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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

17 ottobre 2013

Stupro bipartisan alla Liberta di Opinione

In commissione al senato è stato approvato, con voto pressochè unanime e trasversale, un nuovo reato di opinione: il negazionismo.
Il negazionismo è il nome che viene dato da sinistra al processo storiografico che intende rivedere, sottoporre a verifica e documentare, la versione di taluni accadimenti della seconda guerra mondiale come sono sempre stati forniti dai vincitori.
E' una attività che è la natura stessa della ricerca storica e rappresenta un insopprimibile diritto degli studiosi e di tutti i Popoli.
Io non sono un esperto della seconda guerra mondiale ma se, una volta mandato in pensione, volessi approfondire e documentarmi, sarei impossibilitato a costruirmi una idea, perchè avrei la possibilità, esistendo un reato di negazionismo, di informarmi solo ed esclusivamente da una unica fonte: quella di chi ha vinto, cioè una fonte di parte.
Lo studio della Storia, con la sua revisione negli anni e la ricerca di documenti e segni tangibili di quel che è accaduto, è fondamentale per conoscere il nostro passato e, se non lo si conosce esattamente, si rischia di compromettere anche il nostro futuro.
Istituire il reato di negazionismo è una aberrazione storica prima ancora che politica.
Se non sorprende il voto favorevole dei comunisti e caudatari, la cui natura è totalitaria e repressiva, tipica di bruti senza anima come hanno dimostrato anche nei giorni scorsi, stupisce e dispiace che a votare per tale limitazione della Libertà di Opinione siano i partiti che dovrebbero richiamarsi ai valori della Libertà.
L'introduzione del reato di negazionismo fa anche riflettere e, senza entrare nel merito delle vicende soggette a revisione da parte degli storici qualificati come "negazionisti", porta alla logica conclusione che quella certa verità fino ad oggi proclamata dai vincitori della seconda guerra mondiale, non è poi una verità così certa se hanno paura che sia sottoposta a verifiche storiche, tanto più imparziali, quanto più ci si allontana dall'epoca studiata.
Ma le Idee e le Opinioni non possono essere cancellate con un tratto di penna e continueranno a circolare, a dispetto degli stalinisti per natura e di quelli di recente acquisizione.

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16 ottobre 2013

L' "umanità" comunista

Da Piazzale Loreto ad oggi i comunisti non sono riusciti ad evolversi dallo stato bruto in cui erano fin dal 1921.
Vilipendio di cadavere nel 1945, vilipendio di cadavere nel 2013, sia pur limitato (ma non per loro scelta) a insulti verbali, calci e pugni sulla vettura che trasportava il feretro.
Alfini e compagni (invece di rendersi anche complici di aumenti delle tasse: il bollo sui depositi è aumentato, trise, tasi e paga è la novità di Letta che al solito preferisce mettere le mani nelle tasche degli Italiani invece di tagliare l'enorme spesa pubblica di uno stato inutile e inefficiente) cerchino di capire con che razza di "persone" si sono accompagnati e forse ci riusciranno con il sacrificio di Silvio Berlusconi contro il quale gli stessi che negano funerali e sepolture, vorrebbero applicare il voto palese ad personam.
Non sarebbe meglio lasciare Letta e sodali al loro destino e ridare voce ad una Grande Destra come in Francia sta riuscendo a Marine Le Pen ?
Oppure dobbiamo aspettare che scenda in campo un'altra Marina, figlia, anche lei, di cotanto Padre ?


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15 ottobre 2013

Offensiva comunista

La resa di Berlusconi ad Alfini spinge i comunisti ad una offensiva a tutto campo.
L'iva è già stata aumentata di un punto e, come tutte le persone sensate hanno da tempo capito, l'aumento dell'iva contrae i consume e riduce gli incassi dello stato.
I parlamentari comunisti hanno presentato un emendamento per far pagare "ai ricchi" l'imu, anche la prima rata, del 2013.
Per loro "ricchi" sono tutti coloro che hanno case con rendita superiore a 750 euro.
E nulla conta che siano stati costretti a ritirare quell'emendamento.
I parlamentari comunisti e la ministra che di Italiano ha solo la cittadinanza ma non la nazionalità spingono per abolire il reato di clandestinità ed allargare le maglie della Bossi-Fini invece di renderla più restrittiva e repressiva, sfruttando, come avvoltoi, una tragedia umana.
Napolitano spinge per indulto e amnistia, così, tanto per far circolare per strada qualche delinquente in più.
La Camusso pretenderebbe di continuare a mantenere le spese improduttive dello stato (810 miliardi di euro all'anno !) aumentando la rapina sui risparmi dal 20% al 25% e coinvolgendo anche i titoli di stato rimasti al 12,50 % dopo la cura Monti.
La parola d'ordine diventa: ridurre il cuneo fiscale.
Sì ma, al solito, non per i "ricchi", cioè tutti quelli che percepiscono più di quindicimila euro di reddito lordo ...
Le pensioni tornano nel mirino, ma per depauperarle ... quelle superiori a tremila euro (sempre lordi) che equivalgono a meno di duemila euro netti.
Poi demagogia come se piovesse su cassa integrazione, salario minimo garantito, aiuti al terzo mondo, addirittura una "task force Lampedusa" (ma chi paga ?) .,,
Come c'era da aspettarsi, abbattuta la resistenza del Cavaliere, dilagano avvoltoi e gabellieri che mirano solo e soltanto a renderci più poveri e più servi.


P.S.: pare che nella "legge di stabilità" le tasse sui risparmi (che i comunisti chiamano ipocritamente e falsamente "rendite finanziarie") verranno aumentate al 22% dall'attuale (ed eccessivo) 20%.
Alfini e compagni ministri (Quagliarella, Lupi, Lorenzin e Di Gerolamo) , cosa faranno ? 
Si dimetteranno aprendo quella crisi che non hanno voluto quando fu aumentata l'iva o pur di conservare la poltrona si renderanno complici di chi metterà le mani nelle nostre tasche ?


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14 ottobre 2013

Chi paga la task force per salvare i clandestini ?

Leggo che Letta annuncia una task force aeronavale (per giornale radio ieri ho sentito addirittura "aereo spaziale" neanche fossimo in un episodio di Star Trek !) per pattugliare il Mediterraneo alla ricerca di barconi carichi di clandestini da rimorchiare sulla nostra terra.
Chi paga ?
Perchè se TUTTE le spese saranno a carico dei partners europei è un conto, non condivido il principio che si vada a caccia di clandestini per portarli dove vogliono arrivare invece di rispedirli dove sono partiti, ma almeno non si aggiunge il danno della spesa, alla beffa dell'invasione.
Ma se le spese devono essere a carico del bilancio italiano, di una Italia che non riesce ad abolire l'imu, che aumenta l'iva, le accise sulla benzina e che persino consegna case popolari agli immigrati anteponendoli agli Italiani, allora no, è un ulteriore capitolo di una politica autolesionista che richiederebbe reazioni ben maggiori, per intensità, diffusione ed efficacia, di quelle che riescono a mettere in campo Lega e Forza Nuova.
I clandestini ci stanno costando una manovra finanziaria sotto forma di straordinari, consumo dei mezzi, carburante, cure mediche, vitto e alloggio tanto per elencare le prime e più essenziali forme di assistenza che vengono poste in essere.
In compenso Letta, Saccomanni e compagni, con la complicità di Alfini e soci, frignano perchè l'europa ci dice di rientrare sotto il tre per cento della spesa pubblica: ma che ci paghino tutto quello che facciamo per i clandestini che, ugualmente, vogliono imporci di tenere !
Non credano di risolvere tutto con un assegno, insufficiente, di 130 milioni di euro !
Se Letta, che si dichiara contro il reato di clandestinità, subisse, lui o i suoi famigliari, qualche danno dalle attività irregolari e spesso criminali dei clandestini, cambierebbe idea, evitando di sparare cavolate buoniste.
Purtroppo quelli come Letta vivono in un mondo ben protetto da guardie del corpo provenienti dalle Forze dell'Ordine e con costi a carico del contribuente, cioè sempre prelevati dalle nostre tasche, che pure subiamo le conseguenze delle loro politiche.
Lo stato ha senso in quanto tutela l'interesse di chi lo ha costituito, cioè degli Italiani.
Quando uno stato (con le sue istituzioni) punisce gli Italiani, togliendo loro Libertà, Proprietà, Benessere e Sicurezza per preoccuparsi dei clandestini, quello stato non ha più ragione nè di essere rispettato, nè di esistere.


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13 ottobre 2013

La bassezza morale dei "moralmente superiori"

All'età di cento anni è morto il capitano delle SS Erich Priebke condannato per l'eccidio delle Fosse Ardeatine.
Dopo averne preteso la detenzione da vivo, adesso non vogliono nè celebrarne il funerale, nè seppellirlo.
Anche nei tempi antichi le spoglie del nemico morto venivano onorate e sepolte, quando non restituite alla famiglia come ci insegna Omero nello struggente appello di Priamo ad Achille perchè gli sia restituito il corpo del figlio Ettore.
Con Priebke, no.
Sembra che sia l'unico verso il quale si maturi una vendetta continuata e che non finisce neppure con la morte.
Anzi, l'unico, no.
Un altro personaggio nei confronti del quale, pur Perseguitato, continuano ad infierire è Silvio Berlusconi.
Ironia, infamie e tutto l'armamentario che i piccoli mettono, nel modo più meschino e squallido possibile, contro i Grandi che cadono e verso i quali, nel loro momento di potere, rivolgevano suppliche e untuose richieste.
Non credo che sia un caso che quelli che si comportano con tale disumanità, pur credendosi "moralmente superiori", siano gli stessi che berciano più forte di chiunque altro per l'accoglienza dei clandestini che vengono in Italia per sottrarci la nostra terra.
In ogni loro comportamento emerge la bassezza morale che contraddistingue una politica che non rispetta l'Individuo ma pensa solo a spogliarlo della Dignità, della Libertà, della Proprietà.


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12 ottobre 2013

A come Alitalia

Nel 2008 Berlusconi vinse le elezioni con due formidabili cavalli di battaglia: l'abolizione dell'ici e l'italianità di Alitalia.
Ambedue gli obiettivi raggiunti.
Favorevolissimo all'abolizione dell'ici, ero e resta contrario al "salvataggio" di Alitalia.
Fu un bagno di sangue, scorporando il marcio dal buono e solo questo fu ceduto, per un tozzo di pane, a imprenditori privati.
Noi pagammo per questa operazione ma, se c'era un senso, stava nel fatto che doveva essere l'ultima volta che gli Italiani avrebbero coperto i debiti di Alitalia.
La compagnia aerea, in mani privati, o avrebbe conseguito utili o sarebbe meritatamente fallita, come doveva essere già da anni.
Oggi Letta, probabilmente in pieno delirio di onnipotenza, ha deciso che Alitalia deve essere salvata.
Con i soldi degli Italiani, ancora una volta.
E Alfini e compagni gli sono andati dietro esultando per l'ingresso annunciato delle Poste nel capitale della compagnia e iniezione di miliardi.
E quando quei miliardi saranno finiti cosa faranno ?
Una nuova tassa sulla benzina ?
Sulla casa ?
Sui risparmi ?
O aumenteranno i francobolli ?


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11 ottobre 2013

Il Grande Perseguitato

E' di oggi la notizia che la Cancellieri, burocrate di stato che oggi arrotonda la pensione come ministro della giustizia dopo esserlo stato degli interno con Monti, ha dichiarato che a suo parere Berlusconi non beneficerà dell'amnistia.
Non ne dubitavo.
Berlusconi, nonostante si sia piegato alle imposizioni di Napolitano e compagni votando la fiducia a Letta, non verrà lasciato morire in pace (in età avanzata) e non gli sarà neppure concesso rappresentare i suoi elettori.
Purtroppo il Cavaliere continua ad essere mal consigliato e, invece di prendere la strada più onorevole che sarebbe anche quella che potrebbe capitalizzare meglio il consenso, cioè la prigione senza genuflettersi per chiedere domiciliari, grazia o affidamento sociale, presenta domande che dovranno essere valutate e approvate dai suoi stessi aguzzini.
E anche il PdL di Alfini che ha brandito l'amnistia e l'indulto pretesi da Napolitano, rimarrà cornuto e mazziato.
Libererà delinquenti conclamati, facendo irritare il proprio elettorato e, contemporaneamente, non avrà salvato il suo Leader.
Ne vale la pena appoggiare amnistia e indulto ?


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I clandestini vanno espulsi

Ci stanno provando.
Ci stanno provando a rendere il clandestino, l'illegale uno status privilegiato, in modo che in futuro uno possa dire "sono clandestino" come una volta si diceva "civis Romanus sum".
Prima la Chienge dice che sul barcone affondato a Lampedusa avrebbe potuto esserci anche lei .
Poi Letta che si inginocchia e, addirittura, dopo aver proclamato lutto nazionale dispone funerali di stato.
No, dico, FUNERALI DI STATO per i clandestini: quasi un invito generalizzato a venire in Italia, con tutti gli onori, tutti i privilegi e nella pressochè assoluta garanzia di impunità.
Quindi sempre Letta (cui il successo causato dal tradimento di Alfini deve aver dato alla testa) probabilmente inebriato di potere afferma che è "indegno" iscrivere nel registro degli indagati i clandestini che sono sopravvissuti.
Ma come ?
Da sempre i magistrati agiscono trincerandosi dietro la frase "è un atto dovuto" e quando è realmente un "atto dovuto" sarebbe "indegno" ?
Poi la ciliegina sulla torta: l'abolizione del reato di clandestinità votata in commissione giustizia del senato.
Grillo, che ha fiuto, ha sconfessato i suoi, perchè gli Italiani non perdonerebbero un tale tradimento.
Parliamoci chiaro.
Siamo tutti capaci di stillare una lacrimuccia, ma NON VOGLIAMO PIU' IMMIGRATI A CASA NOSTRA.
E questo è un sentimento diffuso a Destra, al centro e a sinistra.
Se lo stato non tutelerà la nostra terra, allora sarà direttamente il Popolo a farlo.


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10 ottobre 2013

Nè amnistia, nè indulto

L'idea che vengano liberati dei delinquenti mi ripugna.
E' vero che con la "giustizia" che abbiamo in Italia è molto più probabile che in galera ci siano persone oneste, che delinquenti, ma ho l'impressione che queste resterebbero dove sono, esclusivamente per una ragione ideologica, mentre verrebbero liberati quelli che, invece, colpevoli lo sono.
E' anche vero che è intollerabile la situazione delle carceri (basta parlarne con qualsiasi nostro conoscente che svolga l'attività di avvocato penalista).
Ma il problema del sovraffollamento può essere ridotto con tre semplici mosse.
1) rispedire a casa loro clandestini e immigrati che delinquono: si libererebbe circa il 35% dei posti;
2) non si usi la galera preventiva, prima della condanna definitiva,come mezzo di coercizione per estorcere confessioni;
3) niente galera per chi commette reati di opinione e amministrativi o fiscali.
Esattamente il contrario di quel che si propongono i comunisti sostenendo amnistia e indulto.


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09 ottobre 2013

Vajont

Il 9 ottobre 1963 una immensa quantità di terra, mezza montagna, franò sulle acque raccolte nella diga del Vajont che superando la diga scesero a valle distruggendo il paese di Longarone e uccidendo quasi duemila persone.
La vicenda è stata ripetutamente raccontata in scritti e film, ognuno con la sua visione e la sua morale, che poi è quella di chi ha scritto quei racconti e girato quei film.
Ognuno ha individuato i suoi colpevoli e tratto la sua morale.
Nel cinquantesimo anniversario di quella immane tragedia io intendo rendere omaggio alle quasi duemila vittime con questo commento che parte dal ricordo di un bambino di quasi sette anni.
Tanti ne avevo quel 9 ottobre 1963 quando accadde la disgrazia e noi ne fummo informati dalla televisione le cui notizie ci furono spiegate dai nostri genitori e dalla maestra che ci guidava in quella seconda elementare (anno di esame, allora, prima di passare in terza) che avevamo iniziato da pochi giorni.
Ricordo che, come si usava in quei tempi, vennero istituite delle raccolte di fondi (“collette” venivano chiamate) che servivano anche a sensibilizzare alla solidarietà (non all’assistenzialismo !) i bambini.
Mi sembra di ricordare che il lutto nazionale per la morte di tanti Italiani si manifestò anche con uno o due giorni di chiusura delle scuole.
I miei ricordi finiscono lì e riprendono in tempi relativamente recenti, dal 1995, quando partecipai alla  gara di sci aziendale che si svolse (e si svolge) in Val Zoldana.
Dopo aver per i primi due anni cercato e trovato a fatica un albergo libero vicino alle piste, in seguito prenotammo sempre a Longarone, dove comunque si svolge la premiazione serale.
La nuova Longarone è un paese totalmente nuovo, pulito, ordinato.
Mancano le vecchie case, i vecchi edifici.
Non manca il ricordo, quanto è stato possibile recuperare della vita e della storia di duemila persone.
Incombe ancora, sul paese la diga.
Monumentale, massiccia, titanica.
Quando fu costruita era la diga più alta del mondo, oggi sarebbe la quarta.
Si può visitare dall’esterno.
Sì, perché la beffa più atroce è che quella diga, orgoglio della scienza umana, ha retto l’urto dell’acqua ed è rimasta in piedi, solida come il primo giorno e, oggi del tutto inutile.
Chi ha letto del disastro sa che il crollo di mezza montagna provocò una gigantesca ondata con la montagna crollata, che nel frattempo, tanta era la forza !, era risalita sul versante opposto e poi si adagiò definitivamente nel bacino.
Quelle ondate superarono la barriera della diga, senza peraltro distruggerla.
Oggi si può camminare sul terreno che era il fondo del bacino (o forse, la cima della montagna crollata) e avvicinarsi alla diga.
Il luogo non è molto frequentato e la solitudine porta ancor di più a sentire la vicinanza con quella disgrazia che, da casa, sembra così lontana nel tempo.
Visitare il bacino del Vajont, avvicinarsi ai piedi della diga, raccogliere un pugno di terra e qualche filo d’erba che vi cresce e sentire, ognuno con la propria immaginazione, con la propria sensibilità, l’orrore della disgrazia e la sofferenza dei duemila cuori che hanno smesso di battere quel 9 ottobre 1963.
Molti dicono: mai più.
E realmente la tragedia del Vajont ci deve condurre a far tesoro dell’esperienza, perché diversamente quelle duemila persone sarebbero morte invano.
Questo però non significa rinunciare al progresso, a costruire, ai sogni.
La diga, come tutti possono vedere, ha resistito alla potenza delle acque, vuol dire che è stata costruita con tutti i crismi e le regole della buona ingegneria.
Quel che probabilmente è mancato è lo studio preventivo idrogeologico o, ancora peggio, se vi fosse stato, la volontà di spendere qualcosa in più per consolidare il monte o per costruire altrove.
E’ questo, credo, che dovrebbe rappresentare l’insegnamento del Vajont e il miglior ricordo delle vittime della tragedia.
Non si fermi il progresso, ma si compiano tutte le operazioni, anche le più onerose, per mettere in sicurezza quel che si costruisce.




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