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22 settembre 2011

Baby pensionati si danno alla politica

Tecnicamente non credo sia pensionato.
Ma quando un signore, per togliere il disturbo da una delle due principali banche italiane, riceve una buona uscita di ben quaranta milioni di euro (ottanta miliardi ottanta delle vecchie lire !!!) dopo averne incassati altre decine negli anni da manager, può essere, a tutti gli effetti, considerato un baby pensionato.
Ma evidentemente non gli basta e non si accontenta di spassarsela tra viaggi e bella vita e strizza l’occhio alla politica.
Come lessi una volta in una intervista ad un banchiere (non un manager, ma proprio un proprietario di banca) il “piacere” di restare sotto i riflettori non è dato tanto dal denaro, dopo che uno ne ha accumulato anche per le generazioni a venire della sua famiglia, ma dall’uso del potere.
Così assistiamo a manager che si danno una verniciata da esperti e cercano di entrare nei palazzi della politica non attraverso un voto popolare, ma con una chiamata divina, quali salvatori della patria.
Anche in questo Berlusconi fece eccezione, perché non si tirò indietro (e non si sottrae oggi) dalla battaglia politico elettorale, vincendola.
Dopo un Montezemolo che ancora non ha finito di sfogliare la margherita dell’ingresso o meno in politica, ecco quindi il Profumo Alessandro, che da manager di Unicredit si metteva disciplinatamente in fila per votare alle “primarie” delpci/pds/ds/pd, oggi si accredita come “l’uomo nuovo” a disposizione dello stato.
Senza essere eletto.
Contando sul complesso di inferiorità dei funzionari della politica (da Casini a Bersani) che lo ricoprono di elogi e si dichiarano onorati se accettasse un incarico di governo.
E lui come li ripaga ?
Rispolverando le folli idee di Amato sulla patrimoniale “vera”, cioè quella aberrazione che vorrebbe sottrarre a quasi la metà degli Italiani i loro risparmi per circa trentamila euro a testa e utilizzarli per ridurre il debito pubblico che continua a crescere perché non sono ancora stati chiusi i rubinetti della spesa.
Chi propone una patrimoniale, da trentamila lire o da trentamila euro non fa differenza, dovrebbe solo essere denunciato e messo nelle condizioni di non nuocere e propongo una chiave di lettura.
Avete osservato come ci viene sempre ripetuto che il risparmio privato degli Italiani sia così consistente da essere superiore a quello di qualsiasi altra nazione ?
Non è che con questa storia della patrimoniale, dopo aver depauperato la diligenza pubblica, vogliano continuare a spendere per gli affaracci loro usando i soldi nostri ?
Non è che sottraendoci i risparmi con la loro patrimoniale vogliano ridurre il tenore di vita dei privati cittadini italiani al livello di quelli di altre nazioni che non tollerano che gli Italiani vivano meglio di loro ?
Non è che sottraendoci le disponibilità economiche private, da loro non controllate, vogliano in realtà sottrarci la libertà di opinione, di pensiero, di azione, di voto, per renderci tutti schiavi dei loro voleri ?
Sì, perché la libertà economica è un pilastro della libertà politica che, evidentemente, ci vogliono sottrarre assieme ai nostri risparmi.


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