Nell'epoca in cui tanti si autocelebrano atteggiandosi a santoni buonisti e incoronandosi, idealmente, con l'aureola della santità, continuano le violenze perpetrate, prevalentemente, ad opera di immigrati.
Se, poi, qualcuno reagisse e l'immigrato (spesso anche clandestino, recidivo e con una pluralità di fogli di via) subisce qualche danno, ci sono stuole di avvocati, altrimenti impegnati a mettere assieme il pranzo con la cena, pronti a difenderli, perchè tutti hanno diritto ad una difesa, a spese di tutti noi (che oltre al danno, subiamo la beffa) richiedendo cifre spropositate in risarcimento (beffa al cubo).
Nei rapporti internazionali la Spagna socialista ci imputa di essere la nazione con il maggior numero di arrivi clandestini, omettendo che sono il frutto di undici anni di governi cattocomunisti dei loro compagni da Monti a Draghi, passando per Letta, Renzi, Gentiloni e Conte.
La Germania, risvegliata dalla poderosa avanzata di Afd, vorrebbe rimandarci i clandestini che sono sciamati per l'europa, grazie ai regolamenti che loro stessi continuano a difendere ma, soprattutto, grazie alle ong che, in gran numero su navi battenti bandiera tedesca, li raccolgono in mare e li scaricano in Italia.
Ora se una nave è territorio della nazione di cui batte bandiera (art. 92 della Convenzione delle Nazioni unite sul diritto del mare - UNCLOS - del 1982) i clandestini che vengono raccolti in mare aperto da quella nave hanno, come primo approdo, quella specifica nazione: Germania quando batte bandiera tedesca, Spagna con la bandiera spagnola, Olanda per la bandiera olandese e via discorrendo.
A maggior ragione quando non è casuale che quei clandestini siano raccolti da quella nave che non passava lì per caso, ma ha come scopo specifico quello di raccogliere clandestini, quindi deve avere una organizzazione tale da poterli raccogliere e trasportare nel porto più vicino della nazione di cui la nave batte bandiera, non scaricarli in Italia e tanti saluti a soreta.
Quindi TUTTI i clandestini impropriamente scaricati in Italia da navi battenti bandiera tedesca, spagnola, francese etc., vanno rispediti in quelle nazioni in quando il primo approdo in europa è avvenuto su territorio di quelle nazioni come è considerata la nave che batte una bandiera di uno stato.
E magari sarebbe bene accompagnarli con una fattura con la quale si chiede il rimborso di tutti i costi ad oggi sostenuti per vitto, alloggio, cure, istruzione, superfluo (telefoni e schede).
L'alternativa, mettendo una pietra sopra sul passato e dichiarando che "chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, scordiamoci del passato", è che ognuno si tenga i clandestini che si trova in casa, cercando di rastrellarli ed espellerli, ma, per il futuro, le nazioni europee recuperino un briciolo di quella cattiveria che consentì loro di conquistare e civilizzare tutto il mondo, provvedendo a missioni congiunte per respingere ogni imbarcazione, di ong o di altra natura, che volesse scaricare in europa soggetti senza preventivo permesso di ingresso.
I confini vanno difesi.
Se non bastano le intimazioni di fermarsi, occorre la forza, che abbiamo, ma non abbiamo ancora ritrovato la volontà di usarla.
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