federalismo.
Il partito della spesa, però, non demorde e soprattutto il famigerato Giuliano Amato (sì, proprio quello del 6 per mille sottratto nottetempo dai conti degli Italiani nel 1992 !) ha ripetutamente elucubrato su una tassa patrimoniale che trova l’entusiastica adesione della sinistra invidiosa e nemica della proprietà privata.
Alcuni mesi fa, Amato lanciò l’idea (idea ?) di una supertassa su venti milioni di famiglie che, nelle sue fantasie fiscali, dovrebbe ammontare a 30 mila euro in due rate annuali, per abbattere il debito pubblico del 40%.
Tale esternazione ha trovato spazio in alcuni quotidiani ed ha avuto un seguito in un dibattito cui ha partecipato anche Pellegrino Capaldo.
Meno male che Silvio c’è.
Mai come in questa occasione il ritornello che tanto fa schiumare la sinistra trova la sua ragion d’essere, infatti Berlusconi ha decisamente e senza appello respinto l’idea di patrimoniali “per ridurre il debito”, più che altro per conservare intatta la spesa pubblica (spesso clientelare).
Ed ecco un’altra chiave di lettura della meschina campagna giudiziaria e mediatica fondata sullo sbirciare sotto le lenzuola del Premier.
Il principale impegno elettorale del Centro Destra (non mettere le mani nelle tasche degli Italiani) non solo viene mantenuto, ma anche rafforzato.
Questo toglie ossigeno ai tanti beneficiati, quelli che vivono (molto bene) con il denaro pubblico, senza peraltro portare vantaggi per i cittadini paganti.
Il debito pubblico (creato negli anni della prima repubblica e per l’incapacità, la debolezza e la pusillanimità dei governanti di allora che, come ha perfettamente descritto oggi ne Il Giornale Marcello Veneziani nella sua rubrica “Cucù” , preferivano il compromesso, allargando i cordoni della borsa, ai “fastidi” della sana amministrazione) va abbattuto.
Ma senza tasse, anzi riducendo quelle esistenti.
E’ necessario tagliare invece le spese, per far dimagrire lo stato in modo che si allontani sempre più dalla vita dei cittadini per lasciare più libertà agli individui e al mercato, facendo altresì pagare i servizi erogati, a chi ne usufruisce (e non alla totalità dei contribuenti) e per il loro costo effettivo.

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