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06 giugno 2025

Gli sperperi per il cinema ci sono anche per l'editoria ?

Come ogni venerdì in cui sono a Bologna, mi ritaglio un'ora abbondante per girare tutti i reparti di una libreria del centro.

Anche se ormai, per esigenze di spazio, acquisto prevalentemente libri digitali, mi piace guardare le novità e da tempo ho notato che sono tante, tantissime, con un'offerta che, considerando che ogni tre per due ci dicono che in Italia si legge poco, non riesco a capire come possa, almeno, pareggiare i costi di produzione.

Non parliamo di remunerare l'autore o l'editore !

Avendo frequentato nel passato un grande della letteratura di fantascienza, un editor di fama internazionale, Ugo Malaguti purtroppo deceduto a soli 76 anni nel 2021, avevo in mente le vendite reali di prodotti che, all'inizio della sua attività, Ugo stampava in numero ben superiore agli ordini, per tenerli in magazzino che si andava riempiendo (ed era anche quello un costo) per averne a disposizione in occasioni specifiche.

Negli ultimi anni, con i nuovi sistemi di stampa e ristampa, aveva completamente cambiato tale politica, ma le vendite reali di ogni singolo volume restavano decisamente basse.

Ora quella era fantascienza, quindi posso immaginare che fosse rivolta ad una nicchia che si faceva ancora più ristretta in quanto la politica editoriale era quella di offrire prodotti di qualità, nel testo, nella traduzione, nella stampa e impaginazione e anche nella confezione, che quindi costavano ben di più dei volumetti da edicola.

I volumi editi da Ugo nel corso di 55 anni di attività, una collezione completa, fanno bella mostra occupando per intero due colonne di libreria che ho in casa ed è un piacere rileggerli, riprenderli in mano, sfogliarli.

Ma questa è un'altra storia.

Qualcuno, in tempi recenti, mi ha fornito uno "spiegone" che non ho ben compreso nei suoi passaggi, in relazione a fatturazioni, resi, rimborsi.

Ma mi ha confermato che le vendite sono di gran lunga inferiori alla quantità disponibile, anche per le pretese delle stamperie di un minimo di tiratura.

Ogni volta quindi che vado in libreria e vedo tutti quei volumi, alcuni anche con rilegature di qualità, mi domando: dov'è il business per la casa editrice ?

Da alcuni mesi ho visto che sono nate molte nuove case editrici che stanno sfornando testi e autori classici (in ultimo vedo decine di volumetti con i romanzi di Herman Hesse), probabilmente perchè sono venuti a scadere i diritti e quindi possono stampare e  pubblicare a piacimento, ma il costo della stampa resta e non credo che vendano così tanto da coprirli, considerato che la maggior parte di quei titoli un appassionato di letteratura li ha già letti e spesso sono anche presenti nella sua libreria.

Allora, dopo aver letto delle centinaia di milioni che vengono letteralmente sottratti agli Italiani per finanziare i cinematografari, mi viene il sospetto che anche nell'editoria siamo noi a finanziare tutte le iniziative editoriali.

E non è un pensiero che mi piaccia.

Da sostenitore del libero mercato, credo che lo stato non debba finanziare e coprire le passività di aziende commerciali private, anche quelle che si ammantano (talvolta senza fondamento) di svolgere operazioni "culturali".



02 agosto 2009

Politicamente scorretto, eticamente sano


Nelle tre settimane di assenza dal blog (ma non dai mezzi di informazione) numerosi sono stati i fatti che avrebbero fornito un ottimo spunto per un commento.
Ho la convinzione che, comunque, avrò modo di ritrovarli nel prosieguo e, così, mi limito a brevi chiose su alcuni di essi, scelti con un unico filo conduttore: sono tutti politicamente scorretti, cioè, sono privi di quella ipocrisia che ammanta i buonisti in s.p.e. che è un autentico cancro della società e della politica contemporanea.
Naturalmente le mie osservazioni saranno rigorosamente scevre da ogni ipocrisia, al limite della “brutalità” verbale e concettuale.


Un manifesto geniale
L’immagine che ho scelto per illustrare questo post è il manifesto diffuso all’interno delle proprie strutture dall’associazione dei cacciatori.
Un adolescente che suona un richiamo con al fianco un bel fucile da caccia.
I sacerdoti del buonismo sono insorti e mi ha molto divertito il presidente dell’associazione che ha orgogliosamente rivendicato la scelta, senza pentimento.
Una volta, per quelli della mia generazione, andare a caccia se non con il padre o il nonno con qualche zio o amico di famiglia, era un modo di crescere, una scuola, una tradizione buona e giusta.
Chi non ha mai sparato un colpo, mancando clamorosamente un tordo o una lepre ?
Con quella scuola non fu difficile per noi svolgere il servizio militare, smontare e rimontare Beretta e FAL, Garand o MG.
Una scuola di vita, di passeggiate nella natura e di osservazione della stessa.
Poi il crescente buonismo degli abatini del politicamente corretto ha immesso una pletora di divieti e di paletti per avere la licenza e per esercitare la caccia, tanto da dissuadere tutti coloro che non avessero la strada spianata dalla propria attività o residenza.
Il manifesto è, quindi, geniale, perché è un pugno nello stomaco dei talebani dell’ecoambientalismo e ci dice che si rafforza una certa reazione (era ora !) al “politicamente corretto” imperante.
E sarebbe ora che si ripensasse a tutto l’approccio all’uso delle armi, perché, soprattutto adesso che il servizio militare non è più obbligatorio, è necessario che i ragazzi imparino a conoscere ed usare le armi, diversamente diventeranno, veramente, dei bamboccioni alla mercè di ogni popolo più agguerrito e dipendenti, per la loro difesa, dai professionisti della guerra.

FUSse che FUSse la vorrrta bbbona
Attori e registi profumatamente retribuiti
hanno protestato perché il governo ha tagliato 130 milioni di euro dal FUS (fondo unico dello spettacolo) cioè da quel denaro che viene utilizzato per realizzare filmetti e spettacolini che spesso non ricavano quel che costano.
Insomma un gigantesco fondo assistenzialista per attori e registi incapaci di avere un pubblico e che, comunque, vogliono continuare a vivere bene, a spese nostre.
Io non solo avrei azzerato il fondo, ma avrei anche revocato ogni contributo assistenzialista a stampa e televisione.
L’unica regola deve essere quella del mercato.
Chi realizza un film, uno sceneggiato o apre un giornale deve rischiare in proprio (e non soldi nostri) e se è bravo sarà visto o letto ed avrà successo.
Se invece non sarà in grado di avere pubblico, allora meglio che chiuda e faccia un altro lavoro rendendosi socialmente più utile.

Via da Kabul
Io ero favorevole all’impegno militare italiano all’estero: in Iraq, in Afghanistan, molto meno nel Kossovo, assolutamente contrario in Libano con la sinistra che ha voluto la missione solo per parare il fondoschiena degli hetzbollah.
Ero favorevole perché l’iniziativa “Libertà duratura” era gestita dagli Stati Uniti che avevano un Comandante in Capo con una visione strategica del mondo e che agiva per realizzare quel “nuovo ordine mondiale” di cui, prima di lui, aveva parlato suo padre e che io condividevo e tuttora condivido.
Ma adesso che George W. Bush ha terminato il suo mandato presidenziale, perché dovremmo mettere a rischio vite italiane per consentire a quello “giovane, bello (?) e abbronzato” di ribaltare tutta la visione strategica del Presidente Bush e fare il piacione con i nemici storici degli Stati Uniti e dell’Occidente ?
Non posso quindi che concordare con Bossi, Calderoli e la Lega sul fatto che si debbano far rientrare i nostri soldati dall’Afghanistan, dal Libano e dal Kossovo.

Ancora sulle Ronde
A Massa un gruppo di estremisti di sinistra ha attaccato le Forze di Polizia per impedire l’uscita di un servizio di sicurezza sociale organizzato da associazioni di Destra.
Naturalmente l’occasione è stata colta per una critica al principio delle Ronde, ma si dimenticano di dire che:
- il servizio organizzato dall’associazione di Destra voleva essere di utilità nello spirito della legge;
- la sinistra ha agito solo nel nome dell’ormai logoro antifascismo
- gli scontri li ha cercati e voluto la sinistra, non la Destra.

E’ una dimostrazione ulteriore della necessità di Ronde effettive e non del loro simulacro come viene delineato nel provvedimento del governo.

Il Sud sia finanziato dai meridionali
E qui mi collego ad uno dei post pubblicati in mia assenza .
Si torna a parlare di un “piano per il Sud”.
L’MPA di Lombardo non ha votato il decreto anticrisi perché vuole “più risorse” per il Sud e non solo delle “mance”.
I meridionalisti stanno cercando di disporre di soldi che non appartengono loro.
Sono bravissimi a chiedere, anzi, a pretendere denaro, ma perché noi contribuenti del Nord dovremmo continuare a sprecare risorse economiche a fondo perduto ?
Sulla base di quale garanzia dovremmo pensare che sarebbero spesi meglio delle migliaia di miliardi bruciati fino ad oggi dalle varie versioni della cassa per il mezzogiorno ?
A quale titolo pretendono soldi dai contribuenti del Nord ?
Se sono così bravi, dimostrino di sapersi amministrare e arricchire la loro terra con le risorse locali (che sono tante !) .
Viene naturale, quindi, appoggiare le rivendicazioni della Lega, anche in relazione all’attribuzione dei posti di lavoro pubblici facendo del radicamento sul territorio un titolo di privilegio per la loro assegnazione.
Se ne parlerà ancora …

Il blog
Dopo quasi sette anni, cambio l'immagine del blog.
Ho ritrovato la fotografia "ufficiale" della cerimonia di giuramento per il servizio militare del marzo 1979 e mi è sembrata una immagine appropriata.
Ho anche cominciato a elencare i blog di e su Bologna.
Per ora sono tre, incluso il mio Svulazen.
Sono gradite segnalazioni.
Ovviamente inserirò nell'elenco solo i blog che riterrò compatibili con la mia linea politica.

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