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05 settembre 2011

L'alternativa dell'ottimismo

Alcuni amici, Nessie  e Gaetano  in primis, scrivono critiche alla manovra e alle modalità di affrontare le questioni che non possono essere contestate (a parte le questioni sul lavoro e le pensioni secondo Gaetano che sono da me viste differentemente).
Il nodo arriva quando si dovrebbe passare dalla fase della critica alla fase propositiva.
Molto sinceramente Nessie afferma che l’alternativa è tra “l’essere servi o più servi”.
Gaetano si lancia in ipotesi fondate sulla decapitazione (economica) della classe politica.
Il dato ineludibile è che per quanto Berlusconi non ci soddisfi e non abbia saputo convincere i suoi alleati della necessità di una svolta rispetto alle manovrine dorotee da prima repubblica, gli altri sarebbero molto peggio.
In questa manovra, ancora da chiudere con il voto finale, sono pur presenti elementi di innovazione:
- la riduzione delle agevolazioni alle cooperative
- il pareggio di bilancio come vincolo costituzionale
- la possibilità di contratti aziendali e territoriali in deroga
e altri sono stati ritirati a causa del fuoco di sbarramento della conservazione, ma potranno trovare, una volta abbattuto il tabù, una nuova riproposizione nei prossimi tempi:
- la riforma del sistema pensionistico per arrivare quanto prima all’età di 65 anni per tutti
- la soppressione delle festività del 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno
- la soppressione di province, comuni e la riduzione di parlamentari e consiglieri di vario genere
- il taglio significativo dei trasferimenti agli enti locali che obbligherebbe al federalismo fiscale per cui ognuno potrà consumare quanto produce in loco.
Altre ancora non hanno mai trovato una formulazione scritta, ma rimangono come opzione valida (e alla quale si dovrà arrivare necessariamente):
- la vendita dei beni dello stato (immobili, monumenti, opere d’arte, partecipazioni)
- l’aumento dell’Iva.
Pur non condividendo neanche un po’ alcune scelte
- l’aumento delle tasse sui risparmi dal 12,5 al 20%
- l’aumento dei bolli sui depositi amministrati
- la gogna fiscale
la manovra, se confermata, pone le premesse per prossimi (immagino non troppi lontani ...) interventi di carattere strutturale nel senso di una maggiore attenzione al taglio delle spese.
Se, invece, si dovesse dar ascolto all’opposizione avremmo avuto:
- una patrimoniale (magari a carico di 25 milioni di Italiani, come proposto da Amato, per sottrarci altri soldi)
- la violazione di ogni credibilità dello stato con la tassazione dei capitali scudati e rientrati in Italia
- l’aumento delle aliquote irpef
- l’aumento degli estimi catastali
- la reintroduzione dell’Ici anche per la prima casa.
Peggio ancora, con la sinistra, andrebbe sul piano dei Valori, perchè loro legittimerebbero:
- l’eutanasia
- la manipolazione genetica
- le unioni tra gli omosessuali
- la liberalizzazione delle droghe che loro definiscono “leggere”
- la cittadinanza e il voto per gli immigrati.
In sostanza con Berlusconi possiamo ancora sperare, con la sinistra perderemmo anche la speranza.
La crisi economica e finanziaria passerà, come sono passate tutte nel passato e come passeranno quelle che, inevitabilmente, torneranno ad affacciarsi nel mondo nel futuro.
Credo che quello di cui i comunisti ed i loro caudatari abbiano realmente paura, tanto da accanirsi come non mai contro il Premier ed accontentarsi di un governo di “solidarietà nazionale” (o come comunque lo si voglia chiamare dove siano presenti tutti) sia proprio che la crisi possa finire con Berlusconi Premier che così capitalizzerebbe il “successo” a lui non imputabile, come non è a lui imputabile la crisi.
Per questo l’alternativa, in mancanza di una forza politica come avrebbe potuto essere La Destra se fosse riuscita a riunire la diaspora della Destra missina, non può che essere nella nostra testa.
Come nel 1994 arrivò Berlusconi ad impedire la deriva marxista della “gioiosa macchina da guerra” di Ochetto e del pci/pds, così la resistenza al governo e l’atteso superamento della crisi potrà consentire a Berlusconi o ad un nuovo Berlusconi di presentarsi nel 2013 con le carte in regola per riproporre quello che è nei miei auspici.
Una rivoluzione liberale in economia e una restaurazione tradizionalista nei Valori.

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