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15 agosto 2012

Le tasse e la pelosa divisione delle ricchezze

L'ultimo è stato, come riporta Il Resto del Carlino cartaceo del 13 agosto 2012 (vedi immagine) uno (a me) sconosciuto scrittore inglese, Mark Haddon, ma prima di lui più noti, uno per tutti Bill Gates, straricchi, soprattutto americani e finanziatori di Obama e dei democratici, hanno ululato, lamentandosi che per loro, troppo ricchi, le tasse erano troppo basse.
Personalmente non credo alla sincerità di ricchi capitalisti o "divini" attori, quando si fanno intervistare per far vedere quanto siano buoni, generosi e vicini al popolo che soffre.
Senza scomodare San Francesco che, ben 800 anni fa, diede un esempio concreto di quel che poteva fare un ricco se riteneva di possedere troppo, quei signori che si lamentano delle loro (peraltro spesso meritate) fortune, dimostrano di non aver capito nulla dei principi etici che dovrebbero informare una società libera e sovrana, in cui l'Individuo sia rispettato nella sua Identità e nella sua Proprietà.
Presumibilmente malati di protagonismo, questi signori che ogni tanto si svegliano schifati dei loro stessi soldi, vorrebbero che altri decidessero sul loro uso, istigando uno stato, che, a qualsiasi latitudine, non si tira mai indietro quando c'è da mettere le mani in tasca ai cittadini,  ad aumentare le tasse.
Questi signori parlano sempre al plurale: NOI paghiamo poche tasse.
Noi chi ?
Vediamo che "ricchi" sono considerati tutti coloro che posseggono una casa, vessati da balzelli di ogni genere (dall'imu alla tarsu, ai consorzi ...) e quindi mi sento chiamato in causa: parlino per loro !
Io, di tasse, ne pago sin troppe e come me credo che la stragrande maggioranza dei cittadini del mondo la pensi allo stesso modo.
Gli stati, a cominciare da quello italiano che adesso con Monti ha raggiunto quota 55% di sottrazione dei nostri risparmi e del nostro reddito, sono sin troppo avidi con i nostri soldi il che significa una totale mancanza di rispetto verso l'Individuo, la sua Identità, le sue Proprietà.
Il problema, semmai, è di ridurre drasticamente la rapina ai danni dei cittadini, riducendo altrettanto drasticamente le spese pubbliche e vendendo partecipazioni e beni che lo stato non dovrebbe detenere.
Gli stati dovrebbero lasciare quanto più denaro possibile nelle tasche dei cittadini che saprebbero benissimo come utilizzarli al meglio per le loro esigenze.
Se, poi, gli Haddon o i Gates si ritrovano con troppi soldi, invece di estendere a tutto il mondo questo loro "disagio", hanno il classico strumento che in tutte le epoche ha contraddistinto l'uso sociale delle ricchezze: beneficenza e finanziamenti alle arti, alla ricerca, borse di studio, fondazioni benefiche.
L'importante è evitare che i nostri soldi siano utilizzati dalle consorterie politiche dei governi per finanziare le loro clientele che, come abbiamo visto noi Italiani scontandolo sulla nostra stessa pelle, non si accontentano mai e chiedono sempre di più.
Haddon, Gates e soci già lo fanno ?
Che aumentino quei finanziamenti allora, invece di chiedere un aumento delle tasse che non sarebbe rivolto solo a loro, ma l'intera platea dei cittadini.
Se hanno la fregola di guadagnare troppo, aumentino la loro beneficenza, non obblighino noi, per le loro paturnie, a sopportare nuove gabelle statali, perchè non si illudano gli estimatori degli Haddon e dei Gates: uno stato non perderebbe l'occasione per "ritoccare" verso l'alto le aliquote, TUTTE le aliquote, non solo quelle dei ricconi.



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6 commenti:

Johnny88 ha detto...

Veramente i signori in questione han gioco facile perché predicano bene e poi razzolano male visto che, di solito, le loro ricchezze le han ben piantate in qualche paradiso fiscale

Massimo ha detto...

Probabilmente. Ma soprattutto sono le ipocrite avanguardie di tutti coloro che pretendono di imporre agli altri le loro paturnie che potrebbero benissimo mettere in pratica senza rompere i maroni al prossimo: antinuclearisti, animalisti, salutisti alimentari, anti fumo, ong che vogliono fare quello che pare a loro con i nostri soldi, ambientalisti ... ;-)

IL CRONISTA ha detto...

La differenza di chi è ricco come quelli a cui ti riferisci (il più delle volte molto immeritatamente)e chi si sente ricco perchè è riuscito con una vita di lavoro a comprarsi la casa è fin troppo evidente. Da una parte ti senti ricco, dall'altra parte ti senti tartassato. Infatti ricco non si può definire chi è possessore, magari con mutuo trentennale, della casa in cui abita.
Comunque l'idea che hai detto, che chi si sente troppo ricco e nn gli fanno pagare tasse a sufficienza per la sua ricchezza, potrebbe darsi da fare per servizi per la povera gente, non è assolutamente male. :-)

Massimo ha detto...

Forse fanno beneficenza, anche staccando assegni a sei zeri davanti ai flash dei fotografi. Ma se si mettono a chiedere ulteriori tasse, allora vuol dire che non donano abbastanza. Ed è meglio una donazione privata di una tassa che consegna i soldi ad un governo pronto ad utilizzarli in mille modi diversi, in base alle sue priorità, non alla nostra volontà benefica.

aognomo ha detto...

Vorrei approfittarne per chiedere l'accesso a Civitas e a Cronache dalla periferia.

Massimo ha detto...

Credo siano blog chiusi o non attivi. Restano in elenco perchè gli Autori possono sempre decidere di riprendere l'attività.
P.S. Ho impiegato un po' di tempo a rispondere perchè non sono a casa e sto usando un computer molto lento.