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28 marzo 2008

E adesso mendicano il voto disgiunto

Dopo aver, all’unisono, chiesto il “voto utile” Veltrusconi adesso si sono messi a “far di conto” con il pallottoliere dei sondaggi e hanno concluso che è meglio cambiare strategia.
La nuova strada è quella del “voto disgiunto”.
Alla camera per chi si vuole, perché il premio di maggioranza su base nazionale comunque darà una comoda maggioranza assoluta a chi vincesse anche per un pugno di voti, ma al senato ….
Al senato, qui è l’unica differenza tra i due supermercati del voto, mentre il pci/pds/ds/pd cerca complicati algoritmi per vedere se, dando un voto in più a Udc o Sinistra l’Arcobaleno, si riescono a togliere più senatori a Berlusconi, il pdl chiede il voto per se stesso, non volendo dividere con altri la “torta” del potere.
C’è da chiedersi quale strategia possa risultare più produttiva.
Il pdl è più lineare, “votate per me”, ma più egoista.
Il pci/pds/ds/pd è più altruista ma rischia di fare venire idee strambe all’elettore, che potrebbe anche prenderci gusto a buttare le carte all’aria.
Ancora una volta, queste meschinità da teatrino della vecchia politica, dimostrano come, in assenza di motivazioni ideali e di solidi Valori di base, la gara sia solo ad occupare una poltrona, senza alcun riguardo per l’interesse nazionale.
Anche da questo modo di proporre la campagna elettorale emerge l’inaffidabilità di partiti che, volendo prendersi tutto, hanno abbandonato l’anima delle rispettive coalizioni.
Quanta differenza con il candidato Premier de La Destra/Fiamma Tricolore, Daniela Santanchè, che
si reca nei campi nomadi e ne chiede lo smantellamento,
difende i diritti delle donne musulmane e chiede il registro degli imam e delle moschee,
si presenta ad “Anno Zero” ribadendo nel muso a Bertinotti che gli italiani hanno diritto alla priorità per la casa e propone un piano casa concreto fattibile,

si schiera, da subito, senza bisogno di essere sollecitata, per il boicottaggio delle olimpiadi cinesi.
La differenza tra chi mendica il “voto utile” e il “voto disgiunto” con chi affronta i problemi reali della nazione è la differenza tra chi è un teatrante della politica e chi, invece, fa Politica nel nome di un Ideale.

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