Ciò che è bene per la sinistra è male per l’Italia. Ciò che è male per la sinistra è bene per l’Italia.

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Si devono intraprendere le guerre per la sola ragione di vivere senza disturbi in pace (Cicerone)

No alla deriva

No alla deriva
Diciamo NO alla deriva

13 novembre 2013

Patente di corsa

Nel milleseicento, anno più, anno meno, le guerre si combattevano anche con l’uso dei pirati, i corsari, che colpivano i bastimenti battenti bandiera nemica per depredarli delle ricchezze che trasportavano dalle colonie alla madre patria.
Il corsaro forse più noto fu Sir Francis Drake, che ebbe parte anche nella vittoria dell’Inghilterra di Elisabetta I contro la Invincibile Armata spagnola e con la sua patente di corsa aveva negli anni arricchito la corona di Sua Maestà a scapito della Spagna.
Oggi la figura del pirata e del corsaro è ammantata da un alone di mistero e romanticismo, grazie anche a grandi Autori come Emilio Salgari, ma, purtroppo, l'abitudine a depredare inermi e pacifici cittadini è rimasta, come è rimasta la patente di corsa.
Una patente di corsa che oggi è rappresentata dalle leggi finanziarie e di bilancio, dai diktat di Bruxelles e dalle gabelle e balzelli che la sinistra impone ogni volta che arriva al potere, spesso con la complicità di fuoriusciti o fuoriuscendi del Centro Destra.
Non può infatti che essere rubricata tra le rapine la tassa sulla casa, priva di sottostante perchè tutti, ma proprio tutti, i servizi che interagiscono con una abitazione (sia la prima, la seconda, la centesima) sono ampiamente pagati con bollette e tasse a parte.
Come è attività predatoria la tassa sui risparmi, cioè la tassa che sottrae la rendita al denaro investito, denaro che è quanto abbiamo salvato da tutte le altre tasse.
Una volta si celebrava il risparmio, ora il risparmio viene depredato per legge.
E che dire delle pensioni, spesso unico mezzo di sostentamento per i nostri Vecchi, sempre obiettivo di ladrocini al cui confronto scompaiono pirati e corsari.
Magari un giorno ci sveglieremo e, come un sol uomo, reagiremo alla tracotante prepotenza dei nuovi corsari che con le loro gabelle e i loro balzelli impoveriscono la nostra vita e cancellano il nostro futuro.
Sognare non è ancora vietato e neppure tassato ...


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12 novembre 2013

Logica (?) alfaniana

Alfano, soprannominato da Alessandra Mussolini AL-FINI, ritiene e dichiara che contro Berlusconi è stata messa in atto una persecuzione, una "porcata".
Detto questo, approssimandosi il voto sulla decadenza, ribadisce il suo rispetto, sostegno e riconoscimento eterno per il Cavaliere e, quindi, dice che anche se i comunisti voteranno per la sua decadenza, il governo dovrà continuare ad andare avanti.
Io mi vedo Alfano che, tornando a casa, sorprende dei rapinatori e dice loro: guardate che ho in tasca una pistola carica, però prendete pure quello che volete, perchè fate una "porcata", ma non ho intenzione di usarla.
La logica (?) alfaniana trascende l'umana comprensione è necessita di un "interprete "(ma che sia bravo, molto, molto bravo ...).


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11 novembre 2013

Le cicale della sinistra che si credono tanto furbe

Quando guido tengo accesa la radio, sempre sulla prima rete radiofonica.
Intrattenimento, informazione, notiziari.
Intorno alle 9 del mattino, trasmettono Radio anch’io, in cui viene affrontato un argomento con vari ospiti, che preferirei fossero dosati con il Manuale Cancelli, invece sono sempre sbilanciati a favore della sinistra.
Ma questo aiuta a non dimenticare la reale natura dei comunisti.
Sfumature a parte, quando parlano Bonanni e Damiano e una certa “Titti” di sel, arrivano sempre al solito punto: come meglio sottrarre i risparmi degli Italiani per le loro clientele.
Certo, il tutto è ammantato da iperboli buoniste e costoro appaiono, meglio, si dipingono, con l’aureola che neppure i santi possono vantare, perché è tutto un florilegio di aiutare i più deboli, favorire i redditi più bassi, colpire chi guadagna senza sudare, ridistribuire equamente, tagliare la spesa improduttiva (sempre quella che è a beneficio delle clientele altrui, naturalmente).
Così venerdì 8 novembre, in trasmissione si parlava della decisione di Draghi di ridurre il costo del denaro e della legge di stabilità che Palle d’Acciaio e il suo Golem all’Economia avevano licenziato e stavano modificando tanto è pessima.
Bonanni, lei, il sindacato, siete soddisfatti ?
Neanche per idea.
La rivalutazione delle pensioni la vogliono almeno fino ai 3000 euro lordi (che sarebbero poi 2000 euro netti: annotiamoci questo importo perché è il crinale che divide, secondo la mentalità della sinistra alla Bonanni il “ricco” dal “povero”).
Io credo che sia una vergogna rifiutare ai nostri Vecchi la rivalutazione delle loro pensioni, indipendentemente dal loro importo.
Ma Bonanni non se ne cura e impavido sostiene la rivalutazione ma SOLO fino ai 3000 euro lordi, gli altri sono “ricchi”, possono arrangiarsi.
Bonanni, i soldi dove li trova ?
Qui Bonanni dà il meglio di se, neanche fosse la Camusso: aumentando le rendite finanziarie, perché bisogna colpire chi guadagna senza sudare.
L’immagine che affiora è di un crapulone grasso e sudaticcio, che, circondato da servitori, senza fare nulla, incassa denaro sonante.
Un ascoltatore interviene e dice: attenzione, perché le rendite finanziarie sono il frutto dei risparmi di pensionati e lavoratori dipendenti.
Qui interviene Damiano, già ministro del lavoro con Prodi (e questo solo trascorso dovrebbe costringerlo a nascondersi dalla vergogna)  che dice: sì, ci sono rendite e rendite, bisogna trovare il sistema per differenziare la tassazione a seconda dei soggetti.
La legge è uguale per tutti, come si vede.
Damiano (e Bonanni e la Camuso e tutti coloro che vogliono “tassare le rendite finanziarie”) dimenticano , ignorano stolidamente, che queste sono esclusivamente i frutti, gli interessi degli investimenti che ogni cittadino ha compiuto nella sua vita CON IL DENARO RISPARMIATO  !
Fondi, quindi, già tassati e che non è vero che rendono senza sudore, perché un buon investimento richiede intelligenza e studio, oltre ad una dose di coraggio per il rischio che ci si assume.
Tassare le “rendite finanziare”, come dicono loro, significa RAPINARE I RISPARMI DEGLI ITALIANI !
Non val la pena riportare l’intervento della “Titti” che ha solo elencato una serie di provvedimenti di pura demagogia e costosi (sbloccare i contratti degli statali, rifinanziare la cassa integrazione, risolvere il problema degli esodati …) sempre attingendo alle “rendite finanziarie” o alle “banche” e neppure la debolissima replica di Sacconi, una colomba del PdL che è probabilmente in procinto di spiccare il volo lontano da Berlusconi (buon viaggio !) che non ha saputo in modo incisivo dire perché il Centro Destra è contro le tasse (sarebbe meglio se venissero mandati in trasmissione i lealisti, non i governativi che non si oppongono certo ai loro sodali di sinistra).
Ai Bonanni e ai Damiano, forse, non è stata raccontata correttamente la favola della cicala e della formica e così la interpretano nel senso che loro, cicale, continuano a spendere sottraendo i mezzi di sostentamento che la parsimoniosa formica ha messo da parte e cercando così di cambiare il finale della favola, in cui la cicala, giustamente, muore al freddo e di fame.
Ma ai Bonanni e ai Damiano sarebbe opportuno ricordare anche un librettino di alcuni anni fa: anche le formiche, nel loro piccolo, si incazzano.
E allora saranno dolori per tutti.
Nel frattempo, ogni pagamento per contanti all'artigiano che ripara la porta o al meccanico che vi rimette in funzione l'automobile, è un calcio a Palle d'Acciaio e al suo Golem.



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08 novembre 2013

Palle d'acciaio

Se nessuno lo dice, se lo dice da solo.
Così Letta, monsignore ma non troppo, mostra i muscoli onirici raccontando di essere definito "palle d'acciaio" dai sodali europei per aver costretto il Cavaliere a votargli la fiducia il 2 ottobre.
Io vorrei vedere quanto durerebbero quelle "palle d'acciaio" se:
- Letta fosse condannato da una magistratura ostile dopo aver subito assalti giudiziari per venti anni;
- Letta fosse condannato a pagare a Renzi duemila miliardi di lire (cinquecento milioni di euro)
- Letta fosse pugnalato alle spalle da coloro che, grazie ai voti da lui solo conquistati sul campo, sono stati messi su una comoda poltrona.
Palle d'acciaio o palle di coccio ?


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Berlusconi e gli ebrei

Berlusconi ha rilasciato una intervista a Bruno Vespa per il libro di attualità in uscita, ne sono stati pubblicati stralci e così non è mancata l'occasione per una polemica tanto sciocca, quanto inutile.
Il Cavaliere vede le sue aziende attaccate, i suoi stessi figli criticati perchè lo sostengono invece di dissociarsi da lui, lui stesso pesantemente condannato dalla magistratura schierata e a rischio decadenza per volontà degli stalinisti che non riescono a vincere con regolari elezioni, viene condannato a pagare al suo nemico storico 500 milioni di euro (mille miliardi delle vecchie lire) e così sbotta: i miei figli si sentono come gli ebrei perseguitati dai nazisti.
Apriti cielo !
Il primo a prendere la parola (non perde occasione !) è il capo degli ebrei romani, a seguire è un coro della sinistra.
Ha così buon gioco il Giornale a ricordare che simili iperboli sono abituali nel nostro linguaggio.
Sarà capitato a tutti, infatti, di dire "mi hanno messo in croce", ma mica ci paragoniamo aGesù Cristo !
E quando il Bologna ha perso cinque a zero con la Roma cos'è stato se non "una Caporetto", senza ovviamente alcuna offesa verso i seicentomila morti della Grande Guerra.
Allora perchè tutta questa canea sulla frase di Berlusconi ?
E smettiamola anche di farci dettare codici di comportamento da persone che, per il solo fatto di essere ebree, si arrogano un ruolo che la loro personale situazione non giustifica.
Non si accreditino gli ebrei italiani di oggi di quella autorevolezza morale che non hanno in quanto ebrei, ma, semmai, per le doti personali del singolo, come possono averla cristiani, musulmani, atei e agnostici.


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07 novembre 2013

La sinistra è solo tasse

La sinistra di tutto il mondo ha un solo obiettivo: mettere le mani nelle tasche altrui per depredarne i risparmi e rendere tutti più poveri,
In Italia vediamo tutti chi, un giorno sì e l'altro pure, vorrebbe aumentare le tasse sui risparmi, le tasse sulla casa, i costi di "servizi" inesistenti, per poter distribuire alla propria clientela, annidata principalmente nel'ambito del settore pubblico, i soldi che altri guadagnano con fatica.
In Francia, in Germania, in  Spagna, ovunque la sinistra, quando diventa governo, aumenta le tasse in qualche settore o introduce nuovi balzelli con le scuse più disparate: dall'ecologia, all'evasione.
Gli Stati Uniti che erano (prima dell'attuale amministrazione) il più importante stato liberale, non fanno eccezione.
Vediamo così che un demagogo italo (purtroppo) americano viene eletto trionfalmente  sindaco di New York promettendo più servizi, di "non lasciare indietro nessuno", il tutto a spese di quelli che considera "ricchi" tra i quali molti babbei lo hanno pure votato.
Ricordo che, per la sinistra, "ricco" è chiunque possieda qualcosa.
Un garage, un bot da cinquemila euro, un lavoro.
Sì perchè i veri poveri, quelli da beneficiare con i nostri soldi, sono soltanto coloro che vivono a spese altrui.


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06 novembre 2013

27 novembre, Dies Irae

Il 27 novembre 2013 potrebbe essere una data da ricordare con infamia, come l'8 settembre 1943.
Per il 27 novembre, infatti, il senato ha fissato la votazione che potrebbe sancire la decadenza da senatore del Leader del Centro Destra, votato anche nel 2013 da dieci milioni di Italiani.
La sinistra, incapace di batterlo con il voto democratico, è così andata a rimorchio dei magistrati costretti a condannarlo per toglierlo di mezzo e applicando retroattivamente, con un abuso del diritto, una norma sanzionatoria e, con un altro abuso del diritto, decidendo per il voto palese in aula.
Da quel che si legge, Berlusconi pare speri ancora su interventi di Napolitano e Letta per continuare a fare quello che gli abbiamo chiesto di fare in dieci milioni.
Credo debba togliersi ogni illusione e decidersi, una buona volta, a passare all'opposizione capeggiando, da Arcore o dalla prigione non ha importanza, un durissimo ostruzionismo parlamentare che impedisca l'approvazione di leggi aberranti come l'istituzione di reati di opinioni quali l'omofobia o il negazionismo, la rapina dei risparmi con l'aumento della tassazione sugli interessi o l'esproprio delle case con una tassa senza sottostante come l'imu o comunque la si voglia chiamare.
Il 27 novembre sarà il giorno dell'ira, ma già adesso i nostri parlamentari possono dare i primi, forti segnali di quel che potrà accadere.


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05 novembre 2013

Fuori i tecnici dai governi

Il caso che coinvolge la Cancellieri è solo l'ultimo tassello di una presenza tanto ingombrante, quanto inutile: quella dei "tecnici" al governo.
Gente priva di consenso popolare, chiamati alla guida di un ministero in base ad una percezione di competenza in materia, ma che non si sa bene a chi rispondano, visto che del Popolo non si interessano, snobbando ripetutamente il dovere di presentarsi con la propria faccia per ottenere voti.
E quando lo fanno, Monti docet, il flop è inesorabile e senza appello.
Anche la loro "competenza" appare sopravvalutata, come ha dimostrato sempre il Monti con un governo interamente di "tecnici" che ha saputo fare solo quel che riuscirebbe anche qualsiasi passante di limitato intelletto: aumentare le tasse.
Eppure questa aura del "tecnico" continua a mietere vittime e così vediamo che nel governo Letta tre ministeri di grande rilevanza invece di essere attribuiti a politici che si avvalgano dei tecnici per predisporre gli atti legislativi e gli studi sui quali decidere, sono affidati a personaggi che non si sa bene a chi rispondano.
Saccomanni all'Economia è il caso più eclatante, anche se un sospetto sul suo referente, anzi sulla sua referente, io l'avrei.
La Cancellieri ormai è stata rivoltata come un calzino dalla stampa e continua a ricoprire il ruolo di ministro della Giustizia.
Infine abbiamo lo statistico, Giovannini nientepopodimeno che al Lavoro, cioè un contabile là dove si parla di vite, di persone.
Non sarebbe il caso di rimpiazzarli con un politico ?
E visto che si parla di governo delle larghe intese con tre soggetti primari, ecco che non sarebbe difficile sostituire i tre ministri con altrettanti parlamentari, che rispondano delle loro azioni al Popolo perchè sanno di doversi ripresentare al voto, uno per ciascuno dei partiti di governo.
E se Saccomanni, la Cancellieri e Giovannini vorranno rendersi utili, potranno farlo anche da direttori generali dei ministeri.


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04 novembre 2013

Festa della Vittoria

Il 4 novembre 1918, 95 anni fa, si concretizzò l’unica grande vittoria militare in terra europea dell’Italia dai tempi delle imprese delle Legioni Romane.
Fu una vittoria sanguinosa, costosa che però mostrò il meglio della Nazione Italiana, soprattutto dopo Caporetto.
Nei giorni scorsi ho visto uno di quei manifesti che vengono affissi dalle amministrazioni comunali di sinistra nelle occasioni celebrative.
Con il solito abuso del Tricolore, era scritto “4 novembre 95° anniversario della liberazione e Festa delle Forza Armate”.
Quelli non esistono se non mettono la “liberazione” anche dove non importa.
Certamente fu anche una liberazione, per Trento e Trieste, ma il termine “liberazione” è totalmente inappropriato, per quel che evoca, in riferimento al 4 novembre.
Così come è sminuire il significato della ricorrenza, ricordarla semplicemente come Festa delle Forze Armate, alle quali va comunque tutto il nostro ringraziamento e tutta la nostra riconoscenza, perché il 4 novembre è la Vittoria in guerra, nella Grande Guerra.
Ma i comunisti e affini che operano sistematicamente per imporre una neolingua e per manipolare la Storia, cercando di impedirne lo studio libero e la circolazione delle idee in ordine a fatti esclusivamente storici, non a caso cercano di sviare l’attenzione, di confondere i meno preparati con le parole come “liberazione” senza precisare da chi e perché.
Nel 1915 la sinistra era il partito socialista e i socialisti furono contro l’ingresso in guerra dell’Italia.
La sinistra non ha mai avuto a cuore i destini della nostra Nazione, anzi ha sempre agito CONTRO gli interessi nazionali e così la Vittoria del 4 novembre 1918 rappresentò uno smacco per i socialisti perché fu anche una Vittoria contro il loro internazionalismo antitaliano.
Lo si vide chiaramente al ritorno dei nostri Combattenti, offesi e aggrediti dai socialisti che, nel frattempo, approfittando della debolezza interna, avevano promosso azioni violente contro i cosiddetti “latifondisti” e i “padroni”, provocando la reazione che poi sarebbe sfociata nella nascita del Partito Nazionale Fascista e nel Ventennio.
Che preferiscano quindi parlare di “liberazione” anziché di Vittoria è comprensibile, visto che loro vanno annoverati sicuramente tra gli sconfitti del 4 novembre 1918, così come è comprensibile che non siano in grado di precisare di quale “liberazione” si tratti dal momento che dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale i comunisti, nati nel 1921 da una costola del partito socialista e che da questo hanno ereditato il testimone dell’azione antinazionale, cercarono di lasciare ai loro compagni slavi titini anche Trieste, dopo che già si erano presi territori che erano e sono Italiani come Fiume, l’Istria e la Dalmazia, massacrando migliaia di Italiani e costringendone altre migliaia alla fuga vero l’Italia dove, ancora una volta, la sinistra li accolse con insulti e offese.
I comunisti e la sinistra non hanno quindi nulla da celebrare in questo 4 novembre, anche per la condotta tenuta sempre in linea con il loro internazionalismo antitaliano dal sostegno all’Unione Sovietica moscovita a quello all’unione sovietica europea di Bruxelles ma di osservanza germanica.
Dalla adesione alla Nato, alla installazione dei missili Pershing e Cruise.
Comunque vada la sinistra è sempre schierata contro gli interessi nazionali, a remare contro la crescita di uno spirito Nazionale, Sovrano, Indipendente.
Come vediamo sin nelle cronache dei giorni d’oggi con il sostegno continuo al meticciato incombente sull’Italia attraverso l’immissione di milioni di immigrati sulla nostra Terra.
Il 4 novembre, quindi, tra le tante ricorrenze che si celebrano in Italia, non potrà mai essere compreso, né appartenere alla sinistra proprio perché rappresenta e simboleggia il contrario della battaglia politica di ieri e di oggi della sinistra italiana costringendola a manipolare la Storia, a riscriverla per accreditarsi anche eventi che non solo non le appartengono, ma sono in constrasto con la sua stessa essenza.
Ma finchè resterà qualcuno che si ricorda del vero significato della celebrazione, la sinistra è destinata a continuare ad essere sconfitta.
Viva il 4 novembre, Festa della Vittoria !



ANNI PRECEDENTI:

4 novembre 2005 4 novembre Festa Nazionale




4 novembre 2009 Non passa lo straniero

4 novembre 2010 4 novembre nella memoria




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01 novembre 2013

Adesso inventeranno il reato di populismo ?

Enrico Letta, nonostante i gravi problemi dell'Italia, sproloquia sui giornali esortando i suoi sodali europei a combattere contro il populismo crescente che vede anche (magari così fosse !) in Berlusconi e in una parte del PdL.
Dopo le leggi Scelba e Mancino, la belinata calcistica della "discriminazione territoriale" e il tentativo di introdurre reati balenghi come l'omofobia e il negazionismo che, introducendo il reato di opinione, si traducono in una limitazione della Libertà tout court, ecco che si prospetta il nuovo reato sempre di opinione: populismo !
Allora, finchè è possibile: viva il populismo che rappresenta l'ultima speranza per i Popoli europei di cacciare questi novelli tiranni che vorrebbero imporci le loro idee, i loro governi, le loro perversioni.

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