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28 dicembre 2022

La coerenza terrorizza chi non la conosce

Sono fondamentalmente alieno alla liturgia delle celebrazioni, degli anniversari, delle ricorrenze.

Ne ho due o tre che mi appartengono, ma non ccredo che si possa passare l'anno a commemorare questo o quello, anche perchè la Storia ci ha fornito molti motivi di Memoria.

Così non ho ricordato, nel giorno di Santo Stefano, il 76° anniversario della fondazione del Movimento Sociale Italiano, avvenuta il 26 dicembre 1946.

Un partito che, sin dalle prime elezioni del 1948, è sempre stato presente in parlamento, ha contribuito alla elezioni di almeno due presidenti della repubblica e alla formazione di altrettanti governi.

Un partito che è rimasto immune dalla corruzione che ha travolto la prima repubblica e nei confronti del quale fu mossa, dal 1969 in poi, una campagna di odio, fondata sull'infame "arco costituzionale", che porto all'assassinio di decine di suoi militanti, soprattutto di giovane età.

Ma se io non ho ricordato tale anniversario, è legittimo che altri lo abbiano fatto, avendo probabilmente una storia personale e politica molto più compresa nella vita di quel partito.

Lo hanno fatto il Presidente del Senato, Ignazio La Russa e il Sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti.

Hanno fatto bene e la loro adamantina coerenza dovrebbe far riflettere chi, cambiando il vento, si affretta a cambiare il colore della camicia che indossa.

La coerenza è un Valore che ha premiato alle ultime elezioni Giorgia Meloni e il suo partito, erede di quel MSI di cui il 26 dicembre La Russa e la Rauti hanno ricordato la Fondazione e la coerenza, essendo un Valore che non appartiene ai cattocomunisti, spaventa, terrorizza tutti coloro i quali l'hanno buttata nel cesso.

Così abbiamo assistito alla canea di parlamentari e dirigenti cattocomunisti che, invece di pensare a dare al loro disastrato partito una ripulita morale e ideale, hanno berciato contro La Russa e la Rauti, chiedendone addirittura le dimissioni, per aver confermato la loro appartenenza ideale, la loro coerenza che si trasforma nella loro superiorità morale.

Non restaurare, non rinnegare.

La lezione di Almirante resta sempre valida e dobbiamo solo ringraziare La Russa e la Rauti per avercela ricordata.


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