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No alla deriva

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Diciamo NO alla deriva

19 novembre 2006

Adamo ed Eva


A me piacciono le donne.
Mi piacciono molto meno quando fanno le pasionarie e perdono ogni femminilità nell’inseguire comportamenti maschili, aggiungendovi di loro una massiccia dose di velenosità che tutti, almeno una volta, abbiamo avuto modo di conoscere in almeno una donna con cui abbiamo avuti rapporti.
Così, mentre ho sempre avuto un grandissimo piacere nella compagnia, più o meno intima, di donne femminili, eleganti anche quando indossano i jeans e che sanno intervenire con misura su ogni argomento di discussione, ho invece sempre provato una forte repulsione per quelle donne che si presentano “in divisa” (tunica larga e senza orpelli) magari con i capelli unti e che, nello sbraitare il loro “credo” (politico: di sinistra,rigorosamente pacifinto ed ecoambientalista) stravolgono persino i lineamenti di un volto che, in altre circostanze, lo si definirebbe “bello”.
A tutto questo ho pensato venerdì sera quando, sorseggiando un delizioso novello friulano appena arrivato, ho fatto l’errore di guardare il TG5 anziché qualche telefilm, di gran lunga più piacevole.
La telegiornalista Annalisa Spiezie, arrivata alla notizia sulla vittoria della convivente del segretario socialista francese alle primarie della sinistra per le presidenziali di aprile, ha infilato, in un telegiornale visto da uomini e donne, la tipica filippica delle femministe, cambiando persino l’espressione del volto, esaltando le presunte qualità della neo candidata all’Eliseo, tacendo su ben altri problemi, come i dubbi sul tesseramento gestito dal suo convivente, le perplessità sulla sua proposta politica, sulla sua esperienza governativa e, in sostanza, il fortissimo dubbio che sia solo un fenomeno mediatico costruito a tavolino all’interno del cui involucro … nulla.
Ma alla fine la telegiornalista ha esaltato la candidatura al femminile dei socialisti francesi come il risultato delle “quote rosa” che là ci sono e qui in Italia sono state bocciate, per poi infilarsi in una nuova filippica contro il presunto maschilismo della politica italiana.
Come ciliegina sulla torta è stato fatto un rapido excursus sulle donne “emergenti”, con una esaltazione, quando si è trattato di citare la moglie dell’ex presidente Clinton, da curva sud dello stadio.
Ci mancava la “ola” e la gestualità tipica delle femministe d’antan ed eravamo catapultati indietro di 30 anni.
Non ci sto.
Mi sembra che sin dal 1946 le donne abbiano il diritto di voto in Italia.
Mi sembra che non vi sia nessuna legge che impedisca alle donne di candidarsi, essere elette, assumere cariche di rilievo.
La stessa presidenza della camera fu per due volte assegnata ad una donna (Jotti e Pivetti).
Sulle quote panda ho già espresso la mia opinione , qui voglio ricordare che una vittoria ottenuta per la presenza di “quote” è una vittoria dimezzata, soprattutto se si considera che Margareth Thatcher non ha avuto bisogno di alcun favore legislativo per lasciare la sua impronta nella Storia.
Il problema è l’interesse che le donne mettono nella politica.
E’ evidente che su una base di 1000 uomini e 100 donne è molto più facile trovare un uomo che emerga, che una donna.
E’ lo stesso discorso dei movimenti sportivi.
Là dove c’è una base più ampia è anche più facile che vi sia un campione, mentre altrove il campione diventa leggenda proprio perché raro.
E nello sport non è che diano pacchi di secondi di vantaggio a chi gareggia in uno slalom di sci pur arrivando dall’Africa equatoriale !
Non è il sesso a fare il buon politico, quindi lo Statista con la “S” maiuscola, ma le idee, i progetti che propone alla gente, la capacità di raccogliere adesioni su quelle idee e su quei progetti (non su una immagine che, pur importante, viene comunque dopo) e la riuscita, una volta raggiunto il governo, nel realizzare quei progetti, fondati su quelle idee.
Che sia donna o uomo non fa alcuna differenza.
Tanto per rimanere nell’ambito della Destra, io una Thatcher la voterei anche con altri dieci uomini della stessa parte politica candidati, una Rice la potrei votare solo se l’alternativa fosse un candidato di sinistra.
E questo perché mentre la Thatcher era concreta e proponeva un modello di sviluppo che condividevo e condivido, la Rice mi appare molto teorica, intellettuale, in sostanza estranea al mio modo di pensare.
E in Francia la situazione si ripropone tra un prodotto mediatico che probabilmente “fa vendere” giornali e un solido amministratore, Nicholas Sarkozy, che ha ben chiara l’identità di una nazione e come fare per preservarla o restaurarla.
Non è questione di donna o uomo, è questione di sostanza e chiunque ponga l’accento sul genere, non credo faccia un buon servizio all’interesse nazionale e neppure a quello della causa per la quale si spende.

Nell’immagine a corredo del post un tipo di donna che mi piace … :-)

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17 commenti:

gabbianourlante ha detto...

attenzione a partire con dichiarazioni così roboanti e di parte... sei scorretto, dimostri di non avere una posizione neutrale. Sicuramente lo dici per un qualche tornaconto personale...
un saluto

Anonimo ha detto...

Carissimo Mons. sono d'accordo con te e l'ho scritto anche nel mio blog quebecchese.
Aggiungo che Ségolène ha vinto perché si é proposta con delle idee piu' a destra delle solite del partito socialista francese.É stata furba e ha una buona strategia, ma le francesi, malgrado le quote, in genere non sono cosi' femministe da votare donne solo perché sono donne e bisognera' vedere alla prova contro Sarkozy.
Lontana ( ti metto il link all'altro mio blog)

Anonimo ha detto...

Mi sembra molto ragionevole. Le femministe che si esaltano per la Clinton e la Royal sono le stesse che tacciono sulle violenze che subiscono le donne musulmane. Anche quelle che, in Italia, vorrebbero vivere da donen libere.

Otimaster ha detto...

Peccato che da noi di Margareth Thatcher non se ne veda l'ombra, nemmeno di Ronald Reagan purtroppo, solo una massa di imbecilli che si credono dei Castro in erba.

marshall ha detto...

Monsoreau,
anzitutto condivido le tue scelte in fatto di "Bellezza Femminile". Poi devi sapere che al mio corso di fisioterapia c'è una operatrice che assomiglia in tutto a quella "Bellezza" che hai messo in primo piano. Puoi quindi immaginare con quanto piacere io vada a quel corso abbastanza faticoso.

Passando ad Annalisa Spiezie, non ho visto quel tg5, e non avevo ancora visto la speaker in una luce quantomeno negativa.

Al rammarico per questo fatto, si unisce ora la delusione per una professionista che ho sempre stimato, e che ora ha infranto le regole di una lucida e ragionata interpretazione dei fatti: Così come hai espresso tanto chiaramente tu nel tuo post.

Pertanto, non si può che ringraziarti per l'ennesima volta della tua perfetta analisi e documentazione dei fatti!

Massimo ha detto...

Non me ne vogliano Gabbiano, Master, Ares, Marshall, ma i commenti che mi piace sottolineare sono quelli di Lontana e di Monica che, da vere Donne di Destra, hanno condiviso il significato del post, comprendendo che non è contro le Donne, ma solo contro le femministe che qualcuno può sempre dubitare siano Donne ;-)

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

L' unica delusione che ho dato a Mia Moglie in 15 anni di Matrimonio (in Romania è ancora com'era una volta)fu quando ricevette la prima Carta d' Identità Italiana da una femminista impiegata del Comune di Milano:lamentandosi perchè compariva solo il suo cognome e non il mio,ricevette questa risposta: "Ma come, è una vittoria delle donne italiane....!"

Le Barricate ha detto...

L'epiopdio raccontato da Stars riassume benissimo la realtà: Le femministe sono dei mostri che hanno scambiato lucciole per lanterne, ovvero scambiano il fatto di avere una loro dignità, con un impoverimento della vita coniugale e quindi, sociale.
Viva Veneziani!

CampaniArrabbiata ha detto...

Sarò un infamone, ma leggendo certi commenti, vorrei quasi che il centrodestra perdesse per colpa del Front National. Non per altro, ma vedere gli ottusangoli liberal rosicare, mi farebbe digerire anche il gov socialista:-)!

CampaniArrabbiata ha detto...

A proposito del rapp. tra donne e la politica, mi sono permesso di segnalare ne il castello questo blog: http://www.neracomelapece.splinder.com

gabbianourlante ha detto...

He he, non peroccuparti Mons... era solo un po' di sarcasmo... ma sai com'è di questi tempi... di quote e trangender, dire che ti piacciono le donne è estremamente "razzista"... ed è comunque evidente che l'elettorato femminile alla fine vota dei leaders maschi, il perchè non lo so - problema culturale forse...
ciao

Anonimo ha detto...

è appunto una questione di sostanza,e tu eludi la sostanza a piè pari."presumi" che la francese sia solo un involucro,ma in realtà non la conosci nemmeno."presumi" perchè è di sinistra?questo,a casa mia significa parlare di nulla.e guardalo bene il tg:la spiezie non ha fatto nessun commento.

Anonimo ha detto...

è appunto una questione di sostanza,e tu eludi la sostanza a piè pari."presumi" che la francese sia solo un involucro,ma in realtà non la conosci nemmeno."presumi" perchè è di sinistra?questo,a casa mia significa parlare di nulla.e guardalo bene il tg:la spiezie non ha fatto nessun commento.

Anonimo ha detto...

è appunto una questione di sostanza,e tu eludi la sostanza a piè pari."presumi" che la francese sia solo un involucro,ma in realtà non la conosci nemmeno."presumi" perchè è di sinistra?questo,a casa mia significa parlare di nulla.e guardalo bene il tg:la spiezie non ha fatto nessun commento.

Anonimo ha detto...

Condivido quanto detto da Monica. Mi sembra stupido continuare a parlare di quote rosa. Forse 50 anni fa avrebbero avuto un senso. Oggi la differenza la fa la volonta' e la capacita'.

Anonimo ha detto...

Non ho visto il TG5 e mi dispiace che la Spiezie sia incappata in una tale stupidaggine.
Condivido appieno il tuo post. Sono contrarissimo alle quote rosa perché sono una discriminazione sessista e nient'altro. Di questo passo, ma in realtà già ci sono simili "quote", dovremmo assegnare posti di lavoro in percentuale ad extracomunitari, portatori di handicap, transgender e quant'altro, senza un minimo di riscontro sulle capacità di questi ultimi. Ovviamente non intendo paragonare le donne alle categorie precedenti, ne viceversa.
Tra l'altro, sono pienamente daccordo sul ribrezzo che mi provocano le donne che, perso ogni riferimento alla femminilità, si conciano da schifo stile 68 (eschimo, capelli rasta, megapiercing, e altre schifezze simili), ma questo per una questione di gusti personali. Che poi queste affermino che la donna non deve essere valutata per l'estetica... è un loro punto di vista. Secondo me, l'estetica, come del resto per un uomo, conta molto. Quindi puoi essere intelligente e sveglia quanto vuoi, ma se ti conci da "pedazuzz" (simpatico termine Lancianese, stante a significare individuo politicamente orientato a sinistra, che non fa della pulizia corporea uno dei suoi punti di forza), nelle mie amicizie ti scarto a priori. Eppoi datemi pure del razzista :)
Saluti

Massimo ha detto...

Gabbiano, avevo intuito il sarcasmo e sono ben lieto di essere considerato "razzista" nell'accezione del termine da te introdotta, così come in quella di Liberty ;-)