Le elezioni, con truffa finale, in Brasile, quelle in Serbia e sicuramente anche quelle di domani in Israele, confermano quello che già si è visto e che, nel nostro piccolo, abbiamo in Italia: siamo divisi a metà.
Almeno nelle nazioni occidentali (tali per concetto, quindi anche quelle asiatiche e oceaniche che hanno adottato il nostro modello di vita civile e politico) ma penso che se anche cinesi, cubani, iraniani, nord coreani e gli altri popoli oppressi da regimi tirannici potessero liberamente organizzarsi ed esprimersi, si dividerebbero come ci dividiamo noi.
Siamo due metà, quindi, di uno stesso mondo ma inconciliabili, impossibile trovare Valori in comune, impossibile concordare su un qualsiasi progetto per presente e per il futuro, come è impossibile trovare un punto di contatto nelle analisi della cronaca e persino negli eventi storici.
Siamo destinati a confliggere e solo la paura di venire sottomessi e di doversi adattare ad un vincitore che rappresenta l'opposto di tutto ciò cui crediamo, ci impedisce di far deflagrare un conflitto che è nei fatti.
Se il mondo avesse ancora un'America da scoprire e da colonizzare, ecco che, come fecero nel XVI e XVII secolo tanti europei, potremmo dire che una delle parti in conflitto potrebbe costruire una nuova entità in una nuova terra.
Analogamente, se Star Trek fosse una realtà, potremmo pensare di trasferirci, o noi o loro, in un pianeta che abbia le stesse caratteristiche della Terra.
Purtroppo non si possono trasferire miliardi di persone, che si incrociano nello spostamento, visto che una pur limitata esperienza similare, quando nel 1948 l'India ottenne l'indipendenza dall'Inghilterra e si formò anche il Pakistan, non è stata molto felice.
Ma sarebbe la scelta più civile e più produttiva.
Avremmo una metà della Terra governata da cattocomunisti, islamici, assistenzialisti e una metà governata da liberisti, sovranisti, nazionalisti.
Un sogno e la mia idea è che i primi farebbero fallimento in pochi anni e dovrebbero costruire muri, come la Germania Est, per impedire ai propri cittadini di fuggire, ravvedendosi, nell'altra metà.
Non troveremo mai un accordo tra le due metà e quindi è da ripensare il sistema democratico, perchè ogni metà possa avere, anche all'interno di ogni singola nazione, quello che desidera e quindi merita.
Un sistema di governo duale, una sorta di nuovo consolato come quello che fece grande Roma, in cui i due consoli erano definiti "anziano" e "giovane", si alternavano nelle campagne militari e nella gestione civile nell'Urbe, rappresentavano, il più delle volte, due differenti strati della società romana.
Così ognuno non dovrà più pagare i capricci di altri e invece si pagherà i propri, diventando causa del suo bene o del suo male.
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