Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com
Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

17 febbraio 2009

Sicurezza bene primario

Stiamo vivendo un deja vu.
Nel 1994 Berlusconi, dopo aver sconfitto la “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto si trovò ad affrontare gli ostacoli frapposti da Scalfaro e, quindi, il voltafaccia dei due presidenti delle camere e della Lega.
Nel 2001 il percorso del Premier fu rallentato da Ciampi, dal suo puntare i piedi e da un presidente della camera che giocava soprattutto per se.
Nel 2008 e 2009 si ripete la storia.
La maggioranza popolare che ha riportato Berlusconi al potere viene svilita dalle resistenze della casta che, in questa occasione, ha le sembianze di un Fini che sembra essere stato eletto nel pci/pds/ds/pd ma, soprattutto, di un Napolitano che, anche fisicamente, somiglia più ai vecchi dirigenti del Pcus quando partecipavano alle manifestazioni per la “rivoluzione d’ottobre” e per il 1° maggio, che ad un moderno presidente di una repubblica occidentale.
Napolitano, come i suoi non compianti predecessori Scalfaro e Ciampi, supplisce alla inconsistenza intellettuale, progettuale e politica dell’opposizione (teniamoci caro Veltroni come capo della sinistra, perché non avremo un avversario così perdente come lui !).
Naturalmente non supplisce con un programma, ma solo con il continuo cavillare sui provvedimenti del governo.
Così si rifiuta, aprendo oggettivamente una crisi istituzionale, di firmare il decreto che avrebbe salvato una giovane donna disabile da una atroce morte per fame e per sete e, adesso, nonostante la grave situazione della sicurezza, impedisce il dispiegarsi di un decreto con innovazioni qualificanti come le ronde dei cittadini (che avrebbero però senso solo se armate) e la facoltà (che dovrebbe trasformarsi in obbligo) per i medici di denunciare i clandestini.
A questo proposito è necessario smascherare le bugie propagandistiche di quanti sono contrari a contrastare efficacemente l’immigrazione illegale, a cominciare da alcuni settori della Chiesa Cattolica – per non parlare delle chiese protestanti – insorti contro un provvedimento che, invece, è solo una pallida idea di ciò che dovrebbe essere fatto.
Se uno qualsiasi di noi si reca al pronto soccorso con un occhio nero e il naso rotto, che succede ?
Il medico di turno ci cura, prende le nostre generalità e poi comunica il fatto al posto di Polizia, con tanto di nome, cognome, dati anagrafici e indirizzo di residenza.
E’ obbligato a tale incombente perché la mia situazione fisica fa presupporre la notizia di un reato.
Perché allora dobbiamo limitarci ad aprire alla sola “facoltà” e non ad obbligare il medico di turno quando cura un clandestino ?
A maggior ragione con l’istituzione del reato di ingresso clandestino in Italia, sia pur punito solo con una ammenda e non con il carcere.
Il medico cura l’illegale, ne prende le generalità e l’indirizzo di residenza in Italia e, poi, presenta denuncia alla Polizia: dov’è lo scandalo ?
L’unico scandalo
è nei confronti di chi chiude gli occhi e guarda da un’altra parte, mentre la nostra Patria viene invasa da elementi poco raccomandabili e senza che abbiano un lavoro, un alloggio che consenta loro di vivere dignitosamente senza delinquere.
Lo scandalo sta nell’ostacolare ogni politica di rigore e di sicurezza, nel nome di una ideologia e per dare ossigeno ad una opposizione allo sbando, che ridurrebbe i fenomeni di violenza recentemente aumentati e che creano allarmismo sociale e provocano, non essendo contrastati adeguatamente, la ovvia reazione – a volte sopra le righe – della popolazione civile.
Lo scandalo è condannare o perseguire chi si difende sparando ai rapinatori ed ai ladri.
Lo scandalo è non capire che è necessario ripristinare ordine e sicurezza in Italia e che tanto più a lungo si indulge nel lassismo, tanto più violenta e dura sarà la reazione e il ripristino di quell’ordine e di quella sicurezza che, prima o poi, riconquisteremo, in un modo o in un altro.
Dispiace che la Lega, ancora una volta, abbia accettato di rimuovere da un decreto legge, solo per compiacere Napolitano, un punto qualificante come le ronde dei cittadini.
Auspico che questo sia solo un arretramento tattico per arrivare a ronde armate e all’obbligo per i medici di denunciare gli illegali.

Entra ne

8 commenti:

Nessie ha detto...

"Dispiace che la Lega, ancora una volta, abbia accettato di rimuovere da un decreto legge, solo per compiacere Napolitano, un punto qualificante come le ronde dei cittadini".

La peggior censura è l'AUTOCENSURA. Loro la faccenda delle ronde la dovevano mettere comunque. Poi sarebbe stato Napolitano, semmai a farci la solita figuraccia, rifiutando.
Inoltre non ho apprezzato l'idea di Maroni di mettere poliziotti romeni, con la scusa della lingua, a collaborare per l acattura di altri delinquenti romeni: la considero UNA CESSIONE DI SOVRANITA'

Valerio ha detto...

certe inesattezze non puoi che dirle con malafede:

1) la Englaro non è morta di fame e di sete ma per sospensione di cure mediche. E' inutile che continuiate a menarla con sta storia, non le sono stati tolti "acqua e pane", ma (tra l' altro) soluzione fisiologica e farmaci che le sono sempre stati somministrati per mantenerla artificialmente in vita. Nessuno che venga alimentato ed idratato forzatamente riceve solo acqua e nutrienti, riceve medicinali

2) il presidente della Repubblica non può firmare un decreto che va contro una sentenza definitiva della magistratura

3) i medici sono obbligati a denunciare alle forze dell' ordine solo i casi di ferimento da arma da fuoco, perché quella è notizia di reato. Un occhio nero in nessun caso rappresenta notizia di reato, a meno che non ci sia una denuncia, raccogliere la quale non è ovviamente il lavoro del personale sanitario.


Prima di parlare, informati.

sinedie ha detto...

@VALERIO- Certe cose puoi affermarle solo per difendere l'indifendibile.
1. Eluana è morta per la mancata assunzione (forzata visto le condizioni) di acqua e cibo; le medicine che le venivano somministrate c'entrano solo nella misura in cui le dosi di morfina sono state aumentate fino a causare una tale depressione dei centri respiratori da farla morire più in fretta.
2. Napolitano poteva firmare benissimo ma gli mancavano i coglioni per affrontare poi la querelle con i suoi amici di fede e con i magistrati di cui tutti hanno una paura folle in Italia (chissà perchè...)
3. Se lo stato delle ferite lacero contuse di una persona è tale da far supporre una lite violenta o una serie di percosse gravi il medico deve comunicarlo al posto di polizia del pronto soccorso. Vorrei tanto capire chi stai cercando di difendere e perchè; non venirmi a raccontare la favoletta della libertà di coscienza del medico per favore.
SINEDIE

Valerio ha detto...

sinedie:

1) no, non è così. parla con un qualunque operatore del settore e te ne renderai conto.

2) no, Napolitano non poteva firmare, in Italia una sentenza passata in giudicato in terzo grado non può essere sospesa o non applicata. Si può discutere sulla liceità della sentenza, al massimo, o sulla stupidità di un governo che se ne fotte per 2 anni abbondanti per ricordarsene all' ultimo minuto (anzi, quale stupidità: un gretto e meschino calcolo di ritorno d' immagine)

3) nel post si parlava di occhio nero, non di ferite lacero contuse tali "da far supporre una lite violenta". E ti ripeto che per legge il medico è obbligato a segnalare alla polizia ferite da arma fuoco.
Libertà di coscienza del medico? non sono d' accordo. Il medico è un professionista che svolge un servizio pubblico, e non c' è coscienza che tenga, è tenuto a fare il suo lavoro, fosse anche somministrare una pillola contraccettiva. Se non sta a posto con la sua coscienza cambia lavoro, non la professione di medico.

sinedie ha detto...

@VALERIO- Quando le posizioni sono così lontane discutere diventa uno sprecio di energie per entrambi. Siamo mossi da intenti diversi e diversissimi concetti di società. Io non voglio irregolari fra i piedi e oserei pretendere di essere padrone a casa mia di vivere secondo gli usi e le leggi di una civiltà millenaria. Questo per me è un punto fermo non barattabile: vale per Eluana e amaggior ragione per il problema clandestini. SINEDIE

Massimo ha detto...

1) Nutrimento e idratazione. Tanto che Bonino e Pannella stanno ora cercando di convincere che mangiare e bere è una cura ...
2)Napolitano doveva firmare. Non spetta a lui giudicare se una legge è o meno incostituzionale. E' una pregiudiziale che deve votare il parlamento e, semmai, un conflitto che deve essere sollevato nelle opportune sedi. Se Napolitano non vuole firmare un provvedimento del governo ha una sola scelta: dimettersi.
3) Prova a finire in ospedale con un occhio nero e il naso rotto e poi sappimi dire se non arriva subito il piantone di turno.

Valerio ha detto...

@sinedie: che c' entrano gli irregolari adesso? qua stiamo parlando d' altro. anche io voglio essere padrone a casa mia, e per di più, voglio e pretendo d' essere padrone di me stesso e della mia vita, compresa la facoltà di decidere se accettare o meno *cure* (perché di cure si trattava, non acqua e cibo, andate a parlare con un qualsiasi medico...). Uno dei migliori prodotti della nostra civiltà millenaria è il diritto all' autodeterminazione e non sarà certo un branco di cafoni clericali (Gasparri è arrivato ad accusare Beppino Englaro di strumentalizzare sua figlia!! e quei merdosi che nei suoi ultimi tre giorni hanno avuto la faccia di culo di mettersi a piangere in parlamento?! come se fossero mai andati a trovarla, in questi 17 anni....).
Ad ogni modo se ritieni che parlare con persone che la pensano diversamente da te sia uno spreco di tempo, mettiti a parlare davanti allo specchio e tanti auguri. Solo gli stupidi concordano su tutto; le persone di buon senso possono solo guadagnarci dal confronto con chi la pensa diversamente da loro.

@Massimo
1) Eluana Englaro non era semplicemente sotto "nutrimento e idratazione". Veniva costantemente irrorata di farmaci atti a non far disfacere il corpo, in primis i muscoli, che comunque dopo 17 anni erano già andati. Se per assurdo si fosse risvegliata ed avesse provato ad alzarsi, il suo corpo avrebbe semplicemente collassato su se stesso. Bastano un paio d' anni di immobilità in un letto, e tutte le strutture non ossee vanno a farsi fottere. Senza quei medicinali sarebbe morta già anni fa per un vero e proprio collasso fisico
2) Napolitano non doveva firmare, non era tenuto a farlo, è sì lui che deve rigettare una legge anticostituzionale, ed è anche la persona che deve garantire l' equilibrio dei poteri dello Stato. Il parlamento non è superiore alla magistratura, ed in Italia ciò che viene deciso dalla magistratura in terzo grado passa in giudicato e non può essere controvertito *da nessuno*. Cercate di capire sta cosa!! La mossa del governo è stata strumentale, perché in questi ultimi 15 anni, da quando è in politica Berlusconi, il centrodestra ha avuto ANNI per colmare il vuoto legislativo relativo al testamento biologico (di cui si parla in Italia già dagli anni 70). Abbiate almeno l' onestà intellettuale di riconoscere che il governo ha meschinamente ed opportunamente strumentalizzato una vicenda umana terribile per provare a far passare una forzatura incredibile.
3) posso parlare di ospedali e contusioni con molta più cognizione di causa di te, ne vedo a decine ogni settimana e ti ripeto che il medico è OBBLIGATO a segnalare alla polizia i casi di ferimento da arma da fuoco, e stop!! Oltretutto il "piantone di turno" non esiste ma c' è il posto di polizia all' interno dell' ospedale...

Massimo ha detto...

Valerio qui continui a ripetere la propaganda radicale.
Ti confermo tutti i punti elencati. In particolare il presidente della repubblica non ha alcun titolo per una valutazione di costituzionalità di un provvedimento.
Abbiamo comunque capito che le posiizoni sono inconciliabili, visto che non vi è neppure convergenza sui fatti sui quali basare le rispettive tesi.