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17 agosto 2008

L'estate sta finendo

Quando ero bambino, il Ferragosto rappresentava il giro di boa dell’estate.
Non eravamo alla esatta “metà”, ma segnava il ritorno dalle vacanze, il rivedersi con quegli amici che, con i loro genitori e nonni le avevano passate in altre spiagge e in altri monti e l’inizio dello svolgimento di quei “compiti per le vacanze” che significavano ricordarci i doveri che ci aspettavano dopo quei quasi quattro mesi di vacanza.
Anche oggi la settimana di Ferragosto per me rappresenta la più bella dell’estate, passata rigorosamente al lavoro, in una città splendidamente vuota e serate tranquille, circondato da abitazioni deserte.
Un lavoro più “leggero”, mancando spesso la “controparte”, ma non per questo meno utile, visto che non è mai tempo sprecato riordinare carte ed idee.
Il 2008 non tradisce la tradizione ferragostana dei temporali che “rompono” il tempo, abbassano le temperature e accompagnano sulla strada del rientro molti italiani, avanguardia dei milioni che nei prossimi due fine settimana torneranno a riempire le città.

Che c’è di male nel prendere le impronte ai bimbi rom ?
Quando si parla di riordinare le idee, oltre alle carte, non si può ignorare il disordine che regna in taluni ambienti, forse acuito dal sole battente dell’estate, come si arguisce dagli editoriali di un settimanale cattolico, prontamente sconfessato dalla solitamente prudente Santa Sede.
Uno dei provvedimenti mancati del governo Berlusconi è l’introduzione del reato di ingresso clandestino, mentre la tanto propagandata “schedatura” degli zingari con il rilevamento delle impronte digitali anche ai bambini rom, si è trasformata in una carnevalata di “censimento” con obbligo, per tutti noi, dal 2010 di depositare le nostre impronte.
Eppure il settimanale paolino sembra credere ancora che ci si prepari ad una stretta nei confronti degli immigrati, nel nome della sicurezza e scomoda persino il fantasma del Fascismo (quello della accezione comunemente percepita, non certo della sua realtà storico-politica che è ben altra cosa e di ben altro spessore !).
E’ evidente che alcuni ambienti cattolici, fortunatamente minoritari, hanno nostalgia di quel cattocomunismo che negli anni settanta e ottanta portò alcuni di loro a farsi eleggere nelle liste del Pci e che, in tempi recentissimi, ha fatto sì che, dopo la caduta del Muro e del comunismo, un presidente del consiglio "cattolico adulto" (sic !) – il cui nome fortunatamente ora è coperto da un pudico oblio – portò per ben due volte i comunisti al governo della nazione.
Ancora una volta la intellighenzia nostrana si dimostra ben lontana dalle esigenze di sicurezza e ordine che abbiamo noi cittadini onesti, che per ottenerle, gradiremmo venisse imposto un controllo stringente sui fenomeni immigratori e zingari.
L’Ici una tassa odiosa
Sempre sotto il solleone di Ferragosto il leader della Lega, Umberto Bossi, propone il ripristino dell’Ici.
Uno dei due provvedimenti condivisibili del governo Berlusconi (anche se nessuno dei due – l’altro riguarda i militari utilizzati per la sicurezza - è stato portato fino in fondo) è l’abolizione dell’Ici purtroppo solo sulle prime case e neppure tutte.
Bossi, apparentemente, ne vuole il ripristino.
Più concretamente il disegno bossiano è quello di fornire agli enti locali uno strumento finanziario per rendersi autonomi dal centralismo romano.
Mi auguro che le parole di Bossi siano da interpretare in tal senso: autonomia impositiva agli enti locali, nel quadro di una generale e marcata riduzione delle tasse.
In fondo a me poco importa se una tassa si chiama Pippo o Pluto, mi interessa invece che complessivamente le tasse che pago siano ridotte al più basso livello possibile (ricordo sempre che i Romani consideravano usuraria una imposizione superiore alla “decima”, cioè al 10% …), possibilmente con una flat tax che non depauperi progressivamente il frutto del proprio lavoro inducendo a limitare la produttività e con una destinazione prevalentemente finalizzata ai servizi prestati nel territorio in cui quelle tasse sono pagate, fatto salvo i servizi essenziali - Forze Armate, Polizia, Giustizia, politica estera - che devono restare allo stato centrale.
Venti di guerra
Un presidente avventato della Georgia, ha fornito ai russi l’opportunità di mostrare i muscoli, occupando in pochi giorni gran parte del territorio dello stato caucasico ed aprendo, di fatto, una crisi nei rapporti tra Mosca e una Washington che si appresta al cambio di presidenza (purtroppo !).
Il Presidente George Bush, pur in scadenza di mandato, non le ha mandate a dire e, ancora una volta, abbiamo visto come la pavidità della vecchia e decadente europa abbia causato l'apertura un nuovo fronte di guerra.
Non sfugge a nessuno, infatti, che al di là delle scelte avventate di Shakasvili (o coem cavolo si scrive) i russi non avrebbero mai replicato alla Georgia con l’invasione del territorio posto oltri i confini dell’Ossezia o dell’Abkazia se la Georgia fosse stata ammessa alla Nato.
Francia e Germania, che vi si opposero, si sono ora distinte, forse per rimediare al danno, per individuare un accordo che salvaguardi l’integrità territoriale georgiana, ma è evidente che le parole non servono.
Sarà opportuno, per evitare una seconda Georgia, che l’Ucraina sia tempestivamente ammessa nella Nato, rilevando il coraggio della Polonia che ha repentinamente accettato la dislocazione di missili americani.
Mi auguro, comunque, che un accordo tra Washington e Mosca lo si possa trovare nel nome di un interesse coincidente a sconfiggere il comune nemico islamico i cui estremisti terroristi hanno insanguinato tanto l’Occidente quanto la Russia.
I 50 anni di Madonna
Chi avrebbe pensato nel 1982, quando uscì Everybody, che quella paffutella cantante ventiquattrenne di origine italiana sarebbe diventata la nr. 1 al mondo e, al giro di boa dei 50 anni, ancora in testa alle classifiche ?
Madonna è un frutto della volontà ed impegno professionale.
Tante ragazzine che ciondolano per le nostre città dovrebbero prenderla ad esempio nell’impegno che mette nel suo lavoro.

Ferragosto è dunque passato e ci si avvicina al 31 agosto, quando il Campionato di Calcio riprenderà a mettere in gioco punti e classifiche, segnando la ripresa delle normali attività.
Mi auguro che, nel frattempo, i politici nostrani abbiano svolto bene i compiti per le vacanze e ci propongano quelle leggi, poche, ma necessarie, che significano sicurezza, ordine, benessere per i cittadini onesti.
Che non rimangano sulla carta le promesse e le parole di contrastare l’immigrazione clandestina e di ridurre le tasse.
Di riformare la giustizia (che ha più bisogno di essere restaurata che riformata) e, ripristinando le caratteristiche della Riforma Gentile, restituire agli italiani una scuola dove si insegni non solo nozioni, ma anche rispetto della gerarchia e disciplina.
L’estate sta finendo e sarà necessario affrontare i problemi che abbiamo accantonato per goderci mari e monti.

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18 luglio 2008

L’uguaglianza malintesa che distrugge la Civiltà

In principio era la Sicurezza.
La campagna elettorale della Lega (quella del “partito di centro, moderato e liberale” si limitava a piattire il “voto utile” contro la Destra) era tutto un parlar di Sicurezza, di Legge e Ordine.
Acquisito il ministero degli Interni con un cavallo di ritorno (Roberto Maroni) sembrava che nei primi cento giorni si dovessero attuare quei provvedimenti cui i cittadini anelavano da anni, ma che il pensiero debole (in tutti i sensi) della sinistra aveva bollato come “razzisti, xenofobi, discriminatori”.
Impronte ai rom (anche ai bambini), introduzione del reato di immigrazione clandestina, poteri ai sindaci di determinare criteri rigorosi per la concessione della residenza.
Ai primi refoli di protesta, che ha trovato eco persino con una interferenza straniera che andava respinta sic et simpliciter, con il “vaffa” di grillina memoria, senza profondersi in giustificazioni o nell’invio di “rapporti”, le cose sono radicalmente cambiate.
Del reato di clandestinità si è persa traccia, declassata a semplice “aggravante” nel caso in cui l’illegale commettesse altri reati.
I poteri ai sindaci sono poco più di un buffetto sulla guancia.
Le impronte ai rom (anche ai bambini) sono state trasformate in privilegi per i rom stessi che adesso avranno campi a cinque stelle, la cittadinanza gratis et amore Dei per i minori (così dopo non avremo nessuna ragione per procedere ad espulsioni) e abbiamo assistito ad una patetica rincorsa tra i governativi e i loro oppositori di sinistra per chi fosse più disponibile a concedere benefici ai rom.
Fino al colpo finale: dal 2010 impronte per tutti.
Così, quella teoria di cui la sinistra nega con forza la validità se sono di mezzo Craxi o qualche altro indagato ( il “così fan tutti” perché “tutti colpevoli, nessun colpevole”) diventa il momento di incontro tra governativi e sinistra: impronte a tutti e non se ne parli più.
Dando una soluzione uguale a situazioni differenti, creando quindi discriminazione reale nei confronti dei cittadini onesti che vengono così inseriti nel calderone dei sospetti, senza alcuna differenziazione con gli ambienti più inclini alla delinquenza.
Se questa è la Sicurezza, la Legge e l’Ordine della coppia Berlusconi-Maroni, allora siamo molto, ma molto lontani dalle reali necessità dei cittadini onesti che vorrebbero vivere circolando per le strade senza essere molestati da rom più o meno adulti che chiedono l’elemosina e senza doversi preoccupare, andando in vacanza (ma anche quando si è in casa o al lavoro) di blindare la propria abitazione come se fosse Fort Knox.

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10 luglio 2008

Risposta al parlamento europeo: me ne frego !

Il parlamento europeo, l’inutile idrovora di denaro pubblico capace solo di disporre provvedimenti lobbistici e interferire con la Sovranità dei singoli stati nazionali, ha votato a maggioranza una risoluzione (non vincolante) contraria ai provvedimenti che il governo italiano intende adottare per rinforzare la sicurezza dei propri cittadini.
C’è una sola risposta possibile che coniughi dignità, sovranità e tutela dei cittadini onesti:
ME NE FREGO della risoluzione europea !
Il Ministro Maroni sembra, in questa circostanza, fare onore al suo cognome, dichiarando che “Il governo italiano andrà avanti fino in fondo", perché "é una battaglia di civiltà”.
Mi auguro che alle parole seguano i fatti e, senza se e senza ma, si proceda massicciamente e celermente a raccogliere le impronte digitali a tutti i rom, grandi e piccoli, uomini e donne.
E se qualche parlamentare europeo si indigna, allora sono pronto a contribuire per pagare un biglietto, di sola andata, ai rom perché si installino a casa di tali parlamentari, purchè fuori dai confini nazionali.
Questa orgia di finto garantismo, che premia chi vive ai margini (e a volte oltre) della legalità, facendo ricadere sulle spalle dei cittadini onesti il prezzo di simili pruriti garantisti, deve cessare e l’occasione è proprio quella di rispondere alla risoluzione europea, con un corale, sonoro:

ME NE FREGO !


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08 luglio 2008

La sicurezza è un bene primario

L’offensiva delle verginelle buoniste contro gli annunciati provvedimenti per garantire la sicurezza ai cittadini onesti sta assumendo le proporzioni dello sbarco in Normandia.
Non bastavano i singulti delle variegate associazioni che non vogliono toccare Caino e se ne fregano di Abele,
non bastava l’indebita interferenza di un commissario europeo,
non bastava la caciara della sinistra che, pur di non far identificare i rom è disposta a consegnare le proprie impronte,
non bastava un monsignore (!?!) della curia milanese,
non bastavano i rom stessi che manifestano per consegnare le proprie impronte come se fosse sufficiente a tutelarci dai furti negli appartamenti,
non bastava un prefetto che punta i piedi contro le disposizioni del governo che dovrebbe solo “eseguir tacendo”,
ci si mette anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno che si dichiara contro il rilevamento delle impronte ai bambini rom.
E quello sarebbe uno di Destra ?
Legge e ordine ?

E, ancora, dove vive il sindaco Alemanno ?
Si direbbe in un fortino ben protetto da guardie che non lasciano filtrare nulla e nessuno, perché se vivesse tra il Popolo ( che pure l’ha votato : sai che scelta, l’alternativa era Rutelli !) saprebbe che proprio anche alcuni bambini rom vengono mandati in strada dai propri padri/padroni per furti e furtarelli, come ampiamente documentato anche da riprese televisive.
Io mi domando.
Se per difendere la mia proprietà fossi costretto a reagire con forza, provocando il ferimento e magari anche la morte di uno di quei ragazzi, avrei sicuramente una montagna di guai.
E se anche riuscissi a convincere (non a dimostrare, perché se reagisco contro uno che si intrufola a casa mia non devo dimostrare nulla sul mio diritto alla legittima difesa) che la mia reazione è stata proporzionata, se anche riuscissi ad ottenere un Giudice che non appartiene a quel gruppo di cui parla tanto bene Berlusconi, avrei comunque un danno enorme per il tempo perso e i costi che dovrei sostenere.
Se, invece, fosse da subito applicabile ogni misura tendente ad identificare i rom, sin dalla più giovane età, esisterebbe un deterrente e un modo per individuare quello criminale (grande o piccolo che sia) che aiuterebbe la prevenzione anche delle reazioni per legittima difesa e garantirebbe i rom onesti da accuse ingiuste.
E’ ora di smetterla di blaterare sempre e soltanto a difesa dei “diritti” di chiunque, tranne che dei cittadini onesti che hanno il sacrosanto diritto di sentirsi sicuri e garantiti dallo stato.
E se a qualcuno non piacciono le nostre leggi, se a qualcuno viene mal di pancia quando si tutela con forza (e con la forza) la proprietà privata e la incolumità dei cittadini onesti, allora quel qualcuno può anche andarsene in posti per lui più accoglienti (se lo vogliono … perché a parlare di quel che devono fare gli altri, nella fattispecie noi Italiani, sono bravi tutti !).
A maggior ragione se non è un cittadino Italiano.

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26 giugno 2008

Impronte digitali: perchè no ?

Il ministro Maroni ha proposto l’obbligo di prelevare le impronte digitali ai rom, anche ai bambini.
Sono subito insorte le anime belle del buonismo, che hanno straparlato di razzismo, di discriminazione e persino di violenza sui bambini.
Un ex ministro di Prodi si è dichiarato disposto a mettersi in fila per farsi prelevare le impronte digitali: prego si accomodi, perché no ?
Queste animucce sante credono ancora a Babbo Natale.
Credono che i bambini rom, educati sin dalla nascita a cercare di ottenere il massimo con la carità, siano innocui come angioletti, mentre sono ripetuti i casi di aggressioni, anche di minorenni, soprattutto nei confronti dei cittadini anziani, di raggiri, di furti con destrezza anche negli appartamenti nei quali proprio i più piccoli riescono ad entrare con troppa facilità per essere considerati semplici “ragazzate”.
Altri, invece, puntano l’indice accusatore sul fatto che queste impronte siano prese solo ad una determinata categoria di persone.
E qui chiamano: razzismo e discriminazione.
Non sanno che il peggior razzismo, la discriminazione più violenta è quella di voler imporre una regola comune a situazioni differenti.
Costoro, infatti, chiederebbero che si prendessero le impronte a tutti i cittadini.
Peccato, però, che è là dove insiste la maggior percentuale di reati che si debba agire per tutelare i cittadini onesti che non devono essere scomodati o disturbati da una attività obbligatoria dello stato.
Perché poi spendere miliardi aggiuntivi per prendere le impronte anche a chi non delinquerà mai ?
Anzi, i rom onesti dovrebbero essere ben contenti che sia subito possibile escluderli da ogni responsabilità negli eventi criminosi, dovrebbero essere loro a chiedere di più, una banca del dna, che possa definire con assoluta sicurezza chi sia il responsabile di un crimine, escludendo evidentemente con altrettanta sicurezza chi è innocente.
Perché, no ?


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