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04 giugno 2024

La Meloni da manuale. La Russa, meno.


Non so se la famosa (inutile, parruccona) "giornata di riflessione" sarà dalla mezzanotte di giovedì o sarà ridotta alla mattinata del sabato, restano comunque una manciata di giorni prima del voto per il rinnovo del (nocivo) parlamento europeo.

Nel rumore di fondo, con i cattocomunisti e i grillini dimentichi di aver governato per undici anni aumentando il debito pubblico di mille miliardi, sostenuti dalla stampa prona alla narrativa delle consorterie affaristiche e finanziarie, svetta come un gigante della Politica, quella con la "P" maiuscola, Giorgia Meloni.

La chiarezza della sua esposizione e la coerenza della sua azione di governo mandano in archivio gli atteggiamenti da Re Sole di Draghi e quelli ruspanti di Conte.

E lo si capisce dall'accanimento con il quale la Meloni viene attaccata, dileggiata, criticata e, nel contempo, quanto faccia schiumare i cattocomunisti che non hanno argomenti da contrapporre ai suoi fatti.

Quindi non ci sarebbe dubbio su dove apporre la nostra personale "Decima", come direbbe il Generale Vannacci.

Purtroppo ci sono insospettabili membri del partito della Meloni che creano legittimi dubbi che non sia meglio votare Lega con preferenza Vannacci.

In principio fu Crosetto, con le sue dichiarazioni sulla guerra, poi la persecuzione contro il Generale Vannacci, quel che sorprende è che anche il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, sembra essersi accodato al coro cattocomunista contro il Generale Vannacci con la sua estemporanea dichiarazione sull' "effetto Vannacci" che, a suo dire, è solo nell'aver proibito di marciare al grido "Decima !" ai nostri Incursori.

Una dichiarazione che, nel mio personale borsino, fa salire le quotazioni della Lega e di Vannacci e scendere quelle di Fratelli d'Italia, nonostante la Meloni.

Una Meloni da manuale anche nella intervista di ieri a Quarta Repubblica.

28 dicembre 2022

La coerenza terrorizza chi non la conosce

Sono fondamentalmente alieno alla liturgia delle celebrazioni, degli anniversari, delle ricorrenze.

Ne ho due o tre che mi appartengono, ma non ccredo che si possa passare l'anno a commemorare questo o quello, anche perchè la Storia ci ha fornito molti motivi di Memoria.

Così non ho ricordato, nel giorno di Santo Stefano, il 76° anniversario della fondazione del Movimento Sociale Italiano, avvenuta il 26 dicembre 1946.

Un partito che, sin dalle prime elezioni del 1948, è sempre stato presente in parlamento, ha contribuito alla elezioni di almeno due presidenti della repubblica e alla formazione di altrettanti governi.

Un partito che è rimasto immune dalla corruzione che ha travolto la prima repubblica e nei confronti del quale fu mossa, dal 1969 in poi, una campagna di odio, fondata sull'infame "arco costituzionale", che porto all'assassinio di decine di suoi militanti, soprattutto di giovane età.

Ma se io non ho ricordato tale anniversario, è legittimo che altri lo abbiano fatto, avendo probabilmente una storia personale e politica molto più compresa nella vita di quel partito.

Lo hanno fatto il Presidente del Senato, Ignazio La Russa e il Sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti.

Hanno fatto bene e la loro adamantina coerenza dovrebbe far riflettere chi, cambiando il vento, si affretta a cambiare il colore della camicia che indossa.

La coerenza è un Valore che ha premiato alle ultime elezioni Giorgia Meloni e il suo partito, erede di quel MSI di cui il 26 dicembre La Russa e la Rauti hanno ricordato la Fondazione e la coerenza, essendo un Valore che non appartiene ai cattocomunisti, spaventa, terrorizza tutti coloro i quali l'hanno buttata nel cesso.

Così abbiamo assistito alla canea di parlamentari e dirigenti cattocomunisti che, invece di pensare a dare al loro disastrato partito una ripulita morale e ideale, hanno berciato contro La Russa e la Rauti, chiedendone addirittura le dimissioni, per aver confermato la loro appartenenza ideale, la loro coerenza che si trasforma nella loro superiorità morale.

Non restaurare, non rinnegare.

La lezione di Almirante resta sempre valida e dobbiamo solo ringraziare La Russa e la Rauti per avercela ricordata.


14 ottobre 2022

La Russa Presidente di TUTTI gli Italiani


Ignazio La Russa doveva essere eletto Presidente del Senato e Ignazio La Russa è stato eletto.

Onore al merito della strategia di Giorgia Meloni che è riuscita ad ottenere il massimo risultato, anche ridimensionando il potere di ricatto di Forza Italia.

Per quanto ovvio avrei preferito un voto unanime dei senatori eletti nel Centro Destra, ma la Meloni ci ha dato una prima dimostrazione di come la sua probabile guida del governo, non avrà una caratterizzazione dorotea da signor Tentenna, ma una guida forte e determinata, capace di scelte anche difficili e rischiose.

Alquanto triste la parabola di Berlusconi, soprattutto nelle riprese che lo mostrano confuso al momento del voto e mentre si allontana con una mano appoggiata alla spalla della Santanchè e condotto sotto braccio da Gasparri.

Meglio per lui se si ritagliasse un ruolo da padre nobile del Centro Destra, anche se ha ragione nel contestare i veti personali, perchè se ad un partito di coalizione vengono attribuiti tot ministeri, chi mettere in quel ruolo dovrebbe essere esclusiva competenza del partito stesso e non di altri.

La Meloni, quindi, farebbe un gran bel gesto di pacificazione se, vinta la battaglia, concedesse un ministero alla Ronzulli.

Anche i cosiddetti giornalisti italiani hanno confermato la mia totale disistima, il tutto racchiuso nella squallida sbirciata dal buco della serratura, millantata da Mentana come uno scoop, con la ripresa e ingrandimento di una pagina di appunti di Berlusconi.

Uno squallore senza fine che dice al colto e all'inclita il livello personale e professionale e la credibilità e affidabilità di chi dovrebbe fornirci informazioni e notizie.

Devo però dire che mentre ieri ascoltavo per radio la cronaca delle votazione, ho goduto per un inizio mesto, con lo stesso tono di voce che usavano per il funerale della Regina Elisabetta II, che si è ravvivato, diventando garrulo e sopra le righe, quando è rimbalzata la notizia che Forza Italia non avrebbe votato La Russa.

Bellissimo lo sconcerto, mentre i due conduttori parlavano felici per cercare di capire cosa sarebbe accaduto dopo la prima votazione, quando dall'aula del Senato si è alzato l'applauso per il raggiungimento dei 104 voti da parte di La Russa.

I due azzittiti, balbettanti e poi con il tono funereo iniziale.

Purtroppo l'informazione in Italia è essenzialmente nelle mani di costoro: lunga vita ad internet !

Ma l'aspetto più rilevante di ieri è stato il bellissimo discorso di insediamento di Ignazio La Russa.

La Russa è un bravo avvocato, persona coerente, che mai ha rinnegato i Valori, gli Ideali che hanno contraddistinto tutta la sua vita (e non solo la sua) ed è un oratore cresciuto alla scuola di Giorgio Almirante, sicuramente il miglior maestro possibile.

Ma quello che ha detto e come lo ha detto ieri, ha superato ogni aspettativa.

Intendiamoci, non posso adattarmi a tutto quello che ha detto, sull'Unione del Male e sulle date da celebrare, ma da lui, Uomo di Destra, che ha conosciuto la violenza comunista e la discriminazione dell'infame arco costituzionale, abbiamo ascoltato un discorso di autentica pacificazione nazionale.

Parole inclusive che fanno di lui il vero Presidente degli Italiani e sono tanto più importanti e significative, perchè chi dovrebbe rappresentare l'unità degli Italiani pronuncia invece sistematicamente interventi divisivi e faziosi.

La Russa, con le sue parole, ha posto le premesse per chiudere, finalmente, la guerra civile iniziata l'8 settembre 1943 e proseguita anche dopo la fine della guerra guerreggiata, come abbiamo visto durante questa stessa ultima campagna elettorale.

L'unico dubbio (enorme !) è in merito alla capacità della sinistra di capirlo e di cogliere l'occasione nell'interesse della nostra Italia.

E non posso, infine, negare una grande soddisfazione per la scelta di Lorenzo Fontana per la presidenza della camera, per la sua caratterizzazione in Valori e Ideali che, per me, sono complementari a quello rappresentati sul piano strettamente politico da La Russa e che sono un soffio di speranza perchè possa cominciare a rallentare la deriva della nostra società civile.

Nonostante lo sbandamento di Berlusconi di ieri, la legislatura parte bene per un Centro Destra a guida Meloni, persona sin troppo sottovalutata, anche da me, ma che sta dimostrando, anche e soprattutto nella gestione della vittoria, capacità e determinazione che potrebbero farne un ottimo Primo Ministro.

Sicuramente migliore degli ultimi sei che si sono succeduti dal novembre 2011 ad oggi.