28 ottobre.
Io non c'ero, quel 28 ottobre 1922 e non posso sapere da che parte sarei stato.
Nessuno può affermarlo con la sicurezza che vedo in tanti che, superficialmente, applicano ragionamenti di oggi ad eventi di cento e anche più anni fa.
Quello di cui sono convinto è che anche quei 21/23 anni in cui l'Italia o parte di essa è stata governata da Mussolini, hanno dato una importante impronta alla nostra Storia, alla nostra Nazione, al nostro Popolo.
Ed è tanto più importante e duratura quanto più ci sono quelli che, quasi quotidianamente, la ricordano vedendo Fascisti ovunque.
E' la nostra Storia, è il nostro passato, è parte delle nostra eredità.
Cancellarla, manipolarla, renderla un fatto di cronaca vorrebbe dire cancellare, manipolare, sminuire quello che noi siamo stati, siamo e potremo essere.
E che nessuna invasione immigratoria potrà mai cancellare dalla memoria comune degli Italiani.
E' una piccola aggiunta a quanto già scrissi lo scorso anno, quando, anticipando Mattarella, mi ero convinto della opportunità di cessare con il celebrare questa e quella giornata.
Ma la memoria no, quella non deve smettere di restare accesa.
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