Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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No alla deriva

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02 maggio 2024

La Principessa Giorgia sveglia il sindacalista addormentato

Dal novembre 2011, quando fu rovesciato Berlusconi con un colpetto di stato orchestrato a Berlino e Parigi, al settembre 2022, quando noi Italiani votammo per riavere un Presidente eletto da noi, sono passati undici anni e sei presidenti del consiglio (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte e Draghi).

In tutto quel tempo i sindacati, al di là di qualche dichiarazione retorica il primo maggio, sono stati funzionali alle scelte governative che hanno portato le retribuzioni degli Italiani a perdere potere di acquisto, rinunciando a tutelare i lavoratori fino al punto di disinteressarsi dell'aberrante scelta di Draghi di estromettere dal lavoro e dallo stipendio i renitenti alla puntura.

Di Landini, in quel lungo periodo, si ricorda solo una fotografia con Draghi che gli mette affettuosamente un braccio sulle spalle.

Ma, come nelle fiabe, ecco arrivare sul suo cavallo, nero ovviamente, la Principessa Giorgia, la cui sola presenza ha un effetto rivitalizzante su Landini che si sveglia in preda ad una improvvisa voglia di spaccare tutto e, con il suo italiano approssimativo, come la sua conoscenza della costituzione pur nata dalla resistenza antifascista, proclama scioperi e annuncia che tutto va male, che il Governo fa solo marchette elettorali e che l'aumento della occupazione, soprattutto a tempo indeterminato, non basta, lui vuole tutto quello che non aveva richiesto negli undici anni precedenti, quelli in cui si accontentava del bonario abbraccio di Draghi.

In quella fotografia c'è tutta la parabola discendente di un sindacato che, dopo essersi imposto negli anni della Trimurti Lama-Storti-Vanni e poi Benvenuto, Carniti e altri, dopo aver in quel modo, grazie alla debolezza di imprenditori e politici, con pesanti ripercussioni, che paghiamo ancora oggi, sui conti pubblici italiani, si è prestato al consociativismo con i governi espressione della sua stessa parte politica, salvo risvegliarsi quando quella stagione è finita, accorgendosi tardivamente non solo di essere rimasto con un pugno di mosche morte in mano, ma che il nuovo Governo sta facendo per gli Italiani, in termine di salari, occupazione e sicurezza, tutto quello che lui non ha fatto in undici anni.

Contrariamente a quanto si possa pensare, io sono un sostenitore del sindacato, ma di un sindacato ripulito dalle incrostazioni ideologiche e partitiche, che non abbia la pretesa di intervenire nelle scelte di politica economica della Nazione perchè per quello c'è già il parlamento eletto dagli Italiani.

Un sindacato quindi che difenda il lavoro, faccia accordi aziendali e di categoria e li faccia rispettare, che non abbandoni i lavoratori nei periodi difficili quando un governo, anche se guidato da uno che paternalisticamente abbraccia il segretario del sindacato, li estromette dal lavoro e dallo stipendio.

Un sindacato che non pensi di diventare azienda con i caf ed i patronati, ma rientri nei suoi ambiti per dare una rappresentanza contrattuale a chi, individualmente, non avrebbe la forza per trattare con la sua azienda.

Un sindacato che non faccia politica, ma faccia contratti.

Un sindacato che in Italia non c'è più e non credo che sia sufficiente il bacio della Principessa Nera (semprechè lei si presti a baciarlo ...) per trasformarlo in un Principe Azzurro.

24 novembre 2023

Sciopericchiano

La trimurti sindacale, ridotta a due dalla defezione della cisl in un sussulto di ragionevolezza, continua nei suoi venerdì di sciopero incurante del ridicolo che la travolge.

Scioperano, come già annunciato ancor prima che la Meloni e Giorgetti ne scrivessero l'incipit, contro la manovra finanziaria che, se viene bocciata da Landini e Bombardieri, ottiene l'approvazione delle agenzie di rating e persino dell'europa di Gentiloni e Dombrovsky "con riserva", perchè qualcosa devono pur dire per giustificare la loro esistenza e, soprattutto, i lauti emolumenti che incassano per fare le pulci alle politiche nazionali, sabotandone gli sforzi nel nome di un internazionalismo e di un dirigismo che puzza di socialismo e di unione sovietica.

E scioperano, cgil e uil, davanti ad un incremento dell'occupazione soprattutto a tempo indieterminato ed a buste paga più consistenti sia per la sottoscrizione dei contratti che per la politica fiscale che, con l'intervento sul cuneo e sulle prime due aliquote, aumenta (sempre troppo poco, intendiamoci, vogliamo di più appena sarà possibile e l'obiettivo resta una tassa piatta che per me non deve superare il 10% limite che i Romani le loro tasse si chiamavano "decime" - indicavano come quello del passaggio all'usura) quanto resta nelle nostre tasche dopo la tosatura erariale su quanto si guadagna.

Scioperano ... sciopericchiano, un venerdì quelli del pubblico, un altro quelli del Centro Sud, un altro ancora quelli del privato e quelli del Centro Nord, quindi i trasporti e via con tutto il rosario sindacale.

Mentre Landini e Bombardieri si dilettano in attività ottocententesche per partito preso (espressione idiomatica che nella fattispecie trova piena corrispondenza con la realtà, visto che cercano disperatamente di supportare, per annettersi, il partito della Schlein) l'Italia va, cresce, produce.

Renzi, ieri, ha cercato di fare il furbetto sulle accise della benzina (che, dopo la fiammata, è calata sotto i prezzi dell'epoca del genio Draghi) ma gli è andata male, perchè la Meloni, oltre ad avere il vantaggio dell'ultima parola, gli ha ricordato le sue frequentazioni arabe.

L'opera per risanare l'Italia e farla rinascere è immane per colpa delle distruzioni operate negli anni con ogni deriva possibile immaginabile, da quella morale e qualla economica, politica, sociale, fiscale, ma il Governo ha cominciato a mettervi mano, con una prudenza forse eccessiva, ma forse no, considerando che in tutta Europa, per non dire in tutto il Mondo, i segnali di un risveglio dei sostenitori della Tradizione si stanno moltiplicando.

E mentre il Mondo continua a correre verso il futuro, in Italia cgil e uil sciopericchiano, con la testa rivolta al passato remoto, comiziando come se fossero ancora nell'ottocento di Pellizza da Volpedo.

16 novembre 2023

I tre frenatori dell'Italia

L'Italia è una Grande Nazione.

Nessuno come noi ha fantasia, capacità, ingegno.

Abbiamo un difetto: siamo troppo individualisti e non sappiamo fare gioco di squadra e, come ha insegnato Sacchi, la grande individualità può, con un colpo di genio, far vincere una partita, ma è la squadra che fa vincere lo scudetto.

I mali dell'Italia sono stati più volte citati, dalla presenza ingombrante del Vaticano che nei secoli, per mere ragioni di conservazione del potere, ha sempre ostacolato la realizzazione di uno stato unitario nazionale e che oggi, con Bergoglio e i suoi uomini, è sempre più distaccato e ostile agli interessi degli Italiani perdendo il suo ruolo di chiesa nazionale, a quella del pci (e dei suoi eredi pds/ds/pd) proteso sempre a ostacolare ogni primato italiano nel nome dell'internazionalismo socialista e, in tal modo, sempre prono agli ordini provenienti dalle capitali straniere, una volta Mosca ed oggi Bruxelles.

Poi ci sono i lacci e lacciuoli che il pci/pds/ds/pd ha agevolato per legare le mani a chi avesse velleità di valorizzare le capacità italiane, così abbiamo una costituzione ingessata, un presidente della repubblica intoccabile e, pur non eletto dai cittadini, con una quantità abnorme e non ben definita di poteri che, fino a Cossiga, furono usati con discrezione, ma da Scalfaro in poi con autentici interventi a gamba tesa nel gioco politico, anche ribaltando la volontà delle urne.

E infine abbiamo la disgraziata adesione di Prodi e Ciampi all'unione del male, all'euro che ci ha sottratto molta della Sovranità, per mettere le risorse dell'Italia al servizio degli stranieri e, soprattutto, a beneficio della Germania.

Ma tutto questo sarebbe superabile da un governo, come quello che abbiamo grazie al nostro voto del 25 settembre 2022, se non ci fossero tre potenti categorie che si pongono sistematicamente di traverso ad ogni tentativo di riformare e rilanciare l'Italia.

Prima di tutto la magistratura (quella militante a sinistra, con la toga permanentemente rossa) che, quando al governo c'è il Centro Destra, rielabora i provvedimenti e, con motivazioni da Azzeccarbugli, non applica le leggi di cui non condivide l'impostazione ideologica, ma le reinterpreta "alla luce di ..., per il combinato disposto ..., ai sensi di ...", come abbiamo visto con l'applicazione del decreto Cutro e come si sta già ventilando per la collocazione in Albania dei clandestini (per non parlare delle fughe in avanti sul fine vita, sulle adozioni degli omosessuali etc).

Poi abbiamo i giornalisti schierati che, invece di informare e limitarsi al loro compito di fornire le notizie, sbragano in comizi nei quali manifestano le loro personali opinioni che interessano solo quegli spettatori e lettori addomesticati, sempre gli stessii, che si girano tutte le trasmissioni cosiddette di approfindimento ma, in realtà, di propaganda.

Infine abbiamo i sindacati che, silenti da Monti a Draghi, persino quando fu imposta la vaccinazione senza la quale un lavoratore veniva sospeso senza stipendio e senza neppure poter svolgere il lavoro da casa, appena arriva un governo di Centro Destra sembrano tarantolati e proclamano scioperi contro la legge di bilancio, fissandoli ancor prima che la legge di bilancio fosse approvata e resa pubblica.

Sono frenatori di ogni sviluppo, senza i quali l'azione del Governo sarebbe più spedita e puntuale e sono tanto più pericolosi perchè le tre categorie sono  fondamentali in uno stato di diritto.

Purchè restino nei loro ambiti.

I magistrati ad applicare le leggi che esistono e non a interpretarle in base alle proprie idee.

I giornalisti a fornire le notizie e non a manifestare le loro opinioni (siamo capaci, una volta conosciuti i fatti, di trarre da soli le nostre conseguenze, senza bisogno dell'imbeccata altrui).

I sindacati per difendere il diritto dei lavoratori ad un impianto normativo e retributivo gratificante, tenendo conto dello stato di salute della rispettiva azienda di appartenenza e non a pretendere di partecipare alla stesura delle leggi sostituendosi ai partiti presenti in parlamento ed eletti da tutti gli Italiani.

02 maggio 2023

Oltre i confini della realtà

Come ampiamente annunciato, ieri, primo maggio, abbiamo ascoltato, a reti unificate, la liturgia sindacale, con i conduttori di radio e telegiornali che davano conto, con serietà e compostezza, dei comizi della triade Landini-Sbarra-Bombardieri cui si è aggiunta, come poteva mancare alla fiera della inutilità ?, la Schlein.

I comizi dei quattro sono stati il miglior spot pubblicitario per il Governo.

Nel giorno in cui il Centro Destra applicava una autentica solidarietà nazionale, licenziando un provvedimento che aumenterà le buste paga di tredici milioni di lavoratori con un reddito inferiore a 35mila euro di un importo tra i cinquanta ed i cento euro al mese fino a dicembre (per ora), scrivendo la parola fine all'abuso del reddito di cittadinanza (di cui abbiamo anche domenica scorsa appreso che veniva utilizzato per comprare mortaretti e bandiere del Napoli), consentendo alle aziende di assumere, a tempo determinato, con minori vincoli burocratici e oneri fiscali, Landini e la Schlein riproponevano le stantie "lotte all'evasione" e, soprattutto, più e nuove tasse praticamente su tutto: sulla casa, sui risparmi (pudicamente chiamati "rendite") e sui "redditi più alti" (senza precisare quali sarebbero da considerare "alti").

I due compagni di seconda fila, Sbarra e Bombardieri, da parte loro, forse comprendendo che, in effetti, il Governo Meloni ha fatto per i lavoratori più di quello che hanno fatto undici anni di governi cattocomunisti da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte2, hanno sbraitato dal palco di Potenza: si deve fare di più.

Affermazione come minimo singolare da parte di chi è stato zitto, chinando la testa, davanti alla decimazione operata dalla riforma delle pensioni della Fornero e davanti all'esclusione per via sanitaria di migliaia di lavoratori dal posto di lavoro e dallo stipendio, voluta da Draghi.

L'azione del Governo Meloni può apparire lenta, cauta, prudente, anche troppo, può non condividersi la scelta di campo, senza alcuna cautela nè prudenza, a favore del comico di Kiev (cui peraltro stiamo inviando armi che, a quanto pare, avremmo dovuto rottamare con costi a nostro carico che così ci risparmiamo), può imputarsi una estrema debolezza verso i clandestini che andrebbero respinti senza se e senza ma, ma che la linea intrapresa sia quella giusta, in Europa come in economia, non vi è alcun dubbio.

E se mai ci fosse un qualche dubbio, allora arrivano a supporto della Meloni, i Landini e le Schlein che, con sprezzo del ridicolo, dimostrando di vivere ben oltre i confini della realtà, convinti che tanto per i loro elettori (e probabilmente anche per loro stessi) i coccodrilli se non volano, "svulazen", chiedono più tasse, patrimoniali per trasformare l'Italia nel paese di Bengodi a spese di chi lavora veramente.

Il tutto annunciato per radio e televisione senza neppure l'incrinatura di uno sghignazzo che sarebbe stato quanto mai pertinente.

Per quanto possa deludere nei tempi e in certe scelte, teniamoci ben stretto il Governo Meloni, perchè qualsiasi alternative sarebbe peggiore e ci riporterebbe ai governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte2 e Draghi.

E non credo riusciremmo ancora a sopravvivere, nè noi individualmente, nè la nostra Nazione.