Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com
Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva
Visualizzazione post con etichetta 4 novembre 1918. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 4 novembre 1918. Mostra tutti i post

04 novembre 2025

4 Novembre: Festa della Vittoria


Sì, lo so che il 4 novembre è stato declassato a Festa dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, due aspetti ugualmente nobili e importanti per l'Identità Nazionale, ma io preferisco ricordare il 4 novembre come Festa della Vittoria nella Grande Guerra, istituita, con tale denominazione, nel 1922 per celebrare la Vittoria dell'Italia contro l'Austria ed onorare i 600mila soldati Italiani caduti per la Patria.

La trasformazione con la dicitura odierna e la giornata che resta lavorativa è nel solco di quella postura da sottomessi che ha fatto inorridire i "benpensanti", oggi tutti a sinistra, perchè Trump ha ripristinato il vecchio nome di Segretariato alla Guerra l'ex Segretariato alla Difesa.

Ignorare che avere Forze Armate addestrate, pronte, anche numericamente e non solo come preparazione ed armamenti, a difendere gli Interessi Nazionali, è un tutt'uno con la difesa della nostra Libertà, Benessere e Sicurezza, fa parte di quell'approccio rinunciatario fondato, quando è in buonafede ..., sull'illusione di avere a che fare con interlocutori civili come noi.

Ricordare quindi il 4 novembre come Festa della Vittoria diventa il minimo sindacale per una Nazione che voglia affermare la propria Identità, le proprie Radici che hanno fatto Storia e Cultura.

Forse qualcosa sta cambiando nella percezione generale e quello che accade in altre nazioni, come l'Inghilterra (ma anche come potrebbe accadere negli stessi Stati Uniti di Trump se dovesse essere eletto un islamico come sindaco di New York: il crollo inglese è iniziato proprio con l'elezione di un islamico a sindaco di Londra !), potrebbe aiutarci ad evitare di sprofondare come sta accadendo loro.

E' quindi opportuno ricordare in modo appropriato, per quello che è stato e non per quello che le anime belle vogliono proiettare in modo edulcorato e "inclusivo", il 4 novembre.

04 novembre 2024

Una data dimenticata

Oggi è il 4 novembre e ricordo quando, bambino, mio padre mi accompagnava a visitare una vicina caserma e rimanevo affascinato dai carri armati, che mi apparivano enormi ed invincibili, senza sapere che poi, il servizio militare, meno di venti anni dopo, lo avrei proprio svolto sui carri armati, anche se si chiamava Cavalleria.

Il 4 novembre si ricordava la Vittoria nella Grande Guerra, la rotta del nemico austriaco del 1918 e il ritorno all'Italia di Trento e Trieste (e poi Fiume).

Era un momento di gioia, forse intriso di un pizzico eccessivo di retorica, che, però, male non faceva e non fa mai, perchè tutto ciò che esalta la Patria e la Nazione è sano e positivo.

Poi arrivarono i socialisti al governo, i pacifinti, i politicamente corretti e la Festa venne prima spostata alla domenica con la scusa di recuperare giorni lavorativi e aumentare la produttività, quindi venne cambiato il nome per arrivare a quello odierno di "Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate".

Così anche la seconda - prima in ordine di tempo - delle due vittorie belliche dell'Italia unita, l'Italia del dopo Roma e dopo Venezia, è caduta nell'oblio.

L'altra Vittoria, quella contro l'Etiopia nel 1936, è da tempo condannata alla damnatio memoriae perchè conseguita dal perfido regime fascista.

Eppure una Nazione ha bisogno di vittorie belliche, ha bisogno di esaltare anche le sue capacità militari e non solo quelle pedatorie.

Abbiamo sempre bisogno di esempi, dagli Eroi Risorgimentali a quelli della Grande Guerra e della conquista dell'Impero.

Non vorrei che oscurare il 4 novembre come Festa della Vittoria nella Grande Guerra, serva solo a crescere generazioni imbelli che verranno fagocitate e sottomesse senza combattere dagli invasori clandestini quando questi si sentiranno abbastanza numerosi e forti per tentare di riuscire in quello in cui fallì Spartaco.


04 novembre 2023

4 Novembre: Festa della Vittoria, Festa della Nazione

La ricorrenza del 4 novembre è, per me, l'unica degna di assurgere a Festa Nazionale.

Il 4 novembre del 1918 si concluse, infatti, con una definitiva vittoria militare contro gli Austriaci, il percorso risorgimentale che, dopo anni in cui fummo "calpesti e derisi", riportò ad unità Il Popolo Italiano, nei confini (quasi integrali) della Nazione Italiana.

Fu una Vittoria tutta Italiana, senza l'apporto di mercenari o reparti stranieri perchè ogni nazione aveva le sue gatte da pelare in una guerra mondiale.

Inglesi e Americani, anzi, accorsero in aiuto dei francesi che, nonostante tutta la loro spocchia, le stavano buscando dai tedeschi (come poi avvenne anche nel 1939, con lo stesso copione, perchè i francesi sono molto supponenti, ma senza Inglesi e Americani sarebbero stabilmente provincia della Germania).

Anche dopo Caporetto, il fronte italiano era sottostimato dai comandi alleati e, quindi, amche la resurrezione di Vittorio Veneto fu tutta farina del nostro sacco.

Il 4 novembre andrebbe ripristinato come Festività a tutti gli effetti, recuperando un sano spirito Nazionalista che significa orgoglio delle proprie Radici, delle proprie Tradizioni, della propria Storia.

Esattamente il contrario di ciò che, anche colui che dovrebbe rappresentare tutti gli italiani, cercano di instillare, denigrando i nazionalismi, per vendere il prodotto di una sociatà senza Radici, senza Tradizioni, senza Storia.

Del resto le esternazioni di Mattarella, le polemiche dei Conte e delle Schlein contro il Governo quando si astiene (giustamente) su una risuluzione sbilanciata all'onu, quando, nonostante una burla ben riuscita, il Presidente del Consiglio dimostra di non avere lingua biforcuta e conferma le posizioni della nostra politica estera, quando davanti alla minaccia terrorista c'è chi straparla di islamofobia nonostante siano proprio gli islamici a minacciarci, quando, dimentica di essere stati assessori alla transizione ecologica in Emilia Romagna senza aver fatto nulla per contrastare le alluvioni come quella del maggio 2023, la Schlein imputa al Governo le conseguenze di una nuova tempesta di acqua, quando un ex presidente del consiglio vorrebbe spiegazioni sullo scherzo dei comici russi, quando lui autorizzò l'ingresso in Italia di militari russi durante la fase iniziale del covid, bene tutto ciò non è altro che la continuazione, con altri mezzi e con personaggi di ben più modesta caratura, della politica isolazionista, neutralista e anti italiana che socialisti e frange cattoliche contrarie allo stato unitario perchè genuflesse davanti all'idea del papa re, fecero anche nel 1914-1915, cercando di impedire l'ingresso in guerra dell'Italia e il compimento del Risorgimento.

Avremo sempre da combattere con simili quinte colonne, sempre disponibili, come già nei secoli bui seguiti alla caduta dellì'Impero Romano, a dividere l'Italia, mettendosi al servizio dello straniero, pur di conseguire un ben misero vantaggio personale.

Il 4 novembre è uno schiaffo a tutti questi e, infatti, stanno cercando di travisarne il significato, spostando il faro dalla Vittoria nella Grande Guerra, ad una generica e incolore "Festa dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate".

Invece il 4 novembre deve essere ricordato per quello che è: la Vittoria dell'Orgoglio Nazionale, di un Popolo, di una Nazione.

04 novembre 2022

4 novembre, Festa della Vittoria

Ho avuto la fortuna di compiere l'intero percorso scolastico e parte di quello universitario, prima che la metastasi del sessantotto portasse alla soppressione della festività del 4 novembre, Festa della Vittoria nella Grande Guerra.

In particolare da bambino, durante le elementari e medie, il 4 novembre era un'occasione "padre-figlio", con la visita alle caserme aperte al pubblico con noi bambini affascinati da campagnole e carri armati e, ovviamente, completamente ignaro che poi su un carro armato avrei svolto il mio servizio militare, qualche anno dopo.

Era una autentica Festa, gioiosa e partecipativa, in cui si mischiava il fascino che sui bambini hanno sempre esercitato i mezzi militari, con la Storia Patria e la Memoria dei sacrifici compiuti per portare a compimento l'Unità Nazionale, recitando il Bollettino della Vittoria del Generale Diaz la cui frase finale abbiamo imparato a memoria, senza sforzo e senza obblighi.

Era un'Italia bella, sana, pulita, con una gioventù altrettanto bella, sana, pulita, lontana miliardi di anni luce da quella composta da tossici, sballati e parassiti che spesso vediamo ciondolare nella loro inutilità per le strade o nei rave party.

Era un Popolo che aveva Valori e Tradizioni che venivano rispettate e che trainavano, con il loro esempio, una vita quotidiana sicuramente meno scintillante di quella odierna, ma più verace.

Poi arrivarono i comunisti, il cui scopo era quello di conquistare il potere e per farlo dovevano minare le fondamenta della società civile.

Non a caso il provvedimento che soppresse alcune festività civili e religiose è del 1977, quando, dopo le elezioni del 1976, si arrivò alle prime maggioranze coinvolgenti il partito comunista.

E mentre si mantennero le festività del primo maggio e quelle di gran lunga divisive del 25 aprile e del 2 giugno, si soppresse, unica festività civile, quella del 4 novembre.

Si preferì continuare a festeggiare l'anniversario di una sconfitta militare per mandare in soffitta quello di una bellissima vittoria tutta Italiana, tutta di Popolo.

Nulla vale il parziale recupero ciampiano successivo che non riuscì neppure a ripristinare la festività, ma, anzi, le cambiò ipocritamente nome in Festa delle Forze Armate e dell'Unità Nazionale.

Ma, per me, sarà sempre la Festa della Vittoria, quella che ci dimostrò che il Popolo Italiano, unito, è capace di soffrire e di vincere per far prevalere il proprio Interesse Nazionale, la propria Sovranità, la propria Identità, perchè quelli sono Valori che nessun tratto di penna, nessuno sproloquio buonista e politicamente corretto potrà mai cancellare dai nostri cuori.

04 novembre 2012

Il 4 novembre per i Marò sequestrati in India

Quando ero piccolo il 4 novembre era Festa, ma Festa - con la "F" maiuscola - per davvero.
Le caserme erano aperte al pubblico e i nostri padri ci portavano a visitare i mezzi militari, potevamo salire sui carri armati (segno del destino: poi sul carro armato avrei svolto il mio servizio militare ...) sulle jeep, i giochi di noi bambini (allora non era considerato diseducativo che giocassimo "alla guerra" e ci regalavano bellissime armi giocattolo ... non come adesso che i genitori - certi, genitori - ti guardano male se regali una pistola ad acqua, ma poi non dicono nulla se il loro pargoletto, cresciuto, picchia i professori o sfoga la sua aggressività rovinandosi la salute in vari modi, tutti devastanti) si trasformavano in "quasi" realtà.
Mi piace ricordare quei 4 novembre di una volta, quando il significato di una Vittoria non veniva calpesto dai sermoni di un vecchio comunista che con la Patria non ha nulla a che spartire, internazionalista come è sempre stato e come si dimostra nel mettere il governo della Nazione nelle mani di un gauleiter dei poteri finanziari internazionali, e non veniva confuso con altri eventi, trasformando la Festa della Vittoria, sì Vittoria in guerra, Vittoria militare, in Festa delle Forze Armate o, ancora più sfumando, in festa dell'unità nazionale, una delle tante, visto che ormai sotto quel nome passano praticamente tutte le ricorrenze e le celebrazioni civili.
Ed era una Festa vera che non avrebbe accettato che un governo lasciasse che due nostri Militari fossero rapiti e tenuti sequestrati per aver svolto il loro dovere al servizio non solo della nostra Patria, ma dell'intera comunità civile.
Ecco, questo anno il 4 novembre, Festa della Vittoria nella Grande Guerra, non può che essere dedicato ai nostri Marò, rapiti e sequestrati dagli indiani.
Se possibile onoriamoli, boicottando tutti i prodotti provenienti dall'India.




4 novembre 2005 4 novembre Festa Nazionale




4 novembre 2009 Non passa lo straniero

4 novembre 2010 4 novembre nella memoria

Entra ne

04 novembre 2011

Onoriamo la Vittoria smascherando chi tradisce

Il 4 novembre 1918 l’Italia ottenne l’unica sua importante Vittoria militare, nonostante l’ostilità e l’ostruzionismo dei socialisti di allora che comprendevano ancora quelli che avrebbero poi dato vita al partito comunista, rappresentante italiano dell’ideologia più perversa ed assassina della Storia dell’Umanità.
Quando ero un bambino mio padre mi portava a visitare i mezzi militari nelle caserme, per l’occasione aperte al pubblico e il 4 novembre era la Festa della Vittoria, senza alcuna reticenza “politicamente corretta” per chiamarla “Giornata delle Forze Armate” o “Festa dell’Unità d’Italia” (ma quante “feste” dell’Unità d’Italia ci sono ?).
Era la Festa della Vittoria, perché celebrava una Vittoria militare del Popolo Italiano, l’unica Vittoria “mondiale” che possiamo vantare nel palmares bellico dell’Italia moderna essendo le vittorie ottenute per la conquista delle Colonie, anche quella che riportò nel 1936 l’Impero a Roma, oggettivamente inferiori, vista la caratura del nemico sconfitto.
Oggi il Piave dovrebbe tornare a mormorare: non passa lo straniero.
L’azione degli eredi di quello che fu il partito socialista neutralista nel 1915, il pci/pds/ds/pd con i suoi caudatari vecchi e nuovi, rischia di far cedere una ulteriore fetta di Sovranità e Indipendenza.
L’Italia, per colpa del debito pubblico accumulato con l’arco costituzionale, è di nuovo minacciata nella sua Sovranità e Indipendenza cui, uno stolto trattato di Maastricht e l’infausta adesione all’euro, hanno già inferto un durissimo colpo, limitandole grandemente.
Ciononostante c’è chi ripropone “larghe intese” o “larghe condivisioni” , richiamando uno dei periodi più miserabili della storia contemporanea (1976-1979) tale non solo per l’aberrazione politica del compromesso storico, ma anche per la dissipazione del pubblico denaro, con la finalità di mediazione politica, in tante elargizioni clientelari.
Mentre il Premier Berlusconi combatte per conservare agli Italiani il patrimonio e i risparmi degli Italiani nei rispettivi conti correnti, c’è infatti chi trama per sostituirsi a lui e mettere di nuovo le mani sui nostri soldi.
Gli eredi di quei socialisti che si opposero all’intervento dell’Italia in guerra nel 1915 che, con la Vittoria del 4 novembre 1918 riportò in Patria Trento, Trieste, Istria e quindi Fiume, oggi, incapaci di vincere regolarmente le elezioni, confidano in un pugno di transfughi che, eletti PER “Berlusconi Presidente”, si offrono – chissà perché … – per partecipare alla congiura di palazzo, risultandone determinanti.
Il modo migliore per onorare la Vittoria del 4 novembre 1918 è non dare spazio a chi tradisce gli impegni, a chi si allea con chi vuole rapinare i risparmi degli Italiani.

4 novembre 2005 4 novembre Festa Nazionale




4 novembre 2009 Non passa lo straniero

4 novembre 2010 4 novembre nella memoria


Entra ne

04 novembre 2010

4 novembre nella memoria

Nonostante ritenga personalmente che l'Italia sia irrimediabilmente divisa e che la scelta migliore non possa prescindere da una separazione consensuale e pacifica, non solo tra Nord e Sud, ma anche e soprattutto tra cittadini di Centro Destra e quelli di sinistra, mi piace ricordare l'anniversario del 4 novembre 1918.
Oggi definito "Festa delle Forze Armate e dell'Unità d'Italia" ma che io continuo a definire "Festa della Vittoria" ricorrendo l'anniversario della Vittoria nella prima guerra mondiale, unica Vittoria degna di questo nome, dopo Roma, delle Armi Italiane unitamente alla conquista dell'Impero nel 1936.
Quel 4 novembre 1918 dimostrammo che siamo un Popolo, una Nazione, che quando riesce a remare verso un unico obiettivo, senza furbizie, ottiene risultati eccellenti perchè unisce forza alla fantasia che, oggi, da sola ci consente di restare nel gruppo dei primi.
Una giornata che più di tante altre meriterebbe di essere Festa a tutti gli effetti e che oggi possiamo onorare semplicemente apponendo un Tricolore al bavero della giacca.


Entra ne

04 novembre 2009

Non passa lo straniero

Quando frequentavo le elementari, c’era una materia chiamata, anche in pagella: disegno, recitazione e canto.
In disegno ero totalmente negato e, infatti, fu l’unica insufficienza nell’ammissione all’esame di terza media e fu anche uno dei motivi che mi spinsero verso il liceo classico.
Recitazione era il mio cavallo di battaglia.
Avevo una voce sovrastante e più che recitare, declamavo ed ero aiutato da una grande memoria.
Per fortuna perché la materia (disegno, recitazione e canto) senza la recitazione sarebbe stata per me un calvario, visto che in “canto” ero così stonato che la maestra dedicata al canto mi impose di stare zitto “sennò fai stonare anche gli altri”.
Potevo accettare il diktat (che ancora non sapevo chiamarsi così) per tutte le canzoni, tranne quelle patriottiche, che mi sono sempre piaciute e, in particolare, per la “Canzone del Piave”.
Sì, perché allora i nostri insegnanti e i nostri genitori avevano dei Valori solidi che cercarono, riuscendovi in molti casi, di trasmetterci e il Valore della Patria, della Nazione, si tramandava anche insegnando ai pargoli le canzoni risorgimentali, nazionaliste e patriottiche.
Erano inni ad un periodo sicuramente gonfiato dalla retorica ma, almeno, quel 4 novembre 1918 l’Italia vinse la sua guerra e il 4 novembre, oggi come allora, si può legittimamente festeggiare una impresa positiva tutta italiana, non certo una sconfitta durissima e l’occupazione della nostra terra ad opera di truppe straniere.
Quel 4 novembre, di cui oggi festeggiamo legittimamente il 91° anniversario, era una vittoria tutta italiana, perché nessun esercito alleato contribuì alla nostra impresa, nessun esercito straniero ancorché alleato ci aiutò nel disegnare la linea del Piave e nessun esercito straniero collaborò per sfondare a Vittorio Veneto.
A differenza, mi piace sottolinearlo, dei francesi che, pur con la loro “grandeur”, è dai tempi di Napoleone che non riescono a vincere una guerra da soli, avendo avuto bisogno degli angloamericani tanto nella prima quanto nella seconda guerra mondiale, per non parlare del flop in Algeria e nel Vietnam.
Il 4 novembre, dunque, possiamo ricordare e festeggiare una Vittoria tutta italiana, per una data che, forse, rappresenta l’unica possibilità per una Festa Nazionale unificante e tonificante.
E non sarebbe male che alle elementari riprendessero ad insegnare le nostre, vecchie canzoni patriottiche e in televisione, qualche telefilm americano in meno e riproporre invece quegli sceneggiati che rappresentavano le vicende della prima guerra mondiale.
In una epoca dove tutto ciò che è “nazione”, “nazionalismo”, “Patria”, “patriottismo” viene occultato come se fosse un male, è ora di tornare a cantare, anche stonando, che il Piave mormorava: non passa lo straniero !
E chi ha orecchie per intendere, intenda, perché mai verso di canzone fu più attuale.

Entra ne

04 novembre 2008

4 novembre 1918-2008:la Vittoria ha 90 anni

Il 4 novembre 1918 i comandanti “di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo” furono costretti a firmare l’armistizio, la resa al Regio Esercito Italiano che, dopo oltre tre anni di guerra (dal 24 maggio 1915) vinse, meritando all’Italia il ricongiungimento con Trento, Trieste e poi anche Fiume e l’Istria.
Fu la prima, più grande Vittoria della nostra Patria, la cui storia unitaria è relativamente recente che non ci consente di registrare molte vittorie militari ( a memoria, oltre alla Grande Guerra, direi la Conquista dell’Impero nel 1936, considerando che le altre nostre Colonie furono conquistate, a fatica, ma senza guerre particolarmente importanti, mentre la Seconda e la Terza Guerra di Indipendenza furono vinte soprattutto grazie alle alleanze con Francia e Prussia).
Il 4 novembre dovrebbe quindi essere una data ricordata e celebrata più di ogni altra, perché definisce una nazione che sa anche vincere, da sola, una guerra, reagendo a rovesci che avrebbero potuto metterci in ginocchio.
Purtroppo i nipotini di chi, nel 1915, si oppose all’entrata in guerra (la solita sinistra antinazionale) sono riusciti nel loro intento di relegare il 4 novembre ad una Festa di serie “b”, addirittura dirottando il giorno festivo tra le “ex” festività, preferendo celebrare una sconfitta come quella patita al termine della seconda guerra mondiale.
Eppure il 4 novembre, quando ero bambino soprattutto, ma anche per tutti gli anni del liceo, era celebrato nel modo giusto: giornata festiva a tutti gli effetti, film e sceneggiati in tema, nelle scuole i bambini imparavano a cantare i Canti della Patria (la Bandiera Tricolore, il Piave, l’Inno di Mameli …), le caserme si aprivano per le visite dei civili.
Mi ricordo che in televisione, nello sfuocato bianco e nero dell’epoca, per anni veniva riproposto un film che raccontava la vita di una famiglia residente vicino al fronte, da Caporetto a Vittorio Veneto.
E il 4 novembre era un appuntamento fisso andare con mio padre alla vicina caserma, rimanere entusiasta di tutte quelle armi vere, ma, soprattutto, pazientare in fila per poter salire sul carro armato, ignaro del fatto che il servizio militare lo avrei poi realmente svolto in Cavalleria, con un Leopard sempre sotto il sedere (nella foto sono sul carro in dotazione e con il mio equipaggio).
Era bello e anche educativo per noi bambini, ricordare quanti sconosciuti, hanno rischiato e perso la vita per la nostra Patria.
Essere istruiti ad amare questa terra che è nostra e che non dobbiamo svendere nel nome di una malintesa multiculturalità.
Allora c’erano pochi “obiettori” e credo che anche adesso, terminato l’obbligo di leva, il servizio civile muoia con il servizio di leva obbligatoria.
La sinistra, sotto questo profilo, ha vinto la sua battaglia distruttiva, lacerando un tessuto unitario faticosamente costruito, demolendo gli antichi studi e sostituendo mitologie inventate a tavolino, alle reali imprese eroiche che andrebbero ricordate per sempre.
E’ un altro motivo per essere ostili ad una sinistra che, oggi, si propone di aprire la nostra terra agli stranieri, dopo che centinaia di migliaia di Italiani sono morti perché “non passa lo straniero”.
Ed auspicando il pieno ripristino del 4 novembre come Festa Nazionale effettiva (e potrebbe anche essere “LA” Festa Nazionale) , la Memoria e il significato di quella Vittoria possono essere onorati solo continuandone l’ideale che può essere sintetizzato in un “l’Italia agli Italiani.


4 novembre 2005
4 novembre 2006
4 novembre 2007


Entra ne

04 novembre 2007

4 Novembre 1918: l’unica Vittoria delle Armi Italiane

89 anni fa “ I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza”.
Fu Vittoria per l’Italia, fu Vittoria per il Popolo Italiano che risorse dopo la tragedia di Caporetto, fu anche l’unica Vittoria delle Armi Italiane dopo quelle che potremmo rivendicare come loro eredi diretti, delle Legioni di Roma.
A memoria, di imprese belliche italiane, non ne ricordo.
Abbiamo avuto condottieri di valore come qualche Savoia o Cesare Borgia, ma di imprese d’Armi non ce ne sono, a meno di considerare tale la famosa “disfida di Barletta” dell’inizio del 1500 che però, fu solo una “Giostra” tra un numero limitato di guerrieri Italiani e francesi.
Le stesse Guerre di Indipendenza segnano non la vittoria delle Armi italiane, ma della capacità di tessere alleanze “giuste”.
Napoleone soffocò l’unica Repubblica (quella “Serenissima” di Venezia) che, sotto un certo aspetto, poteva essere considerata interamente “italiana” per poi venderla agli austriaci.
I moti del 1821 e del 1831 furono soffocati senza particolari sforzi dagli austriaci.
La prima guerra di Indipendenza nel 1848 fu una Waterloo per le Armi piemontese (“italiane”).
Nel 1859 e nel 1866 vincemmo grazie all’alleanza con i francesi prima e i prussiani poi.
L’avventura dei “mille fu aiutata dagli Inglesi le cui cannoniere protessero la vulnerabilissima flotta di Garibaldi che, poi, trovò il burro in armi “italiane” dei Borboni.
Roma capitale arrivò quando i francesi ebbero da pensare ad altre grane.
Nelle Guerre Coloniali arrivammo buoni ultimi (e anche con sconfitte cocenti, poi vendicate durante la Conquista dell’Impero, unica altra Vittoria degna di nota delle nostre Armi ma più che per la forza del nemico, per l'aver affermato un principio sul diritto dell'Italia a partecipare alla pari con le altre nazioni alla storia coloniale).
La seconda guerra mondiale fu una sconfitta pesantissima ed a nulla vale la manipolazione comunista che ha messo il cappello su una vittoria che fu solo e soltanto Anglo Americana.
Non ci resta che la Prima Guerra Mondiale, la Grande Guerra.
Una guerra che vide il sacrificio di molti italiani.
Mi ricordo che, negli anni sessanta, venivano trasmessi, per la “TV dei ragazzi” ma non solo, sceneggiati, rievocazioni, della guerra di trincea, per arrivare al 4 novembre, alla Vittoria.
Le caserme erano aperte al pubblico e io, bambino, aspettavo con ansia che mio padre mi accompagnasse a vedere i carri armati (non sapendo che, poi, il servizio di leva mi avrebbe proprio affidato il ruolo di Capo Carro in un Leopard nell’Arma di Cavalleria: nella foto il giorno del Giuramento).
Era e per me rimane la Festa della Vittoria.
Ed è con disgusto che sento parlare di “Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate” tralasciando la parte più gloriosa, cioè l’evento bellico, che ci ha visto, per l’unica volta vincitori.
E’ un classico della sinistra, sminuire i fatti che possono spingere a creare sentimento, vero sentimento, non la demagogia parolaia della retorica quirinalizia, nazionale e nazionalista.
Per questi motivi sono lieto che il sondaggio da me proposto nel mese di ottobre, abbia dato la Vittoria, nella scelta di una giornata che sia Festa Nazionale (non possiamo avere troppe feste nazionali, ne basta una, vera) al 4 novembre.
Certo, come rilevato da alcuni commentatori, nell’elenco, necessariamente ridotto a causa del sistema blogspot, mancavano alcune date (21 marzo, 21 aprile) ma ho inserito quelle ricorrenze che potevano caratterizzare la Festa Nazionale.
Naturalmente non può essere Festa Nazionale una ricorrenza che divida: 28 ottobre (giunta seconda), 25 aprile (quarta) e neppure il 2 giugno (quinta) che, ormai, sempre più storici reputano una grandissima truffa elettorale.
Il divario di “voti” tra le varie ricorrenze deriva, essenzialmente, dal “pubblico” del blog: ovvio che il 28 ottobre riscuota più consenso del 25 aprile o del 2 giugno.
Non era affatto ovvio (e non me lo sarei aspettato) il terzo posto e con molti voti (82 il 20%) della Festa del Tricolore.
Una festa recentissima che credevo poco sentita, forse perché, non appartenendo alla mia memoria storica, non la “sento” come Festa, del resto, a differenza delle altre, non è mai stata giornata festiva.
Credo che il 7 gennaio sia una scelta di molti lettori giovani, cresciuti e influenzati dalla pubblicità che è stata creata attorno a quella ricorrenza.
Ed in effetti può essere una festa di tutti.
Ma rimango sempre dell’idea che una Festa Nazionale debba celebrare anche un evento d’Arme, un evento glorioso, una Vittoria.
Cosa può offrire di meglio, la storia d’Italia, se non il 4 novembre 1918, Festa della Vittoria, Festa Nazionale che potrebbe con pieno diritto essere il parallelo italiano del 4 luglio americano ?

SEGNALAZIONE: Mi piace segnalare il post odierno di Ares , che quoto e straquoto.
Non parla del 4 novembre, ma dell’attualità e della sicurezza dei cittadini
.

Entra ne