Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com
Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva
Visualizzazione post con etichetta Festa Nazionale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Festa Nazionale. Mostra tutti i post

03 giugno 2024

Troppe festività, nessuna Festa Nazionale

7 gennaio, Festa del Tricolore: pistolotto di Mattarella.

17 marzo, anniversario della proclamazione del Regno d'Italia dopo quasi 1500 anni in cui fummo divisi in staterelli: pistolotto di Mattarella.

21 aprile, Natale di Roma: pistolotto di Mattarella ... non pervenuto.

25 aprile, fine della seconda guerra mondiale: pistolotto di Mattarella.

1 maggio, festa dei lavoratori: pistolotto di Mattarella.

2 giugno, anniversario del referendum tra Monarchia e Repubblica: pistolotto di Mattarella.

4 novembre, Giornata delle Forze Armate così chiamata perchè non è più politicamente corretto ricordare la Vittoria nella Grande Guerra: pistolotto di Mattarella.

31 dicembre, ultimo dell'anno: megapistolotto di Mattarella a reti unificate.

E poi ogni giorno, dedicato a questo o a quello se non a più questi e più quelli: pistolotti di Mattarella, in video, in voce, in presenza, in messaggi cartacei scrupolosamente letti da tutti gli annunciatori radio televisivi.

Questo non è un commento critico verso le melliflue, continue esternazioni di Mattarella che, venendo meno al suo ruolo super partes, si schiera e si schiera con la evidente consapevolezza e volontà di frapporre ostacoli al Governo eletto dai cittadini Italiani.

No, di Mattarella abbiamo ormai capito tutto, sappiamo che è ostile al Centro Destra e cerca continuamente di fare lo sgambetto al Governo Meloni, quindi sapendolo, conoscendolo, lo teniamo nella considerazione che merita.

Questo commento è invece una bottiglia lanciata nell'oceano per contestare la quantità eccessiva di festività e ricorrenze che si celebrano in Italia.

E non ho citato gli anniversari di morti, nascite, eventi vari (soprattutto disgrazie).

Con così tante feste nazionali e ricorrenze varie, manca una vera, unica, condivisa, Festa Nazionale che rappresenti, almeno simbolicamente, quella Unità che non c'è tra la popolazione.

Non si può ogni santo giorno, riciclare lo stesso messaggio, ripetendo alla nausea gli stessi concetti a volte con le stesse parole.

Basta !

Decidete un giorno, uno solo !, in cui celebrare la Festa Nazionale di tutti gli Italiani e che tutto sia concentrato lì.

Potrebbe andare bene, visto che ognuno ha il suo giorno prediletto, la sua festività civile che supera ogni altra, l'estrazione a sorte di un giorno qualsiasi del calendario da proclamare solo e unico giorno di Festa Nazionale.

Ma smettiamola di renderci ridicoli celebrando con comica seriosità, tre, quattro, cinque e più giorni.

02 giugno 2010

Feste nazionali: la quantità a scapito della qualità

Approfittando della giornata infrasettimanale di vacanza, ho continuato a mettere mano nel riordinare carte, librerie e cantina.
Come al solito ho acceso la radio, come sempre su radio uno (solo in montagna, quando guido, ascolto radio 24 perchè non riesco a captare radio uno) .
Un fiume di parole, un'orgia di retorica celebrante il 2 giugno, in memoria del referendum che portò l'Italia alla repubblica e, arbitrariamente, come “Festa delle Forze Armate” che io mi ricordo molto più appropriatamente fissata, una volta, al 4 novembre.
L'europarlamentare leghista Matteo Salvini ha proposto l'abolizione del 2 giugno e, se la memoria non mi inganna, in effetti il 2 giugno, alla fine degli anni settanta, fu ricompreso tra le “ex” festività.
La proposta di Salvini non mi lascia indifferente per una serie di motivi.
Innanzitutto perchè trova sempre più credito la denuncia che il famigerato referendum istituzionale del 2 giugno 1946 sia stato soggetto a brogli a favore della repubblica ai danni della monarchia destinata alla sconfitta comunque avessero votato gli Italiani.
Se così fosse, oggi al Quirinale dovrebbe risiedere un Savoia e avremmo un re, Vittorio Emanuele IV: nulla di esaltante (anzi ...) ma sempre meglio di un comunista (anche se il mio candidato come Re d'Italia resta Silvio Berlusconi …).
Non che la questione istituzionale sia essenziale, ma mi sembra un po' ipocrita festeggiare un qualcosa sorto da un probabile imbroglio.
Del resto anche sui plebisciti che annessero l'Emilia e il Veneto al Regno di Sardegna creando quindi il Regno d'Italia, cioè quella Unità di cui, con la solita roboante retorica, si è già iniziato a festeggiare il 150° anniversario, crescono le interpretazioni che ne denunciano i possibili brogli ed è singolare che sulle celebrazioni che maggiormente impegnano l'inutile oratoria dei politici cali il dubbio dell'imbroglio o della manipolazione storica.
Forse è quel che si merita una Nazione, altrimenti gloriosa, che meriterebbe non una pletora di festività nazionali, per ognuna delle quali si ripetono i soliti pistolotti retorici, ma una e una sola giornata che sia autentica Festa Nazionale, unificante e sentita come accade negli Stati Uniti il 4 luglio o in Francia il 14 dello stesso mese.
Poi liberi tutti di celebrare le ricorrenze che maggiormente rappresentano i loro sentimenti di parte.
Nella recente storia d'Italia la data che maggiormente potrebbe rappresentare tale Unità è il 4 novembre, in memoria dell'unica Vittoria delle nostre Forze Armate in una grande guerra e del ricongiungimento alla Madre Patria di Trento, Trieste e Istria.
Ma, forse, sarebbe meglio che, anche per chiarire quali sono le nostre radici, la Festa Nazionale unica e legittima, sia il 21 aprile, Natali di Roma.
4 novembre o 21 aprile, purchè si decida di fissare una e una sola Festa Nazionale, perchè la quantità debordante danneggia il significato e l'impatto del richiamo.

Entra ne

04 novembre 2007

4 Novembre 1918: l’unica Vittoria delle Armi Italiane

89 anni fa “ I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza”.
Fu Vittoria per l’Italia, fu Vittoria per il Popolo Italiano che risorse dopo la tragedia di Caporetto, fu anche l’unica Vittoria delle Armi Italiane dopo quelle che potremmo rivendicare come loro eredi diretti, delle Legioni di Roma.
A memoria, di imprese belliche italiane, non ne ricordo.
Abbiamo avuto condottieri di valore come qualche Savoia o Cesare Borgia, ma di imprese d’Armi non ce ne sono, a meno di considerare tale la famosa “disfida di Barletta” dell’inizio del 1500 che però, fu solo una “Giostra” tra un numero limitato di guerrieri Italiani e francesi.
Le stesse Guerre di Indipendenza segnano non la vittoria delle Armi italiane, ma della capacità di tessere alleanze “giuste”.
Napoleone soffocò l’unica Repubblica (quella “Serenissima” di Venezia) che, sotto un certo aspetto, poteva essere considerata interamente “italiana” per poi venderla agli austriaci.
I moti del 1821 e del 1831 furono soffocati senza particolari sforzi dagli austriaci.
La prima guerra di Indipendenza nel 1848 fu una Waterloo per le Armi piemontese (“italiane”).
Nel 1859 e nel 1866 vincemmo grazie all’alleanza con i francesi prima e i prussiani poi.
L’avventura dei “mille fu aiutata dagli Inglesi le cui cannoniere protessero la vulnerabilissima flotta di Garibaldi che, poi, trovò il burro in armi “italiane” dei Borboni.
Roma capitale arrivò quando i francesi ebbero da pensare ad altre grane.
Nelle Guerre Coloniali arrivammo buoni ultimi (e anche con sconfitte cocenti, poi vendicate durante la Conquista dell’Impero, unica altra Vittoria degna di nota delle nostre Armi ma più che per la forza del nemico, per l'aver affermato un principio sul diritto dell'Italia a partecipare alla pari con le altre nazioni alla storia coloniale).
La seconda guerra mondiale fu una sconfitta pesantissima ed a nulla vale la manipolazione comunista che ha messo il cappello su una vittoria che fu solo e soltanto Anglo Americana.
Non ci resta che la Prima Guerra Mondiale, la Grande Guerra.
Una guerra che vide il sacrificio di molti italiani.
Mi ricordo che, negli anni sessanta, venivano trasmessi, per la “TV dei ragazzi” ma non solo, sceneggiati, rievocazioni, della guerra di trincea, per arrivare al 4 novembre, alla Vittoria.
Le caserme erano aperte al pubblico e io, bambino, aspettavo con ansia che mio padre mi accompagnasse a vedere i carri armati (non sapendo che, poi, il servizio di leva mi avrebbe proprio affidato il ruolo di Capo Carro in un Leopard nell’Arma di Cavalleria: nella foto il giorno del Giuramento).
Era e per me rimane la Festa della Vittoria.
Ed è con disgusto che sento parlare di “Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate” tralasciando la parte più gloriosa, cioè l’evento bellico, che ci ha visto, per l’unica volta vincitori.
E’ un classico della sinistra, sminuire i fatti che possono spingere a creare sentimento, vero sentimento, non la demagogia parolaia della retorica quirinalizia, nazionale e nazionalista.
Per questi motivi sono lieto che il sondaggio da me proposto nel mese di ottobre, abbia dato la Vittoria, nella scelta di una giornata che sia Festa Nazionale (non possiamo avere troppe feste nazionali, ne basta una, vera) al 4 novembre.
Certo, come rilevato da alcuni commentatori, nell’elenco, necessariamente ridotto a causa del sistema blogspot, mancavano alcune date (21 marzo, 21 aprile) ma ho inserito quelle ricorrenze che potevano caratterizzare la Festa Nazionale.
Naturalmente non può essere Festa Nazionale una ricorrenza che divida: 28 ottobre (giunta seconda), 25 aprile (quarta) e neppure il 2 giugno (quinta) che, ormai, sempre più storici reputano una grandissima truffa elettorale.
Il divario di “voti” tra le varie ricorrenze deriva, essenzialmente, dal “pubblico” del blog: ovvio che il 28 ottobre riscuota più consenso del 25 aprile o del 2 giugno.
Non era affatto ovvio (e non me lo sarei aspettato) il terzo posto e con molti voti (82 il 20%) della Festa del Tricolore.
Una festa recentissima che credevo poco sentita, forse perché, non appartenendo alla mia memoria storica, non la “sento” come Festa, del resto, a differenza delle altre, non è mai stata giornata festiva.
Credo che il 7 gennaio sia una scelta di molti lettori giovani, cresciuti e influenzati dalla pubblicità che è stata creata attorno a quella ricorrenza.
Ed in effetti può essere una festa di tutti.
Ma rimango sempre dell’idea che una Festa Nazionale debba celebrare anche un evento d’Arme, un evento glorioso, una Vittoria.
Cosa può offrire di meglio, la storia d’Italia, se non il 4 novembre 1918, Festa della Vittoria, Festa Nazionale che potrebbe con pieno diritto essere il parallelo italiano del 4 luglio americano ?

SEGNALAZIONE: Mi piace segnalare il post odierno di Ares , che quoto e straquoto.
Non parla del 4 novembre, ma dell’attualità e della sicurezza dei cittadini
.

Entra ne