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28 marzo 2026

Il mondo è sopravvissuto allo sciopero dei giornalisti

Ogni volta che c'è uno sciopero dei giornalisti, vedo, per la strada, facce più sorridenti o, almeno, più rilassate.

Me lo spiego con il fatto che, costretti a cercare di calamitare quanti più lettori/ascoltatori/spettatori possibile, i giornalisti hanno dimenticato la loro funzione essenziale: fornire la notizia pura e semplice, senza caricarla di spiegazioni (che poi sono solo le loro personali ed opinabili opinioni) nè di oscure visioni e presagi millenaristici.

La necessità di "fare audience" spinge a caricare ogni notizia di significati reconditi o apocalittici.

Del resto tutto ciò che uno deve sapere lo viene a sapere da una capillare rete di utenti che, se scoppia una caldaia a Palermo o muore un ex rettore a Bologna, vanno subito ad informarne il colto e l'inclita senza particolari commenti, cioè svolgendo il ruolo abbandonato dai giornalisti.

Se, poi, andiamo nel merito della vertenza, dalla lettura che il mezzo busto "autorizzato dalla redazione" dà del comunicato di sciopero, mi fa capire che i giornalisti vorrebbero essere pagati dagli editori e il quantum non è mai abbastanza, però non vogliono sottostare alla linea che gli editori vorrebbero dal giornale che loro pagano e dai giornalisti che loro stipendiano, rivendicando autonomia e indipendenza "della professione".

Ma non è così che può funzionare.

E come per qualunque attività, se il prodotto attira, vende e si guadagna, ma se il prodotto non piace a quelli cui è destinato, si lavora in perdita e il destino è la chiusura, perchè non deve essere lo stato, cioè tutti noi, a pagare l'incapacità di fornire un prodotto che sia attrattivo.

In fondo ai giornalisti si richiede solo di raccogliere le notizie e fornircele così come sono.

Ad interpretarle, in base alle nostre idee, conoscenze ed esperienze, ci pensiamo da soli. 

Grazie.

 

09 luglio 2010

Un bel tacer non fu mai scritto

Oggi non sono stati pubblicati pettegolezzi.
Oggi non abbiamo potuto sapere quante ballerine abbiano allietato i viaggi di Berlusconi (beato lui !).
Oggi non abbiamo saputo nulla sulle verdure che la moglie di un intercettato ha imposto al malcapitato marito di acquistare al mercato.
Oggi non abbiamo letto gli sms d’amore inviati all’amante da un poveraccio che ha avuto la sventura di telefonare ad un personaggio spiato.
E siamo ancora liberi di pensare e di manifestare le nostre opinioni.
Oggi sono usciti pochi quotidiani (personalmente ho acquistato Il Giornale e Libero) e sono stato ugualmente informato sulle notizie politiche e sulla cronaca.
Oggi abbiamo avuto l’esempio di una tranquilla giornata di riposo rispetto alla concitazione, agli affanni, alle corse ansiogene della logorrea giornalistica.
Il mondo è ancora in piedi.
I giornalisti che si stracciano le vesti per una legge che punisce la pubblicazione di atti giudiziari e i pettegolezzi si sono imbavagliati da soli.
Da domani si tornerà a straparlare, almeno lo si farà del campionato di mondo di calcio e della nuova proprietà del Bologna, sempre meglio che delle escort collocate nelle pagine della politica e non in quelle della cronaca rosa ... solo per evitare di dover dar conto dei successi di Berlusconi.


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