Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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07 agosto 2025

Sciocchezzaio della sinistra e una ottima iniziativa


Oggi un commento suddiviso in tre parti perchè non voglio rinunciare a nulla, soprattutto perchè la sinistra, nella sua foga di lanciare veline sui social, ogni giorno sforna sciocchezze anche gustose.

Come la denuncia o, come leggo da qualche parte, segnalazione che Bonelli e Fratoianni avrebbero fatto alla corte penale internazionale contro la Meloni per genocidio.

Inizialmente pensavo che fosse per lo stantio caso Almasri (e già sarebbe una sciocchezza, doppia perchè è una stupidaggine in sé e perchè è un atto vergognoso verso la propria Nazione), poi ho letto che sarebbe per una sorta di complicità con Israele e il Governo Netanyahu su Gaza.

Una sciocchezza sesquipedale che la dice lunga non solo sul livello di quei due, ma anche sulla impotente disperazione che li stritola nel vedere che il Governo ... governa.

La cosa tragica, però, è che probabilmente quella corte (dalla quale dovremmo uscire, come dovremmo uscire dall'Oms, dalla Ue, dall'Onu, ma diamo tempo al tempo) esaminerà quella sciocchezza, dimostrando di essere solo una inutile pedina politica dipinta di rosso.

Ma la sinistra ieri si è superata con il coro di voci bianche contro un'opera formidabile come è il Ponte sullo Stretto.

Lo ha detto Salvini: oggi per passare dal continente alla Sicilia attraversando lo Stretto, occorrono dai 120 ai 180 minuti, con il Ponte basteranno 15 minuti.

Basta questo dato per seppellire ogni obiezione politica, ambientale, economica.

Purtroppo, anche qui, gli annunciati ricorsi troveranno l'ascolto in magistrati che, invece di cestinarli con ogni immediatezza, interverranno, chiederanno documenti, istruiranno cause, emetteranno sentenze, rallentando lo sviluppo del Sud e dell'Italia, agevolando la politica della sinistra italiana che porta solo danni alla Nazione.

Infine una segnalazione.

La Verità dal 13 agosto metterà in vendita un formidabile romanzo di Jean Respail, Il Campo dei Santi.

E' un romanzo distopico, scritto nel 1973 (ben 50 anni fa !) che appartiene al filone di quelle letture agghiaccianti perchè anticipano un futuro delirante che, oggi, vediamo realizzarsi giorno dopo giorno, sentenza dopo sentenza, clandestino dopo clandestino.

La Fantascienza è letteratura di anticipazione, come ho più volte scritto, ma in questo caso Il Campo dei Santi è il primo di una serie che annovera Sottomissione di Michel Houellebeq (tutto sommato quello, per me Maschio, Bianco ed Eterosessuale, meno invasivo, almeno nella sua conclusione) e la trilogia Guerriglia di Laurent Obertone che, ognuno per parte sua, dipingono un futuro, che sembra sempre più vicino, in cui noi Occidentali, avendo abdicato alla nostra Sicurezza, al nostro Benessere ma, soprattutto, alle nostre Tradizioni, perdiamo la nostra Libertà e la nostra Dignità.

Ripeto una evidenziazione che già ho fatto commentando Guerriglia: tutti e tre i romanzi sono ambientati in Francia e sono scritti da francesi.

Probabilmente sono più avanti di tutti noi nella dispersione di due millenni di Civiltà e, magari, il loro disastro potrebbe essere, se colto e ben valutato, la nostra salvezza.

Sono libri da leggere e, a parte Sottomissione, non facili da reperire, quindi, per chi non l'ha, l'opportunità offerta da La Verità di acquistare Il Campo dei Santi dovrebbe essere colta, anche se magari è meglio leggere il romanzo al ritorno dalle vacanze, perchè potrebbe gettare un'ombra sulla felicità del momento.

17 maggio 2025

La peggior sinistra di sempre


Non sono mai stato un estimatore della sinistra, al contrario, da quando ho memoria, sono sempre stato sulla barricata opposta.

Non ho mai avuto neppure stima per comunisti, socialisti, democristiani di sinistra, elenco che si allunga in pratica a tutto l'infame arco costituzionale degli anni Settanta, considerato che sotto il cappello del pci/pds/ds/pd si sono, alla fine, accucciati anche tutti i democristiani (persino Casini che nel 1994 sembrava avesse trovato un cuor di leone schierandosi con Berlusconi!), liberali (vedere alla voce Zanone), repubblicani e socialdemocratici.

Però c'era un rispetto dovuto alla mia personale convinzione che i comunisti, ma anche molti di quelli che successivamente si sono inginocchiati alla falce e martello, fossero in buona fede e, almeno a parole, sostenessero principi di equità e giustizia sociale sul piano teorico pienamente condivisibili, anche se l'esperienza pratica degli stati socialisti avrebbe dovuto, sin da allora, far comprendere il tragico errore in cui nuotavano.

Ma oggi ... non posso in alcun modo accreditare buona fede alle mistificazioni, alle infami azioni contro l'Italia, contro il nostro Governo, contro noi Italiani che vengono poste in essere per impedire che la volontà popolare si trasformi in quotidianità.

Non accredito buona fede, ad esempio, ai latrati per l'assenza della Meloni al tavolo dei disagiati che istigano Zelensky a continuare la guerra.

Non è buona fede berciare su quella assenza e tacere che la socialista Spagna di Sanchez non era presente, come il Portogallo, la Grecia e tutti gli stati scandinavi.

La Meloni è stata chiara: non ci vado perchè abbiamo detto "no" all'invio dei soldati Italiani in Ucraina.

Macron ha tentato di dire che non si è parlato di truppe in Ucraina (smentito da un ministro inglese che invece ha accennato ad iniziative e progetti di cui non parla per non dare vantaggi a Putin), ma così facendo ha dimostrato che l'assenza non è una esclusione da parte loro, bensì una autonoma, legittima, giustissima scelta di politica estera del nostro Governo che, in tal modo, rappresenta la maggioranza di noi Italiani che NON vogliamo entrare in guerra, NON vogliamo che anche uno solo dei nostri ragazzi possa morire per Kiev.

Se la sinistra vuole inviare soldati in Ucraina, per continuare a restare, come vorrebbe Prodi, "dietro" a Germania e Francia, ha una strada libera: si arruolino come volontari e vadano a combattere nella legione straniera che Zelensky ha istituito sin dal 2022.

Perchè non trasformano i loro latrati in azioni concrete e non partono per il fronte ?

16 luglio 2024

Una pallottola spuntata

Il livello morale, prima ancora che civile e politico, della sinistra e dei suoi aedi, si vede nelle reazioni all'attentato a Trump.

Non sono arrabbiati per l'attentato, perchè un tizio, pazzo o invasato che fosse, abbia sparato a Trump, ma perchè, mancandolo, gli ha fornito un formidabile assist, meglio di tutti i milioni di dollari spesi negli inserti pubblicitari.

I patetici e squallidi tentativi di gettare ombre e dubbi sull'attentato e la sua origine, come quello di imputare a Trump l'aver acceso gli animi quando è sotto gli occhi di tutti che ovunque, non solo negli Stati Uniti, ma anche in Italia, in Francia nell'unione europea, ad aizzare all'odio, alle barricate, all'esclusione della Destra sono gli antifa, le sinistre di ogni ordine e grado, gli immigrazionisti e i difensori dei cosiddetti diritti civili.

Non possiamo sapere se a novembre Trump si riprenderà la Casa Bianca.

Ci sono ancora troppi mesi davanti, durante i quali potrebbe accadere qualunque cosa.

Zelensky, il cocco della sinistra mondiale, ha sospeso, ad esempio, le elezioni presidenziali e governa in prorogatio "causa guerra".

Le toghe rosse ci sono ovunque nel mondo (veggasi, senza contare i quasi tre mesi di domiciliari a Toti, i processi a Trump e le indagini sulla Le Pen) e pallottole, anche non spuntate (veggasi il premier Slovacco Fico) volano con troppa frequenza.

A tre mesi e mezzo, poco più dei cento giorni (che poi erano un po' di più) di Napoleone, dal voto di novembre può accadere qualunque cosa, anche una riedizione del covid che tanta fortuna portò a Biden nel 2020,

Ma allo stato sembrano affievolirsi i tentativi di sostituire in corsa Biden, nella convinzione che, chiunque si candidasse, rischierebbe un bagno elettorale e, quindi, tanto vale imputare tutto alla senescenza dell'attuale inquilino della Casa Bianca, senza bruciare altri nomi.

Trump sbaglierebbe a sedersi sugli allori ma, al contrario, dovrebbe partire dalla Convention di Milwakee per caricare di energia la sua campagna elettorale, senza edulcorare i suoi discorsi, perchè nel momento in cui si adeguasse alle paludate liturgie dei vecchi parrucconi democratici, perderebbe il consenso dello zoccolo duro dei suoi elettori, probabilmente senza conquistare i pavidi moderati border line.

E di un Trump aggressivo abbiamo bisogno anche in Europa dove sta per consumarsi l'ennesimo, indecente scambio tra socialisti e popolari per conservarsi le poltrone, anche a costo di promuovere politiche che distuggerebbero quel poco che resta della Gloria, dell'Onore e della Dignità dei Popoli e delle Nazioni europee.


15 luglio 2024

Fight ! Fight ! Fight !

Combattere ! Combattere ! Combattere !

Il grido di Trump, ferito ma non piegato, riecheggia nella politica non solo americana.

E di combattere si tratta, contro una sinistra che, senza vergogna, ha scatenato i suoi megafoni per manifestare una solidarietà ... Pelosi, cercando, in modo immondo, di insinuare il dubbio che il Presidente Trump sia complice, diretto o indiretto, dell'attentato.

Ma non è solo negli Stati Uniti che tutti coloro che hanno a cuore la Libertà devono combattere, anche in Europa, anche in Italia dove la sinistra ha attecchito con tutte le sue storture, corrompendo la nostra società e trasformandola nella pallida e debole epigone di quella Europa delle Nazioni che conquistò il Mondo.

Siamo due mondi, "l'un contro l'altro armati", per ora solo a parole, su tutto ciò che riguarda la vita di tutti noi e di tutti i giorni,

Non può sfuggire che le politiche verdi abbiano un costo enorme che impoverisce non solo il nostro portafoglio, ma anche la nostra vita perchè le soluzioni proposte dalla cosiddetta transizione ecologica (figlia di una propaganda di chi vuole solo un nuovo business e che è attecchita su menti incapaci di un ragionamento critico) non solo più costose, ma anche meno efficaci nel rispondere alla richiesta di energia e produttività.

E la risposta della sinistra, in Italia, in Francia, negli Stati Uniti, in tutto il mondo, è solo quella di mettere le mani nelle nostre tasche, con una patrimoniale che chiamano sul reddito ma in realtà è sull'intero patrimonio, con la cifra indicata da Melanchon, 400mila euro, facilmente raggiungibile da molti talvolta anche solo con la proprietà di un appartamento.

E' una sinistra che vuole imporre un pensiero unico, cercando di imporre sanzioni a chi esprima opinioni differenti (su aborto, omosessuali, cancellazione della cultura, woke, transizione ecologica) o a chi le ospita (la multa che la commissione della Von der Leyen vorrebbe imporre a X, l'ex Twitter, che è diventata una bacheca di Libertà).

E' una sinistra dirigista, che riesuma i vecchi piani quinquennali ed è ostile a qualunque governo esprima orientamenti in contrasto alle direttive del politicamente corretto.

E' una sinistra cattocomunista perchè, unendo i vecchi comunisti ai vecchi residuati democristiani, ha unito il peggio, la parte più oppressiva e ottusamente reazionaria delle rispettive tradizioni che affondano le loro radici nella Inquisizione e nelle purghe staliniste.

E' una sinistra con la quale è inutile dialogare e che quindi è solo la controparte contro cui, seguendo le indicazioni di Trump, non possiamo fare altro che combattere, per affermare e difendere la nostra Civiltà millenaria, il nostro Modello di Vita, il migliore mai esistito sulla Terra, la nostra Libertà di Pensiero, Parola, Opinione e il nostro inalienabile diritto di manifestarli con gli scritti, i comizi, nelle piazze e tramite i moderni strumenti di comunicazione e diffusione delle Idee.

Combattere ! Combattere ! Combattere !

26 giugno 2022

Le sentenze vanno applicate, non commentate ...

I cattocomunisti ce l'hanno menata per anni, quando i magistrati ideologizzati a sinistra, sentenziano sulle più disparate materie, criminalizzando esponenti di Destra, lasciando liberi con speciose motivazioni basate sulla "loro cultura" clandestini e zingari o imponendo modifiche forzate al nostro ordinamento con interpretazioni che trovavano il loro fondamento solo sulla sinistra ideologia, non avendo i numeri, popolari e parlamentari, per realizzare leggi in materia.

E che dire sul presunto assalto dei sostenitori di Trump al Congresso e sulle sclerotiche dichiarazioni della sinistra mondiale ?

Ebbene oggi, con le biliose reazioni alla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, anche i più ciechi devono avvedersi dell'enorme ipocrisia che è dietro ogni affermazione di uno di sinistra (uno qualsiasi, sono tutti uguali, loro sì che "uno vale l'altro").

Isteria collettiva veicolata da stampa, radio e televisioni schierate a senso unico e che danno la parola solo ad una campana, quella di sinistra.

Così la sentenza non solo viene commentata e criticata, ma si cerca anche di disapplicarla con interventi legislativi promossi da un presidente che si dice "cattolico" e che sembra diventato l'alfiere della morte.

E il Senato locale di uno stato viene assalito perchè si appresta, come in un'altra ventina di stati, la sentenza, legiferando in modo restrittivo sull'aborto.

Io non mi meraviglio, sono gli stessi che, dietro il paravento del black lives matter, devastano città, distruggono proprietà pubbliche e private, pretendono di essere mantenuti senza produrre e l'impunità per i loro atti criminali.

E sono quelli che trovano tristi emuli in Italia, che si inginocchiano, difendono le peggiori derive, si fanno testimonial di un futuro di miseria, povertà e terrore.

Abbiamo quotidianamente esempi del perchè la sinistra è da rifiutare in blocco, in ogni sua manifestazione, in ogni suo singolo adepto, rifiutando anche ogni percorso, seppur breve e circoscritto, in comune.

Diventa sempre più difficile tollerare che la Lega resti al governo con Draghi e Letta, i valletti italiani di quella sinistra globalista che sta devastando la Civiltà Occidentale. 

30 luglio 2012

Strabismo rosso


La sinistra ha avuto un fortissimo sbalzo di pressione ed è in preda al ballo di S. Vito, perché un ex terrorista di estrema destra ha svolto per due anni (2008-2010) una attività presso il comune di Roma con contratto a tempo determinato.
Immediata la richiesta di dimissioni del sindaco Alemanno.
Ha avuto buon gioco Francesco Storace a ricordare quanto peggio si fosse comportata la giunta di sinistra di Roma (Veltroni regbabte) quando diede un posto di lavoro alla terrorista rossa Silvia Baraldini appena estradata dagli Stati Uniti cui peraltro garantito che avrebbe scontato l’ergastolo per intero nelle carceri italiane, in virtù di una “malattia” che sembrava dovesse portarla presto alla tomba (credo sia ancora viva …).
Invece il ministro comunista Diliberto la accolse con tutti gli onori, niente ergastolo, posto comunale sotto la paterna guida del comunista Veltroni.
E poi un deputato ex terrorista rosso eletto nel 2006 (D’elia) già condannato per omicidio , brigatisti rossi in cattedra o in attività pubbliche (Curcio, Franceschini, Balzarani, Ronconi …) e, sempre nel 2006, l’intitolazione di un’aula della camera a un devastatore di Genova morto senza onore né gloria, nel 2001, mentre scagliava un estintore contro i Carabinieri.
E che dire di gente come Adriano Sofri, pur condannato ad una ventina di anni per l’omicidio del Commissario Calabresi che, pure, è libero (anche lui per una “grave malattia” che però non l’ha ancora portato alla tomba) servito e riverito nella stampa e in televisione ?
Insomma la sinistra, che mostra ogni giorno uno strabismo maggiore di quello del giorno prima, non ha alcun titolo per protestare se anche agli ex terroristi di estrema destra che hanno scontato le pene inflitte loro viene concesso una minima opportunità di riabilitazione.
Anzi … !





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30 novembre 2011

La grande truffa del governo “tecnico”

La sinistra ha “venduto” (nel senso di "accreditato") il governo “tecnico” ai suoi elettori come la panacea di tutti i mali (provocati da Berlusconi, si intende) e come fulgido esempio di virtù.
Prima ancora che Monti e i suoi muovessero una matita.
Presumo che ai più gonzi sia stato venduto il fumo della “patrimoniale” contro “i ricchi” per suscitare invidia (e qualcosa in più) sempre utile quando si vuole sfruttare a proprio vantaggio la dabbenaggine delle masse ignoranti.
Ma questa volta le bugie hanno le gambe corte.
Ci sarà la patrimoniale (perchè tale è anche l'ici), ma solo se accompagnata da una solenne stangata sulle pensioni e sulla prima casa.
Alcuni babbei pensano che tassare la prima casa sia giustizia sociale.
Peccato che la prima casa sia un bene dell’85% delle famiglie italiane e se l’85% delle famiglie italiane fosse da considerarsi “ricco”, non avremmo bisogno di manovre o manovrine per aggiustare i conti, perché vivremmo in una età dell’oro.
La prima casa è, invece, un bene che le famiglie hanno conquistato con lavoro e sacrifici.
Una proprietà, forse l’unica, che viene trasmessa ai figli e che forma il punto di raccolta di tradizioni e di ricordi di famiglia, tramandando la memoria dei propri genitori e nonni.
Colpire la prima casa vuol dire colpire al cuore la famiglia italiana che non è una famiglia "nomade" come quella anglosassone, ma che affonda le sue radici e la sua identità nel territorio dove abbiamo la casa, dove ci sono i nostri ricordi di infanzia e degli affetti più cari.
E la prima casa, per molti l’unica casa, è vanto e orgoglio del Popolo, più che dei “ricchi”.
Tassare la prima casa è una patrimoniale infame che punisce il Popolo.
Esattamente come la bastonatura imminente sulle pensioni.
Io sono favorevole alla abolizione del retributivo, alla parificazione dell’età pensionistica delle donne ed alla abolizione della anzianità.
Essere favorevole non significa esserne contento, non significa dimenticare che se siamo giunti a questo punto è perchè la gradualità che potevamo avere se Berlusconi nel 1994 non fosse stato ostacolato oggi non causerebbe traumi e soprattutto non significa ignorare che i più tartassati sono anche quelli meno abbienti e con lavori più faticosi e usuranti.
Non so come il pci/pds/ds/pd potrà giustificare le bastonature che prenderanno i suoi adepti e, francamente, non mi interessano le balle che Bersani e compagni tireranno fuori.
A me interessa che, per compensare a livello propagandistico effetto di tali bastonature, non inducano Monti a provvedimenti di facciata ma esiziali per la tenuta sociale e morale della Nazione.
Ad esempio la cittadinanza e il voto agli immigrati.
Ad esempio la legalizzazione delle unioni omosessuali, dell’eutanasia (anche sulla scia del più che discutibile comportamento tenuto dal fondatore del Manifesto Lucio Magri) , della liberalizzazione delle droghe leggere, della manipolazione genetica e di altre amenità del genere utili solo a stornare l’attenzione dai veri problemi.
E mi interessa che i comunisti non cerchino di coprire il loro buco con una pezza ancora peggiore, fatta di ulteriori spese clientelari (ad esempio per i giornali, per lo spettacolo, per i dipendenti pubblici …) che significherebbero solo un aumento delle tasse senza alcun risultato utile sulla riduzione del debito pubblico.
Avete voluto Monti ?
Adesso godetevelo per intero e senza protestare.
Perchè chi ha ululato di gioia per le dimissioni di Berlusconi, oggi non ha più titolo per contestare i provvedimenti di Monti.
Anche i comunisti, dopo qualche mese di Monti, rimpiangeranno Berlusconi.

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22 settembre 2011

Baby pensionati si danno alla politica

Tecnicamente non credo sia pensionato.
Ma quando un signore, per togliere il disturbo da una delle due principali banche italiane, riceve una buona uscita di ben quaranta milioni di euro (ottanta miliardi ottanta delle vecchie lire !!!) dopo averne incassati altre decine negli anni da manager, può essere, a tutti gli effetti, considerato un baby pensionato.
Ma evidentemente non gli basta e non si accontenta di spassarsela tra viaggi e bella vita e strizza l’occhio alla politica.
Come lessi una volta in una intervista ad un banchiere (non un manager, ma proprio un proprietario di banca) il “piacere” di restare sotto i riflettori non è dato tanto dal denaro, dopo che uno ne ha accumulato anche per le generazioni a venire della sua famiglia, ma dall’uso del potere.
Così assistiamo a manager che si danno una verniciata da esperti e cercano di entrare nei palazzi della politica non attraverso un voto popolare, ma con una chiamata divina, quali salvatori della patria.
Anche in questo Berlusconi fece eccezione, perché non si tirò indietro (e non si sottrae oggi) dalla battaglia politico elettorale, vincendola.
Dopo un Montezemolo che ancora non ha finito di sfogliare la margherita dell’ingresso o meno in politica, ecco quindi il Profumo Alessandro, che da manager di Unicredit si metteva disciplinatamente in fila per votare alle “primarie” delpci/pds/ds/pd, oggi si accredita come “l’uomo nuovo” a disposizione dello stato.
Senza essere eletto.
Contando sul complesso di inferiorità dei funzionari della politica (da Casini a Bersani) che lo ricoprono di elogi e si dichiarano onorati se accettasse un incarico di governo.
E lui come li ripaga ?
Rispolverando le folli idee di Amato sulla patrimoniale “vera”, cioè quella aberrazione che vorrebbe sottrarre a quasi la metà degli Italiani i loro risparmi per circa trentamila euro a testa e utilizzarli per ridurre il debito pubblico che continua a crescere perché non sono ancora stati chiusi i rubinetti della spesa.
Chi propone una patrimoniale, da trentamila lire o da trentamila euro non fa differenza, dovrebbe solo essere denunciato e messo nelle condizioni di non nuocere e propongo una chiave di lettura.
Avete osservato come ci viene sempre ripetuto che il risparmio privato degli Italiani sia così consistente da essere superiore a quello di qualsiasi altra nazione ?
Non è che con questa storia della patrimoniale, dopo aver depauperato la diligenza pubblica, vogliano continuare a spendere per gli affaracci loro usando i soldi nostri ?
Non è che sottraendoci i risparmi con la loro patrimoniale vogliano ridurre il tenore di vita dei privati cittadini italiani al livello di quelli di altre nazioni che non tollerano che gli Italiani vivano meglio di loro ?
Non è che sottraendoci le disponibilità economiche private, da loro non controllate, vogliano in realtà sottrarci la libertà di opinione, di pensiero, di azione, di voto, per renderci tutti schiavi dei loro voleri ?
Sì, perché la libertà economica è un pilastro della libertà politica che, evidentemente, ci vogliono sottrarre assieme ai nostri risparmi.


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20 settembre 2011

Assalto alla diligenza Italia

E così S&P ha abbassato il rating dell’Italia, mentre Moody’s, più subdolamente, si appresta a farlo dopo aver criticato la manovra di agosto.
Le due agenzie di rating sono le stesse che si accorsero del fallimento Lehman dopo che questo fu dichiarato, quindi possiamo stare tranquilli circa il futuro dell’Italia, infatti sembra che la Borsa abbia totalmente ignorato tali scelte, alla faccia di Casini che ha dichiarato essere Berlusconi il problema e di Bersani e compagni del pci/pds/ds/pd che hanno condiviso la valutazione delle agenzie di rating sull'Italia, dimostrando che lo spirito di fazione prevale, nelle opposizioni, sul doveroso interesse nazionale, oltre che sulla verità.
Ma quello che interessa porre in evidenza è l’aggressione, ora diretta essendo falliti tutti gli altri sistemi contorti utilizzati, portata al sistema Italia e finalizzata a sostituire Berlusconi con un governo prono ai voleri ed agli interessi dei predoni della finanza internazionale.
Non credo sia un caso che, falliti tutti gli altri sistemi ed evidentemente non avendo fiducia nelle solite manfrine giudiziarie e nella incapacità dell'opposizione, siano scesi in campo gli squadristi della speculazione.
Parlano di fragilità politica e di parlamento diviso.
Ma come deve essere, in democrazia, un parlamento se non diviso tra maggioranza e opposizione ?
Negli Stati Uniti Repubblicani e democratici se le danno di santa ragione e anche le ultime esternazioni del presidente pro tempore (speriamo ancora per poco ...) hanno suscitato una reazione veemente della Destra che lo ha accusato di istigare alla lotta di classe.
In Germania il governo perde una elezione dopo l’altra, una regione dopo l’altra, mentre sarebbe opportuno ricordarsi che in Italia le regioni più ricche, quelle più produttive, quelle che trainano l’economia nazionale (Piemonte, Veneto e Lombardia) sono amministrate da un Centro Destra riconfermato o eletto solo nel 2010.
Di cosa vanno quindi cianciando le agenzie di rating in ordine alla debolezza del governo e alla divisione nel parlamento italiano ?
Riterrebbero forse più solido un governo che, al posto di due partiti (Lega e Pdl) ci fosse un’armata Brancaleone di una decina di partiti e movimenti, ognuno con le sue clientele da sostenere, ognuno con le sue “linee del Piave” ideologiche ?
Neanche il più stupido degli osservatori politici potrebbe pensare che un governo di “larghe intese”, di “compromesso storico”, di “grande coalizione” possa essere più coeso di un governo composto essenzialmente da due partiti, voluto dagli elettori su un programma chiaro.
Se a sinistra ragionassero con il cervello (quelli che lo posseggono, almeno, se avessero qualcuno che lo possedesse …) e non con altre parti del corpo che fibrillano al solo sentir nominare il Cavaliere ed all’odio verso il Premier sono pronti a sacrificare tutto e tutti, persino la propria dignità, comprenderebbero che l’attacco delle agenzie di rating è finalizzato a rimuovere l’unico ostacolo che si frappone tra loro e il bottino, cioè i beni dell’Italia: Silvio Berlusconi e il suo Governo di Centro Destra.
Le scuse che inventano per demolire la nostra finanza, la nostra borsa, per mettere in difficoltà il sistema Italia, sono finalizzate a costringere Berlusconi a quella resa che i teoremi e le aggressioni mediatico-giudiziarie non hanno ottenuto.
E cosa accadrebbe dopo le dimissioni di Berlusconi ?
La formazione di un governo di nani politici, imprenditoriali e culturali (tutti insieme appassionatamente …) che, mascherando il tutto con qualche elargizione alle proprie rispettive clientele, metterà pesantemente le mani in tasca agli italiani, riducendone il tenore di vita e svendendo il patrimonio dello stato ai rapaci predoni che, così, vedranno soddisfatte le proprie brame.
L’Italia senza Berlusconi sarà più povera e più serva.
Anche per questo Berlusconi deve resistere ed essere in ciò sostenuto dal nostro impegno, dal nostro voto.

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29 luglio 2011

L'asilo infantile? Guardare sempre a sinistra

Ieri pomeriggio, mentre guidavo rientrando a Bologna, ho ascoltato la trasmissione Baobab.
Un argomento riguardava la crisi economica ed erano ospiti un sottosegretario all'Economia e il responsabile economico del pci/pds/ds/pd che mi sembra si chiami Fassina.
Al sottosegretario che cercava di ragionare sui problemi e su come affrontarli, il Fassina replicava recitando il mantra bersaniano: il Governo non è credibile, deve andarsene, ha perso legittimità.
Poi, ma solo poi, si può discutere dei problemi.
Il tono del rappresentante post (?) comunista era così querulo che mi ha ricordato le scene dei bambini dell'asilo infantile, quando litigano e, picchiando il piede ripetutamente per terra, si intestardiscono a volere quel che gli adulti, per il loro bene, non concedono.
Evidentemente il mio pensiero è stato condiviso anche dal conduttore che, spazientito all'ennesima recitazione del mantra, ha chiesto: insomma, questo sarà il passato, ma per il futuro cosa proponete.
Il Fassina, ribadendo che l'unico futuro possibile è senza Berlusconi, ha detto che ... bisogna sostituire questa manovra con una che colpisca le rendite.
Ecco tutta la sostanza della sinistra.
Non ridurre le spese e gli sperperi del dirigismo statalista, ma impossessarsi dei risparmi degli Italiani.
A confronto la manovra infame di Tremonti è una carezza per il contribuente italiano.
E che dire di Napolitano e della sua crociata contro i ministeri al Nord ?
Annuncio di lettera "riservata" (ma se era riservata, perchè l'ha annunciata?).
Poi, ignorato dal Governo, prende cappello e pubblica la lettera, perdendo così quel minimo di credibilità residua quale "terzo" e rivelando come la sua azione sia solo sussidiaria in assenza di iniziative da parte del suo partito.
Tra l'altro mi vien da dire "da che pulpito", visto che l'unica volta in cui Napolitano fu chiamato a "fare" (ministro degli interni con Prodi nel 1996-1998) fece talmente male che i suoi stessi compagni lo pensionarono, preferendogli Rosa Russo Iervolino: ed è detto tutto !
Oggi, poi, sento la Finocchiaro, con quella voce che immagino assai stimolante per l'ex governatore del Lazio Piero Marrazzo, che si scaglia contro quello che lei chiama il "processo lungo" e che invece, come il "processo breve", è solo "processo giusto".
E non poteva essere che contraria, rivelando il vecchio e mai rimosso concetto stalinista della giustizia, ad una norma che realmente mette sul piano di parità accusa e difesa.
Senza il provvedimento votato ieri dal Senato l'accusa potrebbe continuare a produrre tutti i testimoni necessari, mentre la difesa potrebbe vedersi cancellare le testimonianze di cui ha bisogno.
Con la nuova norma, ove definitiva, accusa e difesa potranno chiamare tutti i testimoni di cui ritenessero aver bisogno.
E' il processo giusto, come è giusto che un procedimento duri per tempi ben definiti e non resti sospesa, come una spada di Damocle sul capo dell'imputato ancora innocente fino a sentenza definitiva passata in giudicato, un'accusa, di qualunque genere, che condiziona sempre i comportamenti di chi vi è soggetto, anche se totalmente innocente.
Ma penso che, per quanti sforzi facciano, nessuno possa togliere a Bersani i galloni di capoclasse.
Esilarante la sua reazione alle vicende che emergono sui vari episodi di presunta corruzione e malversazione, con la convocazione di una class action degli iscritti.
Contro i dirigenti del proprio partito il cui comportamento ne danneggia l'immagine ?
No, contro i giornali che danno le notizie e le commentano, esattamente come a sinistra hanno sempre commentato analoghe vicende riguardanti gli esponenti del Centro Destra.

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19 giugno 2011

Sinistri inganni

Angeletti e Bonanni, segretari generali di uil e cisl, hanno indetto una manifestazione per chiedere la riduzione delle tasse su imprese e lavoratori.
Una iniziativa apparentemente lodevole, se non fosse promossa da due organizzazioni che sono tra le principali responsabili dell’esplosione della spesa pubblica negli anni settanta e che oggi è una autentica palla al piede.
Cisl, uil e cgil, infatti, con le loro richieste, con l’aver sposato le manifestazioni di piazza, con l’aver promosso scioperi generali di carattere politico, con l’aver tracimato dal loro ruolo sindacale per entrare nella gestione dell’economia nazionale, non sono credibili quando chiedono di ridurre le tasse, perché se abbiamo questo livello di tasse lo si deve alla loro azione a tutela dei privilegi, a cominciare da quelli dei dipendenti statali, settore ipertrofico e scarsamente produttivo, in cui cisl e uil racimolano il maggior numero di iscritti.
Quale affidabilità poi ha la trimurti sindacale ?
Bonanni è l’erede di Pezzotta, famoso per aver espresso l’opinione che le tasse fossero una bella cosa.
Angeletti, in una intervista al giornale radio, ha accompagnato la richiesta di ridurre le tasse con quella di elargire ben cinquemila euro per ogni figlio a carico (ma chi paga ?).
Non parliamo della Camusso che rappresenta l’autentico partito delle tasse, che è tutto a sinistra, con la richiesta di aumentare le gabelle sui risparmi (perché il significato della “tassazione delle rendite finanziarie” è aumentare le tasse sui rendimenti di azioni, obbligazioni e titoli anche di stato, anche dei bot) , ripristinare l’ici anche sulla prima casa e magari introdurre la “tassa sul celibato” .
Non sono credibili come non lo è Bersani che mette le mani avanti, pensando di essere ad un passo dal governo, blaterando, come è suo solito, di cappio al collo messo dalla politica finanziaria di questo governo per precostiruirsi una scusa per le tasse che lui e i suoi compagni vorrebbero imporci.
Del resto la sinistra non ha un progetto per il futuro, ma solo una serie di costosissimi velleitarismi, privi di concretezza e inutili quando non dannosi per l'Italia e gli Italiani.
Se leggiamo di cosa scrivno i bloggers di sinistra, i lettori dei quotidiani di sinistra troviamo:
odio per Berlusconi
accoglienza dei “migranti” e concessione loro di voto e cittadinanza
Berlusconi deve andarsene
Matrimonio degli omosessuali
Berlusconi è finito
Tassazione delle rendite finanziarie
Berlusconi è il male
Lotta all’evasione (sempre delle altre categorie, mai della propria)
Berlusconi è un incapace
Pace nel mondo e guerra alla Libia (e perché non alla Siria o all’Iran o alla Cina ?)
Berlusconi in galera
Costituzione …
Berlusconi come Hitler, Nerone, Gengis Kahn
No al nucleare, no alla tav …
Evidente il vuoto morale, intellettuale e programmatico che accompagna l'ossessione per Berlusconi.
Se invece guardiamo ai bloggers e alle lettere che scrivono ai quotidiani di Centro Destra, possiamo leggere:
- ridurre le tasse
- respingere gli immigrati
- tutela della Famiglia
- rispetto per la Vita
- federalismo
- riforma della giustizia per ridurre i tempi delle sentenze
- taglio delle spese improduttive e clientelari
- libero mercato
- proprietà privata.
E questi sono solo alcuni esempi.
A sinistra solo parole e ideologia che comporterebbe un costo enorme che sarebbe pagato dai cittadini che producono, non certo da quei parolai, guitti, nani e ballerine che rappresentano ormai i modelli e i guru della sinistra.
Il Centro Destra e Berlusconi hanno quindi una occasione da non sprecare per sbugiardare il coro dei sinistri inganni attuando rapidamente quei provvedimenti essenziali che maggiormente coinvolgono e hanno un impatto effettivo sui cittadini:
ridurre le tasse tagliando le spese clientelari
respingere ed espellere gli immigrati
dare piena attuazione al federalismo perché ognuno si paghi il suo
restituire dignità e terzietà ad una giustizia tanto di parte da aver perso qualsiasi credibilità.
In questo senso la sferzata di Bossi a Pontida è utilissima.
Se le resistenze geografiche (come quelle di Polverini e Alemanno) o i ricatti internazionali (come quelli di S&P o Moody’s) saranno ignorati, Berlusconi farà l’interesse del Centro Destra e quindi anche quello della Nazione.
Se cercherà di mediare, commetterà un errore esiziale per lui e per tutto il Centro Destra, quindi anche per l'Italia, lo stesso errore che potrebbero commettere quanti, dandolo già per spacciato, cercano di ritagliarsi uno spazio per un futuro senza Berlusconi.


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23 maggio 2011

Quando la sinistra fa la ola


Standard&Poor's, la nota agenzia di rating che garantiva sulla solvibilità di Lehman fino al giorno prima il fallimento, ha ridotto le previsioni (outlook) sull’Italia da “stabile” a “negativo”.
A parte la singolare iniziativa nel momento in cui l’Italia ottiene i riconoscimenti per la capacità di gestire la crisi economica internazionale, con una ripresa seconda solo alla Germania e senza aver infilato le rapaci e adunche mani dello stato nelle tasche dei cittadini, vediamo come all’annuncio di sciagure prossime venture, la sinistra si sia messa a fare la ola.
Felice, in odio a Berlusconi, di tutto quel che di male potrebbe capitarci, per chi ancora crede alle previsioni di S&P.
E’ talmente felice, la sinistra e il suo tentacolo sindacale, la cgil, da non leggere attentamente neppure le motivazioni.
Per loro basta vedere scritto “instabilità di governo” e subito pensano a spartirsi i ministeri che, nelle loro fantasie, potranno occupare una volta rimosso l’odiato Berlusconi.
Eppure S&P non regala niente, infatti le prime due ragioni del declassamento delle previsioni sull’Italia sono indicate nella scarsa produttività e nella mancanza di flessibilità del lavoro.
Nonostante tali espressioni equivalgano per la cgil a due sonore bestemmie, la Camusso, degna erede di Lama, Pizzinato, Trentin, Cofferati ed Epifani, ha esultato incolpando il governo, quello stesso governo che fino a ieri accusava di sostenere chi voleva introdurre elementi di produttività e di flessibilità nei contratti.
La sinistra, con ogni evidenza, ha talmente in odio Berlusconi che pur di disfarsene è disposta a farci fare la fine della Grecia, gonfiando a dismisura la spesa pubblica e colpendo i risparmi degli Italiani per finanziare le sue spese.
Il programma, ad esempio, di Pisapia a Milano è un insieme di iniziative ideologiche ma, soprattutto, costose che non potranno essere realizzate se non con un incremento delle tasse per i cittadini.
Liberi i comunisti di fare la ola e anche di ballare il waka-waka quando una agenzia capitalista, per reconditi motivi che solo lei conosce, legge nella sua palla di vetro che l’Italia ha prospettive negative.
Ma chi non è di sinistra, perchè mai dovrebbe lasciare campo libero a simili ascari della mano pubblica e dalla tassazione facile ?


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10 maggio 2011

Il dialogo impossibile con la sinistra


Giustizia, fisco, immigrazione, moralità.
E Libertà.
Sono i punti che, Berlusconi o non Berlusconi, separano nei fatti il Centro Destra dalla sinistra.
Se, infatti, a parole, tutti sembrano affermare i medesimi principi, nella sostanza la loro materiale applicazione è alquanto differente.
La giustizia, come interpretata dalle toghe rosse cui la sinistra non fa mancare il suo sostegno, è uno strumento della politica, finalizzato ad eliminare il nemico politico che è di ostacolo alla realizzazione del proprio sogno di potere.
Per noi del Centro Destra, invece, è l’applicazione pura e semplice delle norme volute dal Popolo, non la loro disapplicazione quando non collimano con le idee dei magistrati chiamati a giudicare.
Sul fisco credo che ogni cittadino italiano sappia che la sinistra al potere aumenterebbe solo imposte e tasse quando non ne inventerebbe di nuove.
La stessa segretaria della cgil, in occasione dello sciopero di venerdì scorso, ha dichiarato che bisogna spostare l’imposizione fiscale dal lavoro alle rendite, in pratica confermando il perverso disegno di tassare i risparmi del Popolo (aumentando le aliquote dal 12,50% al 20 o al 25%).
Pensare a ridurre le spese e con esse le tasse, no eh, troppo rivoluzionariamente liberale !
Sull’immigrazione ugualmente la differenza è tale da rendere subito evidente l’assoluta insanabilità della frattura fra Centro Destra e sinistra.
A sinistra, già con Martelli, poi con la devastante legge Turco-Napolitano, infine con il provvedimento assunto nel 2006 dal ministro di Prodi Ferrero, la linea è univoca: accoglienza, cittadinanza e voto agli immigrati, incuranti dei costi (che vengono addebitati all’Italiano da spremere con le tasse) e delle conseguenze politiche, economiche, morali, sociali, di costume.
La politica del Centro Destra ufficiale, soprattutto dopo la guerra in Libia, non corrisponde certamente alla “pancia” del suo elettorato, ma almeno rappresenta una barriera alla più completa deriva, impedendo, se non altro, cittadinanza e voto.
Analogamente possiamo dire in materia di moralità.
Tutte le grandi civiltà del passato sono crollate quando le virtù che caratterizzavano il popolo, vennero travolte dai vizi di pochi che furono gli esempi deleteri di chi anteponeva l’interesse del particulare, al bene comune.
Così abbiamo avuto un crescendo, anzi una deriva che iniziata con il divorzio e proseguita con l’aborto, ha minato le fondamenta stesse della nostra società tradizionale e del suo pilastro di base: la Famiglia, l’unica che tale sia, composta da un Uomo e da una Donna.
La sinistra vorrebbe continuare su tale strada e ci propone eutanasia e manipolazione genetica (magari sotto mentite spoglie) e la parodia della Famiglia vera, con le “unioni” tra persone dello stesso sesso.
Il Centro Destra, ancorchè timido in molte sue componenti, riesce ancora a “tenere il punto”, difendendo i Valori di sempre.
Vi sono poi altri elementi di differenza ma il tutto può essere riassunto da una bellissima parola: Libertà.
Libertà di Mercato, contro la pretesa della sinistra di interferenza dello stato sulle attività economiche.
Libertà di Pensiero contro la sinistra legislazione dei divieti imposti alle opinioni.
Libertà di Stampa contro la volontà di uniformare al pensiero unico tutto quel che la mente umana produce.
Libertà di Circolazione, contro i divieti imposti alla mobilità privata.
Libertà di Progresso, contro il pauperismo retrogrado di chi ha paura delle novità che farebbero risparmiare e far star meglio il Popolo.
Libertà di essere Proprietari, contro la sinistra delle nazionalizzazioni e delle tasse sui beni privati.
Le differenze, quindi, ci sono indipendentemente da Silvio Berlusconi.
Tocca ai cittadini, tocca al Popolo decidere se preferisce la morte lenta della nostra società sotto una cappa di cupo conformismo, dove tutto viene inquadrato dalla burocrazia di partito, oppure se vuole guardare al futuro con ottimismo, dando il massimo di possibilità al proprio spirito individualista.

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08 maggio 2011

Napolitano si toglie la maschera



Napolitano non mi è mai piaciuto.
Quando c'era il pci cercava di accreditarsi come "progressista" aderendo a parole alla linea "migliorista" che cercava di arruffianarsi l'elettorato della sinistra moderata e non comunista, ma non ha mai compiuto un vero gesto, almeno di pentimento, per le parole che pronunciò nel 1956 a favore dell'invasione sovietica in Ungheria.
Come ministro dell'interno nel primo governo Prodi fu un autentico fallimento, tanto da essere sostituito, pensate un po', da Rosa Russo Iervolino evidentemente considerata migliore di lui (sarebbe detto tutto !).
Sempre come ministro dell'interno fu l'autore, con la collega pure lei comunista, Livia Turco, di una devastante legge sull'immigrazione che consegnò al governo Berlusconi un problema incancrenito che ancora oggi ci portiamo sulle spalle.
Fu nominato (non si sa bene per quali meriti) senatore a vita e quindi, un parlamento sub iudice per i dubbi sul reale esito delle elezioni del 2006, lo elesse presidente della repubblica.
Diciamo che con simile passato è un degno presidente per questa repubblica.
Da presidente della repubblica fu costretto a sciogliere le camere e, come già capitò a Scalfaro e Ciampi (una nemesi ?) ad incaricare Silvio Berlusconi, vincitore delle elezioni, per la formazione del governo.
Da comunista integrale, però, non si è arreso alla volontà del Popolo.
Ha sperato che i suoi antichi compagni fossero in grado di ribaltare il responso delle urne, anche affidandosi al presidente della camera che, con un pugno di seguaci, pur eletti "per Berlusconi Presidente", hanno tentato, con una congiura di Palazzo, di ribaltare il responso delle urne.
Per un anno il Governo è stato ostacolato e bloccato da una simile, squallida vicenda, ma oggi l'attacco alla volontà del Popolo appare fallito.
Come il peggiore dei suoi predecessori, Napolitano viene preso da incontinenza verbale, a senso unico e "non ci sta".
Non vede la trave che sta nell'occhio dell'opposizione (a cominciare dai comportamenti di chi ancora siede sullo scranno più alto di Montecitorio), ma vede il minimo granello di polvere della Maggioranza.
Fino agli ultimi tre giorni.
Prima scuote il suo partito, come farebbe un qualsiasi esponente del politburo interno, chiedendo, in pratica, di organizzarsi meglio perchè, altrimenti, lui teme di dover ancora consegnare Palazzo Chigi all'odiato Berlusconi.
Poi, accortosi che le sue parole avevano sortito l'ennesimo effetto boomerang, ha puntato l'indice contro la nomina di nove nuovi sottosegretari, scelti tra i cosiddetti "Responsabili" che hanno parzialmente coperto con il loro voto la fuga dei finioti.
E' cambiata la Maggioranza ?
No, la Maggioranza è rimasta la stessa
, anche perchè buona parte dei "Responsabili" furono eletti "per Berlusconi Presidente".
La Maggioranza semmai è migliorata, è diventata politicamente più forte e quel che paventa Napolitano è che riesca ad arrivare a fine legislatura riuscendo persino a governare ed a realizzare quelle riforme che dai comunisti e loro caudatari sono viste come il fumo negli occhi perchè ridurrebbero la loro infestazione nel corpo sano della Nazione Italiana.
Vorrebbe un passaggio parlamentare.
Altre, inutili chiacchiere, finalizzate solo a perdere tempo.
Ancora una volta, Napolitano si dimostra di parte, inadatto ad un ruolo esclusivamente notarile, che dovrebbe rappresentare tutti gli Italiani.
A me non è mai piaciuto e non l'ho mai considerato il mio presidente.
Adesso credo che, toltosi la maschera istituzionale, aumenteranno quelli, già tanti, che la pensano come me.

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06 maggio 2011

Non tutti i mali vengono per nuocere


L’attacco sferrato dalla sinistra contro Berlusconi ha solo ritardato di un anno il tabellino di marcia del Governo.
Per il resto ha fornito alla Maggioranza l’occasione per una bonifica interna con l’autoesclusione di Fini, la cui presenza, preferita a quella di Storace, fu il motivo principale del mio voto contrario a Berlusconi nel 2008.
Ma la bonifica dai finioti non è stato l’unico aspetto positivo.
Forse per la prima volta in Italia una congiura di Palazzo non ha sortito l’effetto desiderato, nonostante l'appoggio evidente dei potentati economici internazionali.
I congiurati, dopo aver reiterato gli assalti nel tentativo di ottenere alla camera un voto di sfiducia, si stanno ritirando senza gloria e, come si è espresso Vittorio Feltri, con le pive nel sacco.
Adesso i problemi sono a casa loro.
Bersani è sotto scacco e i suoi stessi compagni gli imputano l'ennesimo fallimento del tentativo di defenestrare il Cavaliere (come se loro avessero fatto meglio ...).
Fini ... chi l’ha più visto ? Ha anche tolto il suo nome dal simbolo del suo partito.
Casini si è sbilanciato verso l’opposizione più truce, spaventando i moderati.
Di Pietro è diventato la caricatura di se stesso e, dopo aver scomodato Hitler e Nerone, non sa più come definire l’odiato Premier e schiuma di rabbia impotente ad ogni intervista.
Ma l’aspetto più importante, rivoluzionario per l’Italia, è la dimostrazione che pur con pochi voti (meno di quelli che aveva legittimamente conquistato nelle urne) il Governo può governare nell’interesse della Nazione e dei suoi elettori.
E’ il primo passo che ci condurrà, inevitabilmente, a cambiare la costituzione in vigore, frutto del compromesso post bellico tra comunisti e cattolici e che può funzionare solo con ampi compromessi che significano immobilismo, deficit per una spesa pubblica fuori controllo necessaria per accontentare tutti i commensali e, quindi, inefficienza.
Avremo anche perso un anno per inseguire i solipsismi dei Fini, dei Bersani, dei Casini e dei Di Pietro, ma siamo ancora più vicini ad un cambiamento radicale del modo di far politica in Italia.
Come a dire: non tutti i mali vengono per nuocere.

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05 maggio 2011

Il peggiore dei nostri è migliore del migliore dei loro



Il ministro Brunetta, con la perfidia tipica di chi ha ancora molte soddisfazioni da prendersi, ha detto che quelli di sinistra fanno schifo e che nel Centro Destra siamo migliori.
E’ la giusta risposta ad un Eco che qualche giorno fa, constatando che in Italia il 70% è berlusconiano, sproloquiava di “educazione” da impartire.
Con la pancia mi ritrovo completamente nelle parole di Brunetta.
Dopo aver iniziato, nell’ormai lontano 1999 (sporadicamente) e 2000 (pressochè quotidianamente) a frequentare forum e blog in Rete, ho radicalmente cambiato l’animus nelle discussioni.
Prima della Rete, le discussioni erano limitate in occasioni ufficiali assembleari o conviviali con amici e conoscenti e tutto si svolgeva nel rispetto delle regole e dell’interlocutore (almeno dopo la sbornia violenta degli “anni di piombo” quando di rispetto per il contraddittore con anche solo una spolveratina di “centro” – neanche di destra – non se ne vedeva molto).
Allora si discuteva, si ironizzava, si portavano teorie e fatti, mai si arrivava all’insulto personale (anche se era già cominciata l’aggressione a Berlusconi).
Con la Rete tutto è cambiato.
Non si accetta il parere altrui.
Anche io mi sono adeguato ed ho fatto mio il motto che titola il post.
E’ evidente, però, che tanto quel motto quanto le espressioni di Brunetta non rappresentano la realtà (perchè i cretini non hanno colore), ma solo la (giusta) reazione all’arroganza, allo snobismo, alla violenza verbale (che però “arma” quelle fisica di chi spranga i consiglieri municipali di parte avversa o cola cemento nelle serrature dei negozi aperti il primo maggio o durante uno sciopero o picchia chi gira con “Il Giornale” sottobraccio) dell’intellighenzia di sinistra.
I cattivi maestri sono quelli che, come Eco, pensano di dover “educare” chi non vota secondo i loro desiderata.
Ma a dover essere educati, al rispetto del prossimo, alla democrazia, sono soltanto loro.
Per cui, sì, in risposta a tali cattivi maestri, viva Brunetta: il peggiore dei nostri è comunque migliore del migliore dei loro.


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04 maggio 2011

Berlusconi e Bossi: chi è succube di chi ?



Il Centro Destra, come auspicabile, ha presentato all’inutile dibattito parlamentare sulla guerra in Libia, una mozione condivisa, ottenendo la maggioranza nonostante il voto contrario di tutte le opposizioni .
E’ la giusta posizione che, prendendo atto della partecipazione dei Tornado italiani alla missione, pone comunque dei limiti temporali e di finanziamento.
Non si capisce peraltro la ragione per cui abbia voluto, con l'astensione, far passare le mozioni di Udc e pci/pds/ds/pd che pure avevano votato contro la sua, invece di ottenere, bocciandole, un successone.
L’opposizione, invece, è profondamente divisa.
Di Pietro è contro la missione e la sua mozione è stata bocciata.
Il pci/pds/ds/pd è favorevole ma ha presentato una mozione molto blanda nonostante lo spirito bellicoso del suo presidente Napolitano.
L’Udc ha sposato la causa della guerra senza “se” e senza “ma”.
Ma l’opposizione è divisa anche su come interpretare la scelta della Maggioranza.
Se per Bersani, Bossi lega il Carroccio dove vuole l'Imperatore (cioè Berlusconi), per Di Pietro e Casini è Berlusconi che si sarebbe inchinato ai voleri di Bossi.
Insomma l’opposizione non ha ben chiaro cosa voglia fare con la Libia, non ha ben chiaro chi, tra Berlusconi e Bossi sia succube dell’altro, ma tutto fa brodo per attaccare il Governo.
Meno male che Silvio c’è e meno male che abbiamo questa Maggioranza: ma ve l’immaginate la Babele di un governo dell’ammucchiata da Vendola e Di Pietro fino a Casini passando per Bersani ?

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