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03 luglio 2026

I numeri che danno ragione a Trump

Questa mattina i "professionisti dell'informazione" della radio nazionale (purtroppo il contrario di TeleMeloni di cui avremmo invece un grande bisogno per riequilibrare le "notizie" - se mai si possano definire così gli annunci a megafono di parte - ideologicamente orientate dei media tradizionali) si sono trovati in difficoltà.

O sostenere Trump in chiave anti Meloni, oppure criticare Trump, facendo un favore alla Meloni.

Così, per una volta, hanno fornito la notizia in modo asettico, senza commentarla con il loro pregiudizio ideologico e la notizia è che, nonostante le belle parole in occasione delle celebrazioni del 250° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, il Presidente Trump non ha accennato a ridurre la polemica contro gli altri stati occidentali, in particolare della Nato.

In un suo post su Truth, infatti, ha nuovamente lamentato la scarsità degli investimenti militari ed ha elencato le prime cinque nazioni Nato per il budget:

  • Stati Uniti: 999 miliardi di dollari
  • Regno Unito: 90,5 miliardi di dollari
  • Francia: 66,5 miliardi di dollari
  • Italia: 48,8 miliardi di dollari 
  • Polonia: 44,3 miliardi di dollari
  • Sorprende che non appaia la Germania, superata persino dalla Polonia e dall'Italia che, per quanto poco spenda, si piazza in un onorevole quarto posto.

    Ma Trump ha ragione da vendere nel criticare le nazioni europee che, in decenni, si sono seduti sulle spalle di Washington, cercando tra l'altro di fregare economicamente gli americani imponendo lacci e lacciuoli (veggasi la confermata multa a Google) , al riparo dello scudo militare pagato essenzialmente dagli Stati Uniti.

    E' giusto che Trump lo faccia presente, che chieda un maggiore impegno e che le nazioni europee, Italia inclusa, spendano di più, recuperando il terreno perduto.

    Per l'Italia dobbiamo avere una capacità militare che unisca la difesa da ogni tipologia di attacco e per la quale necessitano armi, come le batterie anti missile, sempre aggiornate e diffuse sul territorio, come ci sta insegnando la guerra in Ucraina, ma anche un capacità offensiva per piccole azioni militari a difesa dei nostri interessi nazionali, come il salvataggio di nuclei di italiani circondati da una rivolta in territorio straniero, la difesa dei confini dalle invasioni sia armate che falsamente pacifiche dei clandestini sbarcati dalle ong, la tutela di impianti industriali di aziende italiane realizzati in territorio straniero e, ovviamente, eventuali aggressioni di qualche staterello in guerra perenne e quindi con un esercito addestrato e contro il quale dovremmo saperci difendere da soli, con le nostre forze, non potendo, anche e soprattutto per dignità nazionale, sempre chiedere aiuto al prossimo.

    Quindi quegli importi (ma credo che in un'ottica più ampia anche il Giappone faccia molto poco per una difesa che è interesse comune, soprattutto essendo geograficamente collocato in un'area dove, a breve, scoppierà la guerra su Formosa e non contro una Russia indebolita, ma contro una Cina da quasi due miliardi di abitanti) sono una miseria che giustifica l'ira di Trump.

    Le modalità, poi,  con le quali viene esternata una rabbia giustificata, sono altra cosa.



    13 aprile 2022

    Perchè abbiamo bisogno anche di cannoni

    Leggo una serie di critiche a Giorgia Meloni ed a Fratelli d'Italia che sfocia anche nella solita autolesionista affermazione: non voto neanche questi, mi astengo.

    Vado a guardare e le critiche hanno come base alcune posizioni che anch'io non condivido (la tiepida opposizione alla dittatura sanitaria, il sostegno all'attore comico di Kiev invece di assumere la posizione di Orban fondata sull'interesse nazionale, il ripudio di Putin e della Le Pen) ma che non considero valori tali (e neanche "valori" in assoluto) da escludere il voto a Fratelli d'Italia.

    Non sono, tanto per essere chiari, una svirgolata come la partecipazione ad un governo presieduto dal maggiordomo dell'Unione del Male, assieme ai cattocomunisti, quella sì una palese contraddizione rispetto ai Valori del Centro Destra.

    E' naturale che, anche tra simili, vi siano delle differenze di stile, di approccio, di visione, di strategia su alcuni temi.

    Che tristezza se fossimo tutti inquadrati allo stesso modo, tetragoni ad ogni spunto personale !

    Quello che conta è il quadro all'interno del quale uno si muove.

    Meno tasse.

    Blocco dell'immigrazione e respingimento dei clandestini e delle ong.

    Difesa degli interessi nazionali, in qualsiasi forma.

    Ed è proprio su quest'ultimo punto che rilevo la più ingenerosa e in questo momento anche la più diffusa delle critiche a Giorgia Meloni: quella sul sostegno di Fratelli d'Italia all'aumento delle spese militari.

    La critica diventa una equazione: più spese militari, più armi all'attore comico di Kiev.

    Non è così.

    Se vogliamo difendere gli interessi nazionali, ma anche i nostri confini, occorre sì, certamente, un governo che manifesti tale volontà come NON fa Draghi che con la Lamorgese ha confini colabrodo.

    Ma è necessario anche avere gli strumenti per difendere la nostra Sovranità e Indipendenza nei confronti delle pretese straniere, dalle ong con i loro clandestini che ci scaricano quotidianamente, ma anche verso le aggressioni a nostri pescherecci da parte di Tunisia e Libia o la difesa degli interessi delle società italiani che svolgono attività imprenditoriale in tanti paesi stranieri con disordini interni.

    L'Italia, leggevo oggi, è nel "G6" degli stati che producono e vendono armi di qualità e sarebbe paradossale se le nostre Forze Armate fossero mantenute solo per le parate e le Frecce Tricolori.

    Quindi ben venga l'aumento delle spese militari finalizzate a supportare gli interessi nazionali in ogni parte del mondo, perchè, come ha giustamente affermato la Meloni ieri da Giordano (e il clippino circola su Twitter come se fosse un'accusa alla Meloni, quando invece è tutto a suo onore !) se non ci armiamo, demandare ad altri la difesa dei nostri interessi, costa.

    Perchè nessuno stato ci difende gratis.

    E la sudditanza di Draghi, che si è messo a menar fendenti verbali contro Putin e la Russia per compiacere Biden, ne è la dimostrazione più lampante.

    27 marzo 2022

    Si vis pacem, para bellum

    Il dibattito politico interno sembra mostrare qualche sussulto grazie al timore di Conte di prendere pochi voti per la elezione del capo dei cinque stelle.

    Così l'ex presidente del consiglio per caso cerca di distinguersi proclamandosi contrario all'aumento al 2% del Pil delle spese da destinare alle Forze Armate.

    Ancora una volta Conte dimostra di essere inadeguato (eppure temo che continuando con Draghi lo rimpiangeremo !!!) al ruolo svolto o a quello cui ambisce.

    Se l'Italia vuole avere un ruolo che non sia subalterno e di mera esecutrice delle decisioni altrui, deve crearsi una sua autonomia che deve essere alimentare, energetica, monetaria, ma anche militare.

    Il problema non è il giusto aumento delle spese militari al 2%, ma l'invio delle armi ad un belligerante, che ci schiera sul fronte.

    Il problema sono le sanzioni verso l'altro belligerante che fanno venire meno ogni equidistanza.

    Il problema sono le scelte da sudditi di Draghi e Mattarella, ancor più gravi quando leggiamo le demenziali parole di Biden (che costringono il Deep State di Washington a metterci pezze su pezze) sulle quali Draghi si appiattisce.

    Una piccola nazione, ma orgogliosa e con un Leader consapevole di avere l'obbligo morale e materiale di perseguire l'interesse del suo Popolo e non quello delle consorterie finanziarie dei Soros e dei Gates veicolate tramite i Biden e i Macron, l'Ungheria, ha risposto a muso duro a Zelensky che voleva coinvolgerla nella guerra.

    Ha rifiutato il transito delle armi per il suo territorio e non si è messa in prima fila per ululare contro Putin, la Russia e le sue forniture di gas perchè "Non siamo ucraini, non siamo russi, siamo ungheresi. Da che parte sta l'Ungheria? L'Ungheria è dalla parte dell'Ungheria".

    E' così che si fanno gli interessi del proprio popolo, a differenza del governo Draghi che sicuramente non fa i nostri interessi.

    Il prossimo inverno gli ungheresi sono certi di potersi riscaldare, noi no.