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21 dicembre 2022

I cattocomunisti fanno solo battaglie sbagliate

Se c'è una evidenza da sottolineare nel rito del 2022 sulla legge di bilancio, è che la sinistra sta facendo solo battaglie sbagliate, di retroguardia, da Grande Fratello ma non quello Mediaset, bensì quello di Orwell in 1984.

Non che me ne meravigli, la mia personale considerazione e stima verso chiunque appartenga a quella congrega è totalmente inesistente e sono sempre portato a dubitare di qualunque cosa dicano, anche se apparentemente in linea con le mie idee.

Ma questa finanziaria, predisposta in poco più di un mese di governo dalla Meloni, dice che i cattocomunisti rappresentano la parte peggiore di una Nazione e dell'intera Umanità.

Che siano "giornalisti", politici, "intellettuali" o semplici sardine, le loro posizione sono comunque quelle più nocive alla nostra Società, alla nostra Libertà, al nostro Benessere, alla nostra Sicurezza.

L'elenco è lungo, ma basta ricordare, preliminarmente, come i cattocomunisti pensino allo stato come una mucca da mungere per elargizioni a pioggia, con coperture inesistenti come la ormai decennale "lotta all'evasione" o con nuove tasse da imporre a cittadini e aziende.

Il tutto nel quadro di una società che loro vorrebbero sotto controllo, compressa in una cappa asfissiante di invasività dello stato e rigidamente dirigista.

In tal senso la loro "cultura" (absit iniuria verbis) della mancetta agli studenti, ai quotidiani, persino alle aziende, esprime la visione di un mondo in cui la burocrazia diventa il Moloch al quale sacrificare la Libertà di tutti.

Così vediamo i Dracula del fisco voler tetti ai contanti, per poter controllare le spese degli Italiani e, magari, favorire l'inoltro delle pubblicità a chi può essere interessato ad un determinato servizio o bene come risulta dagli acquisti effettuati e registrati con la moneta elettronica.

Trasformano la libertà di pagare con qualsiasi mezzo, nell'obbligo per gli esercenti di accettare i pagamenti elettronici.

Vogliono intasare i tribunali penali con i processi fiscali.

Vogliono che noi Italiani continuiamo a metterci volontariamente al collo i cappi che ci forniscono i cravattari di Bruxelles, in ultimo con la sirena del Mes.

Vorrebbero aprire i porti senza condizioni e regole alle ong che ci scaricano tutti i clandestini che riescono a prelevare in mare.

Non c'è una sola proposta dei cattocomunisti che vada nel senso di una riduzione della spesa, di una maggiore libertà di scelta per i cittadini, di una maggiore gratificazione per gli Italiani.

Poco alla volta, negli ultimi undici anni, ci siamo abituati a stare in una pentola piena d'acqua che viene portata ad ebollizione gradualmente e uscirne sarà molto difficile, doloroso, costoso e, soprattutto, lungo.

Con la sinistra che continua a remare contro l'Italia e gli Italiani.

18 dicembre 2022

Una manovra "politica"

Il reale contenuto e la portata di questa prima, velocissima, manovra economica del Governo di Centro Destra, si conosceranno solo quando sarà ufficialmente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, dopo essere passata al voto del parlamento.

Al momento credo che l'aspetto più significativo sia la reiterata affermazione del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, di aver voluto realizzare una manovra "politica" e qui c'è il principale cambiamento di passo rispetto al passato.

Negli ultimi undici anni, infatti, raggiungendo l'apice con i governi Monti e Draghi, è stato tutto un peana alla tecnica finanziaria, alle compatibilità di bilancio, al rispetto dei parametri imposti dai cravattari di Bruxelles, senza una visione prospettica della società in cui siamo ed a cui vogliamo arrivare.

Per undici anni abbiamo avuto un carpe diem inteso nel senso peggiore, cioè di un governo, quello italiano, di volta in volta presieduto da "tecnici" o politici cattocomunisti o grillini, che si è totalmente messo nelle mani di personaggi stranieri, la cui capacità viene oggi evidenziata dalle crisi irrisolte e dagli sperperi effettuati (per non parlare della corruzione emergente).

L'Italia da Monti a Draghi è stata, con la breve parentesi del Governo Conte-Salvini-Di Maio, il predellino per gli interessi di Germania e Francia che non abbiamo mai osato contraddire.

Oggi, quando il Presidente Meloni dice che la manovra è "politica", si segnala che il clima è cambiato e che a Roma, tedeschi e francesi non troveranno più il burro in cui affondare le loro mani.

E questo al di là degli effettivi, concreti cambiamenti che possono essere contenuti nel testo che, a dire dei cattocomunisti, dei sindacati, dei confindustriali, è pieno di nefandezze, quindi dovrebbe essere un'ottima manovra.

In ogni caso si comincia sempre con un refolo di vento, poi arriverà anche il tornado.

22 novembre 2022

Una manovra buona e realista dopo il fallimento di Draghi

Ieri il Governo Meloni ha approvato la manovra finanziaria e, fermo restando che mai, nessuna manovra, è arrivata all'approvazione senza cambiamenti, si sono subito schierati i pro e i contro.

I cattocomunisti con la loro opposizione preconcetta e pregiudiziale, hanno mandato avanti quelli che devono ricrearsi una verginità, come la Carfagna e la Gelmini, ormai dimentiche del loro passato e quindi le più stolidamente accanite nella critica, ma appaiono anche quelli come Cottarelli che, gettata la maschera della finta imparzialità, si dimostrano allo stesso livello dei Letta, dei Renzi e dei Conte.

La Meloni ha realizzato una manovra con il poco che aveva, il poco o nulla che Draghi le aveva lasciato a disposizione dopo il sonoro fallimento della sua azione di governo che ci ha regalato perle come l'inflazione al 10% e oltre, le sanzioni alla Russia che si portano dietro la crisi energetica e il rincaro delle bollette, i debiti contratti con l'Unione del Male, la designazione di Di Maio a grande commissario per il Golfo Persico, le esternazioni sui vaccini, green pass, condizionatori e pace totalmente smentite dai fatti e, soprattutto, un debito pubblico mai così alto, con un incremento che ci ha portato a oltre 2700 miliardi di debiti.

Ma non sono le sole passività della eredità di Draghi, perchè abbiamo anche questioni di più antica data, mai risolte, che chiamano in causa i predecessori, gli undici anni di governi cattocomunisti, da Monti a Draghi, come la questione della Compagnia di Bandiera e l'Ilva di Taranto prepotentemente tornate alla ribalta e per le quali si richiede l'intervento dello stato, cioè l'immissione di altri soldi che lo stato non ha.

Personalmente la vedo molto dura riuscire a risanare l'Italia con manovre che tengano conto delle esigenze di tutti, che intervengano sempre a tamponare emergenze come il caro bollette o le crisi aziendali.

Personalmente credo che sia di gran lunga meglio una dolorosissima, ma breve nel tempo, azione di tagli draconiani che allontanino lo stato dalle nostre vite e dalle nostre tasche, obbligando tutti a contare sulle proprie forze e non sull'assistenzialismo di stato, perchè la produttività segue il lavoro, non l'assistenzialismo.

Ma temo che se un governo agisse in tal modo, consegnerebbe l'Italia all'opposizione, soprattutto perchè la situazione è marcita, anno dopo anno, per undici lunghi anni, al punto tale che non è possibile confidare in soli cinque anni di legislatura per risanare i danni provocati dai governi di Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte e Draghi.

La Meloni, quindi, ha redatto una finanziaria possibile, realista e, tutto sommato, accettabile, considerato il contesto in cui è obbligata a muoversi.

Ha introdotto, su tutte le questioni più rilevanti, la prima pietra sulla quale costruire le future manovre, dal superamento definitivo dell'infame legge Fornero sulle pensioni, all'estensione della tassa piatta, dall'abolizione del reddito di cittadinanza fino a piccoli ma molto rappresentativi e significativi provvedimenti come la cancellazione delle cartelle sotto i mille euro e l'innalzamento del tetto per l'uso libero dei contanti.

Intendiamoci, sono solo pannicelli caldi, ma almeno ci sono.

Con Draghi e i suoi predecessori saremmo andati esattamente nella direzione opposta, aumentando il debito pubblico unicamente per spese clientelari, fini a se stesse, senza una prospettiva nè l'appartenenza ad una visione di società.

Ed è proprio questo che è il grande merito di una finanziaria realista e possibile, ridotta ai minimi termini dagli obblighi contratti da Draghi e dai suoi predecessori: si vede un disegno complessivo di società, che non è quella cattocomunista.

Si intravvede una società ideale, in cui sia il lavoro, la produttività, il merito a prevalere sull'assistenzialismo e l'automatismo di carriera.

Una società dove ci sia più Individuo e meno stato.