09 gennaio 2026
30 dicembre 2025
29 dicembre 2025
07 agosto 2025
Sciocchezzaio della sinistra e una ottima iniziativa
Oggi un commento suddiviso in tre parti perchè non voglio rinunciare a nulla, soprattutto perchè la sinistra, nella sua foga di lanciare veline sui social, ogni giorno sforna sciocchezze anche gustose.
Come la denuncia o, come leggo da qualche parte, segnalazione che Bonelli e Fratoianni avrebbero fatto alla corte penale internazionale contro la Meloni per genocidio.
Inizialmente pensavo che fosse per lo stantio caso Almasri (e già sarebbe una sciocchezza, doppia perchè è una stupidaggine in sé e perchè è un atto vergognoso verso la propria Nazione), poi ho letto che sarebbe per una sorta di complicità con Israele e il Governo Netanyahu su Gaza.
Una sciocchezza sesquipedale che la dice lunga non solo sul livello di quei due, ma anche sulla impotente disperazione che li stritola nel vedere che il Governo ... governa.
La cosa tragica, però, è che probabilmente quella corte (dalla quale dovremmo uscire, come dovremmo uscire dall'Oms, dalla Ue, dall'Onu, ma diamo tempo al tempo) esaminerà quella sciocchezza, dimostrando di essere solo una inutile pedina politica dipinta di rosso.
Ma la sinistra ieri si è superata con il coro di voci bianche contro un'opera formidabile come è il Ponte sullo Stretto.
Lo ha detto Salvini: oggi per passare dal continente alla Sicilia attraversando lo Stretto, occorrono dai 120 ai 180 minuti, con il Ponte basteranno 15 minuti.
Basta questo dato per seppellire ogni obiezione politica, ambientale, economica.
Purtroppo, anche qui, gli annunciati ricorsi troveranno l'ascolto in magistrati che, invece di cestinarli con ogni immediatezza, interverranno, chiederanno documenti, istruiranno cause, emetteranno sentenze, rallentando lo sviluppo del Sud e dell'Italia, agevolando la politica della sinistra italiana che porta solo danni alla Nazione.
Infine una segnalazione.
La Verità dal 13 agosto metterà in vendita un formidabile romanzo di Jean Respail, Il Campo dei Santi.
E' un romanzo distopico, scritto nel 1973 (ben 50 anni fa !) che appartiene al filone di quelle letture agghiaccianti perchè anticipano un futuro delirante che, oggi, vediamo realizzarsi giorno dopo giorno, sentenza dopo sentenza, clandestino dopo clandestino.
La Fantascienza è letteratura di anticipazione, come ho più volte scritto, ma in questo caso Il Campo dei Santi è il primo di una serie che annovera Sottomissione di Michel Houellebeq (tutto sommato quello, per me Maschio, Bianco ed Eterosessuale, meno invasivo, almeno nella sua conclusione) e la trilogia Guerriglia di Laurent Obertone che, ognuno per parte sua, dipingono un futuro, che sembra sempre più vicino, in cui noi Occidentali, avendo abdicato alla nostra Sicurezza, al nostro Benessere ma, soprattutto, alle nostre Tradizioni, perdiamo la nostra Libertà e la nostra Dignità.
Ripeto una evidenziazione che già ho fatto commentando Guerriglia: tutti e tre i romanzi sono ambientati in Francia e sono scritti da francesi.
Probabilmente sono più avanti di tutti noi nella dispersione di due millenni di Civiltà e, magari, il loro disastro potrebbe essere, se colto e ben valutato, la nostra salvezza.
Sono libri da leggere e, a parte Sottomissione, non facili da reperire, quindi, per chi non l'ha, l'opportunità offerta da La Verità di acquistare Il Campo dei Santi dovrebbe essere colta, anche se magari è meglio leggere il romanzo al ritorno dalle vacanze, perchè potrebbe gettare un'ombra sulla felicità del momento.
17 maggio 2025
La peggior sinistra di sempre
Non ho mai avuto neppure stima per comunisti, socialisti, democristiani di sinistra, elenco che si allunga in pratica a tutto l'infame arco costituzionale degli anni Settanta, considerato che sotto il cappello del pci/pds/ds/pd si sono, alla fine, accucciati anche tutti i democristiani (persino Casini che nel 1994 sembrava avesse trovato un cuor di leone schierandosi con Berlusconi!), liberali (vedere alla voce Zanone), repubblicani e socialdemocratici.
Però c'era un rispetto dovuto alla mia personale convinzione che i comunisti, ma anche molti di quelli che successivamente si sono inginocchiati alla falce e martello, fossero in buona fede e, almeno a parole, sostenessero principi di equità e giustizia sociale sul piano teorico pienamente condivisibili, anche se l'esperienza pratica degli stati socialisti avrebbe dovuto, sin da allora, far comprendere il tragico errore in cui nuotavano.
Ma oggi ... non posso in alcun modo accreditare buona fede alle mistificazioni, alle infami azioni contro l'Italia, contro il nostro Governo, contro noi Italiani che vengono poste in essere per impedire che la volontà popolare si trasformi in quotidianità.
Non accredito buona fede, ad esempio, ai latrati per l'assenza della Meloni al tavolo dei disagiati che istigano Zelensky a continuare la guerra.
Non è buona fede berciare su quella assenza e tacere che la socialista Spagna di Sanchez non era presente, come il Portogallo, la Grecia e tutti gli stati scandinavi.
La Meloni è stata chiara: non ci vado perchè abbiamo detto "no" all'invio dei soldati Italiani in Ucraina.
Macron ha tentato di dire che non si è parlato di truppe in Ucraina (smentito da un ministro inglese che invece ha accennato ad iniziative e progetti di cui non parla per non dare vantaggi a Putin), ma così facendo ha dimostrato che l'assenza non è una esclusione da parte loro, bensì una autonoma, legittima, giustissima scelta di politica estera del nostro Governo che, in tal modo, rappresenta la maggioranza di noi Italiani che NON vogliamo entrare in guerra, NON vogliamo che anche uno solo dei nostri ragazzi possa morire per Kiev.
Se la sinistra vuole inviare soldati in Ucraina, per continuare a restare, come vorrebbe Prodi, "dietro" a Germania e Francia, ha una strada libera: si arruolino come volontari e vadano a combattere nella legione straniera che Zelensky ha istituito sin dal 2022.
Perchè non trasformano i loro latrati in azioni concrete e non partono per il fronte ?
16 luglio 2024
Una pallottola spuntata
Non sono arrabbiati per l'attentato, perchè un tizio, pazzo o invasato che fosse, abbia sparato a Trump, ma perchè, mancandolo, gli ha fornito un formidabile assist, meglio di tutti i milioni di dollari spesi negli inserti pubblicitari.
I patetici e squallidi tentativi di gettare ombre e dubbi sull'attentato e la sua origine, come quello di imputare a Trump l'aver acceso gli animi quando è sotto gli occhi di tutti che ovunque, non solo negli Stati Uniti, ma anche in Italia, in Francia nell'unione europea, ad aizzare all'odio, alle barricate, all'esclusione della Destra sono gli antifa, le sinistre di ogni ordine e grado, gli immigrazionisti e i difensori dei cosiddetti diritti civili.
Non possiamo sapere se a novembre Trump si riprenderà la Casa Bianca.
Ci sono ancora troppi mesi davanti, durante i quali potrebbe accadere qualunque cosa.
Zelensky, il cocco della sinistra mondiale, ha sospeso, ad esempio, le elezioni presidenziali e governa in prorogatio "causa guerra".
Le toghe rosse ci sono ovunque nel mondo (veggasi, senza contare i quasi tre mesi di domiciliari a Toti, i processi a Trump e le indagini sulla Le Pen) e pallottole, anche non spuntate (veggasi il premier Slovacco Fico) volano con troppa frequenza.
A tre mesi e mezzo, poco più dei cento giorni (che poi erano un po' di più) di Napoleone, dal voto di novembre può accadere qualunque cosa, anche una riedizione del covid che tanta fortuna portò a Biden nel 2020,
Ma allo stato sembrano affievolirsi i tentativi di sostituire in corsa Biden, nella convinzione che, chiunque si candidasse, rischierebbe un bagno elettorale e, quindi, tanto vale imputare tutto alla senescenza dell'attuale inquilino della Casa Bianca, senza bruciare altri nomi.
Trump sbaglierebbe a sedersi sugli allori ma, al contrario, dovrebbe partire dalla Convention di Milwakee per caricare di energia la sua campagna elettorale, senza edulcorare i suoi discorsi, perchè nel momento in cui si adeguasse alle paludate liturgie dei vecchi parrucconi democratici, perderebbe il consenso dello zoccolo duro dei suoi elettori, probabilmente senza conquistare i pavidi moderati border line.
E di un Trump aggressivo abbiamo bisogno anche in Europa dove sta per consumarsi l'ennesimo, indecente scambio tra socialisti e popolari per conservarsi le poltrone, anche a costo di promuovere politiche che distuggerebbero quel poco che resta della Gloria, dell'Onore e della Dignità dei Popoli e delle Nazioni europee.
15 luglio 2024
Fight ! Fight ! Fight !
Il grido di Trump, ferito ma non piegato, riecheggia nella politica non solo americana.
E di combattere si tratta, contro una sinistra che, senza vergogna, ha scatenato i suoi megafoni per manifestare una solidarietà ... Pelosi, cercando, in modo immondo, di insinuare il dubbio che il Presidente Trump sia complice, diretto o indiretto, dell'attentato.
Ma non è solo negli Stati Uniti che tutti coloro che hanno a cuore la Libertà devono combattere, anche in Europa, anche in Italia dove la sinistra ha attecchito con tutte le sue storture, corrompendo la nostra società e trasformandola nella pallida e debole epigone di quella Europa delle Nazioni che conquistò il Mondo.
Siamo due mondi, "l'un contro l'altro armati", per ora solo a parole, su tutto ciò che riguarda la vita di tutti noi e di tutti i giorni,
Non può sfuggire che le politiche verdi abbiano un costo enorme che impoverisce non solo il nostro portafoglio, ma anche la nostra vita perchè le soluzioni proposte dalla cosiddetta transizione ecologica (figlia di una propaganda di chi vuole solo un nuovo business e che è attecchita su menti incapaci di un ragionamento critico) non solo più costose, ma anche meno efficaci nel rispondere alla richiesta di energia e produttività.
E la risposta della sinistra, in Italia, in Francia, negli Stati Uniti, in tutto il mondo, è solo quella di mettere le mani nelle nostre tasche, con una patrimoniale che chiamano sul reddito ma in realtà è sull'intero patrimonio, con la cifra indicata da Melanchon, 400mila euro, facilmente raggiungibile da molti talvolta anche solo con la proprietà di un appartamento.
E' una sinistra che vuole imporre un pensiero unico, cercando di imporre sanzioni a chi esprima opinioni differenti (su aborto, omosessuali, cancellazione della cultura, woke, transizione ecologica) o a chi le ospita (la multa che la commissione della Von der Leyen vorrebbe imporre a X, l'ex Twitter, che è diventata una bacheca di Libertà).
E' una sinistra dirigista, che riesuma i vecchi piani quinquennali ed è ostile a qualunque governo esprima orientamenti in contrasto alle direttive del politicamente corretto.
E' una sinistra cattocomunista perchè, unendo i vecchi comunisti ai vecchi residuati democristiani, ha unito il peggio, la parte più oppressiva e ottusamente reazionaria delle rispettive tradizioni che affondano le loro radici nella Inquisizione e nelle purghe staliniste.
E' una sinistra con la quale è inutile dialogare e che quindi è solo la controparte contro cui, seguendo le indicazioni di Trump, non possiamo fare altro che combattere, per affermare e difendere la nostra Civiltà millenaria, il nostro Modello di Vita, il migliore mai esistito sulla Terra, la nostra Libertà di Pensiero, Parola, Opinione e il nostro inalienabile diritto di manifestarli con gli scritti, i comizi, nelle piazze e tramite i moderni strumenti di comunicazione e diffusione delle Idee.
Combattere ! Combattere ! Combattere !
26 giugno 2022
Le sentenze vanno applicate, non commentate ...
I cattocomunisti ce l'hanno menata per anni, quando i magistrati ideologizzati a sinistra, sentenziano sulle più disparate materie, criminalizzando esponenti di Destra, lasciando liberi con speciose motivazioni basate sulla "loro cultura" clandestini e zingari o imponendo modifiche forzate al nostro ordinamento con interpretazioni che trovavano il loro fondamento solo sulla sinistra ideologia, non avendo i numeri, popolari e parlamentari, per realizzare leggi in materia.
E che dire sul presunto assalto dei sostenitori di Trump al Congresso e sulle sclerotiche dichiarazioni della sinistra mondiale ?
Ebbene oggi, con le biliose reazioni alla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, anche i più ciechi devono avvedersi dell'enorme ipocrisia che è dietro ogni affermazione di uno di sinistra (uno qualsiasi, sono tutti uguali, loro sì che "uno vale l'altro").
Isteria collettiva veicolata da stampa, radio e televisioni schierate a senso unico e che danno la parola solo ad una campana, quella di sinistra.
Così la sentenza non solo viene commentata e criticata, ma si cerca anche di disapplicarla con interventi legislativi promossi da un presidente che si dice "cattolico" e che sembra diventato l'alfiere della morte.
E il Senato locale di uno stato viene assalito perchè si appresta, come in un'altra ventina di stati, la sentenza, legiferando in modo restrittivo sull'aborto.
Io non mi meraviglio, sono gli stessi che, dietro il paravento del black lives matter, devastano città, distruggono proprietà pubbliche e private, pretendono di essere mantenuti senza produrre e l'impunità per i loro atti criminali.
E sono quelli che trovano tristi emuli in Italia, che si inginocchiano, difendono le peggiori derive, si fanno testimonial di un futuro di miseria, povertà e terrore.
Abbiamo quotidianamente esempi del perchè la sinistra è da rifiutare in blocco, in ogni sua manifestazione, in ogni suo singolo adepto, rifiutando anche ogni percorso, seppur breve e circoscritto, in comune.
Diventa sempre più difficile tollerare che la Lega resti al governo con Draghi e Letta, i valletti italiani di quella sinistra globalista che sta devastando la Civiltà Occidentale.
30 luglio 2012
Strabismo rosso
Entra ne
30 novembre 2011
La grande truffa del governo “tecnico”
Entra ne
22 settembre 2011
Baby pensionati si danno alla politica
Entra ne
20 settembre 2011
Assalto alla diligenza Italia
Entra ne
29 luglio 2011
L'asilo infantile? Guardare sempre a sinistra
Tra l'altro mi vien da dire "da che pulpito", visto che l'unica volta in cui Napolitano fu chiamato a "fare" (ministro degli interni con Prodi nel 1996-1998) fece talmente male che i suoi stessi compagni lo pensionarono, preferendogli Rosa Russo Iervolino: ed è detto tutto !
Entra ne
19 giugno 2011
Sinistri inganni
Entra ne
23 maggio 2011
Quando la sinistra fa la ola
A parte la singolare iniziativa nel momento in cui l’Italia ottiene i riconoscimenti per la capacità di gestire la crisi economica internazionale, con una ripresa seconda solo alla Germania e senza aver infilato le rapaci e adunche mani dello stato nelle tasche dei cittadini, vediamo come all’annuncio di sciagure prossime venture, la sinistra si sia messa a fare la ola.
Felice, in odio a Berlusconi, di tutto quel che di male potrebbe capitarci, per chi ancora crede alle previsioni di S&P.
E’ talmente felice, la sinistra e il suo tentacolo sindacale, la cgil, da non leggere attentamente neppure le motivazioni.
Per loro basta vedere scritto “instabilità di governo” e subito pensano a spartirsi i ministeri che, nelle loro fantasie, potranno occupare una volta rimosso l’odiato Berlusconi.
Eppure S&P non regala niente, infatti le prime due ragioni del declassamento delle previsioni sull’Italia sono indicate nella scarsa produttività e nella mancanza di flessibilità del lavoro.
Nonostante tali espressioni equivalgano per la cgil a due sonore bestemmie, la Camusso, degna erede di Lama, Pizzinato, Trentin, Cofferati ed Epifani, ha esultato incolpando il governo, quello stesso governo che fino a ieri accusava di sostenere chi voleva introdurre elementi di produttività e di flessibilità nei contratti.
La sinistra, con ogni evidenza, ha talmente in odio Berlusconi che pur di disfarsene è disposta a farci fare la fine della Grecia, gonfiando a dismisura la spesa pubblica e colpendo i risparmi degli Italiani per finanziare le sue spese.
Il programma, ad esempio, di Pisapia a Milano è un insieme di iniziative ideologiche ma, soprattutto, costose che non potranno essere realizzate se non con un incremento delle tasse per i cittadini.
Liberi i comunisti di fare la ola e anche di ballare il waka-waka quando una agenzia capitalista, per reconditi motivi che solo lei conosce, legge nella sua palla di vetro che l’Italia ha prospettive negative.
Ma chi non è di sinistra, perchè mai dovrebbe lasciare campo libero a simili ascari della mano pubblica e dalla tassazione facile ?
Entra ne
10 maggio 2011
Il dialogo impossibile con la sinistra
E Libertà.
Sono i punti che, Berlusconi o non Berlusconi, separano nei fatti il Centro Destra dalla sinistra.
Se, infatti, a parole, tutti sembrano affermare i medesimi principi, nella sostanza la loro materiale applicazione è alquanto differente.
La giustizia, come interpretata dalle toghe rosse cui la sinistra non fa mancare il suo sostegno, è uno strumento della politica, finalizzato ad eliminare il nemico politico che è di ostacolo alla realizzazione del proprio sogno di potere.
Per noi del Centro Destra, invece, è l’applicazione pura e semplice delle norme volute dal Popolo, non la loro disapplicazione quando non collimano con le idee dei magistrati chiamati a giudicare.
Sul fisco credo che ogni cittadino italiano sappia che la sinistra al potere aumenterebbe solo imposte e tasse quando non ne inventerebbe di nuove.
La stessa segretaria della cgil, in occasione dello sciopero di venerdì scorso, ha dichiarato che bisogna spostare l’imposizione fiscale dal lavoro alle rendite, in pratica confermando il perverso disegno di tassare i risparmi del Popolo (aumentando le aliquote dal 12,50% al 20 o al 25%).
Pensare a ridurre le spese e con esse le tasse, no eh, troppo rivoluzionariamente liberale !
Sull’immigrazione ugualmente la differenza è tale da rendere subito evidente l’assoluta insanabilità della frattura fra Centro Destra e sinistra.
A sinistra, già con Martelli, poi con la devastante legge Turco-Napolitano, infine con il provvedimento assunto nel 2006 dal ministro di Prodi Ferrero, la linea è univoca: accoglienza, cittadinanza e voto agli immigrati, incuranti dei costi (che vengono addebitati all’Italiano da spremere con le tasse) e delle conseguenze politiche, economiche, morali, sociali, di costume.
La politica del Centro Destra ufficiale, soprattutto dopo la guerra in Libia, non corrisponde certamente alla “pancia” del suo elettorato, ma almeno rappresenta una barriera alla più completa deriva, impedendo, se non altro, cittadinanza e voto.
Analogamente possiamo dire in materia di moralità.
Tutte le grandi civiltà del passato sono crollate quando le virtù che caratterizzavano il popolo, vennero travolte dai vizi di pochi che furono gli esempi deleteri di chi anteponeva l’interesse del particulare, al bene comune.
Così abbiamo avuto un crescendo, anzi una deriva che iniziata con il divorzio e proseguita con l’aborto, ha minato le fondamenta stesse della nostra società tradizionale e del suo pilastro di base: la Famiglia, l’unica che tale sia, composta da un Uomo e da una Donna.
La sinistra vorrebbe continuare su tale strada e ci propone eutanasia e manipolazione genetica (magari sotto mentite spoglie) e la parodia della Famiglia vera, con le “unioni” tra persone dello stesso sesso.
Il Centro Destra, ancorchè timido in molte sue componenti, riesce ancora a “tenere il punto”, difendendo i Valori di sempre.
Vi sono poi altri elementi di differenza ma il tutto può essere riassunto da una bellissima parola: Libertà.
Libertà di Mercato, contro la pretesa della sinistra di interferenza dello stato sulle attività economiche.
Libertà di Pensiero contro la sinistra legislazione dei divieti imposti alle opinioni.
Libertà di Stampa contro la volontà di uniformare al pensiero unico tutto quel che la mente umana produce.
Libertà di Circolazione, contro i divieti imposti alla mobilità privata.
Libertà di Progresso, contro il pauperismo retrogrado di chi ha paura delle novità che farebbero risparmiare e far star meglio il Popolo.
Libertà di essere Proprietari, contro la sinistra delle nazionalizzazioni e delle tasse sui beni privati.
Le differenze, quindi, ci sono indipendentemente da Silvio Berlusconi.
Tocca ai cittadini, tocca al Popolo decidere se preferisce la morte lenta della nostra società sotto una cappa di cupo conformismo, dove tutto viene inquadrato dalla burocrazia di partito, oppure se vuole guardare al futuro con ottimismo, dando il massimo di possibilità al proprio spirito individualista.
Entra ne
08 maggio 2011
Napolitano si toglie la maschera

Quando c'era il pci cercava di accreditarsi come "progressista" aderendo a parole alla linea "migliorista" che cercava di arruffianarsi l'elettorato della sinistra moderata e non comunista, ma non ha mai compiuto un vero gesto, almeno di pentimento, per le parole che pronunciò nel 1956 a favore dell'invasione sovietica in Ungheria.
Come ministro dell'interno nel primo governo Prodi fu un autentico fallimento, tanto da essere sostituito, pensate un po', da Rosa Russo Iervolino evidentemente considerata migliore di lui (sarebbe detto tutto !).
Sempre come ministro dell'interno fu l'autore, con la collega pure lei comunista, Livia Turco, di una devastante legge sull'immigrazione che consegnò al governo Berlusconi un problema incancrenito che ancora oggi ci portiamo sulle spalle.
Fu nominato (non si sa bene per quali meriti) senatore a vita e quindi, un parlamento sub iudice per i dubbi sul reale esito delle elezioni del 2006, lo elesse presidente della repubblica.
Diciamo che con simile passato è un degno presidente per questa repubblica.
Da presidente della repubblica fu costretto a sciogliere le camere e, come già capitò a Scalfaro e Ciampi (una nemesi ?) ad incaricare Silvio Berlusconi, vincitore delle elezioni, per la formazione del governo.
Da comunista integrale, però, non si è arreso alla volontà del Popolo.
Ha sperato che i suoi antichi compagni fossero in grado di ribaltare il responso delle urne, anche affidandosi al presidente della camera che, con un pugno di seguaci, pur eletti "per Berlusconi Presidente", hanno tentato, con una congiura di Palazzo, di ribaltare il responso delle urne.
Per un anno il Governo è stato ostacolato e bloccato da una simile, squallida vicenda, ma oggi l'attacco alla volontà del Popolo appare fallito.
Come il peggiore dei suoi predecessori, Napolitano viene preso da incontinenza verbale, a senso unico e "non ci sta".
Non vede la trave che sta nell'occhio dell'opposizione (a cominciare dai comportamenti di chi ancora siede sullo scranno più alto di Montecitorio), ma vede il minimo granello di polvere della Maggioranza.
Fino agli ultimi tre giorni.
Prima scuote il suo partito, come farebbe un qualsiasi esponente del politburo interno, chiedendo, in pratica, di organizzarsi meglio perchè, altrimenti, lui teme di dover ancora consegnare Palazzo Chigi all'odiato Berlusconi.
Poi, accortosi che le sue parole avevano sortito l'ennesimo effetto boomerang, ha puntato l'indice contro la nomina di nove nuovi sottosegretari, scelti tra i cosiddetti "Responsabili" che hanno parzialmente coperto con il loro voto la fuga dei finioti.
E' cambiata la Maggioranza ?
No, la Maggioranza è rimasta la stessa, anche perchè buona parte dei "Responsabili" furono eletti "per Berlusconi Presidente".
La Maggioranza semmai è migliorata, è diventata politicamente più forte e quel che paventa Napolitano è che riesca ad arrivare a fine legislatura riuscendo persino a governare ed a realizzare quelle riforme che dai comunisti e loro caudatari sono viste come il fumo negli occhi perchè ridurrebbero la loro infestazione nel corpo sano della Nazione Italiana.
Vorrebbe un passaggio parlamentare.
Altre, inutili chiacchiere, finalizzate solo a perdere tempo.
Ancora una volta, Napolitano si dimostra di parte, inadatto ad un ruolo esclusivamente notarile, che dovrebbe rappresentare tutti gli Italiani.
A me non è mai piaciuto e non l'ho mai considerato il mio presidente.
Adesso credo che, toltosi la maschera istituzionale, aumenteranno quelli, già tanti, che la pensano come me.
Entra ne
06 maggio 2011
Non tutti i mali vengono per nuocere
Per il resto ha fornito alla Maggioranza l’occasione per una bonifica interna con l’autoesclusione di Fini, la cui presenza, preferita a quella di Storace, fu il motivo principale del mio voto contrario a Berlusconi nel 2008.
Ma la bonifica dai finioti non è stato l’unico aspetto positivo.
Forse per la prima volta in Italia una congiura di Palazzo non ha sortito l’effetto desiderato, nonostante l'appoggio evidente dei potentati economici internazionali.
I congiurati, dopo aver reiterato gli assalti nel tentativo di ottenere alla camera un voto di sfiducia, si stanno ritirando senza gloria e, come si è espresso Vittorio Feltri, con le pive nel sacco.
Adesso i problemi sono a casa loro.
Bersani è sotto scacco e i suoi stessi compagni gli imputano l'ennesimo fallimento del tentativo di defenestrare il Cavaliere (come se loro avessero fatto meglio ...).
Fini ... chi l’ha più visto ? Ha anche tolto il suo nome dal simbolo del suo partito.
Casini si è sbilanciato verso l’opposizione più truce, spaventando i moderati.
Di Pietro è diventato la caricatura di se stesso e, dopo aver scomodato Hitler e Nerone, non sa più come definire l’odiato Premier e schiuma di rabbia impotente ad ogni intervista.
Ma l’aspetto più importante, rivoluzionario per l’Italia, è la dimostrazione che pur con pochi voti (meno di quelli che aveva legittimamente conquistato nelle urne) il Governo può governare nell’interesse della Nazione e dei suoi elettori.
E’ il primo passo che ci condurrà, inevitabilmente, a cambiare la costituzione in vigore, frutto del compromesso post bellico tra comunisti e cattolici e che può funzionare solo con ampi compromessi che significano immobilismo, deficit per una spesa pubblica fuori controllo necessaria per accontentare tutti i commensali e, quindi, inefficienza.
Avremo anche perso un anno per inseguire i solipsismi dei Fini, dei Bersani, dei Casini e dei Di Pietro, ma siamo ancora più vicini ad un cambiamento radicale del modo di far politica in Italia.
Come a dire: non tutti i mali vengono per nuocere.
Entra ne
05 maggio 2011
Il peggiore dei nostri è migliore del migliore dei loro

E’ la giusta risposta ad un Eco che qualche giorno fa, constatando che in Italia il 70% è berlusconiano, sproloquiava di “educazione” da impartire.
Con la pancia mi ritrovo completamente nelle parole di Brunetta.
Dopo aver iniziato, nell’ormai lontano 1999 (sporadicamente) e 2000 (pressochè quotidianamente) a frequentare forum e blog in Rete, ho radicalmente cambiato l’animus nelle discussioni.
Prima della Rete, le discussioni erano limitate in occasioni ufficiali assembleari o conviviali con amici e conoscenti e tutto si svolgeva nel rispetto delle regole e dell’interlocutore (almeno dopo la sbornia violenta degli “anni di piombo” quando di rispetto per il contraddittore con anche solo una spolveratina di “centro” – neanche di destra – non se ne vedeva molto).
Allora si discuteva, si ironizzava, si portavano teorie e fatti, mai si arrivava all’insulto personale (anche se era già cominciata l’aggressione a Berlusconi).
Con la Rete tutto è cambiato.
Non si accetta il parere altrui.
Anche io mi sono adeguato ed ho fatto mio il motto che titola il post.
E’ evidente, però, che tanto quel motto quanto le espressioni di Brunetta non rappresentano la realtà (perchè i cretini non hanno colore), ma solo la (giusta) reazione all’arroganza, allo snobismo, alla violenza verbale (che però “arma” quelle fisica di chi spranga i consiglieri municipali di parte avversa o cola cemento nelle serrature dei negozi aperti il primo maggio o durante uno sciopero o picchia chi gira con “Il Giornale” sottobraccio) dell’intellighenzia di sinistra.
I cattivi maestri sono quelli che, come Eco, pensano di dover “educare” chi non vota secondo i loro desiderata.
Ma a dover essere educati, al rispetto del prossimo, alla democrazia, sono soltanto loro.
Per cui, sì, in risposta a tali cattivi maestri, viva Brunetta: il peggiore dei nostri è comunque migliore del migliore dei loro.
Entra ne
04 maggio 2011
Berlusconi e Bossi: chi è succube di chi ?

E’ la giusta posizione che, prendendo atto della partecipazione dei Tornado italiani alla missione, pone comunque dei limiti temporali e di finanziamento.
Non si capisce peraltro la ragione per cui abbia voluto, con l'astensione, far passare le mozioni di Udc e pci/pds/ds/pd che pure avevano votato contro la sua, invece di ottenere, bocciandole, un successone.
L’opposizione, invece, è profondamente divisa.
Di Pietro è contro la missione e la sua mozione è stata bocciata.
Il pci/pds/ds/pd è favorevole ma ha presentato una mozione molto blanda nonostante lo spirito bellicoso del suo presidente Napolitano.
L’Udc ha sposato la causa della guerra senza “se” e senza “ma”.
Ma l’opposizione è divisa anche su come interpretare la scelta della Maggioranza.
Se per Bersani, Bossi lega il Carroccio dove vuole l'Imperatore (cioè Berlusconi), per Di Pietro e Casini è Berlusconi che si sarebbe inchinato ai voleri di Bossi.
Insomma l’opposizione non ha ben chiaro cosa voglia fare con la Libia, non ha ben chiaro chi, tra Berlusconi e Bossi sia succube dell’altro, ma tutto fa brodo per attaccare il Governo.
Meno male che Silvio c’è e meno male che abbiamo questa Maggioranza: ma ve l’immaginate la Babele di un governo dell’ammucchiata da Vendola e Di Pietro fino a Casini passando per Bersani ?
Entra ne










