Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com
Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva
Visualizzazione post con etichetta riarmo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riarmo. Mostra tutti i post

30 luglio 2026

Il riarmo è necessario

Mi sembra che sulla questione "Safe" il Centro Destra si stia incartando sul nulla.

La domanda cui rispondere è: abbiamo una forza militare in grado di difendere la Nazione in caso di attacco da parte di un nemico, ad esempio come l'Iran ?

La risposta è NO !

Abbiamo delle Forze Armate di validi professionisti, ma il cui impiego presuppone una guerra tradizionale, sul terreno, che, semmai, è successiva ad una azione fondata sulle nuove tecnologie.

Probabilmente se un esercito invasore cercasse di occupare l'Italia, le nostre Forze Armate sarebbero in grado di contenerlo, anche se sarebbe opportuno ripristinare il servizio militare obbligatorio per avere una riserva perchè, con una guerra tradizionale, contano anche le quantità.

Ma se fossimo attaccati da missili e droni, come ci insegnano le due guerre in corso in Ucraina e in Medio Oriente, abbiamo le capacità per evitare le immani distruzioni che subiremmo ?

E potremmo a nostra volta rispondere con adeguata efficacia ?

La risposta è sempre NO !

Per questo è giusto aumentare con gradualità il nostro impegno economico sulla difesa, con l'acquisto di armi tradizionali e tecnologicamente avanzate, di difesa e di offesa.

Con quali soldi ? 

Se è vero che i miliardi "offerti" dall'unione europea sono prestiti pelosi da restituire cui vengono applicati tassi variabili, allora ha ragione la Lega: lasciamoli dove sono, ci indebiteremmo per ingrassare la Von der Leyen e compagni.

Se invece fossero come la parte a fondo perduto del Pnrr, sarebbero da prendere subito.

L'alternativa sono titoli di stato, a lunga scadenza messi sul mercato e finalizzati all'ammodernamento delle nostre Forze Armate.

Le emissioni nazionali sono sempre debito, ma in un circolo in cui gli interessi vengono pagati ai possessori dei titoli, privati e aziende spesso italiani, mantenendo il debito all'interno della nostra Nazione.

Mi sembra quindi ovvio che non si debba accedere al fondo Safe, solo per fare un favore, costosissimo, all'unione europea.

14 aprile 2025

L'Italia nel nuovo ordine mondiale di Trump

Nel 1975 una traccia per la prova di maturità classica era, più o meno, "Le Nazioni dell'Europa da politica di potenza a politica di pace".

Fui uno degli otto (su circa 60 maturandi con la medesima commissione d'esame) che lo scelse e lo svolsi senza valutazioni morali, ma solo tracciando il quadro storico.

Non feci valutazioni perchè già allora c'erano professori di sinistra che stavano cercando di riscrivere la Storia, per gettare ombre sinistre (appunto) su quanto fatto nei secoli, fino alla nostra epopea coloniale.

E per "nostra" intendo di tutti i Popoli e le Nazioni europee che hanno civilizzato l'intero pianeta.

Comunque la si pensi, ogni azione politica non ha mai potuto prescindere da una capacità dissuasiva o persuasiva di natura militare.

Ad ogni controversia ci sono due possibili soluzioni: la prevalenza di una delle parti o una soluzione di compromesso.

A questo serve la politica che, però, deve sedersi al tavolo avendo alle spalle una capacità almeno dissuasiva se non persuasiva di natura militare.

E' la scoperta dell'acqua calda, tanto che i Romani, che sapevano di Politica, di Diplomazia ma anche di Guerra, coniarono l'espressione: si vis pacem, para bellum, cioè se vuoi vivere in pace devi essere pronto alla guerra.

Il Presidente Trump ha solo quattro anni di tempo (non credo riesca a modificare la Costituzione americana per ottenere un terzo mandato) per smantellare un ordine mondiale che ci ha regalato l'incapacità di far progredire l'Umanità con tutti i lacci e lacciuoli posti a tutela di questo e di quello, creandone uno nuovo che dia una spinta alla ripresa della corsa verso il futuro.

L'Italia può avere un ruolo nel nuovo ordine mondiale solo se sarà in grado di far pesare non solo la sua Storia, la sua Cultura, il suo Genio, ma anche una capacità di dare corpo alle proprie iniziative e di difendere i propri interessi nazionali.

In questo senso apprezzo il Ministro Crosetto che ha dichiarato come la destinazione del 2 per cento del Pil alle Forze Armate non è un punto di arrivo, ma di partenza, perchè solo con Forze Armate addestrate, numericamente sufficienti e con dotazioni moderne, possiamo dare consistenza alla nostra politica.

Ma devono essere Forze Armate sotto l'esclusiva Sovranità Nazionale, non alle dipendenze di comandi controllati dalle capitali straniere che farebbero unicamente l'interesse delle proprie nazioni, come peraltro è giusto che sia.

27 marzo 2025

Una corretta interpretazione del riarmo

Due o tre giorni fa, Guido Crosetto, Ministro della Difesa, ha rilasciato una breve intervista che ho ascoltato in Studio Aperto delle 18,30 ma non ho trovato su You Tube.

Nei pochi minuti di durata di quanto trasmesso ho apprezzato la semplicità e l'onestà con la quale il Ministro della Difesa ha spiegato perchè dobbiamo spendere, con giudizio, senza togliere nulla alle spese sociali e produttive, per incrementare la nostra possibilità di difesa.

Non dobbiamo armarci per offendere, infatti, per andare sul campo di battaglia (e su questo la Meloni ha confermato che non verranno spediti soldati Italiani in Ucraina, tanto più, aggiungo io, dopo che Zelensky, che sta cercando assieme a Starmer e Macron di sabotare le trattative di pace, chiede combattenti e non peace keeping), ma per poter intervenire a difesa degli interessi nazionali in ogni parte del mondo e per difendere l'integrità della Nazione.

Ed ha fatto un esempio che è terrificante nella sua semplicità.

Israele ha subito, ripetutamente, attacchi missilistici da ovest (Gaza), da sud (Houthy), da nord (Hetzbollah) e da nord est (Iran).

Centinaia di ordigni tra missili e droni di cui il 96% è stato intercettato e abbattuto e solo il 4% è passato, con la capacità di far passare gli ordigni indirizzati verso zone desertiche.

Crosetto ha detto che se l'Italia di oggi fosse oggetto di un simile attacco, tutti i missili andrebbero a bersaglio, colpendo Milano, Napoli, Palermo, Roma ...

Ecco perchè dobbiamo spendere per creare un sistema difensivo che possa proteggere innanzitutto le nostre città, poi Forze Armate in grado di difendere i nostri interessi ovunque, ad esempio per garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso, non potendo confidare sempre negli Stati Uniti che, tra l'altro, hanno meno interesse di noi europei a veder libera quella via d'acqua e anche per smentire la nomea di "parassiti" che fa tanto più vergognare, quanto più è vera.

Naturalmente creare quella difesa costa e tanto, ma non si pretende di arrivare già domani ad avere a regime tutto, come la mia personale aspirazione di veder privatizzare sanità, istruzione, sistema pensionistico e impiegati pubblici, non implica che, fatta la legge, sia subito tutto privato, ma occorre gradualità, senza ritardi, ma anche senza frenesie, perchè contrariamente a quello che dicono i guerrafondai, la Russia non è il nostro nemico.


18 marzo 2025

Il prezzo della Libertà

Ho svolto l'obbligatorio, allora, servizio di leva, in Cavalleria, cioè sui carri armati, con il ruolo di capo carro Leopard.

Prima della destinazione definitiva in provincia di Udine, feci tre mesi di addestramento base a Caserta alla Scuola Truppe Corazzate, dove prendemmo conoscenza dei tre carri che allora (1979) erano in dotazione all'Esercito: M47, M60 (che già hanno nel nome l'anno di produzione) e il Leopard prodotto a fine anni Sessanta.

Rispetto ai primi due il Leopard aveva una serie di dotazioni che rendevano gli altri carri non solo superati, ma autentiche bare in un eventuale conflitto.

Altrettanto si poteva dire del Leopard rispetto ai modelli successivi, ma il nostro Esercito si è dotato solo di carri armati Ariete, di produzione nazionale di fine anni Ottanta: un carro di 40 anni fa !

Suppongo che quasi altrettanto sia per gli altri mezzi a nostra disposizione, aerei, navi, missili, batterie antiaeree.

Con un simile arsenale saremmo giusto in grado di contrastare una aggressione da parte di nazioni ancor meno armate, non certo di poter competere alla pari con una nazione che abbia fatto della propria difesa una priorità.

In aggiunta, nel 2005, fu sostanzialmente abolita la leva obbligatoria per passare a Forze Armate di professionisti.

Ben addestrati, certo, forse anche con dotazioni individuali di eccellenza, ma pochi.

Non a caso le missioni militari che hanno visto protagonisti i nostri militari sono essenzialmente quelle cosiddette di peace keeping, cioè di presidio di un territorio sul quale altri erano intervenuti in combattimento (a parte i bombardamenti aerei sulla Serbia del 1999, con D'Alema presidente del consiglio e Mattarella ministro della difesa)

Lo abbiamo potuto fare, perchè abbiamo delegato alla Nato ed agli Stati Uniti la nostra difesa, in cambio di una sorta di vassallaggio culturale (ma non solo) che ha portato, mutuando le varie devianze provenienti da oltre oceano, all'attuale stato di degrado della nostra Civiltà.

Il vento sta cambiando, lentamente, ma con una certa costanza, al punto che possiamo sperare che la nostra Civiltà, quella Occidentale, abbia gli anticorpi per risanarsi da sola.

Un aiutino (come stimolo) lo possono dare le minacce che arrivano dall'estero e, in primis, dalla Cina con la sua economia drogata dal dumping salariale e di controlli sulla qualità e salubrità dei prodotti e dall'Islam che, con la complicità delle ong, ci sta spedendo milioni di clandestini che provano (spesso riuscendoci) a scardinare le nostre fondamenta valoriali.

Contemporaneamente gli Stati Uniti, corrosi dalla stessa nostra crisi valoriale, cercano di ritrovarsi, facendo leva sulle loro tradizioni e chiedendo che le Nazioni della vecchia e decadente Europa ritrovino lo spirito dei secoli passati, che le avevano viste portare la nostra Civiltà in ogni parte del Mondo, per difendere se stesse, come possono e devono fare.

La questione del riarmo è tutta qui.

Senza seguire le sciocchezze della baronessa tedesca, noi dobbiamo investire in Sicurezza, ammodernando i nostri arsenali (e mantenendoli aggiornati nel tempo) e creando i presupposti per avere la possibilità di mobilitare, previo un addestramento obbligatorio di base, tutti i cittadini abili alle armi.

Per fare questo ci vogliono soldi da utilizzare e indirizzare verso le industrie nazionali (l'Ariete era un ottimo carro, quindi possiamo produrne altri, moderni) e per il ripristino del sistema di leva obbligatorio che avrebbe anche benefici effetti sui più giovani che imparerebbero così regole di convivenza, il rispetto della Gerarchia e dell'Autorità che, oggi, mi sembrano particolarmente deficitari.

Lo dobbiamo fare nel tempo, non dobbiamo fare tutto e subito, ma costantemente, senza fermate o marce indietro. 

Lo dobbiamo fare in Italia, per l'Italia, non delegare, ancora una volta, come vorrebbero i cattocomunisti che sono per l'esercito comune europeo, ad una entità straniera la nostra Sicurezza che è anche la nostra Libertà.


16 marzo 2025

Più petulanti che volenterosi

La grande confusione che aleggia nei "cervelli" (?) dei cattocomunisti, si è palesata ieri nel modo più evidente con la manifestazione a favore dell'europa a Roma e la riunione degli autoreferenziali "volenterosi" via internet.

La confusione è tale che nelle due riunioni, entrambe a sostegno dell'azione europea, ci sono quelli favorevoli al riarmo e quelli contrari, quelli favorevoli all'esercito europeo e quelli contrari, quelli favorevoli ad entrare in guerra contro la Russia e quelli contrari, quelli che credono a Zelensky e quelli che, se non credono a Putin, neppure ne ignorano la rilevanza mondiale.

E per fortuna che la Meloni c'è, a dare una rappresentanza a chi, come me, è favorevole al riarmo, perchè noi Occidentali non dobbiamo rinunciare al nostro ruolo di guida della Civiltà, ma per un riarmo che sia esclusivamente imbastito su base nazionale, con Forze Armate che rispondano solo ed esclusivamente al proprio governo e che possano, questo sì, operare congiuntamente in coordinamento con quelle alleate. 

Il tutto per la necessità, attuale, di difesa dei Confini Nazionali ripetutamente violati dai clandestini o di intervento (futuribile) all'estero a tutela degli Interessi Nazionali, economici, di circolazione, di commercio, che possono essere comuni anche ad altri stati, ma talvolta non lo sono (come il vantaggio che traggono Francia e Germania, Spagna e Grecia, se i clandestini fanno rotta verso l'Italia violandone i confini) non certo per mandare i nostri militari a farsi sparare addosso per difendere gli ucraini o i russi.

Da quel che riportano i giornali, la Meloni ha espresso la posizione più sensata, dichiarando che si deve agire di concerto con gli Stati Uniti (quindi non ronzare inutilmente creando solo disturbo all'azione diplomatica in atto) e gli alleati occidentali, ma essendo molto chiara sul fatto che non verranno inviati militari Italiani in Ucraina (aggiungerei: a meno che non sia concordemente richiesto da entrambe le parti in conflitto e che il costo del loro dispiegamento ricada sulle organizzazioni internazionali che ne darebbero la copertura politica e doverosamente anche quella economica).

Del resto, per ora, la Russia ha già detto che non vuole militari della Nato o europei e la riunione pervicacemente voluta da Starmer, che ha così fregato Macron come capofila dei petulanti, sembra solo utile a intralciare i colloqui di pace tra Washington e Mosca, istigando Zelensky a non essere disponibile se non a parole, con la falsa sicurezza della protezione europea che, però, equivale al fastidioso ronzio di una mosca che gira intorno a Putin e Trump.

I cattocomunisti che si sono ritrovati a Roma (sempre gli stessi che leggono Repubblica, la Stampa e il Corsera e che si guardano tutte le trasmissioni di propaganda manipolatrice che le varie emittenti trasmettono, affidate a "professioni dell'informazione" legati a doppio filo alla sinistra o alla "maggioranza Ursula") hanno ormai sostituito la costituzione italiana con il manifesto di Ventotene e l'antifascismo in caduta libera nell'interesse degli Italiani, con un europeismo d'accatto dal quale non emerge alcuna risposta chiara: sì o no al riarmo ? Sì o no all'invio di militari in Ucraina ? 

L'unico aspetto che emerge è il rifiuto di essere Italiani, perchè l'unico punto sul quale i cattocomunisti sono d'accordo è che dobbiamo rinunciare ad altra Sovranità Nazionale a favore di un'europa in cui comandano gli stranieri.

Ed è l'aspetto più ripugnante di tutta la confusione che hanno messo in campo i petulanti manifestanti di Roma e i congressisti convocati online da Londra.

13 marzo 2025

Sì al riarmo, ma nessuna cessione di Sovranità militare

C'è da perdersi dietro alle riunioni, ai conciliaboli, alla retorica che improbabili feldmarescialli macinano quotidianamente.

Personalmente credo che uno stato non sia tale se non ha Forze Armate tali da contribuire alla difesa degli Interessi Nazionali, a proteggere i Confini ed a operare eventuali azioni di ritorsione nei confronti di aggressioni altrui.

Per avere quella capacità di risposta che rende uno stato tale, occorre avere armi sempre aggiornate, tecnologicamente al passo con i tempi e un personale con le stellette addestrato e competente, sotto il profilo qualitativo, ma anche in numero tale da poter opporre una resistenza adeguata in caso di un conflitto che si protragga a lungo nel tempo e che richieda un diffuso volume di fuoco.

Il personale è, da venti anni, volontario, quindi si tratta di professionisti ai quali deve essere affidata la gestione degli strumenti bellici più complessi e, in virtù del loro addestramento, le azioni che richiedono maggiore competenza e preparazione.

La quantità dovrebbe essere data da un ripristino del servizio di leva obbligatorio, in ossequio al principio per cui "La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge.", come leggiamo nell'art. 52 della costituzione.

Per avere armi tecnologicamente moderne ed efficaci e una forza numerica adatta al loro utilizzo combinando assieme professionisti e personale di leva, è necessario finanziare l'acquisto di armi sempre aggiornate e mantenere Forze Armate numericamente sufficienti.

Il tutto, costa, molto di più del misero 1,5% sul PIL che, a mala pena, fornisce di che pagare dignitosamente i nostri professionisti della difesa.

E' quindi giusta la rivendicazione del Presidente Trump che non vuole più che la difesa degli stati europei ricada sul bilancio americano e chiede che ogni stato porti al 5% del Pil la spesa militare.

Ne discende che per portare (ovviamente nel tempo, visto che, contrariamente alla propaganda europeista, non appare alcun pericolo russo all'orizzonte) al 5% il contributo di ogni nazione alle spese militari, senza intaccare le altre necessarie spese di natura civile, occorre liberare i bilanci nazionali dalla cappa imposta da Bruxelles.

In questo senso è stato giusto votare a favore del principio di un "riarmo" corposo, fondato su 650 miliardi di spese degli stati nazionali e 150 di prestiti da restituire.

Benissimo spendere per armi potenti e avanzate, ma ogni nazione deve mantenere il controllo sulle proprie Forze Armate, decidendo dove e come spendere quei soldi che, liberati dalla cappa di Bruxelles, devono diventare liquidi e disponibili per le libere scelte di ogni singolo governo.

L'Italia ha fabbriche di armi e una tecnologia (che spesso esportiamo) tale da poter utilizzare quei fondi per incentivare l'industria pesante, creando quindi non solo un esercito adeguato ai tempi, ma anche un volano per l'economia nazionale.

Ma la forza militare non può essere delegata ad una entità che non risponda, direttamente ed esclusivamente, al governo dello stato cui fa riferimento, quindi ai cittadini che lo hanno votato.

Poi possono essere organizzate alleanze, consorzi per la realizzazione di armi o acquisti cumulativi, ma le Forze Armate di uno stato devono essere poste sotto il comando esclusivo di quello stato.

Quindi è giusto dotarsi, senza limiti di bilancio, degli armamenti più moderni e tecnologicamente avanzati, ma non per porre il tutto sotto il comando di un qualche generale o politico straniero.

  

10 marzo 2025

L'Interesse Nazionale prevalga sul riarmo della Von der Leyen

Leggo di interviste che un imbolsito signore di 86 anni, che già tanti danni ha causato con le sue privatizzazioni in perdita (per la Nazione), le tasse imposte da due governi per poi passare a presiedere la commissione europea, rilascia a manca ed a manca (non è un errore ...) per sostenere, ancora oggi, interessi estranei a quelli dell'Italia e degli Italiani.

Non passa argomento che costui non si schieri a favore di coloro che vorrebbero sempre più rinunciare ad altri pezzi di Sovranità Nazionale, per delegarla ai parrucconi suoi simili e con passaporto tedesco o francese.

L'ultima è sulle armi e sul suo sostegno al riarmo vagheggiato dalla Von der Leyen.

Uno sproloquio sull'europa unita che potrebbe fermare la Russia.

Costui non si rende conto di aver sostenuto le tesi che i suoi compagni hanno tanto dileggiato negli anni Ottanta quando ad esporle era il Presidente Ronald Reagan che attuò una politica, i cui frutti arrivarono con il suo successore George H. W. Bush, quando l'Unione Sovietica crollò non essendo in grado di sostenere le spese cui era stata costretta dalla politica non più difensiva, ma aggressiva di Reagan.

Ma allora la competizione era tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti erano una Nazione sola, con un Presidente eletto dal Popolo (e amato dal Popolo, non certo come la Von der Leyen !), un solo Esercito, una sola politica estera.

Qui abbiamo 27 stati, ognuno con un capo di stato o di governo, con 27 eserciti, 27 ministri degli esteri e molteplici armamenti, munizionamenti, fabbriche di armi.

Quali carri armati si dovrebbero produrre se ci sono almeno tre tipologie di mezzi, fabbricati in tre differenti stati da tre diverse fabbriche in concorrenza tra loro ?

Chi dovrebbe, in sostanza, chiudere la sua fabbrica ?

Analogamente possiamo dire di navi da guerra, aerei da combattimento, batterie missilistiche e per tutti gli armamenti individuali ed i rifornimenti di munizioni.

E' una situazione di gran lunga peggiore di quella che, a metà degli anni Settanta, coinvolse il sistema per le imminenti trasmissioni della televisione a colore.

Non so quanti se ne ricordino: PAl (tedesco) e SECAM (francese) ?

Prevalse il PAL, ma i francesi non lo accettarono e continuarono ad usare il loro secam diffuso in una minoranza di stati, così adesso esistono ancora entrambi (oltre, per la precisione, l'NTSC americano, ma in Italia si parlò solo di pal o secam).

Se per una questione ridicola (quale sistema per la televisione a colori) non si è trovato un accordo unitario perchè ogni nazione ha (giustamente !) difeso le proprie aziende, come si può pensare che lo si raggiunga in un settore di gran lunga più sensibile e in relazione ad una industria, quella degli armamenti, che muove ben più miliardi ?

Fino ad ora la Meloni si è comportata molto bene, anteponendo l'Interesse Nazionale alle fughe in avanti (e anche quelle in retromarcia dei soliti mai goduti pacifinti a cominciare dai cinque stelle e dall'ala Schlein dei cattocomunisti) ed evitando di prendere impegni o di rinunciare alla Sovranità sulle proprie Forze Armate e sul loro utilizzo, ma le pressioni immagino siano molto forti, proprio perchè gli interessi (economici e non solo) in ballo sono tanti.

Invece di dividersi in un tifo ignorante tra sostenitori di Kiev e di Mosca, guardiamo qual è l'interesse dell'Italia.

E l'unica risposta valida è che l'Interesse Nazionale dell'Italia e degli Italiani è di avere Forze Armate addestrate, pronte all'utilizzo, bene armate, poste sotto il comando esclusivo del Governo di Roma, che utilizzino armamenti costruiti in Italia, da fabbriche italiane o, almeno, con la partecipazione paritaria delle aziende italiane.

Il tutto nel quadro della Nato, unica alleanza che, come dimostrano i rovesci degli ucraini nel momento in cui gli Stati Uniti hanno interrotto la collaborazione, è, qui e ora, il miglior deterrente contro ogni aggressore esterno.

Tutto il resto sono vagheggiamenti su un futuro distopico che troverebbe miglior collocazione in un romanzo di fantascienza.



08 marzo 2025

Le campagne di Russia da Napoleone ed Hitler a Macron e la Von der Leyen

In Europa girano alcuni personaggi ormai squalificati in patria e all'estero, che però, per le regole che vigono nelle democrazie, riescono ancora ad avere una platea in ascolto.

In particolare vediamo una esile baronessa tedesca che con una retorica d'altri tempi, istiga al riarmo in parallelo con uno sconfitto presidente francese che "offre" un ombrello nucleare inutile anche per difendere la sola Francia.

Non ricordo a chi sia attribuita la frase "la Storia si ripete sempre due volte. La prima finisce in tragedia, la seconda in farsa", ma con la Von der Leyen e con Macron si sta per realizzare proprio tale profezia.

Hitler scatenò la guerra contro l'Unione Sovietica, invadendola e fu una tragedia.

Oggi la Von der Leyen vuole riamare l'Europa intera e, con i suoi feldmarescialli l'estone Kaja Kallas e il portoghese Costa, vuole sconfiggere la Russia e finirà in farsa come è inevitabile considerato il livello delle due.

Analogamente se procediamo ad un confronto tra Napoleone, che nella sua immensa superbia provò ad invadere la Russia zarista, finendo con il perdere tutto, oltre a far morire migliaia di francesi e Macron che si sente evidentemente la reincarnazione di Napoleone, non rendendosi conto di esserne solo la parodia.

E' giusto che le nazioni europee provvedano alla propria difesa, come è sempre stato fatto ed è corretto che ognuno fornisca il suo apporto ad una alleanza difensivi che già c'è, senza fare la furbizia di adagiarsi sotto la protezione di un alleato particolarmente potente al quale demandare gli oneri economici della propria difesa.

In questo quadro l'aumento delle spese per armamenti e risorse non sarebbe mai dovuto venir meno ed essere costante, anno dopo anno, l'aumento delle spese militari.

Ma la trasformazione della nostra economia in una economia di guerra non ha alcun motivo di essere.

La Russia non è in grado, anche volendolo e non credo che abbia tale volontà, di affrontare gli eserciti, pur malmessi, dell'Occidente.

Invece è necessario aumentare gradualmente la spesa militare per evitare che l'onere della difesa ricada esclusivamente sugli Stati Uniti e per avere anche una forza di intervento che possa tutelare gli Interessi Nazionali in ogni parte del mondo, garantendo la libertà di navigazione e di approvvigionamento e trasporto delle marci.

Ogni altra ipotesi riguarda le farsesche ambizioni di una baronessa tedesca e di un presidente francese che, ormai ai minimi termini in patria, forse vorrebbe imitare il comico di Kiev e, con la scusa di una guerra, sospendere e rinviare sine die ogni elezione per poter restare a vita nella sua posizione.

05 marzo 2025

Con quali soldi, Von der Leyen ?

La Von der Leyen, dopo una notte probabilmente piena di incubi popolati da cosacchi che facevano abbeverare i loro cavalli nel Reno, ha annunciato un piano per 800 miliardi di euro in armamenti.

La scusa è il disimpegno americano in Ucraina, ma è una bufala perchè, se anche quegli 800 miliardi fossero immediatamente liquidi e utilizzabili, le armi vanno costruite e ci vuole tempo, soprattutto se non vogliamo che la fretta consegni ai nostri eserciti armi che si rompono al primo uso.

E mentre si riattivano le fabbriche di armi, la Russia, se non si farà la pace, si papperebbe tutta l'Ucraina.

E Zelensky ci è arrivato a capirlo, tanto da andare a Canossa da Trump (con un video di scuse, per ora), dimostrando quanto poco consideri affidabile la protezione dei Macron e degli Starmer.

Che le nazioni europee (non l'unione europea che farebbe un pessimo uso di forze armate poste al suo esclusivo comando !) debbano aumentare gli stanziamenti per le armi è una necessità sollevata già nel primo mandato di Trump e poi accantonata con Biden.

E' giusto che ogni nazione si doti di Forze Armate adeguate a difenderne i confini ed a tutelare gli interessi nazionali all'estero, ad esempio per mantenere libere le vie di comunicazioni navali e di afflusso delle materie prime.

Non è invece plausibile che ci si armi per fare la guerra contro una nazione, la Russia, che invece dobbiamo recuperare alla Civiltà Occidentale, sottraendola all'esiziale abbraccio con la Cina e l'Islam estremista, culture, quelli sì regimi, comunista e teocratico, ostili alla Civiltà Occidentale.

La pace in Ucraina, la restituzione dei beni confiscati ai russi, la cancellazione di ogni (ridicolo) provvedimento giudiziario contro Putin e i capi del Cremlino, la riproposizione del G8 con la Russia membro a pieno titolo, sono obiettivi possibili da raggiungere in breve tempo, basta la volontà politica.

La ripresa dei rapporti con la Russia renderebbe superflua la fanfaronata della baronessa tedesca che ci ha detto quanto, ma si è ben guardata dal dirci come intende trovare quegli 800 miliardi da sperperare in armi nell'idea che la Russia sia nostra nemica.

L'Europa si riarmi, certo, ma non per fare la guerra alla Russia, per difendere i propri confini da invasori subdoli, come i clandestini portati dalle ong, ma non per questo meno pericolosi di un esercito.

L'Europa si riarmi per difendere le nazioni sovrane dalle mire di regimi teocratici o socialisti come è accaduto per il Kuwait contro l'Iraq e come potrebbe accadere per Formosa contro la Cina.

Ma ogni nazione deve poterlo decidere in piena autonomia, mantenendo tutto l'armamento sotto il proprio esclusivo comando.

L'unione europea, semmai, la smetta di comportarsi come un contabile fastidioso che impedisce alle nazioni di spendere in base alle proprie necessità, comprimendole in una soffocante cappa chiamata patto di stabilità.