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30 ottobre 2026

Chi aprirà una pratica a tutela degli Italiani perbene ?

Il CSM ha aperto una pratica a tutela del gip di Milano che non ha convalidato l'arresto del presunto fondatore del movimento 17 ottobre.

Mi domando chi aprirà una pratica a tutela di tutti noi, che abbiamo il diritto a poter circolare liberamente nelle nostre città e in tutta Italia, ad aver garantita l'incolumità personale e l'integrità delle nostre proprietà, vedendo anche puniti, severamente, tutti quelli che fanno carta straccia di quel nostro diritto.

19 febbraio 2026

Le toghe rosse contro gli Italiani

Che dire della nuova sentenza favorevole all'immigrazione clandestina, sempre a spese nostre ?

Ha già detto tutto, con la consueta chiarezza, il nostro Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.



30 ottobre 2025

Le molte facce del partito unico che rema contro l'Italia

La notizia del giorno è l'ennesima invasione di campo della magistratura, questa volta contabile.

La mancata vidimazione del progetto del Ponte sullo Stretto è solo ideologica, perchè se si dovesse pretendere certezze su aspetti quali il costo finale, l'impatto ambientale, le sicurezze sismiche, non si dovrebbe mai approvare nulla, perchè c'è sempre la ipotesi di una scossa più forte, di un evento imprevisto che porti al rialzo del costo dei materiali.

Se si fossero seguiti i criteri applicati dalla magistratura contabile sul Ponte, saremmo ancora nelle grotte e non ci sarebbe consentito neppure di costruire una palafitta.

Quanto al costo del progetto, si tratta di 13 miliardi di cui è già indicata la copertura, ma fa specie che a sollevare obiezioni per 13 miliardi sia quella stessa magistratura contabile che, evidentemente, guardava da un'altra parte quando Conte mise centinaia di miliardi (quanti saranno lo sapremo solo alla fine) per il suo 110%.

Ogni atto della magistratura, ordinaria e contabile, ci dice che la riforma della giustizia, per quanto moderata e modesta sia, diventa ogni giorno più urgente.

29 ottobre 2025

E' una questione di principio

C'è un caso di cronaca nera, molto mediatico, relativo all'omicidio di una ragazza perpetrato dal suo ex fidanzato che non accettava la separazione e forse anche altro, comunque persona rivelatasi, col senno di poi, instabile e pericolosa.

Non ci sono mai stati dubbi sulla colpevolezza dell'imputato, che è stato infatti condannato all'ergastolo, cioè al "fine pena mai", la sanzione più grave e definitiva prevista dal nostro ordinamento.

Con una lettera evidentemente tendente ad una captatio benevolentiae, il condannato annuncia di rinunciare all'appello, accettando la pena dell'ergastolo per la gravità del suo crimine.

L'appello, invece, lo propongono i pubblici ministeri, non contenti della massima pena, perchè non sono state contemplate le aggravanti tra cui il cosiddetto "stalking", cioè l'atteggiamento persecutorio.

Qualora fossero state considerate quelle aggravanti, non ci sarebbe stata una pena superiore, perchè l'ergastolo è il massimo possibile.

Capisco che "è una questione di principio", cioè che con un sistema giudiziario imbalsamato e di parrucconi, un precedente diventa un qualcosa cui capziosi Azzeccagarbugli potrebbero appigliarsi in un caso futuro, ma i giudici ci stanno proprio per evitare le storture simili, dovendo dirigere i processi come un vigile dirige il traffico, cioè cercando di snellire e arrivare, il prima possibile, ad una sentenza che sia certa e al di sopra di ogni ragionevole dubbio.

Mi domando pertanto, con il conclamato intasamento dei tribunali e la lunghezza esasperante dei nostri procedimenti, con quale criterio si possa concepire un ricorso in appello da parte dei pubblici ministeri, dopo che l'imputato, rinunciandovi, aveva accettato di scontare l'ergastolo, cioè il massimo della pena.

Tempo, costi, dolore rinnovato per arrivare ad una condanna che non potrà, in Italia, mai essere superiore a quella già comminata e accettata dall'imputato.

E qualcuno pensa ancora di votare contro la riforma della giustizia ?

05 agosto 2025

Contro le loro intenzioni, i magistrati consacrano la leadership della Meloni

Il nuovo capitolo dello scontro tra la magistratura e il Governo Meloni che cerca di difendere e realizzare gli Interessi Nazionale, dell'Italia e degli Italiani, è una furbesca decisione che chiede l'archiviazione per Giorgia Meloni e l'autorizzazione a procedere per i Ministri Piantedosi, Nordio e il Sottosegretario Mantovano, in relazione al presunto "caso Almasri".

Probabilmente con il retropensiero di applicare il principio romano del divide et impera, dando soluzioni diverse alle posizioni di chi è stato chiamato in causa, i magistrati pensavano di creare fratture nel Governo e di poter poi far polpette di chi, pensavano sarebbe rimasto isolato e lasciato in pasto ai lupi come capro espiatorio.

Avevano ed hanno dei precedenti in tal senso, a cominciare da Giuseppe Conte che ha mollato Salvini per la vicenda della Open Arms e, pur su un piano differente, Ricci e Sala che hanno scaricato i loro collaboratori e il secondo ha fatto dimettere un assessore poi finito ugualmente agli arresti domiciliari.

Ma la Meloni è fatta di una pasta diversa ed ha emesso un comunicato in cui, da autentico Leader non solo di un partito ma di una intera coalizione, si è assunta la responsabilità politica di una scelta politica, che spettava e spetta alla politica, dicendo con chiarezza, come ripete in materia di clandestini, che le scelte politiche non sono assoggettabili alla magistratura.

Il risultato è che a ricercare troppe furbizie, si forniscono degli assist a quelli che si vorrebbe distruggere e, nel caso specifico, con la reazione di carattere della Meloni, si accresce l'autorevolezza del Presidente del Consiglio, del Governo, delle scelte che fa il Governo soprattutto nelle materie osteggiate dai magistrati e di tutta una comunità, quella della Destra, che può ben vantarsi, oggi una volta di più, di avere più dignità, più onore, più consapevolezza, insomma di essere migliore di quella dei bellaciao.

18 luglio 2025

Toti o Sala, la Sovranità appartiene al Popolo Elettore

A costo di ripetermi, ribadisco il concetto che solo il Popolo Elettore è legittimato a decidere sulla sorte dei propri rappresentanti eletti, rivotandoli o mandandoli a casa, sia per questioni che attengono all'espletamento del loro mandato e alle decisioni assunte, che per i loro comportamenti privati.

Lo ribadisco con forza approfittando del fatto che, una tantum, ad essere indagato è un sindaco di sinistra.

E' vero che è una figure debole, marginale anche nel suo schieramento, a fine mandato, quindi probabilmente l'agnello sacrificale per la narrazione della magistratura per poter dire di essere imparziale, ma è comunque il sindaco, di sinistra, della città economicamente più importante d'Italia, Milano.

Non mi interessa disquisire su permessi, pressioni (che ci sono sempre state e sempre ci saranno e sono del tutto legittime, perchè ognuno di noi ha diritto e dovere di perorare la propria causa e quello in cui crede), regolamenti, modifiche, piani edilizi e quant'altro, come non mi interesserebbe valutare il comportamento privato.

A me interessa la valutazione politica di un eletto, di un amministratore e questo spetta solo ed esclusivamente al cittadino elettore.

Se quello che l'amministratore fa mi soddisfa, lo percepisco come funzionale al mio Benessere, alla mia Sicurezza, ai miei Interessi, allora lo rivoto e devo avere il diritto di poterlo rivotare e di vedergli finire il mandato.

Se, viceversa, non apprezzo i suoi calzini arcobaleno, il suo pendere verso i palestinesi, la sua politica della ztl, allora, alle elezioni, voto un candidato che si proponga con le idee opposte.

Non solo non esulto se un magistrato lo indaga, ma neppure auspico le sue dimissioni per tale motivo.

Anzi, dirò di più, se ci si potesse fidare dei cattocomunisti (e nessuno potrà mai, in nessuna vita passata, presente e futura, fidarsi di loro !) in quel "paese normale" vagheggiato decenni fa da un capo comunista come D'Alema, i partiti si metterebbero d'accordo per impedire alla magistratura di interferire con l'azione di chiunque sia eletto con il voto popolare, demandando solo ed esclusivamente al Corpo Elettorale la eventuale sanzione: mancata rielezione.

E' poi ora di finirla di rivolgersi alla magistratura per cercare di impedire a qualcuno di fare quello che i voti ottenuti gli consentono di fare.

Lo dico anche in riferimento ai decreti sicurezza e contro i clandestini, ma anche a Bologna, dove Lega e Fratelli d'Italia hanno fatto ricorsi alla corte dei conti e esposti all'anticorruzione su quell'abominio degli arbusti  invasati in alcune piazze cittadine.

Lepore li ha messi, perchè i cittadini bolognesi gli hanno dato la possibilità di metterli con il loro voto, come pure di deturpare la facciata di Palazzo d'Accursio con stendardi a favore di quello o di questo (più di quelli, però, affini alla ideologia del sindaco), o imporre la ridicola misura del trenta all'ora.

Nel 2027 si tornerà a votare e Lega e Fratelli d'Italia, invece di chiamare la magistratura ad intervenire in politica, dovrebbero valutare la figura del candidato da opporre a Lepore, che ne rappresenti esattamente l'opposto.

Poi spetterà a noi cittadini votare e decidere, non ad una sentenza.

E il concetto vale anche per il terzo o quarto o centesimo mandato: sono gli Elettori a decidere se dire basta ad una amministrazione, come non può esserlo un magistrato, così non può esserlo neppure una legge che inibisce il mio diritto di elettore di scegliere liberamente colui che ritengo il migliore per quel ruolo, solo perchè ha già servito per due mandati (anzi, questo dovrebbe essere un motivo in più per poterlo rieleggere se ha fatto bene !).

Per me questa è Sovranità che appartiene al Popolo e non al parlamento e tanto meno alle corti.

06 aprile 2025

Da che parte stanno i magistrati ?

Leggo che il sindacato delle toghe avrebbe criticato il decreto legge del Governo sulla sicurezza, pur ammorbidito perchè il Governo ha chinato la testa davanti alle pretese di Mattarella.

La cosa non mi stupisce, da tempo mi domando se i magistrati stanno dalla parte degli Italiani onesti o si arrogano il diritto di modificare l'applicazione delle leggi con pretestuose motivazioni di carattere etnico, sociale, economico.

La Sicurezza personale e dei propri beni è fondamentale per garantire il Benessere dei cittadini e se chi è preposto a garantirla, da un lato è il bersaglio di insulti, aggressioni e controlli senza avere la possibilità di reagire e, dall'altro, chi dovrebbe sancire le pene, è propenso a concedere attenuanti ai criminali, allora tanto vale tornare alla legge del fai da te.

Ricordo che, in passato, i magistrati erano i bersagli delle Brigate Rosse e di vari ambiti criminali.

Evidentemente tali azioni hanno ottenuto il loro effetto se, oggi, vengono assolti o condannati al solletico quelli che occupano abusivamente case, quelli che intralciano opere pubbliche, quelli che distruggono beni privati e pubblici durante le loro manifestazioni, mentre chi prova a difendersi viene perseguitato, processato e spesso condannato (anche a risarcire i parenti del criminale neutralizzato, considerandolo evidentemente un caduto sul lavoro !!!).

Chi ha la fortuna di non aver mai subito furti, rapine, aggressioni, probabilmente non si rende conto dello stato di incertezza, che condiziona lo svolgimento delle proprie attività, che uno si porta dietro.

Soprattutto se sa di essere disarmato davanti ai criminali che, oggi, ottengono anche "comprensione" da parte di chi dovrebbe invece reprimere con severità nel nome del Popolo e di tutti gli Onesti.

Apprezzo il coraggio del Governo che sta affrontando una riforma della magistratura.

E' però una riforma debole e che non porterà quel cambio di passo che vorrei vedere per sentirmi pienamente garantito nella mia vita quotidiana.

Se un criminale sa di poter ottenere clemenza, comprensione e attenuanti, allora sarà portato ad alzare il livello della sua violenza.

Se, invece, fosse consapevole che chi lo giudicherà non gli concederà nessun beneficio, allora si tratterrà dall'eccedere nella sua violenza.

Le leggi e le pene ci sono, non occorre inventarsi nuovi, improbabili reati (come il femminicidio!), bisogna solo applicare leggi e pene esistenti senza troppi fichi in testa o, se vogliamo, senza essere inquadrati in una spirale ideologica che non garantisce nè imparzialità, nè sicurezza.

01 aprile 2025

Tentativo (inutile) di vincere facile

I magistrati francesi si allineano ai loro colleghi dalle toghe rosse cucite sulla pelle degli Stati Uniti, Brasile, Italia, Romania (e sono solo i casi che mi vengono in mente) per impedire che il Popolo possa esprimersi liberamente e che la sua volontà sia rispettata.

Inutile girarci attorno: la sentenza di primo grado con la quale le toghe rosse francesi cercano di impedire a Marine Le Pen di candidarsi, da favorita, alle presidenziali del 2027 è sulla stessa linea di quelle che hanno rubato la vittoria in Romania a Georgescu, hanno cercato di impedire il trionfo di Trump e stanno perseguendo il Presidente Bolsonaro per impedirgli di candidarsi (e probabilmente vincere) in Brasile.

Ma ci sono due casi che dovrebbero far riflettere i magistrati ideologizzati ed i loro mandanti annidati nella burocrazia di Bruxelles con il loro kit di sopravvivenza fatto di azioni tendenti a rovesciare la volontà degli Elettori.

Il primo è molto vicino a noi e si tratta di quello che è accaduto dal 1992 ad oggi.

Prima le toghe rosse hanno cercato di spianare la strada ai comunisti (ricordate la "gioiosa macchina da guerra" di Occhetto ?) eliminando tutti i principali attori dei partiti del Pentapartito.

Anche allora fecero le pentole ma non i coperchi che furono invece appannaggio di Berlusconi che rimise le cose in ordine.

Naturalmente l'attacco contro Berlusconi fu immediato, senza alcun rispetto per gli Italiani che avevano scelto lui e non Occhetto.

Dopo venti anni di aggressioni, riuscirono a rendere ineleggibile Berlusconi, ma non a far vincere le elezioni a Bersani, triste epigono di Occhetto.

Ma non è bastato, perchè se Berlusconi, in fine vita, si mostrò più malleabile, il suo posto fu preso prima da Salvini e adesso dalla Meloni, confermando che i magistrati fanno sempre le pentole, ma non i coperchi.

Il secondo caso è ancora più eclatante e simbolicamente significativo.

In Turchia abbiamo visto una parabola uguale a quella iniziata in Francia.

Un partito raccoglie un consenso sempre crescente e i magistrati locali processano, incarcerano addirittura e rendono ineleggibile il suo leader.

Quel partito vince ugualmente le elezioni, mette presidente il braccio destro del leader, cambia le leggi e il leader vince a ripetizione tutte le elezioni e diventa il Sultano, Erdogan.

Quello che le toghe rosse non riescono a capire è che possono incarcerare o imbavagliare una persona, non le idee che continueranno a camminare su altre gambe.

E nel segreto dell'urna il magistrato non ha alcun potere.

14 marzo 2025

In dubio pro reo

Sono un appassionato di gialli e polizieschi, ma di quelli partoriti dalla fantasia degli Autori, non "tratti da un fatto realmente accaduto" ed ancor meno mi appassionano i gialli in cronaca.

Il motivo principale è che non avendo alcuna fiducia nella magistratura, non credo alle conclusioni cui arriva.

Io sono rimasto al principio per cui un soggetto deve essere condannato "al di là di ogni ragionevole dubbio" (art. 533 codice di procedura penale).

E superare ogni "ragionevole dubbio", vuol dire trovare prove concrete o ricevere confessioni, non ipotizzare teoremi, arzigogolare su indizi per arrivare ad una condanna purchessia che, comprensibilmente, i parenti delle vittime pretendono a prescindere perchè è l'unica possibilità per alleviare (solo parzialmente) il dolore per la perdita e le sue modalità.

Non può esistere il "libero convincimento" del giudice.

Siamo purtroppo in una società in cui si cerca il colpevole anche quando è il Destino a provocare un incidente, un decesso, figuriamoci davanti ad un delitto che offre una copertura mediatica straordinaria e quindi grande visibilità agli inquirenti.

Così abbiamo casi per i quali non si giunge mai ad una fine.

Ultimo il caso del cosiddetto "giallo di Garlasco".

Da alcuni anni è in carcere una persona, che continua a proclamarsi innocente, condannata in terzo grado dopo due assoluzioni.

Già questo dovrebbe dimostrare che la condanna è arrivata con tanti ragionevoli dubbi, perchè diversamente si dovrebbe pensare che chi lo ha giudicato innocente nei primi due gradi sia un incompetente e, quindi, sarebbe opportuno rimuoverlo dal ruolo perchè sarebbe troppo pericoloso continuare a dargli il potere di interferire con la vita del prossimo.

Purtroppo la vicenda di Garlasco che oggi trova nuovo spazio sulle prime pagine, non è l'unica.

Sempre di questi giorni è una ripresa, con un nuovo processo deciso dalla cassazione, per l'omicidio di una ragazza, Serena Mollicone, avvenuto oltre venti anni fa, mentre è sempre aperto un "filone" per stragi del passato, sempre dai contorni oscuri tranne per quelli che hanno dato una risposta ideologica.

La "tragedia di Ustica" in questi giorni è ugualmente tornata in auge perchè la procura ha chiesto l'archiviazione dichiarandosi incapace di determinare cosa sia accaduto, ma, comprensibilmente, come si diceva, i parenti delle vittime non accettano che non vi sia nessun colpevole.

In compenso, quando un cittadino spara e neutralizza un colpevole certo, un rapinatore in opera o in fuga non dovrebbe fare differenza, l'inflessibilità della legge si scatena contro il cittadino che da vittima viene dipinto come un carnefice, pur avendo colpito qualcuno che è sicuramente colpevole di aver commesso o tentato di commettere un crimine.

E se c'è un dubbio, la nostra Civiltà, sin dai tempi dei Romani che delle norme di processo avevano fatto un sistema di garanzie perchè le pene colpivano duramente e si doveva avere la massima certezza di colpevolezza, prevede che si giudichi a favore dell'imputato: in dubio, pro reo.

Forse siamo arrivati all'epoca in cui andrebbe sottratto ai magistrati il potere di decidere sulla libertà e la vita delle persone, per ricorrere ad un computer, alimentato dalle leggi da applicare e dalle prove sul caso da giudicare, affidandosi alla asettica decisione di una intelligenza artificiale e non di un intelligenza umana che subisce si troppe influenze dal proprio carattere, dalle proprie convinzioni, dalla propria ideologia.



07 marzo 2025

Altra sentenza contro l'Interesse Nazionale

La notizia è fresca di giornata e mette in secondo piano il farsesco piano di riarmo della Von der Leyen: la corte di cassazione ha deciso che l'Italia dovrà risarcire i "danni non patrimoniali" dei clandestini imbarcati sulla Diciotti.

Non è reato trattenerli a bordo (Salvini assolto) ma dovrebbero essere risarciti.

A spese nostre.

Il tutto in linea con tutte le sentenze che impongono alle vittime che, reagendo, neutralizzano i banditi, di pagare un risarcimento ai famigliari dei criminali abbattuti.

Mi auguro che il Governo, oltre a reagire, come ha fatto, con parole che sottoscrivo, decida di non procedere ad alcun esborso e, se proprio deve, recuperi quegli esborsi risparmiando sulle scorte ai magistrati e sulla disponibilità di agenti per la Polizia Giudiziaria.

Poi ci sarebbe da attingere al fondo stipendi dei magistrati che, con una media di 150mila euro pro capite all'anno, hanno un'ampia disponibilità per un contributo di solidarietà a favore del risarcimento dei clandestini.

Nel momento in cui giudici e pubblici ministeri, assieme, contestano la riforma della giustizia, chi può credere che anche questa sentenza non sia una ritorsione contro il Governo Meloni ?

Cattocomunisti a parte che adesso hanno un altro argomento sul quale latrare (ma come farebbero se non ci fossero gli assist dei magistrati ?).

I clandestini trasgrediscono alla legge fondamentale di ogni stato, perchè violare i confini è il principale atto di violenza contro una intera comunità e, in tempi poi non tanto remoti, chi ci provava rischiava di essere messo a morte in modo atroce, certo non di essere alloggiato, nutrito, curato, istruito.

I clandestini (e chi li trasporta) dovrebbero essere soggetti solo ad un provvedimento amministrativo di espulsione immediata.

Chi li coccola e ne accoglie le pretese, danneggia l'Interesse Nazionale e provoca una legittima irritazione che allontana ogni, vaga, ipotesi di inclusione e accoglienza.

Senza eccezioni.


02 febbraio 2025

Il veleno delle troppe parole

A prescindere da come uno la veda (e per me l'intromissione dei magistrati nella gestione dei clandestini è un'azione contraria agli interessi nazionali e dannosa per tutti gli Italiani, in linea con l'ideologia cattocomunista delle due chiese, internazionalista una, presunta universale l'altra, che odiano da sempre l'Italia come stato e come Nazione) si deve prendere atto di un clima di crescente odio e radicalizzazione tra le opposte barricate.

Ogni giorno gli esponenti di primo, secondo e terzo piano dei partiti devono inventarsi qualcosa per essere citati nei pastoni dei tele e radiogiornali, mentre la concorrenza tra le trasmissioni di presunta informazione è spietata perchè dagli ascolti derivano le remunerazioni dei conduttori "professionisti dell'informazione" (di cui, secondo una loro recente pubblicità, "dovremmo fidarci" ...) e questo li porta a provocare lo scontro, perchè più urlano gli "ospiti", più è facile avere copertura e quindi una maggiore attenzione da parte del pubblico (immagino che, prima o poi, si arriverà ad una scazzottata in diretta che otterrà mille milioni di visualizzazioni, dando al fortunato conduttore un alone di prestigio).

I cosiddetti "social", almeno là dove, come in X adesso, è possibile esprimersi senza censure buoniste e politicamente corrette, sono rappresentativi a cascata del clima crescente di odio con espressioni, spesso costrette alla sintesi dalla limitatezza dei caratteri, che tagliano con l'accetta ogni possibile dialogo.

Non che io abbia particolare interesse a dialogare con chi non ha uno straccio di Valore, di Principio in comune con i miei, ma forse è proprio il clima di scontro che condiziona tutti.

Nonostante questo scontro perenne, con i cattocomunisti che sprizzano fiele e trasudano bile ad ogni parola (basti leggere le reiterate dichiarazioni di Prodi che dimostra come non sia l'età a portare saggezza), l'Italia della Meloni, cresce, è stabile, è divenuta un punto di riferimento in Europa e nel Mondo.

Di un mondo che si sposta gradualmente ma inesorabilmente a destra, come è accaduto ieri in Belgio con la formazione a guida di un nazionalista fiammingo che fa parte del gruppo Conservatore della Meloni al parlamento europeo.

Aumentano così i capi di stato e di governo dei 27 che appartengono alla più ampia area nazionalista, cosa che tornerà molto utile quando si dovranno discutere tematiche divisive come l'immigrazione e la transizione verde.

E più aumentano i governi che si collocano sul Centro Destra, più cresce l'odio tra le parti, più i "professionisti dell'informazione" gettano benzina sul fuoco e più i magistrati militanti cercano di ostacolare l'azione del Governo.

Pensiamo a quanto saremmo avanti e quanto saremmo tutti più ricchi se i magistrati si limitassero ad eseguire le leggi difendendo i cittadini da furti, rapine e omicidi senza pretendere di dettare la linea politica sull'ambiente o sui clandestini e se i "professioni dell'informazione" si limitassero a riportare le notizie e non a costruirvi sopra dietrologie e romanzi distopici.


01 febbraio 2025

La guerra continua

Solo chi è in malafede può negare che le toghe rosse si siano oggettivamente assunte il compito di ostacolare l'azione del Governo, supplendo alla incapacità delle opposizioni cattocomuniste di proporre una linea alternativa che sia in linea con il sentimento popolare.

Poichè i magistrati non sono soggetti ad elezioni, possono permettersi di ignorare il sentimento popolare, ribaltarlo e agire, confidando nella propria impunità, in base alle loro pulsioni ideologiche.

Così abbiamo la ridicola indagine contro Meloni, Nordio, Piantedosi e Mantovano per aver svolto attività di governo nell'interesse nazionale e il continuo impedimento posto a gestire l'immigrazione clandestina come dovrebbe essere gestita, ma creando problemi a tutti gli Italiani a causa dei clandestini che, scaricati dalle ong e liberati dai magistrati, sciamano per le nostre strade, senza controlli e senza legge.

Inutile insistere: finchè il Governo non deciderà, se mai lo farà, di scendere in trincea contro simili comportamenti, dovremo sempre faticare ad ottenere un piccolo risultato.

Soprattutto se, indifferenti all'interesse nazionale, anche i partiti di opposizione, nella loro abissale incapacità ed inettitudine, si accucciano ai piedi delle toghe rosse invece di tutelare gli interessi nazionali che sono anche quelli dei loro elettori.

Posso immaginare che, come sta emergendo dai sondaggi e dai commenti che leggo su X, sempre più Italiani abbiano capito che il loro interesse è che il Governo riesca a domare le pulsioni ideologiche che permeano una parte della magistratura.

Apprezzo le dichiarazioni di tutti gli esponenti di primo e secondo piano della Maggioranza di Centro Destra, compatta come deve essere, però non bastano le belle dichiarazioni su X, occorre agire, occorre mettere in atto azioni concrete, anche rivoluzionarie e dirompenti, per contrastare questa guerra dichiarata contro il Governo, quindi contro gli Italiani che votano, dalla magistratura militante.

Io starò dalla parte del Governo se deciderà quel tipo di azioni per porre fine a questa guerra che, come fu per i minatori contro la Thatcher nel Regno Unito e per i controllori di volo contro Reagan negli Stati Uniti, non deve concludersi altro che con la resa dei magistrati alla volontà popolare espressa con il voto del 25 settembre 2022.

31 gennaio 2025

Dopo sei anni assolto anche Siri: chi lo risarcirà ?

Nel pieno della aggressione al Governo per il non caso Almasri, arriva l'archiviazione anche del procedimento instaurato sei anni fa contro Armando Siri, senatore della Lega eletto nel 2018 ma non più nel 2022 dopo essere stato indagato, sottosegretario per la Lega nel primo governo Conte, efficace esperto e divulgatore economico.

Siri è stato una vittima delle aggressioni giudiziarie nei confronti di politici che non sono tutelati e che, a seguito di accuse poi rivelatesi infondate e che sono state archiviate o hanno portato alla assoluzione piena, hanno comunque perso occasioni nel loro cursus honorum politico.

Ricordo il sindaco di Parma Vignali, caso eclatante quello del Ministro Salvini che, dopo la vittoria del Centro Destra nel 2022, dovette rinunciare al meritato e legittimo ritorno al Viminale perchè era sotto processo a Palermo (dallo stesso pm che oggi indaga sulla Meloni, Nordio, Piantedosi e Mantovano) salvo poi essere pienamente assolto e adesso il caso di Armando Siri che ha dovuto aspettare sei anni per veder riconosciuta la sua innocenza ma, nel frattempo, non è più senatore nè sottosegretario.

Chi, invece, apre indagini che si dimostrano poi basate sul nulla, fa carriera e passa in ruoli e sedi sempre più prestigiose.

E' una stortura che la Politica deve eliminare al più presto, perchè, come giustamente dice la Meloni, se i magistrati vogliono governare, si candidino e non si mettano di traverso cercando, con un avviso di garanzia, di ribaltare le scelte degli Elettori.

Per colpa di questa magistratura militante siamo costretti a rivalutare l'istituto della immunità parlamentare, ripristinandola a favore di chiunque ricopra un incarico elettivo e di governo e che, a questo punto, non dovrebbe essere indagato, fino alla permanenza nell'incarico, per nessun motivo, sia che riguardi lo svolgimento dell'incarico che in relazione ad attività professionali, imprenditoriali o di altra natura e di carattere privato.

Non mi piace, ma mi piace ancor meno che il mio voto sia superato da un'azione mossa da un soggetto che ricopre un ruolo in base non ad una elezione, ma ad un concorso pubblico.

E deve trattarsi di una immunità che sia assoluta e non sia soggetta neppure al voto di autorizzazione del parlamento, perchè, per come vanno le cose, non si può affidare ad una maggioranza parlamentare, speso interessata ad eliminare un avversario politico, la scelta se mandarlo o meno a processo.

Una immunità, quindi, totale che escluda anche la sola apertura di una indagine nei confronti di chi deve rispondere solo al Popolo Elettore.

Non mi stancherò mai di ribadire che l'Elettore e solo l'Elettore, deve decidere se una persona possa o meno ricoprire un incarico politico.

Nessun altro e per nessun motivo può essere causa della sua rimozione al di fuori del voto degli Elettori.


17 gennaio 2025

Un sistema ingessato

Ieri, in prima lettura, la Camera ha approvato il disegno di legge costituzionale che, tra l'altro, introdurrà la separazione delle carriere in magistratura.

Una procedura lunghissima (occorreranno altre tre letture), soggetta alla spada di Damocle del referendum confermativo e dell'ostruzionismo di altre istituzioni che temono di perdere il loro potere interdittivo.

Personalmente plaudo alla scelta di mettere mano all'organizzazione della magistratura, anche se più che mettere mano, anche gli eventi di questi ultimi mesi, ci dicono che occorrerebbe passarci sopra con una ruspa (che purtroppo Salvini sta dimenticando in garage).

A parte la questione specifica, vorrei puntare l'attenzione sul fatto che in Italia, con una simile costituzione e con i poteri attribuiti a questo ed a quello, la Sovranità non appartiene più al Popolo che vota un parlamento e che, a sua volta, esprime fiducia in un Governo, ma ai gruppi di pressione e alle paturnie di singole persone, non elette dal Popolo, che con la scusa della propria indipendenza, autonomia di giudizio, interpretazione e insindacabilità, hanno il potere di rovesciare la volontà popolare.

Se poi ci aggiungiamo il sottile piacere che si prova nel dire di "no" ad un potente in occasione dei referendum confermativi, perchè "si può fare meglio", senza capire che "fare meglio" è nemico del Bene, allora si capisce perchè qualunque governo fatichi enormemente per dare una direzione a questa Nazione.

E se consideriamo i risultati che si raggiungono ed i successi nonostante tale ingessatura delle nostre istituzioni, possiamo solo rimpiangere di non avere una struttura più agile, come quella degli Stati Uniti, dove il Presidente appena eletto e non ancora entrato in carica, ha già annunciato cento ordini esecutivi che saranno immediatamente operativi il primo giorno di mandato.

Il Governo Meloni, con la riforma della giustizia (anche se occorrerebbe una rivoluzione ma, come detto, il meglio è nemico del Bene), con la riforma che introduce il premierato (sempre con i limiti delle letture e del referendum e, ancora una volta, con il meglio, cioè l'elezione diretta del presidente della repubblica, nemico del Bene) e con la introduzione della autonomia differenziata (anche se sarebbe meglio, ma nemico del Bene, l'introduzione di una costruzione federale per macroregioni) sta provando a dare all'Italia una struttura più agile e moderna, che possa trasformare in risultati la grande laboriosità, ingegnosità e fantasia della nostra Gente.

Ci riuscirà ?

Il carattere della "ragazza" farebbe pensare ad una risposta affermativa, ma a contrastarla non ci sono sono le esilaranti dichiarazioni delle opposizioni, ma soprattutto le consorterie di potere affaristico e finanziario e quelle di categoria che, tramite il peso che hanno acquisito negli anni e i politici che a loro fanno riferimento, remano costantemente contro per conservare lo status quo che a loro garantisce cospicui introiti, confidando anche sulla scarsa informazione di chi viene chiamato a votare per i referendum confermativi, influenzato dalla propaganda di una stampa per lo più ideologizzata e incline a rispettare le indicazione dei propri editori, parte di quelle consorterie affaristico e finanziarie che ostacolano il cambiamento da cui avrebbero tutto da perdere.

Sarà il tempo a dirci se, finalmente, l'Italia riuscirà ad entrare nel terzo millennio anche a livello istituzionale. 

14 dicembre 2024

Per ricostruire bisogna prima demolire

Questa mattina, come sempre, ho acceso la radio e prima del giornale radio delle sette, mi sono sorbito (in sottofondo, ovviamente faccio anche altro) una trasmissione che da tempo occupa quello spazio radiofonico al sabato e consiste nella apologia di un personaggio più o meno noto, in genere appartenente alla intellighenzia del regime woke, lgbt o, in generale, cattocomunista.

Questa mattina il protagonista da incensare era Gianrico Carofiglio, ex magistrato, ex parlamentare comunista, scrittore.

Tra le tante cose che ha detto, a domanda (probabilmente concordata) ha inanellato una filippica, senza contraddittorio alcuno, contro la separazione delle carriere in magistratura.

In sostanza che ci sia colleganza (che sfocia nella complicità) professionale tra chi sostiene l'accusa e il terzo che dovrebbe essere super partes e decidere imparzialmente tra le tesi dell'accusa e quelle della difesa, sarebbe meglio per la giustizia di due soggetti distinti e distanti così come distinto e distante è chi sostiene la difesa.

Credo che la tesi di Carofiglio appartenga alla concezione di "giustizia" della magistratura militante e della sinistra prona davanti a quelle toghe e si commenti da sola.

E' possibile riformare il mondo giustizia con simili mentalità ?

Non credo.

Credo che il pianeta giustizia debba essere totalmente sradicato nelle sue incrostazioni ed abitudini e ricostruito dalle fondamenta, cioè dal sistema di reclutamento dei magistrati, abbandonando il concorso pubblico per passare ad un metodo di selezione differente per giudici e pubblici ministeri, che marchi la separazione dei due ruoli e non solo delle loro carriere.

Il sistema statunitense mi sembra quello più adatto, con i giudici scelti tra giuristi, avvocati, professori di chiara fama ed esperienza, confermati con voto qualificato dall'assemblea elettiva competente per territorio.

Mentre i pubblici ministeri, nella persona del procuratore capo del distretto, siano eletti, con mandato temporale rinnovabile, dal Popolo che, a scadenza quinquennale, ne valuta l'operato e decide se confermare o meno il mandato in base ai risultati ottenuti.

Una rivoluzione copernicana del sistema di reclutamento che porterebbe a compimento la pur necessaria riforma della separazione delle carriere.

Con buona pace di Carofiglio.

07 dicembre 2024

Magistrati: ogni mondo è paese

In Romania domani si sarebbe dovuto svolgere il ballottaggio per la presidenza della repubblica tra due candidati più o meno di destra, essendone rimasto escluso il beniamino coccolato da Bruxelles.

La locale corte costituzionale ha annullato il voto per presunte interferenze russe.

E' solo l'ultimo caso di una intervento a gamba tesa del potere giudiziario su quello legislativo ed esecutivo e, soprattutto, contro la Sovranità Popolare.

Un pugno di persone non elette che si arroga il diritto di rovesciare le scelte di un intero Popolo non dovrebbe trovare alcuna comprensione, nè solidarietà.

Invece torna utile, per chi perde, reclamare e svolgere azioni di interdizione confidando sull'ego di chi indossa una toga.

Ricordo che, da bambino, quando organizzavamo le nostre partite di calcio, si metteva ad arbitrarle quello totalmente incapace di calciare un pallone.

In particolare ricordo uno che aveva preso talmente sul serio il suo protagonismo arbitrale da aver studiato il regolamento e interrompere continuamente il nostro gioco, finchè non lo "mandammo a casa" e ricominciammo ad arbitrarci le partite in "autogestione".

Ecco io ho sempre pensato ai magistrati in quei termini.

E' un fenomeno diffuso nel mondo, però quando accade che manifestamente vi siano dei brogli, come nelle elezioni americane del 2020, pro bono pacis ci si passa sopra.

Oppure non si fa in tempo a svolgere tutti i riti del caso, come accadde dopo le elezioni politiche in Italia del 2006, perchè il governicchio cattocomunista guidato da Prodi cadde già nel 2008 (per non parlare degli errori materiali che, per correggerli e mandare in parlamento chi realmente avesse avuto più voti, fanno trascorrere due o tre anni dei cinque di una legislatura).

I magistrati hanno una funzione essenziale in una società civile, perchè a loro sono affidati compiti di terzo super partes per dirimere le controversie civili e per applicare (applicare, non interpretare e tanto meno creare) le leggi a tutela della sicurezza delle persone e dei loro beni e proprietà.

Non vanno bene, però, quando si arrogano il diritto, nel nome di una legge che loro interpretano in base alla loro ideologia, di ribaltare le scelte maturate a seguito di un consenso espresso con il voto popolare, come per il respingimento dei clandestini da attuare con qualsiasi mezzo, che sia il sequestro delle navi ong, le multe da appioppare loro o il confinamento del clandestini in località collocate fuori dai Confini Nazionali.

Analogamente non è accettabile che dei magistrati, qualunque sia il loro livello istituzionale, decidano di "sopperire" alla mancanza di una legge che il parlamento non approva e se non l'approva è perchè quella ipotetica proposta è probabilmente contraria al sentimento comune più diffuso.

Ecco, se i magistrati tornassero, tutti, anche i militanti ideologizzati (ai quali, se non sta bene, si aprirebbero sicuramente le liste dei partiti cattocomunisti e vediamo quanti voti popolari otterrebbero)  a giudicare sulle violazioni dei contratti, sulle liti condominiali, sulle rapine, sui furti, sugli omicidi, applicando le leggi italiane senza fantasiose interpretazioni, lasciando al Governo di decidere chi può entrare in Italia e chi deve essere rispedito a casa e al Popolo, in ogni Nazione, chi deve governare e chi deve stare all'opposizione, allora staremmo tutti meglio, perchè saremmo tutti più felici, più sicuri, più ricchi.

30 ottobre 2024

Magistrati militanti contro gli Italiani

Gli Italiani votano, si esprimono nelle interviste e nei sondaggi, eleggono un Parlamento che dà una forte maggioranza ad un Governo che, sia pur molto timidamente, cerca di realizzare il volere degli Italiani e poi arriva un signore, in coordinamento con altri come lui, che, in forza di un concorso pubblico, ripetutamente, disattende le pur deboli iniziative del Governo in materia di immigrazione.

Il Governo emana un provvedimento di legge e un altro signore chiede lumi ad un organismo estraneo all'Italia, ugualmente non eletto, per sapere se è obbligato ad ottemperarvi o se può disattenderlo perchè, a suo insindacabile parere, è contrario al diritto di un organismo sovranazionale.

Come se non bastasse alcuni partiti politici, sposano le tesi dei magistrati militanti e ostacolano la realizzazione della volontà di quel Popolo che li boccia sistematicamente alle urne, continuando purtroppo a raccogliere il voto di ostinati creduloni.

La linea rossa è stata ampiamente superata.

Mi auguro che la reazione del Governo non si faccia attendere, non sia la solita reazione in punta di diritto e spazzi via, una volta per tutte, la magistratura militante.

Perchè abbiamo bisogno di magistrati che tutelino gli Italiani e non i clandestini.

Abbiamo bisogno di magistrati che sveltiscano le pratiche per mandare in galera ladri, rapinatori, stupratori, che dirimano velocemente le controversie civili e non che seguano le pulsioni indotte dalle loro ideologie condannate dal Popolo.

Se un magistrato ritiene di poter fare meglio del Governo, ha una strada sola: candidarsi in un partito esistente o crearne uno proprio.

Poi vediamo quanti voti riuscirà ad ottenere.

Ma, adesso, basta !

24 ottobre 2024

La perfetta sintesi di Marina Berlusconi

Dopo qualche sbandamento, più sognato dai "professionisti dell'informazione" che reale, Marina Berlusconi ha detto parole chiare di elogio sui primi due anni di Governo Meloni e fulminato tutte le toghe rosse e militanti.

"... certi giudici non sono nemici di mio padre o di Giorgia Meloni, ma di tutto il Paese ...".

Poche parole, chiare, per inchiodare alle loro responsabilità i magistrati militanti, ma anche quella maggioranza sin troppo silenziosa di magistrati che vorrebbe svolgere il proprio lavoro, ma viene soverchiata dalla cacofonia delle iniziative dei loro colleghi attivisti di sinistra, senza reagire.

Una maggioranza silenziosa che ora è chiamata a fare rumore, per liberarsi dei colleghi che, con il loro comportamento e le loro scelte ideologiche, non solo mancano alla loro doverosa terzietà, ma screditano agli occhi del Popolo e distendono un velo di inaffidabilità sull'intero pianeta giustizia.

L'associazione dei magistrati piagnucola reclamando rispetto per l'autonomia della funzione, ma per avere rispetto, bisogna anche darlo, a cominciare dal rispetto per le scelte elettorali del Popolo Italiano che, inequivocabilmente, è dalla parte del Governo nel contrasto all'immigrazione clandestina.

Ad ogni sentenza, ad ogni ordinanza, ad ogni provvedimento dei magistrati militanti a favore dei clandestini, di chi ce li scarica e li protegge, tutta la magistratura scende di un nuovo gradino verso il baratro della inaffidabilità e dell'ostilità della maggioranza del Popolo Italiano.

Marina Berlusconi, dimostrandosi degna figlia di suo padre, ha perfettamente sintetizzato il tutto, sbagliando solo nell'uso dell'odioso termine "paese", invece di parlare di Patria, di Nazione o, semplicemente, di Italia.