Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com
Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva
Visualizzazione post con etichetta caccia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta caccia. Mostra tutti i post

14 maggio 2010

Più berlusconiano di Berlusconi

Oggi sarò lungo.
La lettura dei quotidiani mi ha ispirato alcuni temi che non voglio rinviare e, pertanto, il post odierno sarà suddiviso in più capitoli.


Lista Anemone ? Me ne frego
Nell’ambito delle aggressioni mediatico-giudiziarie che da 16 anni accompagnano l’attività politica del Premier, ecco che viene diffusa una lista di circa 400 persone che sarebbero clienti del costruttore Anemone.
E allora ?
Sarà consentito anche ai cosiddetti “vip” di ristrutturare, di comprare casa, di incaricare qualche ditta per i propri lavori ?
Oppure devono provvedere con il bricolage ?
E poi ancora.
Cos’è questa mania di trafugare (perchè se c’è una inchiesta e in tale ambito hanno ricavato da un computer una lista di clienti, quella non può essere pubblica, ma riservata e se viene pubblicata vuol dire che è stata trafugata e questo è sicuramente un reato !) liste e poi sbatterle in prima pagina ?
Ma vado oltre e senza ripetere la solita formuletta per cui non ho fiducia nell’operato e nelle sentenze dei magistrati, vengo all’inchiesta.
Quanti magistrati sono impegnati in questa inchiesta ?
E’ proprio così necessaria ?
Sì, perchè mentre uomini e risorse sono impiegati per cercare il pelo nell’uovo dei politici, soprattutto – che casualità ! – quelli vicini al Premier, rapinatori, scippatori, clandestini se la ridono.
E sono proprio questi reati certi e che disturbano profondamente il regolare svolgimento della vita quotidiana di noi cittadini.
E ancora.
Scajola non è neppure indagato, eppure i soliti centri sociali manifestano sotto casa sua: e se fosse tutto regolare, come deve essere considerato almeno fino a sentenza passata in giudicato ?
Chi ripagherà Scajola (e tutti gli altri) del danno subito ?
I magistrati ?
I giornalisti ?
I politici di opposizione ?

E poi.
Invece di giudicare i politici dalle aggressioni mediatiche-giudiziarie, dovremmo giudicarli da quello che fanno nel loro ruolo ministeriale.
E se fanno bene è lecito perdonare loro qualche eventuale (peraltro ancora per nulla provata !) debolezza umana.
Del resto chi, anche tra i normali cittadini, non si presterebbe a pagare di meno un lavoro in casa, anche se solo parzialmente dichiarato ?
E infine.
Si fa un gran parlare (giustamente) del diritto degli arrestati ad essere trattati nel rispetto della loro dignità, libertà e presunzione di innocenza ?
Perchè a sinistra sono così garantisti verso, ad esempio, chi è imputato di droga e le stesse garanzie non sono riconosciute ai ministri e politici del Centro Destra ?
Mi sembra quindi logico e coerente affermare che della lista Anemone me ne frego e quel che mi interessa sono gli interventi che evitino il degrado morale della Nazione, la sudditanza verso organismi stranieri, l’aumento delle imposizioni fiscali.

Brambilla e la caccia
Altro giro, altri voti persi.
Se la Ministro Brambilla si occupasse di svolgere il suo ruolo (e mi sembra che abbia ben operato sino ad ora) eviterebbe di abboccare alla mela avvelenata che un oppositore del governo come il Prof. Veronesi le offre e lei ha addentato con inconsapevole avventatezza.
Le sue parole contro la caccia sono uno schiaffo nei confronti di migliaia di elettori del Centro Destra.
La caccia è una attività connaturata con l’Uomo, appartiene alla storia della Umanità ed è un simbolo di Libertà.
Come il diritto a possedere e portare armi.
E non creda, la Ministro Brambilla, che i cacciatori siano solo 750mila e, quindi, una minoranza ininfluente al voto.
Perchè con una legge maggioritaria, anche un solo voto potrebbe fare la differenza, ma anche perchè i cacciatori non sono solo i 750mila che si sono prestati a compiere il percorso di guerra ed a passare sotto le Forche Caudine della burocrazia e dei permessi che si devono richiedere per poter cacciare, ma comprendono anche altri milioni di Italiani che vi hanno rinunciato, per quieto vivere, ma che sono cacciatori nello spirito e gradirebbero non il divieto di caccia, ma la possibilità di praticarla con più facilità.
Berlusconi rifletta sulle esternazioni estemporanee, di ministri troppo talebani nelle loro passioni private.

Censura rossa
Vedi in Svulazen

I supporters di Fini
Libero news online ha pubblicato la lista dei parlamentari che (salvo smentite) sostengono Fini.
In attesa di farne un banner o qualcosa di simile, ecco (salvo smentite che registrerei con piacere) i nomi:
I fedelissimi- Ne fanno parte i deputati
Giuseppe Angeli,
Luca Barbareschi,
Claudio Barbaro,
Luca Bellotti,
Italo Bocchino,
Carmelo Briguglio,
Antonio Buonfiglio,
Benedetto Della Vedova,
Aldo Di Biagio,
Francesco Divella,
Fabio Granata,
Antonino Lo Presti,
Roberto Menia,
Silvano Moffa,
Angela Napoli,
Gianfranco Paglia,
Carmine Patarino,
Flavia Perina,
Catia Polidori,
Francesco Proietti Cosimi,
Enzo Raisi,
Giuseppe Scalia,
Maria Grazia Siliquini,
Mirko Tremaglia e
Adolfo Urso.
Fanno inoltre parte di Generazione Italia anche i senatori
Candido De Angelis,
Egidio Digilio,
Maria Ida Germontani,
Giuseppe Menardi,
Maurizio Saia e
Giuseppe Valditara e gli europarlamentari
Cristiana Muscardini,
Enzo Rivellini,
Potito Salatto e
Salvatore Tatarella.
LIBERI LORO DI SOSTENERE CON FINI LA CITTADINANZA E VOTO AGLI IMMIGRATI, LE UNIONI OMOSESSUALI, UNA LEGGE PERMISSIVA SUL FINE VITA, L'ASSISTENZIALISMO STATALISTA E CENTRALISTA.
LIBERI NOI DI NON VOTARLI MAI PIU’.


Entra ne

21 aprile 2010

La caccia espressione di libertà

In questi giorni si è riaperto un fronte, quello dell’attività venatoria, che da anni è stato un cavallo di battaglia (di Troia ?) della propaganda ecoambientalista che vuole stravolgere le abitudini e i costumi di un popolo.
Il pretesto è dato da un provvedimento che, tra l’altro, consentirebbe di allungare il periodo di caccia dall’attuale ottobre/gennaio fino anche a marzo/aprile.
Sono insorte le solite associazioni ecoambientaliste che non riconoscono ai cacciatori il loro reale essere veri ambientalisti, ma maggior rilievo assume la lettera che una trentina di parlamentari del Pdl ha scritto a Berlusconi, contro il provvedimento.
Mi sembra che quei trenta non comprendano come la caccia sia una espressione di libertà, quindi profondamente connaturata nei principi di un partito che si chiama “Popolo della Libertà”.
Mi sembra che si siano fatti portavoce delle istanze del peggior ecoambientalismo fine a se stesso.
Mi sembra che più che deputati “della Libertà” stiano interpretando la parte di coloro che puntano a vietare, non a dare spazio allo spirito individualista delle persone.
Mi sembra che la loro volontà proibizionista sia perfettamente in linea con una cultura (?) del divieto che trova nella unione europea, con le sue direttive, la interpretazione più grigia e massificante di un socialismo chiamato con altro nome, ma pur sempre socialismo, quindi nemico della libertà.
Mi sembra anche che i divieti di cui, negli anni, sono costellati i percorsi dei cacciatori, rispecchino una interpretazione padronale del ruolo dei legislatori, che considerano il Popolo una massa di sudditi non da governare, ma da controllare.
E’ stato evidenziato come il diverso l’approccio verso le libertà dei singoli nel mondo angloamericano e nel sud europa e in particolare sulla possibilità di detenere armi, simbolo di libertà individuale, deriva dalla paura che i governi “assolutisti” hanno nel consentire ai propri cittadini, trattati da sudditi, di avere strumenti che possano essere usati contro chi mal governa.
E per cacciare occorre possedere armi ...

Entra ne

02 agosto 2009

Politicamente scorretto, eticamente sano


Nelle tre settimane di assenza dal blog (ma non dai mezzi di informazione) numerosi sono stati i fatti che avrebbero fornito un ottimo spunto per un commento.
Ho la convinzione che, comunque, avrò modo di ritrovarli nel prosieguo e, così, mi limito a brevi chiose su alcuni di essi, scelti con un unico filo conduttore: sono tutti politicamente scorretti, cioè, sono privi di quella ipocrisia che ammanta i buonisti in s.p.e. che è un autentico cancro della società e della politica contemporanea.
Naturalmente le mie osservazioni saranno rigorosamente scevre da ogni ipocrisia, al limite della “brutalità” verbale e concettuale.


Un manifesto geniale
L’immagine che ho scelto per illustrare questo post è il manifesto diffuso all’interno delle proprie strutture dall’associazione dei cacciatori.
Un adolescente che suona un richiamo con al fianco un bel fucile da caccia.
I sacerdoti del buonismo sono insorti e mi ha molto divertito il presidente dell’associazione che ha orgogliosamente rivendicato la scelta, senza pentimento.
Una volta, per quelli della mia generazione, andare a caccia se non con il padre o il nonno con qualche zio o amico di famiglia, era un modo di crescere, una scuola, una tradizione buona e giusta.
Chi non ha mai sparato un colpo, mancando clamorosamente un tordo o una lepre ?
Con quella scuola non fu difficile per noi svolgere il servizio militare, smontare e rimontare Beretta e FAL, Garand o MG.
Una scuola di vita, di passeggiate nella natura e di osservazione della stessa.
Poi il crescente buonismo degli abatini del politicamente corretto ha immesso una pletora di divieti e di paletti per avere la licenza e per esercitare la caccia, tanto da dissuadere tutti coloro che non avessero la strada spianata dalla propria attività o residenza.
Il manifesto è, quindi, geniale, perché è un pugno nello stomaco dei talebani dell’ecoambientalismo e ci dice che si rafforza una certa reazione (era ora !) al “politicamente corretto” imperante.
E sarebbe ora che si ripensasse a tutto l’approccio all’uso delle armi, perché, soprattutto adesso che il servizio militare non è più obbligatorio, è necessario che i ragazzi imparino a conoscere ed usare le armi, diversamente diventeranno, veramente, dei bamboccioni alla mercè di ogni popolo più agguerrito e dipendenti, per la loro difesa, dai professionisti della guerra.

FUSse che FUSse la vorrrta bbbona
Attori e registi profumatamente retribuiti
hanno protestato perché il governo ha tagliato 130 milioni di euro dal FUS (fondo unico dello spettacolo) cioè da quel denaro che viene utilizzato per realizzare filmetti e spettacolini che spesso non ricavano quel che costano.
Insomma un gigantesco fondo assistenzialista per attori e registi incapaci di avere un pubblico e che, comunque, vogliono continuare a vivere bene, a spese nostre.
Io non solo avrei azzerato il fondo, ma avrei anche revocato ogni contributo assistenzialista a stampa e televisione.
L’unica regola deve essere quella del mercato.
Chi realizza un film, uno sceneggiato o apre un giornale deve rischiare in proprio (e non soldi nostri) e se è bravo sarà visto o letto ed avrà successo.
Se invece non sarà in grado di avere pubblico, allora meglio che chiuda e faccia un altro lavoro rendendosi socialmente più utile.

Via da Kabul
Io ero favorevole all’impegno militare italiano all’estero: in Iraq, in Afghanistan, molto meno nel Kossovo, assolutamente contrario in Libano con la sinistra che ha voluto la missione solo per parare il fondoschiena degli hetzbollah.
Ero favorevole perché l’iniziativa “Libertà duratura” era gestita dagli Stati Uniti che avevano un Comandante in Capo con una visione strategica del mondo e che agiva per realizzare quel “nuovo ordine mondiale” di cui, prima di lui, aveva parlato suo padre e che io condividevo e tuttora condivido.
Ma adesso che George W. Bush ha terminato il suo mandato presidenziale, perché dovremmo mettere a rischio vite italiane per consentire a quello “giovane, bello (?) e abbronzato” di ribaltare tutta la visione strategica del Presidente Bush e fare il piacione con i nemici storici degli Stati Uniti e dell’Occidente ?
Non posso quindi che concordare con Bossi, Calderoli e la Lega sul fatto che si debbano far rientrare i nostri soldati dall’Afghanistan, dal Libano e dal Kossovo.

Ancora sulle Ronde
A Massa un gruppo di estremisti di sinistra ha attaccato le Forze di Polizia per impedire l’uscita di un servizio di sicurezza sociale organizzato da associazioni di Destra.
Naturalmente l’occasione è stata colta per una critica al principio delle Ronde, ma si dimenticano di dire che:
- il servizio organizzato dall’associazione di Destra voleva essere di utilità nello spirito della legge;
- la sinistra ha agito solo nel nome dell’ormai logoro antifascismo
- gli scontri li ha cercati e voluto la sinistra, non la Destra.

E’ una dimostrazione ulteriore della necessità di Ronde effettive e non del loro simulacro come viene delineato nel provvedimento del governo.

Il Sud sia finanziato dai meridionali
E qui mi collego ad uno dei post pubblicati in mia assenza .
Si torna a parlare di un “piano per il Sud”.
L’MPA di Lombardo non ha votato il decreto anticrisi perché vuole “più risorse” per il Sud e non solo delle “mance”.
I meridionalisti stanno cercando di disporre di soldi che non appartengono loro.
Sono bravissimi a chiedere, anzi, a pretendere denaro, ma perché noi contribuenti del Nord dovremmo continuare a sprecare risorse economiche a fondo perduto ?
Sulla base di quale garanzia dovremmo pensare che sarebbero spesi meglio delle migliaia di miliardi bruciati fino ad oggi dalle varie versioni della cassa per il mezzogiorno ?
A quale titolo pretendono soldi dai contribuenti del Nord ?
Se sono così bravi, dimostrino di sapersi amministrare e arricchire la loro terra con le risorse locali (che sono tante !) .
Viene naturale, quindi, appoggiare le rivendicazioni della Lega, anche in relazione all’attribuzione dei posti di lavoro pubblici facendo del radicamento sul territorio un titolo di privilegio per la loro assegnazione.
Se ne parlerà ancora …

Il blog
Dopo quasi sette anni, cambio l'immagine del blog.
Ho ritrovato la fotografia "ufficiale" della cerimonia di giuramento per il servizio militare del marzo 1979 e mi è sembrata una immagine appropriata.
Ho anche cominciato a elencare i blog di e su Bologna.
Per ora sono tre, incluso il mio Svulazen.
Sono gradite segnalazioni.
Ovviamente inserirò nell'elenco solo i blog che riterrò compatibili con la mia linea politica.

Entra ne