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06 luglio 2022

In ginocchio da te

Draghi è un fan di Gianni Morandi, del Gianni Morandi di annata, di quegli anni Sessanta in cui cantava "In ginocchio da te".

Così, dopo aver interpretato il ruolo del cavaliere impavido che difendeva la pulzella di Bruxelles dal "dittatore" Erdogan, eccolo precipitarsi con la crema del governo da Erdogan, non più dittatore, non più massacratore di curdi, non più tiranno all'interno e sessista ovunque.

Lo schifo che, quotidianamente, ispira Draghi è inenarrabile, non serve neppure commentare, perchè lo sputtanamento se lo autoinfligge.

Adesso aspettiamo che vada in ginocchio anche da Putin, considerando che ci hanno affibbiato l'adozione del Donbass per la ricostruzione.

Un territorio che, prima di poter sviluppare ogni ricostruzione con i relativi affari, dovrebbe essere recuperato dall'Ucraina (e i Russi staranno a guardare ?).

A meno che Draghi non si prepari all'ennesimo salto trasformista, recandosi in ginocchio da Putin dopo averlo già fatto con Erdogan.

Tanto, ormai, la sua credibilità è pari a quella di Mario Monti e, assieme, non fanno la temperatura sulla superficie esterna di Plutone.

09 aprile 2021

Draghi avrebbe fatto miglior figura continuando a tacere

La conferenza stampa di ieri di Draghi è la conferma della saggezza popolare: un bel tacer non fu mai scritto.

Almeno due esternazioni del presidente del consiglio appaiono decisamente fuori luogo e indice di una incapacità di fondo a calarsi nel ruolo cui è stato nominato.

La prima è la definizione di "dittatore" affibbiata incautamente ad Erdogan, facendo il primo della classe, quando nessun governante dell'unione sovietica europea, più accreditato di Draghi perchè eletto e non nominato come lui, ha espresso.

Ha gioco facile la Turchia a ricordare a Draghi di essere stato calato dall'alto, mentre Erdogan non solo è presidente della Turchia per volontà popolare, ma si è sottoposto negli anni a ripetuti esami elettorali, tutti vinti, scontando anche la persecuzione giudiziaria di chi aveva cercato di metterlo fuori gioco rendendolo ineleggibile.

Draghi non vanta nulla di tutto ciò, avendo sempre ricoperto ruoli nei quali è stato chiamato per cooptazione o nomina da parte dei governi.

La seconda topica di Draghi, che lo riporta al livello di qualsiasi travet della politica, è la sua affermazione di stima verso Speranza, nonostante la catastrofe sanitaria malamente gestita da questo esponente comunista che non si sa quale professione abbia mai svolto.

E' evidente che chi stima uno come Speranza dimostra di non essere persona da stimare.

Draghi non avrebbe certo potuto dire che non ha fiducia in Speranza, ma avrebbe potuto risparmiarsi un simile avallo che Andreotti, cui Draghi si ispira nell'eloquio, non avrebbe mai concesso.

Mi sembra che ci siano abbastanza argomenti perchè la Lega esca dal governo e torni a fare una durissima opposizione assieme a Fratelli d'Italia: il 2023, con la sua ordalia elettorale, si avvicina !