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01 maggio 2024

Perchè non l'intelligenza artificiale per evitare sentenze ideologiche ?

Gli agitatori di Ultima Generazione che bloccarono la tangenziale di Bologna hanno avuto una lievissima tirata di orecchi dal magistrato davanti al quale sono stati convenuti per il loro atto di violenza.

Il magistrato, infatti, pur dichiarando l'illegalità del loro comportamento, ha applicato tutte le attenuanti possibili perchè il loro gesto (violento verso il prossimo al quale è stato impedito di circolare liberamente) sarebbe stato dettato da "uno scopo superiore", cioè urlare che il clima sta cambiando.

E' un caso in cui l'ideologia del magistrato influenza quella che sarebbe dovuta essere una condanna pura e semplice.

E' sulla stessa linea della assoluzione della Rackete o del processo a Salvini, tutte scelte basate più sulla personale convinzione del magistrato che sulla legge scritta (o, addirittura, sul sentimento evidente del Popolo).

Purtroppo simili sentenze che sdoganano comportamenti violenti verso il prossimo e sono basate sull'ideologia personale di chi le emette pur nel formale rispetto delle leggi e delle procedure, inducono chi commette quegli atti a considerarsi coperto da una sorta di immunità e, per le menti più deboli, a credere persino che la loro azione sia veramente nobile.

Da lì il tollerare la violazione dei confini nazionali, l'autorizzare lo sbarco di clandestini, ma anche il deturpare fontane, opere d'arte, devastare scuole occupate come è accaduto di recente sempre di Bologna e sono curioso di vedere se, ancora una volta, i devastatori troveranno un magistrato che applicherà ogni attenuante individuabile e applicabile.

Senza considerare che la consapevolezza che chi agisce facendo violenza sul prossimo, impedendogli di circolare, insozzando la sua città, scaricando clandestini, non verrà adeguatamente punito, non può che instillare una pericolosa tendenza a non aver fiducia nella giustizia ed a farsi giustizia in proprio.

Eppure sarebbe così facile applicare una norma: commetti quel reato che prevede una sanzione di tot mesi di carcere e quot di multa o ammenda ? Ti fai tot mesi di carcere e paghi quot di multa o ammenda.

Basterebbe mettere i dati in un computer e la sentenza non sarebbe asettica, basata solo sulla legge scritta e non sugli orientamenti politici dei singoli magistrati.

Non siamo forse nell'epoca della intelligenza artificiale ?

17 dicembre 2010

La fiducia bisogna conquistarla sul campo

Io non so in base a quali prove le Forze dell'Ordine avessero incarcerato i 23 catturati a Roma durante le devastazioni che hanno accompagnato la rabbia comunista alla rinnovata fiducia a Berlusconi.
Quindi non so in base a quali elementi i magistrati davanti ai quali ieri si sono presentati i 23 li abbiano liberati tutti (i domiciliari sono poco più della punizione genitoriale del divieto ad uscire).
Leggo però che i fermi sono stati tutti convalidati, quindi i 23 hanno, come minimo, preso parte attiva alla devastazione.
Perchè allora sono liberi ?
Non vorrei che fossero liberi in base ai solipsistici “ragionamenti” che hanno portato, nel tempo, a concedere la libertà ad un lungo elenco di criminali che appena fuori hanno nuovamente commesso delitti.
Non vorrei che fra un giorno o un mese o un anno, alcuni, o tutti, di quei 23 fossero nuovamente fermati per altre devastazioni.
Il messaggio che proviene dalla magistratura romana è quindi devastante.
Le immagini di quei delinquenti, di cui i 23 sono, probabilmente, solo una piccola parte e, se sono stati presi, anche i più ingenui, sono eloquenti:
vetrine infrante volontariamente e con ostinazione
blindati incendiati e capovolti
lancio di bottiglie molotov
partecipazione a manifestazione con caschi indossati e armi contundenti
segnali stradali divelti
distruzione di beni pubblici e privati
violenza su automobilisti e passanti (perchè impedire con una manifestazione la libera circolazione è violenza)
.
Nonostante tutto ciò, nonostante una devastazione che è costata denaro e, ancor di più ha sollevato un pesante allarme sociale, i 23 sono stati lasciati liberi.
Mi auguro che gli ispettori inviati dal Ministro Alfano facciano chiarezza, anche se sono convinto che non arriveranno mai a smentire i loro colleghi magistrati.
Resta il fatto che una grande ingiustizia è stata compiuta nei confronti di tutta la popolazione civile di Roma e che, soprattutto, sia stato lanciato un pericolosissimo messaggio a favore di chiunque voglia, in futuro, compiere analoghi atti di violenza.
Si sa che anche negli anni settanta tutto iniziò con la violenza “studentesca” e poi si arrivò a “gambizzare” quelli considerati espressione del “potere”, ad uccidere poliziotti e carabinieri, a rapire e assassinare i magistrati.
Chi vuole tornare a quei tempi solo per creare difficoltà all'odiato Berlusconi ?
Io no.
Quindi mi auguro che questo governo, rinnovato nella fiducia e auspicabilmente rinforzato da altri pentiti del finiotismo, sappia stroncare sul nascere questo rigurgito sovversivo da affrontare con il pugno di ferro più che con il guanto di velluto.
Credo che precise disposizioni alle Forze dell'Ordine di reprimere ogni prossimo accenno a qualsivoglia violenza su cose e persone, con ogni mezzo disponibile, possa ottenere il convinto appoggio di gran parte della popolazione.

Certamente i magistrati che hanno mandato liberi quei 23 non possono lamentarsi se i cittadini non hanno alcuna fiducia nella istituzione da loro rappresentata.

Postilla. Non si fa in tempo ad evidenziare un caso eclatante in relazione al quale la già bassa fiducia nella magistratura precipita, se possibile, ancora di più, che la corte costituzionale giunge a dar manforte a tale irresistibile discesa dichiarando illegittima la norma che impone l'obbligo all'immigrato illegale e povero di tornarsene al paesello suo. Come se gli illegali che arrivano da noi fossero ricchi e solo alcuni poveri. La corte costituzionale, però, manca sempre di dirci chi deve pagare per loro. Mi piacerebbe che dicessero: per il sostentamento provvediamo noi in proprio devolvendo i nostri emolumenti e concedendo loro l'uso delle nostre ville. Ma non lo faranno. Loro pontificano con il presupposto che saremo noi a pagare il conto. Fino a quando sopporteremo tutto ciò scrollando le spalle e guardando da un'altra parte ?

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24 febbraio 2010

Reprimere la violenza dei no tav *

Ci risiamo.
I cosiddetti “no tav”, cioè quel settore della società passatista e distruttiva che dice sempre “no” (no alle centrali nucleari, no alla Dal Molin, no all’eliminazione dell’Ici, no, no, no, no …) che si dedica al blocco dei tentativi di costruire in Italia una linea ad alta velocità che ci colleghi con il resto d’europa, hanno ripreso la loro battaglia di retroguardia.
Con la solita violenza.
Sì, perché impedire la circolazione, l’arrivo di trivelle, lanciare dei sassi contro gli operai che lavorano o per distruggere i mezzi di lavoro, è violenza.
E’ la stessa violenza che abbiamo conosciuto alla fine degli anni sessanta e negli anni settanta, quando i “picchetti” impedivano a chi voleva lavorare o studiare di entrare negli uffici, nelle fabbriche, nelle scuole, nelle università.
Impedire un legittimo diritto, impedire la circolazione di beni e persone, impedire l’accesso o lo svolgimento regolare di un lavoro è violenza.
E chi si presta a tali attività deve mettere nel conto che lo stato – se è uno stato serio – reagisca, anche con la Forza della Legalità, rappresentata dai manganelli e dai lacrimogeni delle Forze dell’Ordine.
Mi fa ridere chi va in piazza per impedire il passaggio di un mezzo necessario ai lavori di perforazione e poi piagnucola davanti ad una telecamera perché ha ricevuto una (meritata) razione di bastonate dalle Forze dell’Ordine che cercavano di sgombrare la strada per eliminare la violenza perpetrata nei confronti dei lavoratori.
E’ anche ora di finirla di dare spazio a tutte le rivendicazioni, anche le più piccole, che hanno come unico risultato quello di rallentare il nostro progresso e la nostra crescita economica e civile.
Non sempre tutte le manganellate vengono per nuocere.

* Post scritto il 17 febbraio

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